
Da qualche giorno la versione italiana di Wikipedia ha una nuova funzione: crea libro. Con questa funzione – già attiva per diverse altre lingue – è possibile raccogliere le pagine di Wikipedia che ci interessano e trasformarle in un libro. La funzione è attivabile, previo login, in ogni pagina della celebre enciclopedia online:
Il link “Crea un libro” si trova nella barra di sinistra di ogni pagina, in una sezione chiamata “Stampa/esporta”. Fai clic su “Crea un libro” e di seguito, sulla pagina che apre, seleziona “Avvia il creatore di libri”. In questo modo, in cima ad ogni pagina appare un link “Aggiungi questa pagina al tuo libro”, fino a che il creatore di libri non viene disattivato (link “disattiva”).
Alla fine della raccolta si può scegliere se generare il libro in formato pdf e/o OpenDocument oppure ordinare delle stampe (una o più copie) dal sito di PediaPress (il 10% di ogni libro stampato con loro andrà alla Wikimedia Foundation).
A parte il fatto che quella scritta “Avvia il creatore di libri” mi fa un po’ impressione, mi sembra una funzione interessante. Voi che ne pensate?
Chi l’avrebbe mai detto: la Bibbia è in cima ai libri più desiderati dagli internauti italiani che comprano su eBay, il primo sito di ecommerce in Italia e nel mondo, dove si acquista, si vende e si scambia di tutto. Sarà perché nel Libro dei Libri il corpo viene descritto come una tunica di pelle, ma anche una veste di luce. Sarà perché finché vivono in Dio, Adamo ed Eva non provano vergogna del proprio corpo che però diventa a un certo punto fonte di rossore i quanto l’uomo teme d’esser confuso con la specie.
Malgrado la maggior parte dei cattolici non la conosca, non la legga e confonda Mosé con San Paolo, credendo anche che Gesù ne abbia scritto alcune parti, la Bibbia vanta il maggior numero di inserzioni su eBay: 181 contro le 32 del Kamasutra, un’altra Bibbia… ma del sesso. Dunque italiani, popolo di spirituali che mettono sotto il cuscino la carnalità. Anche se questa estate si acquistano in internet soprattutto opere di Stephen King, che fa del thriller un filone insensibile all’alta quanto alla bassa stagione.
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Vuoi leggere un libro sul tuo cellulare? Google ci prova rendendo disponibile il famoso servizio di ricerca Google Book Search anche per il mobile. Circa 500.000 testi disponibili per la lettura su dispositivi portatili, un milione e mezzo negli Stati uniti.
La sfida su cui molti già si stanno indirizzando è quella di trasferire e rendere disponibili servizi utili su mobile. Anche per la lettura, che qui in Italia ancora deve fare il grande salto verso il digitale, si inizia a percorrere questo sentiero. L’iPhone in tal senso ha già fatto storia.
Lettura mobile, ricerca online, mappe interattive. Molte delle nostre abitudini e delle nostre azioni quotidiane potranno essere svolte grazie alla maggiore funzionalità dei dispositivi portatili. Tutto sul cellulare, tutto attraverso il cellulare. Si potrà ancora chiamarlo in questo modo?
Fonte | ReadWriteWeb
Foto | Flickr
Dal 23 maggio il servizio di ricerca di testi digitalizzati e di articoli specialistici di Microsoft non é più raggiungibile. Il colosso di Redmond rinuncia al progetto Live Search Books e Live Search Academic iniziato nel 2006 al fianco di Open Content Alliance.
La defezione segna un cambiamento di strategia a livello globale. Anche se nel post che annuncia l’insuccesso del progetto, non viene fatto alcun riferimento alla concorrenza con Google, la rinuncia di Microsoft segna la sconfitta di una scelta che puntava direttamente alla collaborazione con le istituzioni e con i detentori dei diritti. Google, al contrario, scansiona testi di ogni tipo e lascia che gli autori ne rivendichino la paternità dell’opera.
La rinuncia di Microsoft alla rincorsa su Google nella digitalizzazione dei testi, dimostra il successo delle logiche open e di un approccio gratuito nei confronti dell’utenza. La chiusura del diritto d’autore e il modello del “software in scatola” che hanno fatto la fortuna di Microsoft non sono competitivi nella distribuzione di servizi in rete. Google - Microsoft: 1 a 0. Per ora. Quale sarà il futuro della cultura sul web?
Fonte | Punto Informatico
Foto | Flickr
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