Tutti gli articoli con tag mafia

Saviano candidato al premio Sakharov

pubblicato da Andrea Coccia in: news scrittori scuole&concorsi narrativa italiana

Saviano candidato al premio Sakharov
Lo scrittore napoletano Roberto Saviano, che da anni vive sotto scorta per scontare la colpa di aver scritto Gomorra, dopo l’onorificenza del pubblico di tutto il mondo che ha comprato a milioni il suo libro, potrebbe tra pochi giorni ricevere un’altra onorificenza, questa volta istituzionale, dal governo europeo. E’ il premio Sakharov assegnato ogni anno dal Parlamento europeo “a persone o organismi che si sono distinti nella difesa dei diritti umani”.

Saviano, la cui candidatura è stata proposta dall’eurodeputata dell’Italia dei Valori Sonia Alfano, è ora in lizza per la vittoria finale con altri 8 candidati. La prima tappa, prima dell’assegnazione del premio, sarà la scelta da parte della giuria, composta dai membri delle commissioni Affari esteri e Sviluppo del Parlamento Europeo, della terna dei finalisti.

Se il destino e la giuria vorranno premiare Saviano non lo possiamo ancora sapere, ma sappiamo che il significato simbolico di un’eventuale vittoria assegnata a uno scrittore che è l’immagine della presa di coscienza e della lotta contro la mafia sarebbe enorme. Certo, i gesti reali enormi da fare per migliorare la vita di Saviano e quella di tutti noi sarebbero ben altri, ma purtroppo per ora dobbiamo accontentarci dei gesti simbolici, e affrontare da soli la realtà desolante della nostra piccola Italia.

Via | Adnkronos
Foto | Flickr

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Le due guerre. Perche' l'Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia, di Giancarlo Caselli

pubblicato da sara in: blog&web saggi

giancarlo caselliCi sarà anche Andrea Camilleri stasera alle 18.30 presso la sede della Provincia di Roma, per presentare il libro del magistrato Giancarlo Caselli ”Le due guerre. Perche’ l’Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia”, (Melampo Editore).

Il volume ricostruisce 35 anni di storia italiana vista ‘dietro le quinte’ da Caselli, che racconta storici processi contro la mafia e contro il terrorismo: dagli storici processi contro i capi delle Br passando per il pentimento di Patrizio Peci e l’arresto di Totò Riina, ma anche il processo a Giulio Andreotti, e i drammatici giorni dell’uccisione di Falcone e Borsellino.

Il libro ha una postfazione di Marco Travaglio. Per tutti noi che abbiamo già letto il bellissimo ‘Solo per giustizia’ di Raffaele Cantone, è d’obbligo prendere anche questo.

Giancarlo Caselli
Le due guerre. Perchè l’Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia
Melampo
15 euro

Via | Zoes

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Più scuro di mezzanotte. Una storia di mafia diventa un film

pubblicato da roberta in: Mondo Libri curiosità

Dopo aver collezionato in un mese tre edizioni, “Più scuro di mezzanotte. Una storia di mafia”, bestseller di Salvo Sottile (caporedattore e conduttore del TG5), diventa un film. Lo ha annunciato la Sperling & Kupfer. Il libro più richiesto dagli editori stranieri (venduto in Germania a DTV), ha trovato Attilio De Razza come produttore.

Nel frattempo Salvo Sottile è tutto preso dal trasporre “Maqueda“, suo primo romanzo, dal cartaceo al cinematografico, dato che Valsecchi ha acquistato i diritti. In attesa del primo ciak d’inizio, non ci resta che leggere il libro. Che racconta com’è cambiata la mafia. Leggerlo è come vedere un film, una sceneggiatura che emerge da un accostamento di parole, sensazioni, profumi in una Sicilia intensa e con forti contrasti: una Sicilia al tempo stesso armoniosa, perché si percepisce che l’autore ha uno stile che nasce da dentro.

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L'abusivo, di Antonio Franchini. La storia di Giancarlo Siani

pubblicato da sara in: libri narrativa italiana

SianiNon ha avuto una grossa distribuzione nei cinema Fortapasc, il bellissimo film di Marco Risi che racconta la storia di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla mafia. Non ha avuto, almeno secondo me, la visibilità che meritava una storia del genere (e anche un bel film del genere).

Siani è stato ucciso nel settembre del 1985 a Torre Annunziata, mentre andava a prendere la sua ragazza per andare a mangiare una pizza. Siani aveva 26 anni e non era ‘nessuno’. Era un ‘abusivo’, un giornalista praticante senza contratto e sottopagato dalla redazione locale del ‘Mattino’. Siani era solo una ‘firma’ sotto ai suoi pezzi, che grazie al suo intuito e ‘fiuto’ giornalistico innato riuscivano a scoprire i motivi dietro le faide e gli ‘ammazzamenti’ dei clan camorristici del suo paese. Riprendendo una citazione del film, Siani era un ‘giornalista giornalista’, e non un ‘giornalista impiegato’.

Si era conquistato così la fiducia degli inquirenti, avendo la possibilità di ottenere notizie riservate in anteprima, e stava probabilmente lavorando a qualcosa che si sarebbe trasformato in uno scoop: un giro di appalti che dimostrava il perverso intreccio fra politici locali e clan camorristici. Ed è per questo che è stato ucciso, probabilmente.

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Roberto Saviano a Che tempo che fa: la paura e il potere delle parole

pubblicato da sara in: scrittori narrativa italiana

savianoCon le storie raccontate da Roberto Saviano ieri in apertura della puntata di Che tempo che fa di ieri sarebbe possibile scrivere un altro libro. Bella infatti la sua scelta di parlare, partendo da alcune foto, di storie ‘che a lungo gli erano rimaste nello stomaco’ e che finalmente è riuscito a ‘buttare fuori’.

Come quella del carabiniere di Marano (Napoli) Salvatore Nuvoletta (nessuna parentela col clan, anche se qualcuno lo ha infondatamente sostenuto), ad esempio, che minacciato dalla camorra ha deciso di rimanere in servizio, ed è stato ammazzato mentre aveva un bambino in braccio: quel bambino lo ha scalzato via violentemente, prima che gli sparassero. “Aveva sentito chiamare il suo nome, e quando gridano così il tuo nome sai che è l’ultima cosa che sentirai”, ha spiegato Saviano . E così almeno il bambino si è salvato. Nuvoletta aveva 20 anni: era il 2 luglio 1982.

Chissà, appunto, se ne verrà fuori un nuovo libro, con al centro altre storie di vittime di mafia sconosciute. Perchè Gomorra, ha spiegato lo scrittore, non era altro che questo: “Una storia da leggere come un romanzo con in mezzo persone vere, e dati”. Il tutto per realizzare la sua ambizione ‘più bella e più brutta: riuscire a cambiare le cose con la forza delle parole’, perchè ‘è facile per il male vincere: basta che le persone che sono nel bene non facciano nulla”.

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Gomorra supera le due milioni di copie vendute

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori libri curiosità

gomorra di roberto saviano A quasi tre anni dall’uscita nelle librerie e a due e mezzo dall’esplosione del “Caso Gomorra”, il libro di Roberto Saviano, che ha scosso l’Italia e che tanto successo ha riscosso anche all’estero, ha superato l’incredibile cifra di 2.000.000 di cpoie vendute, solo in Italia. Il risultato è clamoroso se si pensa che in un paese come il nostro un buon libro vende 10.000 copie e che un grandissimo successo si misura sulle 100 o 200 mila copie vendute, numeri assolutamente imparagonabili ai sei zeri di Gomorra.

Ma quali sono i motivi di questo enorme successo? Sicuramente questi numeri fantasmagorici non sono dovuti alla qualità del libro, non perchè sia scadente, ma semplicemente perché non è con la qualità che si raggiungono queste cifre; non credo nemmeno che sia per l’argomento trattato, perché se si guarda ad altri libri sullo stesso argomento, uno su tutti “Sandokan” di Nanni Balestrini, non si trovano neanche per scherzo simili cifre di vendita. Ma allora perché Gomorra è diventato un caso?

Io credo che il merito sia, da una parte, dell’ufficio marketing della Mondadori, che è stato in grado di dare a Saviano una visibilità difficilmente raggiungibile, dall’altra dello stesso Roberto Saviano, che ha saputo porsi in maniera del tutto nuova verso il pubblico, che ha voluto mettere sul piatto non solo la faccia, ma anche la vita. Ovviamente è da contare anche il contributo del film (anche se personalmente lo reputo uno schiaffo al libro) che ha continuato a tenere viva l’attenzione sul libro. Un lavoro editoriale ben fatto, dunque, a tutti i livelli che oggi, al traguardo delle 2.000.000 di copie, ha avuto dai lettori italiani la più grande delle gratificazioni.

Via | Repubblica

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Lotta civile, di Antonella Mascali: in ricordo delle vittime della mafia

pubblicato da sara in: news Novità antologie

mascaliSi intitola ‘Lotta civile’ ed è uno degli ultimi titoli usciti per Chiarelettere a firma della giornalista Antonella Mascali. Il libro esce quasi in concomitanza con la giornata “della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime” di mafia, organizzata dall’associazione ‘Libera’ di don Ciotti, (fissata per il 21 marzo) e raccoglie 12 testimonianze di parenti e vittime della violenza mafiosa in Italia.

E così hanno parlato figli, mogli e parenti di Giuseppe Fava, Rocco Chinnici, Beppe Montana, Roberto Antiochia, Marcello Torre, Silvia Ruotolo, Libero Grassi, Vincenzo Grasso, Barbara Asta e i figli Giuseppe e Salvatore, Mauro Rostagno, Francesco Marcone e Renata Fonte.

Il libro sarà presentato alla Fnac di Milano il 27 marzo, e la sua autrice, leggo, è da anni giornalista giudiziaria di Radio Popolare.

Via | Chiarelettere

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Sequel di Puzo con "La vendetta del padrino"

pubblicato da roberta in: Novità narrativa straniera

vendetta padrinoContinua la saga della famiglia Corleone con un nuovo romanzo appena giunto in libreria per la Newton & Compton. Titola “La vendetta del padrino” e l’ha scritto Mark Winegardner, unico vero erede di Mario Puzo. Sangue e onore i suoi ingredienti base, come nella memorabile trilogia cinematografica di Francis Ford Coppola. È la storia di cinque uomini che un tragico destino tiene uniti.

Prima di arrivare alla fine del libro, ho perso il conto dei cadaveri sparpagliati sul terreno a stelle e strisce. Lo scontro è epico: c’è un giovane presidente degli Stati Uniti d’America, la famiglia Shea che tiene bene il confronto con i Kennedy nei vizi e nelle virtù, e l’ambizioso Daniel, di professione procuratore generale, hanno deciso: è scoccata l’ora ics per fare una guerra senza quartiere alla mafia.

Turbolento e appassionante, leggere questo romanzo è come bere un sorso d’acqua. Corre via leggero, senza dover ritornar indietro quando si interrompe la lettura. Accade anche quando al padrino e a Tom Hagen, suo prode consigliere e machiavellico assassino, non resta altra scelta che dissotterrare le asce e rimboccarsi le maniche della vendetta. La saga abbraccia gli anni de “Il Padrino“, riempiendone i vuoi e impreziosendo i personaggi, ai quali se ne affiancano di nuovi.

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'Ndrangheta: La società sparente e il destino della Voce di Fiore

pubblicato da sara in: blog&web saggi

societa sparente Booksblog aveva reso noto l’appello degli autori di ‘La voce di fiore’, un laboratorio culturale da cui è uscito il libro ‘La società sparente’, (neftasia ed.) sulle vicende, tra l’altro, della vicenda Why not. Un libro diffuso in rete, visto che da tempo gli autori non sono più riusciti a contattare l’editore, a quanto racconto, e anzi sarebbero stati addirittura costretti ad una sorta di ‘autosequestro’ del volume nelle librerie e nelle edicole dove era arrivato.

Il termine per le donazioni, per salvare il laboratorio e appianare i debiti, era il 31 gennaio, e quindi ufficialmente la voce di Fiore chiude, fra tre giorni, perchè mancano tremila euro per raggiungere la cifra di cui avevano bisogno per continuare a esistere.

Chiude quello che gli autori chiamano ‘movimento di liberi cittadini’, laboratorio di legalità, nucleo di cittadini onesti che organizzano manifestazioni sul territorio che parlano un linguaggio diverso. E, se nessun editore si fa avanti, nemmeno vedremo mai su uno scaffale il loro libro.

Emiliano Morrone, Alessio F. Saverio
La società sparente
Neftasia ed.
15 euro

Via | La voce di Fiore

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Uomini e Caporali, il viaggio tra i nuovi schiavi di Alessandro Leogrande

pubblicato da Manila B. in: libri recensioni saggi

I libri inchiesta sono una realtà ormai affermata, soprattutto dopo il caso Gomorra. Ed è proprio un libro inchiesta quello che sta facendo molto parlare di sé questo periodo. Sto parlando di “Uomini e Caporali” di Alessandro Leogrande, edizione Mondadori Strade Blu.

Il libro racconta con attenzione e sentimento la storia dei “nuovi schiavi delle campagne del sud”, ovvero di tutti quei polacchi che tra il 2004 ed il 2007 sono stati liberati dalla segregazione nelle campagne del Tavoliere foggiano grazie all’indagine Terra Promessa, contro il caporalato e lo schiavismo. Leogrande segue la vicenda ripercorrendone tutti i tratti salienti, approfondendo con interviste ed incontri con i protagonisti (dal console di Polonia Domenico Centrone ai primi ragazzi coraggiosi che hanno denunciato i caporali, dal procuratore Lorenzo Lerario ai parenti dei braccianti scomparsi), e ripercorrendo la lunghissima storia del caporalato in Puglia: una storia che affonda le radici nei primi anni del ‘900, quando i contadini venivano sfruttati e le rivolte erano sedate con le armi.

Leogrande, di origini pugliesi (Taranto, 1977), ha voluto lasciare testimonianza di questa nuova mafia, una mafia che non coinvolge più i clan del posto, ma crea un nuovo movimento transeuropeo che vede nella riduzione a schiavitù la fonte di guadagni. Decine e decine di polacchi sono morti sui campi e molti di essi sono rimasti seppelliti “senza nome”, altri sono scappati dalla schiavitù facendo perdere le loro tracce, altri hanno subito per anni i maltrattamenti, senza speranza. Con una paga di 3 euro a cassone (non ad ora, ma a cassone che sono diversi quintali) di pomodori raccolti, un affitto da pagare per una casa comune senza igiene e senza acqua, cibo razionato e pagato il triplo, e poi quei caporali violenti e senza scrupoli, pronti a picchiare fino ad uccidere, che hanno agito per anni senza intralci, fino a quando due giovanissimi studenti polacchi hanno deciso di denunciare la situazione.

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