Eccoci a un’altra puntata della mia battaglia di convivenza con i miei adorati libri. Allora, la questione è: in genere quando si sgombra una stanza – per traslochi, necessità di spazio per altri oggetti etc…- si buttano le cose che “non servono più”. Un libro, in realtà, non ha una “funzione” per cui un giorno “smette di servire”. Certo, una volta letto lo si lascia lì, magari lo si riapre raramente.
Ma in genere è difficile che si scelga di buttare un libro perchè è leggermente sbeccato, perchè la polvere l’ha consunto o ingiallito, come accade con qualsiasi altro tipo di oggetto. Capita però che si abbia necessità di fare una cernita dal proprio crogiolo di libri – per necessità di spazio appunto – e che ci si accorga che alcuni di essi non ci appartengano più.
Di alcuni per carità proprio non possiamo farne a meno – classici che ci hanno cambiato la vita, ad esempio – ma di altri non ricordavamo neppure più l’esistenza. Per non parlare dei classici “best seller del momento” che abbiamo comprato in un raptus indotto da marketing editoriale o chiacchiere di amici (i tipici libri che una volta letti ti scivolano dal cervello come acqua fresca).
Continua a leggere: O io o i libri/2. Ovvero: il lusso dello spazio
C’è chi parte come un treno teso solo al soddisfacimento dell’obiettivo finale. Chi si fa attrarre dai particolari delle copertine adocchiati da lontano. Chi si affida al libraio come un oracolo, perchè ha voglia di leggere “qualcosa sui vampiri, che tizio e caio mi sono tanto piaciuti, avete qualcosa di simile?”.Prendo spunto da un articolo carino apparso su Giornalettismo, sullo “stile” con cui ognuno di noi gira in libreria:
C’è gente, che non ha mai imparato a vivere, che va in libreria come va in giro per il mondo, o come va in bicicletta: con un obbiettivo e con spirito agonistico, trasformando una passione che già la tiranneggia in un lavoro forzato.
Sono curiosa ovviamente di conoscere il vostro “stile” e come al solito inizio io che sono una metodica senza scampo, e inizio a scrutare tutti gli scaffali in fila, volume dopo volume, per editore (se capita) alla ricerca di qualche titolo che mi ricordi qualcosa/che io abbia già visto recensito da qualche parte/che mi attiri chissàpoiperchè. E sapere che c’è? Che attraverso questo “stile” sistematico, facendosi guidare a occhi chiusi dall’istinto nella scelta di un libro, mi capitano le sorprese più belle. E voi?
Foto | Flickr
Vi invito a leggere qui la sconfortante cronaca dell’affossamento di un progetto di promozione della lettura. Affossamento da parte di piccoli editori e librerie indipendente: affossamento paradossale, perchè il progetto intendeva creare un ‘circolo virtuoso’ a vantaggio di entrambe le categorie.
In breve,
“ogni mese, in base a segnalazioni e scelte dai cataloghi degli editori della lista free, si sarebbe stilato un elenco di libri. Tale elenco sarebbe stato sottoposto agli utenti: tramite un sondaggio i lettori avrebbero scelto qual era il libro più interessante per loro. E poi? E poi Writer’s Dream, a spese sue, si sarebbe occupato di spedirlo a librerie, riviste, blog, biblioteche, accompagnando il libro con locandine e materiale pubblicitario”.
Perchè allora, questo ’sconfortante’ silenzio? Non se lo spiega neanche l’ideatrice del progetto, “amareggiata e infuriata oltre ogni limite”, giustamente, per non aver ricevuto “uno stralcio di risposta” da nessuno (anzi no, 3 editori avevano aderito: Diamonds, XII e BAE). Francamente, anche io non capisco la miopia da parte delle piccole case editrici interpellate. Ovvero di chi “continua a lamentarsi - scrive lei - che le cose vanno male e che non riuscite a far arrivare i vostri libri a nessuno“.
L’idea era infatti quella di offrire ai loro cataloghi uno spazio di visibilità gratuito, senza oneri per loro, nelle librerie aderenti all’iniziativa. Piccoli editori ma dove avete la testa? Non afferrate che il vostro pane quotidiano sono proprio le iniziative virali, dal basso? Le iniziative partite dai social network, aperte a un pubblico giovanile (sono i giovani quelli che leggono di più nel nostro Paese, dovreste saperlo)? Piccoli editori, se ci siete, fatevi sentire nei commenti. E aderite.
Via | Writer’s Dream
Da tempo Michela Murgia (premio Campiello 2010 con Accabadora) porta avanti una battaglia contro l’editoria a pagamento insieme ad altri scrittori, come Sandrone Dazieri o Loredana Lipperini. Murgia si rifiuta, ad esempio, di presentare i suoi testi in librerie che vendano i cataloghi di editori a pagamento. Vi riporto qui tre stralci dal suo articolo contro l’editoria a pagamento, che secondo me centrano esattamente il cuore della questione.
1) Il primo (danno, ndr) è all’autore, che viene illuso che pagare per pubblicare sia una strada per valorizzare il proprio talento, mentre è vero esattamente l’opposto: se è un autore bravo, da quel momento per lui la strada per una casa editrice seria sarà tutta in salita. Se invece è un autore che non ha prospettive, gli verrà alimentata l’illusione del contrario.
2) C’è anche un inganno causato direttamente al lettore, che qualche volta trova nelle librerie locali queste pubblicazioni di nessuna qualità editoriale, senza neanche la più elementare correzione delle bozze, affiancate a titoli di autori che invece sono stati selezionati con cura e i cui testi sono stati corretti e curati da persone competenti.
3) L’altro danno è rivolto agli editori veri, quelli che pagano l’autore per il suo lavoro, anziché farlo pagare, e che tengono in piedi una struttura di professionalità che si prende cura del testo, lo corregge, lo stampa, lo distribuisce, lo promuove e lo accompagna in ogni momento della sua vita editoriale.
Via | Michela Murgia

Mi è tanto piaciuta per gli animaletti puffolosi del suo ‘Voglio essere grande così!‘. Monica Pierazzi Mitri è una delle illustratrici di libri d’infanzia che preferisco. E qui ci spiega qualcosa di sè e del suo lavoro.
“Le mie maestre d’asilo già sapevano che avrei fatto questo lavoro, io invece ci ho messo un po’ per realizzare che una passione poteva diventare anche una professione! - spiega a Booksblog - Il disegno è sempre stato fin da bambina un mezzo di comunicazione fortissimo, il modo più semplice ed immediato per portare all’esterno un po’ del mondo brulicante che ho nella testa e per rappresentare la realtà vista attraverso i miei occhi. La mia passione è stata poi alimentata dagli studi sulla storia dell’arte, la ricerca di immagini da immagazzinare nel cervello (in questo internet è una fonte inesauribile) e l’esperienza quotidiana di vita, il tutto ben mescolato!”
Si ispira a qualcuno?
“Mi piace guardare il lavoro degli altri illustratori, c’è sempre tantissimo da imparare e ammirare, universi creativi così diversi dal mio possono solo essere uno stimolo a nuove ricerche e il mio stile in continua evoluzione è il risultato di questo processo. Tra tutti gli illustratori, sono legata in particolare a Chris Ayers, un disegnatore americano incredibilmente espressivo e dalle mille risorse tecniche, quando ho un momento di difficoltà creativa mi basta guardare uno dei suoi animali per sentire rinascere tutto l’entusiasmo per questo lavoro meraviglioso!”
Continua a leggere: Vita da illustratore. Intervista a Monica Pierazzi Mitri
Quando volete comprare un libro, o soltanto fare un giro per annusare l’odore della carta e sfogliare delle pagine, dove vi dirigete? Siete di quelli che vanno dritti verso le librerie di catena “perché offrono di tutto” (anche se poi in bella mostra si trovano solo le novità delle grandi case editrici)?Avete una libreria di riferimento, a cui siete affezionati? O magari siete tra chi vorrebbe visitare una piccola e tradizionale libreria, di quelle con un libraio vecchio stile, ma non sapete dove andare?
Se appartenete a quest’ultima categoria, (o anche a una delle precedenti, ma siete comunque curiosi e aperti a nuove esperienze) da gennaio potrete acquistare La guida alla librerie indipendenti di Roma, la prima raccolta di tutte le librerie indipendenti della capitale. Lo stesso editore ha già pubblicato, nella stessa collana, un libro sulle librerie indipendenti di Milano di cui abbiamo già parlato. E’ motivo di vanto per noi di Booksblog comunicarvi che due delle tre autrici, Sara Regimenti e Roberta Barbi, sono della scuderia di Blogo. Le nostre penne, insieme a Egilde Verì, hanno svolto un lavoro certosino, andando, gambe in spalla, a visitare ben centocinque librerie, disseminate all’interno della città. Quel che ne è venuto fuori è una interessante guida non solo per i bibliofili, ma anche per chi vuole conoscere i quartieri e gli angoli meno battuti di Roma. Il libro è infatti diviso per rioni, con un’introduzione iniziale sulla fisionomia e la storia dei quartieri.
Ogni scheda è corredata da foto, brevi informazioni utili e una dettagliata descrizione dei titoli, dell’ambiente e del libraio che non è un semplice negoziante, ma un lettore appassionato, capace di consigliare e felice di scambiare opinioni e idee con gli avventori. La varietà è garantita: dalle librerie caffè, a quelle che offrono anche una buona selezione di vini e cibo, alle più classiche. Ciò che le accomuna tutte è la convinzione che valga la pena resistere e continuare a proporre un’alternativa alla massificazione e alle nuove modalità di acquisto, che tendono a cancellare la figura del libraio. Uno di loro racconta: “Chi fa il libraio, per me, non è sano di mente. Io personalmente leggo comunque e ovunque, volevo fare l’insegnante, ma i concorsi erano chiusi, non sono un’artista, perciò era l’ultima ipotesi che mi restava. E’ la mia libreria, l’ho fatta io e le voglio bene, mi ha fatto crescere.”
Guida alle librerie indipendenti di Roma
Roberta Barbi, Sara Regimenti, Egilde Verì
NdA Press, 2010
pp. 285 € 13,90
C’è la Storia del libro e Il libro nella storia. C’è l’imperdibile volume Meridiani sul Libro che vedete in copertina, così come il manuale della ormai famosa ‘Biblioterapia’ o ‘L’Elogio della lettura’ di Michel Petit.
C’è una raccolta dei ‘Libri più assurdi del mondo’, così come le simpatiche ‘Storie per librai’ (che faranno ridere soprattutto chi con i libri ci lavora, è vero). Oppure il ‘Manuale del cacciatore di libri introvabili’ di Berni e i giri per librerie di Oliviero Diliberto con quello che è ormai diventato un piccolo long seller, ‘I libronauti’.
A parlare della forma libri nell’era di Internet sono Umberto Eco (’Non sperate di liberarvi dei libri’) o Paolo di Paolo, col suo ‘Dove siamo stati felici’. Dove siamo stati davvero liberi e felici, se non in un libro? Anche in certi momenti della nostra esistenza, ok. Però: dove siamo stati felici più spesso, se non in un libro?
Libri per Natale per chi ama i libri: le strenne






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“Vi propongo un gioco che fa impazzire i miei amici: si tratta di organizzare una ‘catena’ di regali, e in questo caso l’oggetto da scambiarsi sarà un libro, ovviamente”. Iniziava così la proposta di una lettrice arrivata alla Libreria Piave di Roma nell’ambito dell’iniziativa ‘ Vi proponiamo…’ ovvero idee per attirare lettori in libreria.
La proposta si ispira ovviamente all’omonimo romanzo di Laurence Cossè, in cui una rosa di ‘Grandi lettori’ proponeva una serie di titoli adatti a far parte di una ‘libreria di qualità’. La segnalo soprattutto a voi librai, perchè secondo me si tratta davvero di un’idea da copiare. Allora, scrive la lettrice:
“Ogni persona che vorrà partecipare comprerà nella libreria un libro, il cui range di prezzo verrà stabilito a priori, e i librai lo incarteranno come un vero e proprio regalo da destinare al successivo partecipante al gioco. Chi ha effettuato l’acquisto uscirà invece dalla libreria con un altro libro, ricevuto da un anonimo giocatore che avrà partecipato prima di lui…”.
Ovviamente, il presupposto è che ogni partecipante scelga “un testo che l’ha fatto emozionare, naturalmente, o ridere a crepapelle, o commuovere fino alle lacrime. Si avrebbe così l’occasione di regalare qualcosa di molto importante… e molto pensato.” Carina no?
Foto | Flickr

Letteratura e rispetto per l’ambiente vanno a braccetto, almeno nel centro di Roma e più precisamente nelle librerie Odradek e Altroquando. In mezzo agli scaffali pieni di libri è infatti possibile acquistare prodotti a basso impatto ambientale: ogni tipo di detersivo biologico alla spina e in confezione, pannolini e salviettine biodegradabili, piatti, bicchieri e posate in Mater-B. Niente più sacchetti di plastica, sostituiti da quelli biodegradabili.
“Tutti i nostri prodotti, è scritto sul sito di Odradek, contribuiscono allo sviluppo sostenibile perché riducono, a volte anche nella loro fabbricazione, gas a effetto serra; riducono l’uso di energia ed eliminano il consumo di risorse non rinnovabili.” Io ci farò un salto a più presto e spero lo facciate anche voi!
Difficilmente, ormai, compro libri in libreria: preferisco informarmi in rete e poi acquistarli su questo o quel sito, valutando prezzo, spese e tempi di spedizioni e simili. Se il discorso dell’acquisto online è obbligatorio per gli eBook, parte che anche la vendita di libri cartacei via internet stia aumentando anche in Italia, sebbene occupi ancora una fetta marginale di mercato (lo 0,8%, rispetto al 9,5 della Gran Bretagna o al 6,9 della Francia). Nel 2009 in Europa l’e-commerce ha fruttato 307 miliardi di euro, con una crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente.
Il 2% delle vendite online, in Italia, è rappresentato da prodotti editoriali (libri, cd rom, dvd) con una gamma di prodotti offerti senza eguali (una media di 90.678, rispetto per esempio a 1.767 della moda). Rispetto al 2008 si è avuta una crescita del 37% di vendite.
E voi, dove comprate i libri che leggete?
Via + Foto | VoceArancio