
Come previsto ed annunciato fin dall’inaugurazione del sito, avvenuta come ricorderete esattamente un mese fa, la nuova proposta nel campo della vendita di libri su internet, Isbf.it, completa il suo percorso di crescita e arriva finalmente alla sua conformazione definitiva. E’ stato inaugurato oggi, infatti, il blog collegato al sito, che trovate all’indirizzo slowbookfarm.wordpress.com.
Oltre al blog, oggi è stato anche il giorno dell’apertura dell’attesissimo Farm Market, la sezione calda del sito, che è poi il suo nucleo centrale, la vera novità dell’intero progetto. Una sezione destinata alle proposte di “quegli Editori medi e piccoli che non accettano di pubblicare libri di narrativa a pagamento”, una vetrina tematica che, aggiornata di settimana in settimana, premierà le case editrici più virtuose.
Oggi in vetrina troviamo opere della Minimum Fax, di Isbn, di Voland, ma anche di case editrici più piccole come la Transeuropa, la Luca Sossella editore, la Effigie, mentre sul blog è stato pubblicato un interessante intervento di Andrea Cortellessa. Un mese fa la pagella l’avevamo fatta noi, ora vi chiedo, se volete, di proporre voi, lettori di Booksblog e lettori navigati (e naviganti) le vostre valutazioni.
Continua a leggere: Isbf.it: Inaugurato il blog e la farm market.
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, almeno questo è ciò che dice l’articolo 3 della Costituzione Italiana, risalente a quando, subito dopo la guerra, provammo a costruire un paese dove le ingiustizie e i soprusi da cui il paese stava cercando di uscire in quel momento non avrebbero potuto mai più ripetersi.
Ma ora, a distanza ormai di oltre 60 anni dal momento in cui quell’articolo fu scritto, siamo costretti a fare i conti con una realtà politica che costantemente, almeno da tre lustri, disattende questo principio fondante del nostro statuto democratico, costruendo il proprio carnet politico su priorità completamente disallineate a quelle che riguardano il paese, limitandosi ad arricchire i già ricchi codici giuridici di leggiuncole Ad personam, Ad personas, Ad familiam, Ad castam, Ad aziendam, Ad mafiam.
E’ su questo cardine che si impernia la ricostruzione degli ultimi 16 anni di vita politica, dal 1994 al 2010, fatta da Marco Travaglio, giornalista che vede il suo ascendente presso gli italiani variare da un amore sfrenato ad un odio inguaribile, nel suo ultimo libro edito da Chiarelettere, intitolato Ad personam.
Continua a leggere: Ad personam di Marco Travaglio, ovvero la privatizzazione della democrazia

Anche quest’anno, con l’annuncio dei sei vincitori del premio selezione Bancarella che andranno poi a contendersi la 58ma edizione del premio Bancarella, il 18 luglio a Pontremoli, si è aperta ufficialmente la stagione dei premi letterari italiani che, come tutti gli anni, promette di regalare polemiche e sorprese.
La sestina dei selezionati è composta da Il giudice meschino di Mimmo Gangemi (Einaudi), Olive Kitteridge di Elizabeth Strout (Fazi), S.O.S. Amore di Federica Bosco (Newton Compton), La scatola dei calzini perduti di Vauro Senesi (Piemme), L’assassino qualcosa lascia di Rosa Mogliasso (Salani) e Confessione di Bill James (Sellerio).
Saranno dunque loro a giocarsi l’ambito premio, già assegnato negli anni ad autori del calibro di Ernest Hemingway, Boris Pasternak e Isaac Singer, e che l’anno scorso aveva visto primeggiare l’italiano Donato Carrisi, che si era aggiudicato il premio grazie al thriller di successo Il suggeritore, edito da Longanesi.
Via | Adnkronos
Dopo Ogni cosa è illuminata, fortunatissima opera prima su un viaggio in Ucraina alla ricerca delle proprie radici, e Molto forte, incredibilmente vicino, sulla ricerca da parte di un bambino di 9 anni di un legame familiare che l’11 settembre ha cancellato, Jonathan Safran Foer torna in libreria con un libro che, seppur non sia definibile come un romanzo, è ancora una volta la storia di un’indagine di un ricerca.
L’indagine che sta alla base di quest’ultimo libro, edito ancora una volta da Guanda e intitolato Se niente importa, è un’indagine ancor più reale di quella che aveva portato Safran Foer in Ucraina alla ricerca delle proprie radici: si tratta di un’indagine sull’origine della carne che mangiamo tutti i giorni, una ricerca mossa dalla nascita di un figlio e dalla volontà di sapere cosa dargli da mangiare, con la convinzione che “Nutrire mio figlio non è come nutrire me stesso: è più importate”.
In questo libro, che per alcuni è uno dei tanti segnali dell’ormai avvenuta fusione tra fiction e non-fiction in un melange nuovo ed esplosivo che segnerà il futuro del narrare alternativo al romanzo, l’esito della ricerca dello scrittore, durata quasi 3 anni, è il rifiuto di accettare di essere complici di un sistema di produzione che ha tolto ogni dignità sia all’animale che all’uomo che lo mangia, trasformato in consumatore.
Continua a leggere: Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer
Si intitola Le cose fondamentali, è in uscita questo mese nelle librerie per i tipi della casa editrice Einaudi e rappresenta il ritorno al romanzo di Tiziano Scarpa, ultimo vincitore del Premio Strega con Stabat Mater, dopo la parentesi rappresentata da La vita non il mondo, una raccolta di frammenti sulla realtà contemporanea.
Le cose fondamentali è una storia di scrittura, quella di un quaderno entro le cui pagine un uomo, diventato da pochi giorni padre, vorrebbe riuscire a descrivere le cose importanti della vita, che cos’è l’amore, che cosa sono i soldi, che cos’è il potere, raccontandoglieli per come li ha conosciuti lui, personalmente; ma è anche e soprattutto una storia di paternità , una storia complessa, che costringe quello stesso uomo a scoprire, a causa della malattia del figlio che necessita un trapianto, di non poterlo aiutare, di non essere il padre naturale.
La carne che Tiziano Scarpa getta al fuoco in questa sua nuova avventura romanzesca sembra essere molta e anche parecchio scottante, arrivando a mettere in gioco alcuni dei sentimenti più forti cui un uomo può assistere in una vita: la paternità , la malattia di un figlio, la scoperta del tradimento, l’amore. Ma per sapere se lo scrittore veneziano avrà saputo o meno confermare il suo talento bisognerà aspettare ancora qualche giorno.
Tiziano Scarpa
Le cose fondamentali
Einaudi
euro 18
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Non è certo una novità che lo scrittore tedesco Günter Grass, premio Nobel per la Letteratura nel 1999, ritorni a parlare del proprio passato, un passato legato a doppio filo alla storia della Germania nel Novecento: ci ricordiamo tutti quel giorno di agosto di 4 anni fa quando, spiazzando tutti gli addetti ai lavori e non solo, lo scrittore tedesco aveva annunciato il proprio coinvolgimento, seppur da ragazzino, tra le file delle SS.
Un anno fa sembrava che l’autore del Tamburo di latta sarebbe ritornato ancora una volta sulla sua storia personale e su quella della sua nazione, pubblicando un diario intitolato Il cammino dalla Germania alla Germania, ma non se ne fece nulla. Ora Grass torna, ancora una volta, a parlare del suo passato, in particolare del periodo compreso tra gli anni 60 e la caduta del Muro, un periodo in cui la Stasi, il celebre servizio segreto della Germania Est, tenne un fascicolo molto particolareggiato su di lui.
A riportare alla mente di Günter Grass il ricordo di quei tempi è un libro scritto da Kai Schlueter, intitolato Günter Grass nel mirino: i dossier della Stasi, edito in Germania dall’editore Ch. Links, in uscita in questi giorni.
Via | Repubblica.it
Foto | Flickr
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Secondo Marcello Dell’Utri, che oltre ad essere senatore del Pdl è anche un famoso bibliofilo nonché curatore della Mostra del libro antico che si terrà a Milano dal 12 al 14 marzo, durante i preparativi per la mostra “Immagini corsare: ritratti e libri di Pier Paolo Pasolini,” organizzata da Alessandro Noceti e dalla Libreria Carattere di Milano, sarebbe emerso tra le carte un preziosissimo capitolo di Petrolio, romanzo di Pasolini rimasto incompiuto.
A quanto afferma Dell’Utri, il capitolo ritrovato tratterebbe alcune importanti problematiche legate alla Eni, al suo presidente Eugenio Cefis e al fondatore Enrico Mattei e il suo contenuto sarebbe scottante. Queste le parole di Dell’Utri:
“C’è un giallo perché credo che sia stato rubato dallo studio di Pasolini e sparì, ma è stato ritrovato. E’ un capitolo inquietante per l’Eni, di grande interesse, perché si lega alla storia del Paese, alla morte misteriosa di Mattei e di Pasolini stesso”
Il documento sarà presentato al pubblico in esclusiva durante la mostra. Si tratterà effettivamente dello scoop letterario dell’anno o sarà stato un trucchetto per pubblicizzare l’evento? Presto lo scopriremo.
Via | Virgilio
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La bizzarra e inaspettata nomina di Maurizio Costanzo, giornalista e autore televisivo tra i più popolari degli ultimi 30 anni, a direttore responsabile dei Gialli Mondadori, storica testata della casa editrice segratese, è stata ufficializzata ieri attraverso un comunicato che lo stesso Costanzo ha pubblicato sul blog dedicato alla collana di gialli più famosa d’Italia.
Costanzo si è detto ovviamente molto onorato della nomina e, nel suo messaggio ai lettori, ha voluto spiegare la genesi di questa strana operazione che ha colto tutti abbastanza di sorpresa:
Questa nomina che mi ha fatto ovviamente molto piacere, mi porta a dover spiegare come è accaduto. Ebbene le cose stanno così: non sono un appassionato di letteratura gialla comunque, ma ho da sempre coltivato la passione per Georges Simenon e per Rex Stout ovvero per gli autori di Maigret e di Nero Wolfe. Ho letto moltissimi altri gialli nella mia vita e mi sono anche appassionato a storie di azione rispetto a quelle psicologiche, però l’idea che il grande commissario Maigret o lo stanziale Nero Wolfe riuscissero, facendo lavorare l’intelligenza e l’esperienza, a risolvere storie assai intricate mi ha sempre appassionato.
Costanzo ha poi aggiunto che intende lavorare per potenziare la presa dei Gialli Mondadori sul pubblico giovane, sugli under 40, che generalmente per motivi di anagrafe è sempre stata una fascia marginale del pubblico appassionato del genere.
Continua a leggere: Maurizio Costanzo è il nuovo direttore dei Gialli Mondadori
Tutti conoscono i celeberrimi “Dieci giorni che sconvolsero il mondo”, quelli della Rivoluzione d’ottobre del 1917, descritti dal giornalista americano John Reed in un famosissimo reportage pubblicato nel 1919. Un po’ meno conosciuti, invece, sono i dieci giorni che non hanno ancora sconvolto il mondo ma che presto lo faranno, giornate epocali del futuro prossimo venturo che Alain Minc, politilogo e consulente finanziario francese, ha descritto nel suo libro “I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo”, edito da Chiarelettere.
Articolato su dieci capitoli, ognuno dedicato ad una giornata storica che cambierà la fisionomia e l’equilibrio del mondo nei prossimi anni, questo interessante libro di Alain Minc affronta alcune delle maggiori problematiche del mondo contemporaneo, dalle tensioni tra Israele e Iran, fino alle politiche del gas russe, portandole all’estremo e concentrandone gli esiti in giornate storiche.
Il giorno in cui Gazprom lancerà un OPA su Total, il giorno in cui Google acquisterà il New York Times per un dollaro, il giorno in cui Israele attaccherà le postazioni nucleari iraniane, il giorno in cui l’Asia si accaparrerà tutti i premi Nobel, il giorno in cui i maschi bianchi insorgeranno…
Basta sfogliare l’indice iniziale per accorgersi dell’attualità delle questioni affrontate da Minc, ma anche del fatto che gli esiti che il francese immagina per il prossimo futuro non sono poi così impossibili, magari tutti non accadranno mai, ma qualcuno di questi, sono pronto a scommetterci, accadrà di sicuro.
Alain Minc
I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
Chiarelettere
Euro 12
Continua a leggere: I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo, di Alain Minc
Sarà nelle librerie a partire da domani, edito da Isbn Edizioni, il libro L’inedito di Hemingway. Un intrigo letterario, un bizzarro e fantasioso romanzo sulla falsificazione letteraria scritto da David Belbin, scrittore inglese di narrativa young adult al primo esperimento nel romanzo per adulti.
Al centro del romanzo c’è Mark Trace, un aspirante scrittore il cui miglior talento è imitare lo stile dei grandi maestri della narrativa e che, proprio grazie a questa dote naturale di vampirizzazione stilistica, scrive un racconto in stile hemingwaiano talmente veritiero da essere ritenuto un inedito del grande scrittore americano, dando così avvio ad un intrigo molto pericoloso e complesso.
Ancora una volta, come spesso capita nella produzione letteraria contemporanea (ultimi esempi di questo tipo sono La promessa di Lello Gurradoe L’ultimo libro di Zivkovic, già recensito su queste pagine), in questo romanzo di David Belbin la Letteratura e i suoi meccanismi diventano i protagonisti della costruzione narrativa, in una sorta di opera metaletteraria che ragiona su se stessa.
Ci sarà un motivo dietro questo proliferare di scritture “autoriflettenti” o è semplicemente un caso? Personalmente nutro il sospetto che questa vena metaletteraria abbia come causa generante il proliferare della scrittura “appresa”, vale a dire la sempre maggior esposizione degli aspiranti scrittori alle scuole di scrittura creativa che, illustrando e analizzando le strutture narratologiche che stanno alla base del funzionamento di un racconto, spingono gli scrittori a ragionare sempre di più sui propri strumenti, piuttosto che sull’oggetto del loro rappresentare. Voi che ne pensate?
David Belbin
L’inedito di Hemngway. Un intrigo letterario
Isbn Edizioni
euro 15