Ho iniziato ad amare Jacovitti alle scuole elementari quando il Diario Vitt, con le storie di Cocco Bill e Cipzag che mi risultavano molto più interessanti di quelle raccontate dal maestro. Ricordo, soprattutto, che avevo un debole per i salamini con le gambe (già da allora la passione per i libri e quella per la cucina era viva in me) e per quelle api cicciotte che facevano fatica a stare in aria per via delle alucce. Le cercavo nelle tavole di Jacovitti e non era facile considerato che ogni pagina era piena di storie e microstorie che necessitavano di molto tempo per essere vagliate tutte con attenzione.
È stato con vero piacere (e anche con una po’ di nostalgia) che ho letto e ammirato il libro Jacovitti. Autobiografia mai scritta a cura di Antonio Cadoni in libreria per i tipi di Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri. Mai scritta perché
“la presente biografia, raccolta e coordinata dal curatore, è stata integralmente desunta dalle numerose interviste concesse da Benito Jacovitti, durante la sua lunga e prestigiosa carriera artistica, conservando fedelmente il carattere colloquiale delle interviste stesse”.