Tarot. Ludus Hermeticus è un’antologia delle Edizioni XII – curata da Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti – che ruota intorno al misterioso mondo dei tarocchi. Ventidue racconti – uno per ogni Arcano Maggiore più il Matto – con una introduzione e, da notare, una outtroduzione.
I racconti partono da un gruppo di amici in un locale che, dal mazzo dei tarocchi, scelgono due carte ognuno e su queste devono scrivere racconto. Visto che è il libro stesso ad autorizzare una scelta nella lettura, ho preso il mio mazzo di tarocchi e ho pescato a caso due Arcani Maggiori per iniziare a leggere: l’appeso e le stelle. Dai due racconti corrispondenti (L’Appeso di Enrico Proserpio e Le Stelle di Davide Cassia) è partita la mia lettura ed è interessante notare come i simboli dei tarocchi vengano declinati nei racconti. Per rimanere ai due che mi sono toccati in sorte, l’appeso è un candido pastore che però si lascia appendere ai ganci della lussuria, del furto, della violenza e, alla fine, fa proprio una brutta fine; le stelle, invece, diventano gli astri della nostra fantascienza, con tanto di Star Trek e di Stargate.
Tarot. Ludus Hermeticus è ben costruito e lo stile degli autori - seppur diverso per forza di cose - riesce a coinvolgere e a stimolare la curiosità del lettore, non fosse altro per scoprire come vengono interpretati i vari tarocchi. L’idea, poi, di scrivere dei racconti pescando a caso dei tarocchi mi sembra un ottimo suggerimento per chi si diletta di scrittura: uno spunto interessante che può portare ad affascinanti conclusioni.
Tarot. Ludus hermeticus
a cura di Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti
Edizioni XII, 2007
pp. 332, euro 12,60
I libri – almeno quelli migliori – possono essere letti in diversi modi. Uno di questi è quello di seguire l’emozione. È stata proprio una lettura emozionale quella ho fatto di Archetipi, raccolta di racconti a cura di Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti pubblicato dalle Edizioni XII.
Archetipi. Modelli originari come malattie epidemiche, virus che si moltiplicano attraverso il desiderio di fuggire. Favole e leggende e miti che tutte assieme entrano a parte di uno schema poetico: energia allo stato brado che condiziona i comportamenti. Non solo simboli. Ma piuttosto focalizzazioni dello sguardo (pag. 7)
Le focalizzazioni dello sguardo di cui parla Gianfranco Nerozzi nella prefazione, sono plasticamente rese dalle illustrazioni di Diramazioni che accompagnano ogni racconto. Seguendo tali illustrazioni ho scelto l’ordine di lettura dei racconti. Le colonne d’Ercole de Il cartografo di Alberto Priora hanno subito attirato l’attenzione, forse anche per l’archetipo del viaggio di Ulisse che, secondo Dante, quelle colonne ha superato; il viola intenso della dea Kali – che assomma in sé anche caratteristiche del Cristo e del Buddha – mi hanno guidato nelle pagine del racconto Una cosa sola di Luigi Acerbi mentre il Golem che fa capolino dal sottosuolo di Praga mi ha invogliato a leggere La nuova era, testo pieno di simbologie scritto da Ian Delacroix. E giù giù con gli altri testi del maestro Danilo Arona, di Daniele Bonfanti (curatore della raccolta insieme a Luigi Acerbi), di David Riva, di Giuseppe Pastore, del misterioso strumm. E ancora il bel racconto Sirene di Samuel Marolla, e i testi di Elvezio Sciallis e J. Romano. Per concludere con il testo Di madre in figlia, scritto da Biancamaria Massaro, unica donna della raccolta che trasforma la linearità della scrittura maschile in un cerchio, in una spirale che è tipica dello scrivere femminile.