
“La sua idea è molto interessante, ma secondo me non ha pubblico”. Chissà se fra chi legge c’è qualcuno a cui è capitato, come a me tempo fa, di ricevere questa singolare risposta da un editore a cui avevo spedito un progetto editoriale.
Ecccerto, direte voi. Se l’editore ritiene che la tua idea non possa vendere, perchè dovrebbe pubblicartela? L’editore è un imprenditore, ovviamente, ha bisogno di ‘prodotti’ che si ritaglino la loro (si spera cospicua) nicchia di mercato: in Italia vanno fortissime soprattutto le biografie e i gialli, ad esempio.
Però un libro secondo me, è anche altro. Il libro è un ‘prodotto’, ovviamente, che ha una doppia anima, come ci insegnano le scienze della comunicazione. E’ un oggetto culturale, of course. E allora perchè le librerie sono invase di tonnellate di autobiografie di personaggi dello spettacolo o calciatori – che vendono bene – e un’idea, pur interessante, non arriverà mai allo scaffale?
Diamo volentieri segnalazione a questa bella pagina Facebook ispirata alla guida ‘Milano città di libri - città di librai’. Si tratta di un network di librai milanesi, oltre 100, titolari di librerie specializzate e indipendenti, ‘recensiti’ dal libro di Anna Albano (Nda ed.), che si stanno organizzando, evidentemente, anche attraverso i social network.
“Una presenza per dare voce ai librai indipendenti di Milano…indipendentemente dalla specializzazione, dalla localizzazione, dallo spazio espositivo, dal fatturato, dalle idee politiche, al credo religioso, alle preferenze gastronomiche…”, scrive il fondatore Angelo Pirocchi, titolare della libreria militare di Milano.
“Cerchiamo di realizzare una sorta di identikit del libraio indipendente - scrive - allo scopo di fornire un servizio sempre piu’ mirato e utile ai lettori. E devo dire che la nostra iniziativa ha incontrato interesse presso librai di altre citta’ per provare a mettere in moto qualcosa che superi lo spazio milanese’.
Non sapremo mai cosa vedesse dalla finestra Gregor Samsa, il protagonista della Metamorfosi di Kafka. Nella sua angusta stanzetta, rovesciato con la schiena a terra in forma di scarafaggio, Gregor doveva concentrarsi su quello che gli stava accadendo, e non ha avuto occasione di descriverci la città in cui viveva.
Questa frase potrebbe descrivere in generale tutta la letteratura kafkiana, che raramente ci dipinge fra le righe la città in cui l’autore abitò, Praga.
Se vi trovate a passare nella città, molti sono i luoghi in cui potete passare in ‘pellegrinaggio’ in onore del vostro ‘amato’. A partire dal cimitero ebraico, ovviamente (Izraelska 1). O il caffè Savoy (Vitezna 5), ad esempio, che trovate anche in photogallery, dove venivano rappresentati spettacoli teatrali di artisti a cui Kafka assisteva. Magari anche il cafè Louvre, al 20 di Narodni trida, che al piano superiore ancora conserva un’atmosfera di altri tempi.
Continua a leggere: I luoghi degli scrittori: la Praga di Kafka
Ho trovato molto interessanti le vostre risposte al quesito ‘Come diffondere l’amore per la lettura’. Allo stesso tempo, il risultato mi ha suscitato tutta una serie di riflessioni. Parto dall’inizio, ovvero dal fatto che per voi non ci sono pubblicità né booktrailer che reggano: il piacere della lettura è una passione personale.
Siete stati infatti la maggioranza a dire che esso si diffonde di persona in persona. Allora mi sono chiesta: cos’è che si è ‘inceppato’ nel nostro paese? Perchè in Italia non c’è un popolo di lettori forti come in Germania né trasmissioni culturali di successo paragonabile a quelle francesi?
Questo passaparola si è inceppato? I nostri ‘lettori forti’ non trovano il modo di trasmettere la loro passione (e perchè poi?) o non trovano qualcuno disposto ad ascoltarli? Visto che non siamo un popolo di asociali, mi sento di aggiungere un elemento alla ‘causa scatenante’ di questa passione.
Continua a leggere: L'amore per la lettura, una passione personale?

El Pendulo, in Mexico city, è stata classificata dal Guardian come una delle 10 librerie più belle del mondo. Guardando la photogallery sul sito, vi renderete conto subito del perchè.
Non solo per gli imponenti scaffali, ma soprattutto perchè dalle pareti…pendono degli arbusti! La trovo bellissima, come la libreria nella cattedrale di Maastricht che avevamo segnalato tempo fa. Per qualche dettaglio in più, visitate www.pendulo.com.
Secondo il Guardian inoltre, viene servito un ottimo caffè, il che è sottolineato dal fatto che tecnicamente si tratta di una ‘Cafebreria’, come c’è scritto sul sito.
Cafèbreria El Pendulo
Nuevo León 115, Città del Messico, Messico
Via | Guardian

A Maastricht, nei Paesi Bassi, ha sede questa libreria davvero particolare, come potete già intuire dalla photogallery.
Infatti gli scaffali colmi di volumi sono presenti all’interno di una vecchia chiesa domenicana sconsacrata, situata nel centro della città vecchia.
Lo scenario è maestoso, e di sicuro all’atmosfera di raccoglimento tipica delle librerie vecchio stile contribuisce la bellezza della chiesa.
Selexyz Broese
Stadhuisbrug 5
Utrecht, Utrecht, 3511 KP
Netherlands
Foto | Flickr
C’è il gruppo ‘Eterni insoddisfatti’, di coloro “che, pur avendo letto un discreto numero di libri, non hanno ancora trovato quello della loro vita”. Ma anche quello dedicato alla Letteratura irlandese o ai libri di viaggio.
Insomma, di bei gruppetti su Anobii iniziano ad essercene. Numero di membri partecipanti? In media si arriva a oltre mille, a due-tremila, anche.
Qui sotto, dopo il salto, ve ne segnaliamo due che ci sembrano utili per chi è a caccia di sconti e di modi per risparmiare (concetti spesso inconciliabili con la fame di libri).
Tante volte abbiamo parlato delle librerie indipendenti, della fatica che fanno quotidianamente per restare a galla, delle politiche sugli sconti. In un post precedente vi invitavamo a visitare alcune librerie milanesi che resistono. Oggi vi proponiamo una guida alle librerie e ai librai indipendenti di Milano.
Il libro nasce dalle interviste ai librai che l’autrice ha pubblicato sul suo blog: ne viene fuori una Milano nascosta, creativa e ingegnosa, che lotta per mantenere in vita un settore, quello delle librerie indipendenti, sempre più a rischio. Il volume è organizzato in modo da dare a ogni piccola realtà un suo spazio; per ciascuna libreria è stata redatta una scheda in cui si dà la parola a chi, tra i libri, lavora ogni giorno, spendendo inventiva e fantasia.
Si raccontano le iniziative e le idee per attirare e tenere ben stretti i lettori, il punto di vista di chi ha scelto questo mestiere e cerca nuovi modi per continuare a svolgerlo. Completa il libro una mappa di Milano con l’indicazione delle librerie. Speriamo che sia il primo di una serie di volumi e che il progetto si estenda anche ad altre città.
Milano città di libri
Guida alle librerie e ai librai indipendenti di Milano
Anna Albano
NdA Press, febbraio 2010
pp. 200 € 13,90
Via | Vibrisse
Tutto da leggere il bel pezzo di Stefano Salis pubblicato sul Sole24Ore che, in tempi grami per le librerie (tantissime ne stanno chiudendo, lo dice anche lui) ricorda come alcuni punti vendita di libri abbiano contribuito nel ‘900 alla vita culturale della vecchia Europa.
Come la libreria Shakespeare & Co. di Parigi (quella originale, all’8 di rue Dupuytren, non quella di oggi, nata negli anni ‘50), la cui libraia Sylvia Beach sostenne la pubblicazione dell’Ulisse di Joyce.
“Di librerie storiche memorabili sparse per tutto il Vecchio continente ce ne sono (state) molte - scrive Salis - Botteghe che non esistono più, fatte di eleganza, competenza molta romanticheria e qualche improvvisazione“.
Continua a leggere: Librerie che resistono, da Barcellona a Londra
E’ una vecchia idea che ho sempre sostenuto: perchè, visto che i libri costano tanto, non aprire un punto vendita che ne consenta anche l’affitto?. In America sta succedendo, grazie all’impegno di alcune librerie che hanno deciso di mettere in affitto libri di testo universitari.
Si parla ad esempio della catena Barnes & Nobles, che ha già reso disponibili, per questa modalità, cinquanta titoli da affittare per un semestre al 50 per cento del loro prezzo. E sono contenta che l’idea sia stata recepita da un articolo di Chegg.com.
Il sito ha inoltre avviato una campagna singolare: piantare un albero per ogni testo affittato e regalare un dollaro a ciascun studente che convinca un amico a provare il servizio. D’altronde l’America non è nuova a queste iniziative, se ricordate l’esperimento del Flat world knowledge.
Continua a leggere: Chegg.com: in Usa libri di testo in affitto. Succederà anche da noi?