Qualche giorno fa, segnalando l’uscita de L’ultimo libro di Zoran Zivkovic, recensito da alcuni come il libro dell’anno a pochi giorni dalla sua uscita nelle librerie, vi avevo preannunciato che l’avrei letto, soprattutto per cercare di capire se le voci che davano lo scrittore serbo come novello Borges, o quelle che lo paragonavano a Kafka, Eco e Calvino fossero ragionevoli oppure no.
Ebbene, dopo aver letto le 233 pagine di questo romanzo posso tranquillamente affermare che la risposta ai miei dubbi è assolutamente negativa. Paragonare L’ultimo libro alle opere di Borges o di Kafka è difatti assolutamente fuori luogo e ingiustificato, anche per un lancio da quarta di copertina (mendace in partenza), nessuno degli elementi che fanno di Kafka e Borges due degli scrittori più influenti e decisivi del Novecento si ritrovano in questo scialbo giallo dalla costruzione prevedibile e dallo stile marchiato a fuoco dai corsi di scrittura creativa.
Personaggi da soap opera, ambientazione inesistente, problematicità della trama nulla, gli ingredienti di questo romanzo non sono certo dei migliori, se poi a questi elementi si sommano dei dialoghi imbarazzanti e una densità inimmaginabile di discorsi inutili (primo sintomo di una scrittura debole) è chiaro che l’ordigno narrativo che ne viene fuori è disinnescato in partenza. Per non parlare dell’escamotage narrativo del libro assassino, francamente debole per reggere più di 200 pagine di narrazione.
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E’ giunta alla terza edizione “Libro: che spettacolo!”, la manifestazione che vede protagonisti fianco a fianco i libri e il teatro. Per ogni appuntamento è prevista la presentazione di un’opera letteraria e subito dopo una rappresentazione teatrale. Ad aprire le danze sarà Folco Quilici che, al teatro Vittoria di Roma, parlerà del suo Terre d’avventura prima di cedere il palco allo spettacolo La Tartaruga di Darwin di Juan Mayorga, con la regia di Stefano Messina.
Le città aderenti all’iniziativa saranno, oltre alla capitale, Bari, Lecce e Modena, le date sono 25 e 17 gli scrittori che hanno accettato di partecipare, tra i quali Cinzia Tani, Alberto Bevilacqua e Dacia Maraini. A chiudere la manifestazione ci sarà Walter Veltroni, proprio in questi giorni al centro di pettegolezzi sullo Strega. L’ex sindaco di Roma presenterà il suo ultimo romanzo, Noi; seguirà la pièce di Ugo Chiti e Massimo Salvianti Agosto’44 la notte dei Ponti. Qui potete dare un’occhiata al programma completo.
Via | giornale dello spettacolo
Foto | Flickr
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E’ un libro del 1982, tradotto in italiano lo scorso anno, del quale molti conosceranno la trama perché è stato adattato per il grande schermo (L’uomo dei sogni, con Kevin Costner).
Il protagonista è Ray, proprietario di una fattoria, sposato e con una figlia. Un giorno sente una voce che gli consiglia di costruire un campo di baseball per far tornare a giocare Shoeless Joe Jackson, un campione coinvolto tempo prima in uno scandalo.
La stessa voce lo induce poi a intraprendere un viaggio verso l’East Coast per stanare J.D. Salinger dalla sua reclusione volontaria. Lo scrittore diventerà compagno di avventura di Ray e i due gireranno gli Stati Uniti prima di ritornare nell’Iowa. Salinger rivive nelle parole di Kinsella che lo restituisce, anche se solo nel regno del fantastico, al suo affezionato pubblico di lettori.
Via | Tuttolibri
Shoeless Joe
W.P. Kinsella
66th and 2nd, 2009
pp. 297 € 15
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Diciassette capitoli per raccontare, in modo a-sistematico, come è stata la vita guardandosi indietro, a settantanni. E’ uscito ieri ‘Non so che viso avesse’, una sorta di autobiografia del cantante Francesco Guccini, corredata da una corposa appendice critica dell’italianista e poeta Andrea Bertoni.
E così, fra le chicche, i ricordi delle osterie più amate, della passione per la lettura e delle biblioteche preferite, della generazione dei suoi antenati mugnai, e della giovinezza, in cui è stato giornalista, e studenti universitario, fino alla passione precoce per la musica.
E delle canzoni, anticipa Repubblica, Guccini non parla. Fa solo un’eccezione, per ‘La locomotiva’, da una cui strofa è appunto tratto il titolo del libro.
Francesco Guccini
Non so che viso avesse
Mondadori
18 euro
Via | Repubblica
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Un libro documentato su un tema di cui si parla poco, a torto, quello del disagio psichico. Una emergenza ‘insabbiata’ dopo la legge Basaglia sull’abolizione dei manicomi. Una legge, nota appunto Carlo Cavaglia, autore di ‘Il pozzo di Babele. Il disagio psichico e le sue cure’ (Falzea) che ha imposto una diversa visione della ‘cura’.
Ad esempio “ritenendo essenziale il contributo delle famiglie e della società per risolvere il malessere mentale”. Tale indirizzo ha incontrato difficoltà imputabili “alla scarsa maturità a livello individuale e collettivo, rendendo la situazione per molti versi incerta”, proprio in quanto, continua l’autore, il ‘fenomeno’ si è fatto meno visibile.
Nel libro, interviste e testimonianze di esperti a vario titolo qualificati a parlare, da Umberto Galimberti a Giovanni Jervis, da Giovanni Franzoni ad Alberto Oliverio.
Il tutto aprendo anche a prospettive ‘costruttive’ sul modo in cui affrontare il disagio psichico: dalla filosofia alla politica, sostiene l’autore, tante sono le discipline chiamate a pronunciarsi.
Carlo Cavaglia
Il pozzo di Babele
Falzea
15 euro
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E’ basato sul libro di Randal Keynes ‘Casa Darwin. Il male, il bene e l’evoluzione dell’uomo’ (Einaudi) il film ‘Creazione’, che sarà proiettato nelle sale di tutto il mondo a partire dal 22 gennaio.
Si tratta di una biografia scritta dal suo trisnipote Randal Keynes, che allo scopo ha usato lettere personali e diari di tutta la famiglia Darwin. Nel film, l’amore dello scienziato per la moglie (una donna molto religiosa) e i suoi pensieri privati sulle ricerche che condusse.
Il film è ambientato nel paesino di Downe, nel Kent, che ospita Down House, la Casa dei Darwin oggi museo, e racconta anche il ruolo che ebbe sul percorso esistenziale e professionale la figlia dell’autore, Annie, morta a dieci anni.
Via | Cineblog
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Un libro anticrisi da usare a tavolta. E’ Avanzi popolo, di Letizia Nucciotti, autrice de ‘L’antichef’. L’idea è semplice e originale, e parte dal presupposto che ‘non si butta via niente’ né da tavola né dal frigo. D’altronde, per chi ha alle spalle una cultura culinaria, è vero o no che i grandi piatti popolari nascono proprio dalla cucina degli avanzi?
Dalla paella ad alcune zuppe, spesso le grandi ricette nascono proprio mettendo insieme gli ingredienti che avanzano dopo il pranzo delle feste. Il volume, sottotitolato ‘L’arte di riciclare tutto quello che avanza in cucina’ (l’editore è Stampa Alternativa) credo sarà un successone, visti precedenti.
Per chi non lo sapesse, infatti, Nucciotti è stata la fondatrice di uno dei primi agriturismi toscani (lei vive sull’Amiata’) e il suo Antichef, pubblicato sempre dallo stesso editore, ha venduto più di diecimila copie.
Letizia Nucciotti
Avanzi popolo
Stampa alternativa
18 euro
Uscirà a febbraio per i tipi Garzanti, invece che per il consueto Sperling & Kupfer, l’ultimo titolo della bestseller Alessandra Appiano. Si chiamerà ‘Il cerchio degli amori sospesi’ e affronterà, tema caro all’autrice di ‘Amiche di salvataggio’, i rapporti fra quattro donne.
Da una parte Chiara, donna bellissima e di successo e madre di tre figlie, che non è mai riuscita ad avere un buon rapporto con Sofia, la figlia perfettina e insignificante, che l’ha appena fatta a pezzi scrivendo un libro in cui la accusa dei peggiori difetti. Il libro si chiama ‘Diario straordinario’, e in esso Sofia descrive la madre come un’arrivista senza scrupoli, svelando i retroscena della sua personalità.
Dall’altra parte ci sono le ‘versioni’ delle sorelle di Sofia: Benedetta, pratica e razionale e la ‘piccola di casa’, la prediletta Emma. E Chiara capirà che dovrà svelare a Sofia una verità del passato: l’amore (forse l’unico autentico della sua vita) da cui Sofia è nata.
Alessandra Appiano
Il cerchio degli amori sospesi
Garzanti
16 euro
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La scrittrice padovana Antonia Arslan (La masseria delle allodole) è stata colpita nella scorsa primavera da una grave setticemia, che l’ha portata in terapia intensiva.
Le buone notizie sono due: la prima è la sua completa guarigione, e la seconda è che da questa esperienza Arslan ha ricavato un libro che darà a breve alle stampe. O meglio, un ‘piccolo libro’, ha spiegato durante un incontro letterario a Cortina d’Ampezzo, nell’ambito della rassegna ‘Una montagna di libri’.
‘E’ da quando ho cominciato la convalescenza che sono un po’ perseguitata dall’esperienza della rianimazione – ha spiegato - E’ una cosa che ti cambia internamente: sei la’, immobile, sul letto dell’ospedale, come un bambino in fasce, nelle mani delle infermiere, che ti tirano verso la vita’. A me ricorda Sylvia Plath.
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“La televisione e i giornali si sono concentrati sulla mafia siciliana specie dopo le stragi in cui hanno perso la vita Falcone e Borsellino e per i grandi processi politici riguardanti Andreotti, Contrada e Dell’Utri. E nel frattempo la ‘Ndrangheta ha potuto sfruttare l’ombra che le faceva Cosa Nostra” Così scrive una giornalista tedesca, Petra Reski, nel suo dossier sulla ‘Ndrangheta calabrese, ‘Santa mafia’, edito da Nuovi mondi, di oltre 300 pagine.
Un libro che analizza i ‘punti di forza’ del fenomeno criminale, sottolineando la diversa concezione dei rapporti fra i suoi affiliati. Non gerarchia ma quasi una sorta di ‘federalismo’ fra clan che sono autonomi anche se coordinati nelle loro decisione.
Pochi spargimenti di sangue, ma la preferenza accordata alla speculazione economica e alla gestione di traffici fruttuosi, la Ndrangheta come nota la giornalista è un fenomeno meno ‘eclatante’ nelle sue manifestazioni ma molto più capillare forse all’estero (specialmente nelle rotte della droga del Sudamerica) della Camorra o di Cosa nostra, come dimostra ad esempio la recente strage di Duisburg, che tanto ha colpito anche l’immaginario dei compatrioti dell’autrice.
Nell’ombra infatti, spiega Reski, ”la ‘Ndrangheta ha potuto svilupparsi, riprodursi e ramificarsi in tutto il mondo, diventando l’organizzazione criminale più ricca in Italia, con 44 miliardi di euro di presunto fatturato all’anno. Da comprare ora, anche prima che qualche grosso editore, come è già accaduto anche con Fratelli di sangue, ne faccia un best seller.
Petra Reski
Santa Mafia
Nuovi mondi
19.50 euro
Via | Nuova società
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