Death Dance, di Laurell K. Hamilton, è il quattordicesimo libro del ciclo di Anita Blake e il seguito del romanzo breve Micah.
Dopo la “pausa” avuta in Micah, la nostra Anita, in Death Dance, ricomincia a “fare le capriole”, ritorna, cioè, a quell’esasperata attività sessuale che, dall’invenzione dell’ardeur, riempie le pagine di quasi tutti gli ultimi libri della serie. Siate preparati, quindi, perchè con il nuovo romanzo si ritorna al porno show. A parte questo, pare che ci siano anche molte discussioni di approfondimento su/con Anita, riguardo al com’è, perchè lo è, con chi lo è, quando lo è e via dicendo. Questi due aspetti, il porno e i rimuginamenti, soprattutto sulle relazioni interpersonali, pare che non siano piaciuti molto ai lettori americani, così come un nuovo aumento di potere di Anita. I lettori d’Oltreoceano, infatti, avrebbero preferito una maggiore attenzione al plot che, pare, non venga sviluppato al pieno delle sue potenzialità. Come sapete io non sono sempre d’accordo con i lettori americani sulla serie di Anita Blake; perchè se è vero che Incubus Dreams ha, in effetti, lasciato molto a desiderare, Cerulean Sins e, soprattutto, Narcissus, ammetto di averli letti, invece, con gran piacere (per citare i romanzi più “incriminati”, quelli post-ardeur). Concordo, però, sul fatto che troppo spazio venga dato alle “faccende sessuali” (la Hamilton aveva già Merry Gentry per l’hard; non era così necessario inserirlo anche nella serie di Anita…). Non concordo, invece, sul non apprezzamento della parte soprannaturale relativa all’aumento e ai cambiamenti dei poteri della nostra eroina. Amo mighty Anita. Francamente, se diventasse Wonder Woman non credo farei una piega. Certo è, che anche la trama gradirei vederla sviluppata; e non sto parlando solo di quella verticale (il caso del libro), ma anche di quella orizzontale (che li collega tutti). Tirare qualche filo, di tanto in tanto, non sarebbe un’idea malvagia… (dov’è finita la Madre di Tutte le Tenebre e la sua storyline? Chissà che non se ne riaccenni proprio qui…).
Comunque sia, il plot di Death Dance pare molto interessante. Che sia sviluppato a dovere oppure no, lo potremo verificare solo dopo la lettura.
Continua a leggere: Death Dance, di Laurell K. Hamilton. Volume 14 per Anita Blake
Passione eterna, di Larissa Ione, è il terzo volume della saga paranormal romance hot & action per adulti Demonica. La serie racconta le vicende dei personaggi legati a un ospedale per demoni e altre creature soprannaturali a New York, l’Underground General Hospital, gestito da demoni-dottori e fondato da tre fratelli Seminus, Eidolon, il primario, Shade, il paramedico, Wraith, il cercatore di rarità. I Seminus sono demoni sessuali, appartenenti alla specie degli Incubi, dotati di particolari poteri (ereditati anche dalle madri, tutte diverse e tutte creature soprannaturali), particolarmente orientati all’… inseminazione.
Demonica è una serie, a mio giudizio, molto più dinamica di altre dello stesso genere, e piuttosto brillante, con trame ben sviluppate e sottotrame avvincenti (la questione di Kynan comincia a farsi davvero intrigante), personaggi interessanti (e ancora misteriosi… Reaver, ad esempio), suspense, azione e, nonostante tratti di demoni, assenza di eccessiva cupezza. Inoltre, pur essendo ad alto tasso erotico, cosa che non sempre gradisco, i romanzi sono punteggiati da scene sessuali non particolarmente forzate / poco ispirate / decontestualizzate / morbose / volgari (riconoscete caratteristiche di qualche collega della Ione?). Non siamo in presenza di capolavori della letteratura universale ma, a parer mio, i romanzi di questa serie action-medical-demoniaco-romantica si leggono proprio con gran piacere.
Se nel libro precedente avevamo seguito la storia di Shade e Runa, salvi (e felici) per un soffio, in Passione eterna dovremo vedercela proprio con l’atto finale e post-mortem della vendetta che aveva messo a rischio i Seminus, i loro cari e i loro collaboratori all’ospedale. Wraith - il fratello mezzo demone, mezzo vampiro, (mezzo) bad boy, erotomane di prima categoria (tanto da aver anticipato la s’genesis, la maturazione sessuale oltre la quale per i demoni Seminus esiste solo… l’inseminazione) e oggetto principale dell’odio che aveva innescato la vendetta di cui prima - si ritrova avvelenato da una necrotossina per cui non esiste antidoto. La sua aspettativa massima di vita è di 6 settimane.
Continua a leggere: Passione eterna, di Larissa Ione. Prosegue l'intrigante serie Demonica
Stolen. Figlia della luna, di Kelley Armstrong, è il secondo volume della nota serie urban fantasy/paranormal romance per adulti Women of the Otherworld.
Il primo libro, Bitten, ci aveva raccontato il viaggio di una donna, Elena Michaels, verso l’accettazione di se stessa, della propria natura (il morso e la trasformazione in licantropo ci richiamano alla mente il cambiamento, l’evoluzione e infine la crescita di una persona); un viaggio, quello verso il vecchio clan di lupi mannari in pericolo, che l’aveva riportata verso un grande amore negato, metafora di ogni amore di cui, con poco senso della prospettiva, si sia portati a cogliere i soli lati negativi (quante volte succede nella vita di ogni giorno?). Bitten quindi, puntando su aspetti più “seri” rispetto a lavori di altre “colleghe di genere” aveva forse messo in secondo piano la costruzione di una storia originale e con essa anche il world-building e la creazione di una mitologia fantastica più definita e brillante. Ne era risultato un romanzo sicuramente ben scritto, fluido, molto puntato sull’introspezione (e molto apprezzato dalle lettrici americane e italiane), ma carente - per chi, come me, ama la narrativa fantastica (che i lupi mannari richiamano) - di elementi fantasy e di una storia avvicente ad essi associata.
In questo secondo romanzo, Stolen, pur rimanendo la Armstrong scrittrice dotata di sensibilità e attenzione a “percorsi interiori”, il mondo urban fantasy, con personaggi e dinamiche peculiari e originali al tempo stesso, si afferma con maggior forza. Il personaggio principale è ancora l’unico licantropo donna al mondo, Elena Michaels. (Nel corso della serie i protagonisti cambiano. Vedi schema sotto).
Il fuoco della tentazione, di Lora Leigh, è il primo volume della serie paranormal romance per adulti a tinte particoalrmente forti The Breeds, la più popolare e longeva dell’autrice.
Con Il fuoco della tentazione arriva in Italia una serie davvero molto attesa dalle lettrici. Dell’autrice americana Leggereditore aveva già pubblicato il romanzo erotico contemporaneo Menage proibito. Con la serie The Breeds Lora Leigh entra nel campo della narrativa fantastica, sempre associata, però, a contenuti fortementi sessuali.
Ammetto di essere combattuta. Non sono un’amante della narrativa erotica. Se in più consideriamo che il rapporto uomo/donna di The Breeds pare ricordare quello possessivo e soffocante che caratterizza la serie dei Carpaziani di Christine Feehan (che io ritengo aberrante) temo che non mi troverò benissimo con quest’autrice (a onor del vero tanto apprezzata dalle lettrici americane). Amando, però, il fantastico, e avendo la serie The Breeds un’idea di fondo molto interessante, voglio comunque provare a dare un’occhiata. Questo è il contesto in cui le vicende si ambientano: un’organizzazione segreta, il Consiglio della Genetica, composta da scienziati senza scrupoli che hanno l’obiettivo di creare il soldato/assassino perfetto, ha generato, grazie anche a madri surrogato, una vera e propria razza umana “alternativa”, incrociando DNA umano e animale. Si tratta, ovviamente, di persone (uomini e donne) dalle grandissime potenzalità che, nel corso dell’esperimento, hanno subito, purtroppo, molte atrocità e hanno vissuto in completa segregazione. Un gruppo di questi umani potenziati, però, è riuscito a scappare e lotta per la propria libertà e i propri diritti civili. Ma il Consiglio è costantemente sulle loro tracce… Oltre a una trama orizzontale, ricca d’azione e intrighi, che collega tutti i libri, ogni volume è incentrato su una specifica storia e su una coppia romance. Ne Il fuoco della tentazione la coppia è composta da Callan Lyons e Merinus Tyler.
Micah, di Laurell K. Hamilton, è il tredicesimo libro del ciclo di Anita Blake e il primo romanzo breve della serie.
Dopo il lunghissimo volume precedente, Incubus Dreams che - questa volta sono costretta ad ammetterlo - è stato probabilmente il più noioso, ripetitivo, nonsensical e meno riuscito della serie (e lo dico da grande e, per la prima volta, delusa fan della nostra Sterminatrice&Risvegliante preferita) mi sento quasi sollevata nel dover affrontare un romanzo breve, quale Micah è.
Perchè se la Hamilton proseguisse su quella linea narrativa, incentrandola, tra l’altro, su uno dei personaggi che meno apprezzo (insieme a tutti i leopardi e a Damian), preferirei che la lettura fosse il più rapida e indolore possibile. Amo troppo Anita Blake per vedere trattato con così poca considerazione il suo personaggio. E infatti voglio sperare che Incubus Dreams sia stato solo un incidente di percorso…
Ma andiamo a vedere di cosa parlerà Micah, che vedrà Anita in trasferta a Philadephia insieme a colui che dà il titolo al romanzo. E chissà che questo viaggio a due non significhi che almeno i partner sessuali saranno, a differenza di Incubus Dreams, contenuti di numero e significativi d’importanza…
Continua a leggere: Micah, di Laurell K. Hamilton. Volume 13 per Anita Blake
La fine può attendere, della prolifica Lori Handeland, è il secondo volume della serie urban fantasy per adulti The Phoenix Chronicles e il seguito di Contro l’Apocalisse, per la collana Odissea Streghe di Delos Books.
Nel libro precedente avevamo conosciuto Elizabeth Phoenix, ex-poliziotta sensitiva che, alla morte della pseudo-madre adottiva, Ruthie, aveva ricevuto da lei in “dono” (assai poco gradito) la capacità di individuare le creature soprannaturali, trasformandola, di fatto, in una super Veggente, a capo delle forze del Bene. Ai suoi ordini gli AD, gli Ammazza Demoni, in lotta contro le forze del Male, Apocalypse-oriented. (Per alcuni aspetti, e con caratteristiche diversissime tra loro, Elizabeth Phoenix è una sorta di incrocio tra la vampire huntress Damali Richards della Banks e Cassandra Palmer, la Pitia per caso, di Karen Chance. A cui aggiungerei anche un pizzico di grimm, gli umani in grado di individuare ed eventualmente eliminare creature soprannaturali malvagie, protagonisti della nuovissima serie tv americana Grimm).
Finora, le potenzialità della serie di Lori Handeland sono state, a mio avviso, ancora poco sviluppate, e Contro l’Apocalisse, più che altro, si è rivelato una blanda introduzione a quella che, però, se sviluppata a dovere, potrebbe diventare una saga senza dubbio interessante. L’idea alla base della serie è che tutte le creature soprannaturali (vampiri, mannari e quant’altro) derivino dai Grigori, angeli inviati sulla terra come osservatori che, in tempi biblici, si accoppiarono con donne umane, offendendo Dio e finendo scagliati nelle profondità dell’Inferno. La progenie dei Grigori, rimasta sulla Terra, i Nephilim, è malvagia. Più, però, il sangue si diluisce attraverso accoppiamenti con umani (è possibile anche quello tra Nephilim stessi), più l’oscurità si dirada. Ed è per questo che personaggi come Jimmy Sanducci, l’ex-fidanzato traditore di Elizabeth, pur mezzo vampiro, può lavorare come AD per la Veggente. Veggente, peraltro, che in Contro l’Apocalisse è stata addestrata da un affascinante stregone Navajo, un c.d. versipelle/skinwalker (può diventare qualsiasi animale che abbia tatuato sul corpo, non per genetica mannara, ma attraverso la magia). Sawyer, questo è il nome del Navajo, le ha trasferito un’utile (e singolare) abilità, quella, cioè, di acquisire e mantenere i poteri delle creature soprannaturali con cui Elizabeth deciderà di andare… a letto (non ha un nome, almeno per ora, e ha finalità specifiche leggeremente differenti, però tanto lontano dall’ardeur della nostra Anita Blake non siamo…). Dopo le vicende che, oltre a introdurre personaggi e mitologia della serie, in Contro l’Apocalisse avevano decretato la perdita di molti uomini al servizio del Bene e avevano toccato da vicino Jimmy Sanducci, “attivando” in lui l’oscurità vampirica, nel nuovo libro, La fine può attendere, avremo a che fare con qualcuno che ha deciso di far uscire i Grigori dal pozzo infuocato dell’Inferno in cui Dio li aveva gettati. Avviando, così, l’Apocalisse.
Il fascino della notte, di Kim Harrison, è il quarto volume della serie urban fantasy su Rachel Morgan, The Hollows, e il seguito de Le creature della notte.
La serie è ambientata a Cincinnati, Ohio, in un mondo che, qualche decennio prima, ha visto gran parte della popolazione umana morire a causa di una pandemia scatenata da esperimenti genetici sui pomodori. Quella circostanza fu anche la causa della c.d. Svolta, l’uscita allo scoperto delle immuni creature soprannaturali (vampiri, licantropi, streghe, folletti, demoni, fate…). In questo mondo - comunque modernissimo - la scienza è stata messa al bando e il suo posto è stato preso dalla magia. Rachel Morgan è una strega ed ex agente della IS, l’Inderland Securities, la polizia soprannaturale gestita direttamente da creature non umane (mentre la FIB è la polizia umana che si occupa del soprannaturale). Dopo aver dato le difficoltose dimissioni, Rachel, insieme alla vampira vivente Ivy e al folletto e padre di famiglia (54 figli) Jenks, ha aperto un’agenzia investigativa e di sicurezza privata. Vive in una chiesa sconsacrata, assieme ai soci (anche se nell’ultimo volume c’è stata una temporanea defezione), sta con un vampiro, Kisten, subentrato dopo l’abbandono del fidanzato umano, Nick, ha rapporti lavorativi con il potente Trent Kalamack, il bad guy della situazione, di cui andiamo scoprendo sempre più aspetti (a parer mio, il personaggio più intrigante della serie), si è da poco fatta amica del famiglio di un demone, l’elfa Ceri, liberata da 1000 anni di oscura schiavitù nell’Altromondo, è appena riuscita a scampare lei stessa al destino di famiglio di Algaliarept ed è anche diventata socia e membro del branco (da due elmenti) del lupo mannaro e liquidatore assicurativo David.
Cosa succederà ora, ne Il fascino della notte, alla nostra strega di terra (che sta imparando anche la magia dei flussi eterici) e al suo vizio di cacciarsi in guai sempre più grossi di lei?
Continua a leggere: Il fascino della notte, di Kim Harrison. Quarto libro per Rachel Morgan
Cacciatrici, dell’americana Jackson Pearce, è il primo volume di una serie urban fantasy YA composta da libri autoconclusivi che prendono spunto da note favole dell’infanzia, rielabolate in modo creativo, originale e dark («Denso di suspense, spaventoso e romantico», definise Cacciatrici Claudia Gray, «avvincente da bruciare l’anima», lo vede Becca Fitzpatrick, «tagliente e perturbante» dicono Kami Garcìa e Margareth Stohl). Cacciatrici prende ispirazione da Cappuccetto Rosso (il secondo volume, Sweetly, da Hansel e Gretel e il terzo, Fathomless, che uscirà nel 2012, da La Sirenetta).
La storia che il romanzo ci racconta, apprezzata, non solo dalle colleghe scrittrici della giovane Pearce, ma anche dal pubblico americano, è molto ricca d’azione, ma anche di introspezione e amore, nelle sue varie declinazioni: uomo-donna, sorella-sorella.
Ma entriamo nel dettaglio. La vita delle sorelle March, Scarlett e Rosie, cambia quando, da piccole, un lupo mannaro, un Fenrir (un enorme lupo tratto della mitologia norrena), le attacca. Pur perdendo la nonna, le due bambine riescono a sopravvivere grazie a Scarlett che riesce a salvare se stessa e la sorellina Rosie da morte certa. Il prezzo che Scarlett paga, però, è molto alto: avrà per sempre il viso e il corpo sfigurato dalle cicatrici. Da adolescenti le due sorelle diventano sterminatrici di lupi mannari, tese alla salvaguardia di altre ragazze a cui i lupi sembrano puntare.
Forever, di Maggie Stiefvater, è il terzo e conclusivo libro della serie YA I lupi di Mercy Falls e il seguito di Deeper.
Come certo ricorderete, in Deeper, a differenza di Shiver (che, in verità, ho apprezzato più del seguito), i protagonisti non erano stati più solamente Grace e Sam. Erano, infatti, subentrati anche Isabel e l’interessante Cole. In Forever i POV rimarranno identici. E, attraverso le vicende, tra l’altro, conosceremo meglio Cole, rock star, ragazzo perduto e genio, che mostrerà parti di sè inaspettate.
Ma al di là dell’approfondimento (e del cambiamento) del carattere di Cole, seguiremo, ovviamente, l’evolversi della situazione in cui alla fine del libro precedente i nostri ragazzi si erano trovati, cioè con (attenzione, seguono spoiler per chi non ha letto Deeper) Grace che aveva dovuto essere infettata nuovamente come ultima possibilità per sopravvivere. Si era scoperto, infatti, che i lupi che non si trasformano più, dopo un certo numero di anni muoiono. Non di vecchiaia, ma a causa della tossina con cui sono stati infettati. Essa, infatti, se non viene più espulsa dal corpo attraverso la mutazione, provoca una sorta di avvelenamento che porta alla morte. Questo è ciò che è successo a Grace; infettata da bambina, ma mai trasformata, è ora giunta al termine del periodo in cui il corpo senza mutazioni può sopravvivere. Lo stesso destino, quindi, attende Sam, “guarito” dalla licantropia.
Continua a leggere: Forever, di Maggie Stiefvater, terzo e ultimo volume per I lupi di Mercy Falls
Desiderio eterno, di Larissa Ione, è il secondo volume della saga paranormal romance hot Demonica, i cui protagonisti principali sono gli Incubi (non nel senso di brutti sogni, ma in quello, molto più particolare, di demoni sessuali, Incubus/Succubus). La serie, ovviamente, è per adulti.
Nel primo libro, Brivido eterno, eravamo stati introdotti in questo singolare ma, tutto sommato, non troppo inquietante mondo demoniaco (ricordo atmosfere ben più cupe nella serie di L. A. Banks, Damali. The Vampire Huntress Legend o spiacevoli/grottesche nella serie Magic di Cheyenne McCray) e avevamo conosciuto il dottor Eidolon, primario dell’ospedale per demoni e creature soprannaturali Underground General Hospital, aitante Incubo, della sottospecie Seminus (un nome, un destino, se capite cosa intendo) che, non senza superare ostacoli, si era infine legato alla bella e battagliera cacciatrice di demoni Tayla (a cui la vita aveva giocato un bello scherzetto). Il romanzo, pur lungo le linee di quella che, secondo me, è una vera e propria fissazione delle autrici paranormal romance e cioè quella di non limitare le questioni erotiche a scene di sesso fatte e finite (o anche interrotte o mal riuscite, non importa), ma infilare riferimenti sessuali in continuazione e in ogni dove, durante una mostra di fiori, guardando una torta, a una fiera di computer, in un negozio di pittura per pareti e chi più ne ha, più ne metta, aveva portato avanti una storia che, a conti fatti e rispetto a serie simili, non era stata poi così male. Anzi, nonostante il personale fastidio per i continui ammiccamenti sessuali, questo primo romanzo della serie Demonica non mi era dispiaciuto… Ne avevo trovato interessante l’addomesticata, non angosciante (almeno per ora) e variopinta (pur ancora solo accennata) mitologia demoniaca e l’idea dell’ospedale soprannaturale (diverso da quello della Ward, ma sempre singolare). O forse tutto dipende dal fatto che mi piace Grey’s Anatomy…
Comunque sia, in questo secondo capitolo, Desiderio eterno, la serie si sposta su Shade, uno dei fratelli Seminus sopravvissuti di Eidolon, insieme a Wraith (tutti di madre diversa e quindi con caratteristiche proprie, oltre all’esuberanza sessuale comune). Come abbiamo già avuto modo di leggere nel primo capitolo collocato in fondo al libro precedente, troviamo Shade in una segreta, misteriosamente incatenato a una vecchia fiamma umana, Runa, che, un anno prima, era scappata da lui, distrutta dal dolore, dopo averlo trovato a letto con due donne diverse, una vampira e una di non ben chiara natura. Per aggiungere danno alla beffa il buon Destino aveva deciso di farla incappare in un lupo mannaro che l’aveva attaccata e, in men che non si dica, l’aveva trasformata in una licantropa.
Continua a leggere: Desiderio eterno, di Larissa Ione. Secondo volume per la serie Demonica