“Vivevamo nell’informe e nell’impreciso, nel dolore della gestazione e nell’esaltazione della vita promessa (…). Dalla Palestina arrivavano voci che pesavano molto sulle nostre vite. Per quanto tempo ancora avrebbe resistito la nostra fede nella patria comune, nella solidarietà anticolonialista, nell’edificazione di una nuova società?”
Parafrasando l’ultimo libro postumo di Tiziano Terzani, il romanzo di Naim Kattan parla di “Un mondo che non esiste più”. Quello di Kattan è infatti un romanzo di formazione che ci dipinge davanti agli occhi una Baghdad intimamente multiculturale, quella dei primi anni’40, quando ebrei mussulmani cristiani si ritrovano a vivere senza astii i comuni luoghi della vita di società, dove la nonna del protagonista, “mi fece promettere di fare il bravo per tutta una settimana. Come premio mi avrebbe portato con sè a una grande festa di amici mussulmani”.
I bambini di tutte le religioni vanno a scuola insieme e magari, in prossimità di un’interrogazione, giocano “a nascondino con la sorte e volendo ottenere i favori della fortuna ci alleggerivamo senza esitare dei nostri spiccioli, sacrificando dolciumi e rape bollite. Ciascuno aveva il proprio mendicante preferito. C’era chi sceglieva un guercio, chi uno storpo. Se il nostro intermediario con il destino si mostrava più volte inefficace lo sostituivamo con un altro”.

Nella campagna del Bengala. Una bambina camminava a fatica sulla piccola diga che separava due campi di riso. Portava una borsa piena di libri e di quaderni. Tornava da scuola, ed ero sicuro che dall’alba non aveva mangiato più niente. Mi rivolse un bel sorriso e mi salutò con la mano. Mi frugai in tasca sperando di trovarvi qualcosa da offrirle. Ne estrassi soltanto un biscotto e glielo diedi. Mi ringraziò come se le avessi messo in mano la luna, poi riprese il cammino. La seguii con lo sguardo. Qualche minuto dopo incrociò un cane scheletrico. Vidi che la bambina spezzava in due il biscotto e ne dava la metà all’animale.
“India mon amour racconta, attraverso scritti e immagini – scrive Dominique LaPierre nell’introduzione del suo nuovo libro - la mia straordinaria storia d’amore con l’India (…) un omaggio al coraggio, all’amore e alla speranza di tutti gli eroi ai quali dedico questo libro, come a tutti coloro che condividono il mio impegno di solidarietà per fare in modo che questo mondo sia un po’ più giusto”.
Al centro di questo India mon amour c’è ancora una volta l’India, “un paese di un miliardo e duecento milioni di abitanti che vivono in seicentocinquantamila villaggi, dove si parlano più di settecentocinquanta lingue. Dove si adorano venti milioni di divinità”, e “per penetrarne i misteri ci vorrebbero dieci vite”.
Come vive il suo rapporto con la scrittura Paolo di Paolo, l’enfant prodige del panorama letterario italiano, uno che a 27 anni, come scriveva Giovanna Zucconi “ha accumulato tutto…ha letto, e sa, e ha affinato sentimenti come se ne avesse 427”, di anni?.
Cosa rappresenta la passione per la lettura per colui che i giurati del Premio Calvino 2003 credevano - con “Nuovi cieli, nuove carte” (Empiria ed.), finalista in quella edizione - fosse “un professore in pensione con molte (troppe) letture alle spalle?” (e invece aveva solo, dati anagrafici alla mano, 20 anni?). Sono queste ed altre le domande che si è sentito rivolgere Di Paolo da Stefano Giovinazzo, autore di questo Scrivere è un gioco di prestigio per le Edizioni della sera.
Per Di Paolo la scrittura è “il riflesso di un’ipersensibilità che si esercita, anche ossessivamente, su dettagli che molti trascurano”, perchè la scrittura è “un gioco di prestigio, può conferire realtà a tutto”, foss’anche permetterci di raccontare la notte in cui siamo nati, come accade nel suo ultimo libro (“Raccontami la notte in cui sono nato”, Giulio Perrone ed.).

L’amore di Dominique Lapierre per l’India inizia negli anni ‘70, quando lo scrittore e giornalista vi approda per ricostruire il processo di indipendenza del Paese dall’Inghilterra (raccontato in Stanotte la libertà). Sarà vero colpo di fulmine. Lapierre riuscirà a intervistare gli assassini di Ghandi e percorrerà in sei mesi più di ventimila chilometri collezionando istantanee di volti, storie, paesaggi.
Ne nascerà qualche anno dopo La città della gioia, best seller mondiale da cui sarà tratto anche un film. L’autore pubblica in Italia India mon amour, in libreria a partire da domani, in cui raccoglie racconti inediti delle sue peregrinazioni per il Paese. Inoltre dal 1982 Lapierra, coadiuvato dalla moglie, devolve i diritti d’autore dei suoi libri a Action pour les enfants des lépreux de Calcutta, un’organizzazione che oggi raccoglie fondi per 14 differenti progetti umanitari e riesce a mantenere centinaia di bambini in difficoltà.
Anche i ricavati delle vendite di questo libro, che aspettiamo di leggere, saranno destinati all’associazione. Per saperne di più sul progetto cliccate qui: India mon amour.
La frase del titolo allude chiaramente a una salvifica presa di coscienza di una situazione di certo nota a noi tutti lettori Doc: la catastrofe della propria esistenza, da un punto di vista logistico, dovuta alla iperpresenza di libri nei propri (limitati) spazi vitali.
Ecco allora per voi qualche consiglio per come affrontare questa incresciosa situazione.
Prima regola: liberarsi dei pesi morti. Ovvero: siamo a fine anno. Non è giunta l’ora, secondo voi
a)di buttare DEFINITIVAMENTE tutte le agendine 2010 infilate, ancora intonse, nei più vari angoli della vostra stanza?
b) oppure di eliminare tutti i libri che durante l’anno avete comprato (i più fortunati SEMPRE a prezzo pieno, in questi casi) e che già alla decima pagina vi hanno fatto venire in mente un’idea geniale su come impiegare MEGLIO il vostro tempo libero, piuttosto che perderlo leggendo QUEL LIBRO (es: iscrivendovi a un corso di lavorazione del gioiello in vetro o prenotare un volo in aliante, che ne so)?
Continua a leggere: O io o i libri. Strategie di convivenza /1
Allora, è un nuovo mestiere che mi sono inventata - e che potenzialmente potrei sfruttare per ottenere un rimpinguamento delle mia finanze: consigliare il libro ‘giusto’ da regalare a una determinata persona. Diciamo, una sorta di ‘personal shopper’ di libri no?
Mi basta sapere l’età, un paio di dettagli sul ‘tipo’ di persona che è, oltre alle sue passioni, ed è fatta: vado col titolo che, secondo me, sicuramente gli/le piacerà. Ho quindi pensato che, se siete ancora indecisi sui libri da regalare ai vostri cari per queste feste, perchè non chiedete a noi?
Descriveteci nei commenti la persona destinataria del vostro regalo, e noi sapremo consigliarvi il titolo migliore! O almeno, ci proviamo.
Foto | Flickr
Hilary Belle Walker, americana, sulla trentina, vive in Italia – e a Milano – da quando aveva 20 anni o poco più. In sei anni ha cambiato sei case, e col suo lavoro di addetta di una libreria indipendente appartiene a quella che lei chiama ‘Nouvelle povertà’. Cerca di ignorare gli avvisi di scadenza nella cassetta delle poste – le tocca controllarla solo ogni tanto, per vedere se le è arrivato il New Yorker.
Ogni settimana va dalla Dottoressa, una psicoterapeuta che ha accettato di continuare ad averla in cura nonostante i suoi problemi finanziari (in effetti farebbe prima a offrirle una pizza, ogni volta), da cui va col suo adorato cane Bart, che la segue come un’ombra, senza il minimo spirito d’iniziativa.
Si asciuga la faccia ogni mattina con un asciugamano che si chiama Claudio (sono le iniziali incise là sopra, visto che apparteneva all’ex di una sua amica) e proprio non riesce a trovare una casa – e neanche i soldi per arredarla, se è per questo, visto che tira avanti con i pezzi di arredamento che le rifilano le sue amiche.
Continua il nostro viaggio alla scoperta dei più bravi illustratori di libri per bambini, con Chiara Gobbo, che abbiamo apprezzato per il suo splendido “Io, nonno Carlo e la paura”.
Chiara, la nascita di una passione come quella del disegno è nata in te grazie a degli illustratori in particolare? Ti ispiri a qualcuno, per il tuo stile?
“La mia passione per il disegno nasce da un fortissimo bisogno di esprimere e tirare fuori sensazioni ed emozioni e dall’ esigenza di dare libero sfogo alla creatività. Osservo ciò che mi circonda con attenzione…ma cerco sempre di tenere “lo sguardo” ben fisso su di me, per rielaborare e fare mie le informazioni ricevute. Non mi ispiro a nessuno in particolare, mi piacciono tanti illustratori che realizzano lavori diversissimi tra loro”.
Quanto è difficile per un illustratore farsi apprezzare da un editore, in Italia? E tu come sei approdata a Lavieri edizioni?
“Si, non è facile riuscire a far notare ed apprezzare il proprio lavoro dalle case editrici. Però penso che i no facciano giustamente parte del percorso e che se si insiste (ovviamente cercando di crescere professionalmente) prima o poi qualche porta si apre.
Il mio fortunato incontro con Lavieri Edizioni è avvenuto grazie al Concorso Internazionale di Illustrazione di Bordano del 2009, al quale avevo partecipato presentando il progetto di albo illustrato “Io, Nonno Carlo e la paura”, testo di Anna Baccelliere. Progetto che era stato selezionato ed aveva ricevuto la Menzione”.
Un libro per bambini di cui avresti voluto illustrare la copertina.
“Greta la Matta”, Carll Cneut - De Kockere Geert, Adelphi Edizioni, 2005″
Ci suggerisci un libro (per bambini o meno) che ti è piaciuto, da regalare a Natale? “Io, Nonno Carlo e la paura”, Lavieri Edizioni, ovviamente! Poi “Fiori e sassolini” di Sandra Dema e Valentina Biletta, Acco Editore.
Quando volete comprare un libro, o soltanto fare un giro per annusare l’odore della carta e sfogliare delle pagine, dove vi dirigete? Siete di quelli che vanno dritti verso le librerie di catena “perché offrono di tutto” (anche se poi in bella mostra si trovano solo le novità delle grandi case editrici)?Avete una libreria di riferimento, a cui siete affezionati? O magari siete tra chi vorrebbe visitare una piccola e tradizionale libreria, di quelle con un libraio vecchio stile, ma non sapete dove andare?
Se appartenete a quest’ultima categoria, (o anche a una delle precedenti, ma siete comunque curiosi e aperti a nuove esperienze) da gennaio potrete acquistare La guida alla librerie indipendenti di Roma, la prima raccolta di tutte le librerie indipendenti della capitale. Lo stesso editore ha già pubblicato, nella stessa collana, un libro sulle librerie indipendenti di Milano di cui abbiamo già parlato. E’ motivo di vanto per noi di Booksblog comunicarvi che due delle tre autrici, Sara Regimenti e Roberta Barbi, sono della scuderia di Blogo. Le nostre penne, insieme a Egilde Verì, hanno svolto un lavoro certosino, andando, gambe in spalla, a visitare ben centocinque librerie, disseminate all’interno della città. Quel che ne è venuto fuori è una interessante guida non solo per i bibliofili, ma anche per chi vuole conoscere i quartieri e gli angoli meno battuti di Roma. Il libro è infatti diviso per rioni, con un’introduzione iniziale sulla fisionomia e la storia dei quartieri.
Ogni scheda è corredata da foto, brevi informazioni utili e una dettagliata descrizione dei titoli, dell’ambiente e del libraio che non è un semplice negoziante, ma un lettore appassionato, capace di consigliare e felice di scambiare opinioni e idee con gli avventori. La varietà è garantita: dalle librerie caffè, a quelle che offrono anche una buona selezione di vini e cibo, alle più classiche. Ciò che le accomuna tutte è la convinzione che valga la pena resistere e continuare a proporre un’alternativa alla massificazione e alle nuove modalità di acquisto, che tendono a cancellare la figura del libraio. Uno di loro racconta: “Chi fa il libraio, per me, non è sano di mente. Io personalmente leggo comunque e ovunque, volevo fare l’insegnante, ma i concorsi erano chiusi, non sono un’artista, perciò era l’ultima ipotesi che mi restava. E’ la mia libreria, l’ho fatta io e le voglio bene, mi ha fatto crescere.”
Guida alle librerie indipendenti di Roma
Roberta Barbi, Sara Regimenti, Egilde Verì
NdA Press, 2010
pp. 285 € 13,90
Se avete un bambino/a sugli 8-10 anni che vi mette in imbarazzo con i suoi ‘perchè’ e ‘per come’ su congegni tecnici sul cui funzionamento non vi siete mai interrogati, “Ecco come funziona!” è il regalo di Natale che fa per voi.
Un librone - corposo e colorato - che spiega, con illustrazioni e semplici didascalie, 250 oggetti che orami fanno tanto parte della nostra vita, che quasi non li vediamo più. Ma al nostro pargolo, ovviamente, nulla sfugge.
E così capiranno (e capirete anche voi, non fate i sapientoni!) i meccanismi che fanno funzionare il cancello elettrico del garage o a la macchinetta per il caffè. E alla fine sarete anche in grado di rispondere alla domanda: “Come fa il bancomat a sapere quanto denaro ho sul conto corrente?”.
Continua a leggere: Ecco come funziona! di Joël e Clèment Lebeaume