Mentre in Italia il sistema scolastico rotola nel fango, abbandonato dalle istituzioni e senza alcuna prospettiva per il futuro, in altri paesi - America in primis - sembra dimostrare, se non una ottima salute, per lo meno la capacità di guardare avanti, verso quel futuro tecnologico che da noi è ancora relegato alla fantascienza e alla visionarietà di pochi eletti.
E’ di questi giorni infatti la notizia che, in una scuola superiore della Florida, questo nuovo anno scolastico partiraà sotto il segno delle nuove tecnologie, in particolare di Kindle, il lettore e-book di Amazon, che verrà sperimentalmente fornito a tutti i 2100 studenti del liceo di Clearwater per inizativa del preside.
Grazie al Kindle, che sarà personalizzato con il nome di ognuno degli studenti, oltre a far risparmiare alle famiglie un’ingente quantità di soldi e di carta, si offrirà a tutti gli studenti la possibilità di accedere ad internet. Insomma una decisione che fa contenti un po’ tutti. Gli unici preoccupati sono i professori che dovranno aggiornare i loro metodi di insegnamento.
Via | Planetebook.it
Foto | Planetebook
E’ una vecchia idea che ho sempre sostenuto: perchè, visto che i libri costano tanto, non aprire un punto vendita che ne consenta anche l’affitto?. In America sta succedendo, grazie all’impegno di alcune librerie che hanno deciso di mettere in affitto libri di testo universitari.
Si parla ad esempio della catena Barnes & Nobles, che ha già reso disponibili, per questa modalità, cinquanta titoli da affittare per un semestre al 50 per cento del loro prezzo. E sono contenta che l’idea sia stata recepita da un articolo di Chegg.com.
Il sito ha inoltre avviato una campagna singolare: piantare un albero per ogni testo affittato e regalare un dollaro a ciascun studente che convinca un amico a provare il servizio. D’altronde l’America non è nuova a queste iniziative, se ricordate l’esperimento del Flat world knowledge.
Continua a leggere: Chegg.com: in Usa libri di testo in affitto. Succederà anche da noi?
Si tratta di un esperimento, leggo, adottato dall’ITIS Majorana di Brindisi, e che dovrebbe consentire alle famiglie un risparmio di oltre duecento euro. In pratica, il book in progress sostituisce i libri di testo per la materia in questione grazie al fatto che gli studenti creano da soli i loro libri di studio.
Come? Come si fa all’università, in cui spesso è possibile preparare un esame ricostruendo gli appunti presi a lezione, integrandoli con dispense riassuntive fornite direttamente dai docenti.
Così, secondo la scuola brindisina, è possibile imparare i contenuti dei libri di testo grazie agli appunti presi durante la lezione, integrati con dei riassunti forniti dagli stessi docenti. A me sembra un metodo un po’ estremo, ma effettivamente poi sta ai professori giudicare se in questo modo si raggiunga lo stesso la preparazione necessaria, nella loro materia. E poi il risparmio è notevole. Cosa ne pensate?
Via | Libertà di scelta
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Anno scolastico 2009/2010 meno impegnativo dal punto di vista economico per molte famiglie romane. Con il rinnovo del protocollo “Buoni libro” infatti il comune di Roma garantirà agli studenti della scuola primaria e secondaria il diritto allo studio.
Per molti studenti della scuola primaria, circa 140.000, sarà garantita la gratuità dei libri di testo mentre gli studenti della scuola secondaria appartenenti a famiglie che non superano i limiti imposti dall’Indicatore della Situazione Economica Equivalente avranno diritto ai buoni libro ed all’assegnazione di una borsa di studio.
Dal prossimo ottobre inoltre saranno consegnati 400 e-book ad altrettanti studenti meritevoli. Un’iniziativa lodevole che dimostra come la tecnologia possa abbattere le barriere per l’accesso ai libri di testo, favorire l’insegnamento e l’erogazione dei contributi per il diritto allo studio.
Fonte | Comune di Roma
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TorrentFreak segnala la chiusura del più grande servizio di condivisione di libri di testo. Sembra che per TextBook, che già in passato era stato chiuso per un breve periodo di tempo, questa volta sia la fine permanente, come campeggia nella homepage del sito.
La scelta dei proprietari è dettata dalle preoccupazioni sulle possibili azioni legali da parte dell’industria editoriale. Dal nostro blog avevamo fatto notare la necessità della condivisione del sapere, in particolar modo per il settore libri di testo, spesso oggetto di speculazioni e rialzi inopportuni.
La chiusura del sito di peer-to-peer segna la vittoria dell’industria editoriale e dei suoi interessi economici. Ma sembra improprio definire pirateria un servizio che favorirebbe l’educazione scolastica, altrimenti riservata esclusivamente a chi ne ha le possibilità economiche.

In questi giorni di inizio anno scolastico il caro libri la fa da padrone sulle pagine dei giornali. Dalle accuse delle associazioni dei consumatori agli editori, alle proposte di legge della Gelmini, ai mercatini improvvisati davanti alle scuole, una soluzione auspicabile arriva dal web: si chiama TextBookRevolt.
Il concetto del sito è semplice, alla stregua della filosofia su cui si basano le applicazioni web 2.0 in cui ognuno può scambiare la porzione di conoscenza che possiede. Basta iscriversi al sito, inserire in archivio i libri che si possiede e quelli di cui si ha bisogno. Tutto qui. Per il resto è sufficiente entrare in contatto con le persone che sono nella tua stessa situazione ed iniziare lo scambio.
La logica, semplicissima, è quella del baratto. A mezzo web, però. Condividi i tuoi libri con gli altri e riceverai quello che cerchi. Ognuno diventa la parte di un processo di condivisione che se non può risolvere alla radice il problema, almeno ti potrà far risparmiare. Per ora TextBookRevolt è attivo solo per i college americani, ma qualcosa del genere farebbe comodo anche qui in Italia.
Fonte | KillerStartup
Foto | Flickr