Vi è mai capitato, appena prima di cadere nel sonno, di avere come l’impressione che il vostro solito amico di pezza vi dia una bella scrollata, incitandovi a seguirlo sulla sua mongolfiera per esplorare quel che resta del giorno che va via?
A Zerlina, quando era molto piccola naturalmente, sì: e non ci ha pensato due volte – ti pareva – a seguire quel mattacchione del suo leprotto, Dendè. D’altronde l’obiettivo sembrava valerne la pena: la farfalletta amica di Dendè aveva perso tutti i colori (sciolti dall’ultima brina) e qualcuno doveva pure pensare a ritrovarli per rimetterglieli addosso.
A ben pensarci, il mondo è pieno di colori, pensano Zerlina e Dendè: non dovrebbe essere difficile recuperare un po’ di giallo-coraggio dal sole, qualche macchia di rosso dai fiori di maggio, o il verde dalla linfa degli abitanti di un boschetto.
Però, “cosa manca al nostro terzetto? Provaci a dirlo e subito a letto!”: ma il blu naturalmente. E per fortuna che esiste il pesce azzurro. Un libro molto carino, questo Zerlina e Dendè, a cui ha collaborato la onlus che si occupa di bimbi migranti Eskenosen, e che come ci viene suggerito ha molteplici livelli di lettura : può servire a esplorare i colori collegandoli con determinati stati emotivi o anche come tavola di giochi, decorando la farfallina di cui i piccoli amici vanno in cerca. O magari a esercitarsi con la memoria, imparando i bei versi con cui ci viene raccontata questa piccola, fantastica avventura.
B. Seppi, P. Mazzoli
Zerlina e Dendè
Jacabook
9,90 euro

Un ebook offre numerose risorse in più per un bambino. Sottolineare il testo, selezionarlo, attivare immediatamente delle ricerche nel web con un semplice tocco, sono solo alcune delle possibili attività eseguibili per uno studente. Ma il vero vantaggio, i libri elettronici lo manifestano proprio a favore di quei ragazzi che per un motivo o per un altro hanno un difficile rapporto con i libri. Un bambino che ha una difficoltà di apprendimento potrà ingrandire il carattere a piacimento, diversificare il contrasto tra sfondo e testo, aumentare la distanza tra le lettere o tra una riga e l’altra, così come attivare la funzione audio per ridurre le difficoltà legate alla dislessia.
A dirlo è il dottor Stefano Vicari, responsabile dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Così, ai mille altri vantaggi dell’eBook, si aggiunge anche questo: è un ottimo modo per apprendere. Magari è un’idea-regalo da tener presente per i prossimi compleanni o per Natale. Magari sarà proprio l’eBook a far sì che il popolo italiano (in futuro, eh…) abbandoni la caratteristica di non leggere?
Via | eBook observer
Foto | Flickr
Ci sono certe case che sono davvero strane. Case i cui muri “hanno orecchie”, come dice una sera, al papà, la mamma del piccolo protagonista di questa storia. I suoi genitori stavano litigando, e la mamma all’improvviso ha detto questa frase. E vuoi vedere allora che questa casa non è come quella degli altri, e bisogna aver paura perfino di andare da soli in cucina di notte a bere un goccio d’acqua?
Sì perchè potrebbe capitare di venire assaltati dal divano, nel percorso verso il salotto, o inghiottiti dal frigorifero, che emette sempre quegli strani ronzii. Riflettendoci bene, non potrebbe poi essere che l’erbetta che circonda la casa fosse il pelo della “bestia”? E’ davvero geniale la storia di questo Bestia di Sebastiano Ruiz Mignone (età di lettura dai 7 anni in su), che dà forma con spietata fantasia alle paure di un bambino che non capisce come mai ci siano troppi muri, in casa sua.
Muri che non fanno ben distinguere le parole dei genitori quando litigano in camera da letto. Per non parlare dell’inquietante silenzio che a volte proviene dalla loro camera da letto, quando mamma e papà neanche hanno più la forza di parlarsi, a fine della giornata. L’antidoto alla paura? Scegliere di esplorare la casa, da solo, combattendo contro specchi che riflettono immagini spaventose, divani-assassini e muri in ascolto…per capire che “bestia” potrebbe anche trasformarsi in un bell’alleato nei confronti di tutto quello che, nella propria vita di bambino, proprio non va.
Sebastiano Ruiz Mignone, Anna Cola (ill)
Bestia
Notes ed
9.50 euro
Non è facile per una bambina come Sara avere un cuore così grande. E’ pesante, portarselo addosso al parco giochi, non parliamo poi della fatica di sistemarlo sul sellino della bicicletta. Quello di Sara è un cuore che occupa un intero posto nei sedili dello scuolabus.
Di notte nemmeno si dorme tanto bene, con un cuore così, perchè bisogna metterselo dietro la schiena al posto del cuscino. Immaginate allora la sorpresa di Sara quando, un giorno, vede all’orizzonte un bimbo riccioluto trascinato sempre più in alto…dal suo cuore.
Perchè neanche avere un cuore troppo leggero è facile, si rischia di essere trasportati ovunque tiri il vento da lui, che non si stanca mai di vagare per il mondo. E allora a Sara viene un’idea. Che farà sentire entrambi i bambini meno soli. Una storia che è una delizia. E arriva anche al cuore pesante dei più grandi.
Peter Carnavas
Il cuore grande di Sara
Valentina ed.
11 euro

“C’erano una volta un re e un re.” Non è un errore di battitura, ma un possibile incipit di una favola per spiegare ai bambini che accanto alle famiglie tradizionali esistono anche quelle con due papà o due mamme. L’idea è della casa editrice Lo stampatello, fondata da Francesca Pardi e dalla sua compagna Maria Silvia Fiengo, che insieme hanno deciso di colmare un vuoto editoriale e parlare al mondo dell’infanzia per raccontare, con parole semplici, le situazioni di solito nascoste ai più piccoli.
Non solo quindi storie di famiglie omogenitoriali, ma anche titoli che trattano argomenti come gli stranieri di seconda generazione e le adozioni. “L’idea insomma - ha raccontato la Pardi al quotidiano City - è di occuparci di quelle esperienze che non trovano posto nella letteratura per l’infanzia, ma che vissute in prima persona possono far sorgere nei bambini mille domande o un forte senso di diversità.”
Francesca e Maria Silvia avevano provato a far pubblicare le loro storie da altri editori, ma non è stato possibile: una importante casa editrice si è tirata indietro a bozze corrette, per via del tema troppo delicato. Così hanno preso l’iniziativa e i primi due titoli, Perché hai due mamme e Più ricche del re, hanno visto la luce. “In Italia - racconta ancora l’editrice - sono circa centomila i minori che hanno almeno un genitore omosessuale, ma vengono tenuti all’oscuro, con molta sofferenza.”
Una scelta senza dubbio coraggiosa quella de Lo stampatello che ci auguriamo contibuisca ad abbattere il pregiudizio ancora molto forte sull’omosessualità e a dare ai bambini appartenenti a famiglie non tradizionali degli strumenti per capire e farsi capire. Il nostro Paese sarà pronto ad accogliere una simile iniziativa con favore? La risposta a voi lettori.

Visto che mi occupo di segnalare libri per bambini di qualità, mi piace dare spazio alla notizia che il bravissimo illustratore e scrittore australiano Shaun Tan ha vinto l’edizione 2011 dell’Astrid Lindgren Memorial Award per la letteratura infantile.
Il premio, intitolato all’autrice di Pippi Calzelunghe, è un po’ un “Nobel della letteratura” per ragazzi ed è stato assegnato a lui - si legge nella motivazione - in quanto “la narrativa pittorica di Tan e’ universale e avvicina tutto il mondo, senza dare importanza all’eta”.
Naturalmente, al di là della cronaca, il mio è un invito a riscoprire questo autore - già vincitore di un World Fantasy award e dell’Oscar 2011 per il corto di animazione “The lost thing” - che in Italia è pubblicato dall’ottima Elliot.
C’è ad esempio l’Approdo, storia privata delle esperienze di un emigrante, o l’invasione dei conigli di The Rabbits, insieme alle Storie di periferie di personaggi che, ognuno a loro modo, sono degli outsider rispetto ai loro mondi abituali.
Foto | Flickr
I libri per bambini dovrebbero sempre avere due requisiti: aiutarli a riflettere su un argomento o problema (piccolo o grande che sia) che influenza la loro vita e la loro crescita, ma anche stimolare la loro fantasia, grazie alla bellezza delle illustrazioni, belle appunto da ripercorrere più e più volte, immaginandole “animate” sotto i propri occhi.
Se a questi due requisiti si aggiunge, come nel volume di Valentina edizioni Il grande libro delle paure, di Emily Gravett, anche il divertimento di poter giocare,mentre si sfoglia il testo, è il massimo. Devo innanzitutto dire che con questo volume vi troverete fra le mani (a me la cosa ha deliziato) delle pagine un po’ rosicchiate sui bordi.
Infatti le paure di cui stiamo parlando sono quelle di topino (che, si sa, come tutti i suoi simili, è piuttosto goloso di carta). D’altronde anche in copertina c’è un buchetto attraverso il quale spunta il suo faccino (terrorizzato da un minuscolo ragnetto nella pagina accanto).
Continua a leggere: Il grande libro delle paure, di Emily Gravett
Non ho visto molto spesso librerie nelle camerette per bambini. C’è di tutto: televisione, angolo per il computer, armadio megagalattico, baule porta giochi. Ma librerie poche. Eppure se vogliamo che i nostri figli crescano con la passione per la lettura, almeno devono vederli questi benedetti libri. Quando io ero piccolo nella cameretta che condividevo con mio fratello c’era una libreria (che a me sembrava enorme) e, nel vero senso della parola, i libri mi facevano compagnia.
In quest’ottica mi sembra molto interessante la proposta dell’albero dei libri: un’idea di Kostas Syrtariotis che, stando a quanto leggiamo sul suo sito, nasce da una storia vera. Infatti, c’era una volta una bambina che, munita di annaffiatoio, versava dell’acqua in un angolino della sua camera, si sedeva sulla sediolina e attendeva che nascesse un albero. Fu così che un giorno l’albero nacque: ma era un albero speciale. Niente foglie sui suoi rami. Solo libri.
Certo, non è una libreria grande per raccogliere moltissimi libri, ma, come si dice, è dal sempre che poi nasce la pianta. Al di là dell’oggetto di design (che personalmente mi piace molto), mi sembra una buona idea per far avvicinare i più piccoli a quest’oggetto strano che è il libro (magari se mettete una libreria simile nella camera dei vostri figli evitate i libri di Grisham, come si vede, nella gallery… ma questo è un altro discorso!).
Foto | BuzzFeed
Marilù è una bella bimba dalla faccia tondetta e le guance rosate, che il giorno del suo compleanno, attraversando il bosco, si imbatte in…un occhio! Cosa ci fa un occhio, tutto solo nel bosco?
Gli occhi guardano ovunque e non hanno bisogno di niente per vagare dove vogliono, si sa, però per Marilù quella è proprio una faccenda ben strana. D’altronde quest’occhio è anche abbastanza presuntuoso, perchè si crede il più indispensabile di tutti i sensi.
La cosa fa molto arrabbiare anche un orecchio che Marilù incontra continuando a camminare. “Ma chi si crede di essere? Va in giro a dire che lui è il più importante, che può fare tutto da solo, ma quando mai? Basta spegnere la luce o che il sole tramonti – le dice l’orecchio solitario - . Se arriva il buio, cosa può mai fare l’occhio?”
Continua a leggere: Marilù e i cinque sensi, di Carlo Scataglini
Nei momenti difficili, in quei giorni in cui le cose non vanno bene come dovrebbero o come ci si aspetterebbe, mi viene sempre in mente quello che un mio caro amico di nome Uros amava ripetere nelle giornate storte, ossia che la vita non è affatto una mousse al cioccolato. E difatti, come lo scorrere dei giorni costantemente ci insegna, la vita somiglia piuttosto ana montagna russa di felicità e di tristezza, di fortuna e sfortuna, di stati gioia e di dolore attraverso cui noi oscilliamo perennemente.
Ed è proprio questa inappellabile e apparentemente banale verità che questo libro, scritto e disegnato negli anni Sessanta da Remy Charlip, un grande della letteratura per ragazzi, ci vuole ricordare accompagnandoci attraverso una storia fantastica e surreale. Ned, il protagonista di questo assurdo viaggio, è un ragazzino che, per recarsi da New York alla Florida per una estemporanea festa a sorpresa per il suo compleanno, si ritrova a sfidare tigri e squali, a volare e a scavare, a cadere e a rialzarsi.
Ed è proprio questo suo incedere a sbalzi, questo suo continuo oscillare tra gioie e dolori, sottolineato dall’alternarsi degli avverbi Fortunatamente e Sfortunatamente, che ci insegna (o ci ricorda) che la vita procede con lo stesso passo, e che non dobbiamo dimenticare che ad ogni caduta corrisponde una ripartenza.
Remy Charlip
Fortunatamente
Orecchio Acerbo
euro 14,00