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Tutti gli articoli con tag libri roma

Patrizio Cacciari narra insolite storie di Roma

pubblicato da Roberto Russo

Patrizio Cacciari narra storie romane mai raccontate primaNarrare storie e aneddoti specifici di un luogo credo che sia la migliore guida per il luogo stesso: l’angolino di città, la particolarità del paesaggio, la bellezza di un’opera d’arte rimangono più vividamente impresse nella mente (e nel cuore) se associate ad un qualche racconto che, in un certo senso, ha la capacità di renderli vivi, al di là dei meri dati storici. È per questo che trovo particolarmente interessante il libro di Patrizio Cacciari, 101 storie su Roma che non ti hanno mai raccontato, edito nella simpatica collana Centouno della Newton Compton.

Nelle circa trecento pagine che compongono il libro – illustrato da Davide Fabrizi – si percepisce proprio la vita che spesso c’è tra le vie della Capitale, soprattutto se lasciamo da parte la macchina e i mezzi pubblici e ci avviamo a piedi in ascolto della Storia. Dice Cacciari nell’introduzione:

“Ho scritto questo libro dopo aver messo insieme i miei ricordi di bambino, i racconti dei nonni a cui non avevo mai dato peso. Ho raccolto vecchi articoli di giornale […], tra gli scaffali di vecchie librerie del centro. Ho offerto da bere ai barboni, ho preso l’autobus con gli immigrati, ascoltato i discorsi della gente, parlato con i tassisti, ho fatto la fila alle poste insieme ai vecchietti. Ho girato bische, bar e trattorie. Mi sono fermato nelle vecchie botteghe a osservare il lavoro degli artigiani, i loro grembiuli sporchi e le mani callose. […] Ho frugato nei cassetti dei miei vecchi zii, rispolverato appunti presi in anni di professione giornalistica, ho cercato in ogni angolo di Roma materiale orale che potesse aiutarmi a ricostruire e a dipingere quella che è diventata oggi la mia città”.

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Diario Pulp di Strumm

pubblicato da Roberto Russo

Copertina del Diario Pulp di StrummHo atteso un po’ prima di iniziare a leggere il Diario Pulp di Strumm. Era lì, sulla scrivania, che occhieggiava, ma non mi decidevo a leggerlo. Poi, complice una visita dal dentista, me lo son portato appresso… ed è stato amore fin dal primo rigo!

Vado a casa del Sellero, dobbiamo organizzare una manovra per domani sera. Il Sellero abita in un bilocale al terzo piano di una vecchia palazzina alla Garbanza. Di solito lo trovo spalmato sul divano a mangiare fagioli direttamente dalla scatola, canottiera bisunta e ciabatte infradito anche d’inverno. È magro come un foglio, non ha un pelo neanche disegnato, eppure riesce a stare in tenuta estiva anche a gennaio. Suono il campanello e aspetto […] Il Sellero spalanca la porta, ovviamente indossa una canottiera lurida e le infradito […]
“Sellero, ma che cazzo è ’sta roba?”
“Di che parli?” mi fa sinceramente sorpreso.
“Ci sono due cadaveri sedute sulle sedie, legati con dello spago per non farli cadere a terra.
“Chi sono questi due stronzi?”
“Ah, quello è il lavoro della scorsa settimana…” mi fa eco distratto.
“Hai deciso di farci il presepe?” (pp. 9-10)

Così, in una Roma “malfamata”, assistiamo ad omicidi trucidi, a soldi facili, a battute al vetriolo… il tutto descritto con una proprietà di linguaggio ed una scelta del vocabolario veramente degni di nota. I personaggi descritti da Strumm fuoriescono dalla pagina e sembra di poterli incontrare dal vivo, tanto sono ben descritti e rispecchia qualche tipo particolare che, bene o male, abbiamo incontrato nelle nostre città. Un plauso alle Edizioni XII che ha ripubblicato questo testo, con la cura grafica che ormai è ben nota.

Strumm
Diario Pulp
Edizioni XII, 2009
pp. 340, euro 16,00

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A spasso per Roma: I guardiani del Colosseo di Roberta Argenti

pubblicato da Roberto Russo

Copertina del libro I guardiani del Colosseo di Roberta ArgentiPregio principale del secondo libro di Roberta Argenti – dal titolo I guardiani del Colosseo. Racconti di una Roma fantastica – è il ricorso alla fantasia come mezzo per aiutare a capire l’arte e la storia. In questa particolare guida di Roma, infatti, l’autrice, facendo tesoro dei suoi molteplici incontri con le scolaresche, ci conduce per le vie di Roma alla scoperta dei monumenti che la rendono unica al mondo. Il viaggio inizia nei pressi dell’enigmatica Porta Magica (o Alchemica) a Piazza Vittorio: e infatti entrare in questo libro – illustrato da Carmen Poidomani – è come entrare in un mondo magico che più che narrare quanto si sta vedendo, cerca di farci scoprire la vita che c’è nei monumenti che ci circondano.

Credo che la chiave per la comprensione del libro, comunque, la si trovi, paradossalmente, nell’unico racconto che non parla di Roma: Segnali a colori (ispirato a un’opera di Mario Ceroli). In una società abituata a tutto, tanto da non notare nemmeno più un disco volante che si sofferma sulle proprie case, solo la semplicità dei bambini è capace di aprirsi un varco per dialogare con l’altro (e rimanerne rapiti). Non si tratta di demagogia ma di una realtà, che ritroviamo anche in Lévinas quando parla dell’infinito del volto dell’altro (e non a caso l’autrice è laureata in filosofia). Ben curata la parte grafica e l’attenzione al testo.

Un libro senza dubbio per i ragazzi in età scolare, ma la cui lettura non farà certo male ai grandi.

Roberta Argenti
I guardiani del Colosseo.
Racconti di una Roma fantastica

Thyrus 2009
pp. 80, euro 10,00

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Intervista a Biancamaria Frabotta autrice di Quartetto per masse e voce sola

pubblicato da Roberto Russo

Copertina del libro Quartetto per masse e voce sola di Annamaria FrabottaBiancamaria Frabotta, docente di letteratura italiana contemporanea a La Sapienza di Roma, personalità poliedrica e di grande originalità, ha recentemente pubblicato per i tipi della Donzelli un libro autobiografico agile e di grande respiro poetico dal titolo Quartetto per masse e voce sola. Nell’opera rivive l’esperienza di una vita vissuta, pensata e continuamente oscillante fra un bisogno di “viandanza” e una tentazione “di vita sedentaria” che va bel al di là della realtà fisica dell’autrice. Sentimenti, linguaggio di grandissimo pregio, passioni sociali “di una donna che vive oggi, legge e scrive poesie”. Un libro accattivante.

La professoressa Frabotta si è intrattenuta con noi di Booksblog per parlare del suo libro. Ringraziadola per la disponibilità, vi lasciamo al nostro dialogo.

Ciò che si nota subito è la cura di cesello del linguaggio. Una lingua preziosa, avvolgente. È cosa spontanea o frutto di un lavoro di creazione “poetica”?
Non esiste, credo, una differenza fra le due alternative proposte. La spontaneità della scrittura è sempre il frutto del lavoro. In Vita activa Hannah Arendt distingue fra lavoro e opera, ricordando come nell’antichità il lavoro era il segno della schiavitù. Nel Quartetto ne parlo: il lavoro di un poeta spesso coincide con l’ozio, non è necessario, né redditizio. Ma io so che la prosa dei miei “pezzi”, termine che uso sia in senso musicale che giornalistico, dato che il messaggio sta nella forma, non avrebbe raggiunto la sua qualità avvolgente, come dice lei, se non li avessi riscritti quattro volte di seguito. Però è anche il caso di aggiungere che, a causa degli impegni “burocratici” cui l’odierna Università mi obbliga, scrivevo di notte. O meglio all’alba, dunque in uno stato lievemente ipnotico. Non credo però di usare una lingua preziosa, né tanto meno cesellata. Non mi sento un orefice della lingua. Cerco soltanto di essere precisa, evitando la banalità dell’ideologia. “Penso” le frasi mentre le scrivo, invitando il lettore a fare altrettanto, a dialogare con la mia lingua, veicolo delle idee e delle emozioni che la memoria del passato porta con sé.

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