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Innamoramenti, tradimenti e vendette in “Senso” di Camillo Boito

pubblicato da Roberto Russo

Senso, di Camillo Boito

Ieri nel mio salotto giallo, mentre l’avvocatino Gino, con la voce rauca della passione lungamente repressa, mi sussurrava nell’orecchio: - Contessa, abbia compassione di me: mi cacci via, ordini ai servi di non lasciarmi più entrare; ma, in nome di Dio, mi tolga da una incertezza mortale, mi dica se posso o se non posso sperare -; mentre il povero giovane mi si gettava ai piedi, io, ritta, impassibile, mi guardavo nello specchio. Esaminava il mio volto per trovarmi una ruga. La mia fronte, su cui scherzano i riccioletti, è liscia e tersa come quella di una bimba; a’ lati delle mie ampie narici, al di sopra delle mie labbra un po’ grosse e rosse, non si vede una grinza. Non ho mai scoperto un filo bianco ne’ lunghi capelli, i quali, sciolti, cadono in belle onde lucide, neri più dell’inchiostro, sulle mie spalle candide.

Inizia così Senso, la novella di Camillo Boito pubblicata nel 1883 in Senso. Nuove storielle vane e resa celebre da Luchino Visconti nel film omonimo (con Alida Valli e Farley Granger) che RaiStoria trasmetterà questa sera alle 21 (anche se il film di Visconti è ispirato a questo racconto e non ne è l’esatta trasposizione cinematografica).

Senso è la narrazione di una relazione, di un tradimento, di un inganno, di una vendetta, sullo sfondo della guerra italo-austriaca del 1866. Livia, una contessa di Venezia, racconta nel suo diario – a vent’anni degli avvenimenti – la sua relazione extraconiugale con Remigio Ruiz, un tenente austriaco. Ma, si sa, l’amore rende ciechi e Livia non si rende conto di essere manovrata da Remigio. Quando scoprirà la verità, la sua vendetta sarà tremenda.

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Alfa e Omega: Il Gattopardo

pubblicato da dario

La Sicilia, così bella e tormentata!

Oggi proponiamo incipit e desinit di un libro che non ha bisogno di presentazioni, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Incipit:

«Nunc et in hora mortis nostrae. Amen.»
La recita quotidiana del Rosario era finita. Durante mezz’ora la voce pacata del Principe aveva ricordato i Misteri Dolorosi; durante mezz’ora altre voci, frammiste avevano tessuto un brusio ondeggiante sul quale si erano distaccati i fiori di parole inconsuete: amore, verginità, morte; e mentre durava quel brusio il salone rococò sembrava aver mutato aspetto; financo i pappagalli che spiegavano le ali iridate sulla seta del parao erano apparsi intimiditi; perfino la Maddalena, fra le due finestre, era sembrata una penitente anziché una bella biondona, svagata in chissà quali sogni, come la si vedeva sempre.

Desinit:

Mentre la carcassa veniva trascinata via, gli occhi di vetro la fissarono con l’ umile rimprovero delle cose che si scartano, che si vogliono annullare.Pochi minuti dopo quel che rimaneva di Bendicò venne buttato in un angolo del cortile che l’ immondezzaio visitava ogni giorno: durante il volo giù dalla finestra la sua forma si ricompose un istante : si sarebbe potuto vedere danzare nell’aria un quadrupede dai lunghi baffi e l’ anteriore destro alzato sembrava imprecare. Poi tutto trovo pace in un mucchietto di polvere livida.

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