I librai indipendenti, per chi ha la fortuna di conoscerne anche uno o due, sono dei personaggi che ti restano nel cuore. Da cui torni sempre, anche se non ti fanno lo sconto, per sapere “cosa c’è di bello da leggere” sapendo che loro stessi sapranno consigliarti il titolo più adatto essendo instancabili lettori e – soprattutto – avendo imparato a conoscere te e i tuoi gusti.
Un po’ psicologi, un po’ indovini dell’animo umano, con cervello e cuore affilato come solo una vita di buone letture riesce a fare, modellandoti interiormente molto più di quanto tu stesso immagini.
E’ così che non mi stupisco che, a distanza di anni dalla sua scomparsa (risalente al 1997), sia ancora tanto viva la memoria di un libraio napoletano come “Don Ermanno”, al secolo Ermanno Cassitto, titolare di una storica libreria a via Port’Alba 10, a Napoli a cui i figli Giuseppe e Giovanni hanno dedicato uno spazio su Facebook, aperto ai contributi di tutti coloro che lo conobbero.
Continua a leggere: Librai si nasce. Uno spazio on line in memoria di "Don" Ermanno
Prendo spunto da una dichiarazione di Valerio Massimo Manfredi, che inaugurando ieri la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna ha detto che “e’ fondamentale leggere libri fin da piccoli. Purtroppo la scuola non incoraggia molto la lettura, quando i ragazzi arrivano alle superiori non leggono piu’”.
D’altra parte una rilevazione effettuata dalla Nielsen per il Centro per il Libro e la Lettura rende noto che solo un terzo dei nostri connazionali legge e compra “almeno un libro all’anno”. Accosto la dichiarazione di Manfredi ai dati di questa rilevazione perchè la speranza – e la categoria su cui le istituzioni dovrebbero “investire” - sarebbero invece proprio i giovani.
Infatti la maggior parte dei lettori (46%) è costituita da persone fra i 25 e i 34 anni, e soprattutto l’amore per i libri va di pari passo con l’istruzione, visto che aumenta se si è diplomati (43%) o laureati (59%). Soprattutto perchè – altro dato – non è detto che i giovani non siano ricettivi, visto che i classici piacciono proprio ai giovanissimi (23%).
Continua a leggere: L'amore per la lettura si impara grazie ai classici?
Io conosco ne conosco di bravi librai di Roma. Posso fare i nomi e i cognomi (d’altronde è un elogio).
Come ad esempio la giovane Teresa Longo, responsabile del bookshop del Caffè letterario a Ostiense, dove troverete pochissimi best seller, ‘fagocitati’ da un catalogo di titoli di piccole e medie case editrici (che vendono molto, mi dice). Una scelta che rende, stranamente, come mi ha raccontato.
O come la tostissima sarda Luisa Aresu, della libreria Piramide. Che gestisce tutto da sola da quando ha deciso, da semplice dipendente, di prendere sulle sue spalle la libreria, gestita per vent’anni dal vecchio proprietario. Campa con le vendite dei libri di scuola, ‘e sicuro vendono più le bancarelle di fronte all’entrata della metro Piramide’. Però va avanti. E le piace leggere, tanto. Ti consiglia lei i libri, se sei in un periodo ‘un po’ così’ e non sai che comprare.
E voi? Parlateci dei vostri librai del cuore. E soprattutto: ne esistono di ‘librai’ così? Aspetto commenti anche dagli scettici.
Foto | Flickr
C’è la Storia del libro e Il libro nella storia. C’è l’imperdibile volume Meridiani sul Libro che vedete in copertina, così come il manuale della ormai famosa ‘Biblioterapia’ o ‘L’Elogio della lettura’ di Michel Petit.
C’è una raccolta dei ‘Libri più assurdi del mondo’, così come le simpatiche ‘Storie per librai’ (che faranno ridere soprattutto chi con i libri ci lavora, è vero). Oppure il ‘Manuale del cacciatore di libri introvabili’ di Berni e i giri per librerie di Oliviero Diliberto con quello che è ormai diventato un piccolo long seller, ‘I libronauti’.
A parlare della forma libri nell’era di Internet sono Umberto Eco (’Non sperate di liberarvi dei libri’) o Paolo di Paolo, col suo ‘Dove siamo stati felici’. Dove siamo stati davvero liberi e felici, se non in un libro? Anche in certi momenti della nostra esistenza, ok. Però: dove siamo stati felici più spesso, se non in un libro?
Libri per Natale per chi ama i libri: le strenne






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“Chiunque voglia o abbia idea di aprire una libreria assapora il gusto di pomeriggi invernali sorseggiando una tisana, leggendo un buon libro e aspettando l’acquirente perfetto…Non che non esistano quei pomeriggi in cui Centostorie è finalmente mia, riordino i libri, li abbraccio virtualmente tutti, penso a quanto è bello il mio lavoro e sorseggio la benedetta tisana. Ma i restanti giorni io e la mia socia rimblaziamo come schegge impazzite cercando di trovare il bandolo”.
A tutti voi che amate letteratura per l’infanzia consiglio il sito internet Centostorie.it, che raccoglie i contributi delle libraie dell’omonima libreria di Roma. In particolare, io mi appassiono a leggere, come sempre, le ’storie fra gli scaffali’, ovvero i diari dei librai alle prese con questa difficile professione (che richiede fede, più che semplice fiducia del futuro).
Perchè accade che una vita da libraia, intrapresa con le migliori intenzioni di pace interiore e tranquillo lavoro fra i libri stile ‘C’è posta per te’ cambi improvvisamente rotta, innalzando il livello di stress della suddetta libraia a livelli che “neanche un broker”.
Continua a leggere: Altro che vecchiette! Una vita da libraia raccontata su Centostorie.it
Parlavo con una simpatica libraia romana, che mi esponeva la seguente domanda: “Ma perché i lettori italiani non si fanno problemi a spendere 15-20 euro per una maglietta o una cena in pizzeria e poi si aspettano sempre degli sconti su libri che costano appunto sui 15-20 euro?”
Il quesito sembra semplice e banale, eppure la risposta non è secondo me così scontata. Prima di dare spazio alle vostre risposte, mi metto in mezzo io (come al solito). Io, precaria, con un budget mensile per spese voluttuarie risicato lo ammetto: lo sconto sul libro mi fa comodo, e nei negozi di abbigliamento invece non lo chiedo mai.
A mia discolpa devo dire però che non compro 10 magliette al mese mentre mi piacerebbe riuscire a d acquistare altrettanti libri, in effetti. Quindi la maglietta, ad esempio (una al mese, anche di meno) la compro a cuor leggero, via. Mentre il libro no.
Continua a leggere: Perché pretendere lo sconto sui prezzi dei libri?
Per qualcuno (e io ne conosco) si tratta della mamma, anche dopo i ventanni. Per altri è l’amico/a noiosa con cui riesci a passare solo qualche pomeriggio al mese. Ti segni mentalmente i titoli, e via. Per altri invece è il libraio di sempre, quello che ti ha visto crescere, e passare da Roal Dahl a Cormac McCarthy.
Si tratta del ‘Guru’ della lettura. Ovvero: qual è la persona di fiducia che vi consiglia sempre, infallibilmente, dei bei libri? Mi è venuto in mente leggendo il bel La libreria del buon romanzo (ne riparleremo, è pieno di spunti), in cui i protagonisti hanno bisogno di 300 ‘grandi lettori’ che consiglino loro i libri più belli di sempre.
Compreranno quei titoli, a scatola chiusa, perchè si fidano delle loro opinioni. Molti, già lo so, risponderanno che i loro ‘guru’ li trovano non nella realtà ma on line, o magari nelle ‘firme’ di qualche giornale. In questo caso, condividete link e indirizzi web nello spazio di commenti qui sotto. Nb: l’immagine del libro in copertina è fortemente ironica, un accostamento di senso con questo articolo molto discutibile, lo so.

“Quando era appena uscito Gomorra – racconta una libraia romana – molti venivano a chiedermi se avevo “Sodoma”! E’ la verità, lo giuro. Per non parlare di chi mi chiede sia Delitto sia Castigo”. Una volta che ci si decide a leggere Dostojevski è sempre meglio comprare tutto in un’unica soluzione, no?
La conversazione mi ha ricordato il mitico “Il buio oltre le seppie”, ovvero il libriccino che ha come scopo – come il primo volume Il fu Mattia Bazar – di raccontare gli strafalcioni di (aspiranti) lettori in libreria.
Avete mai assistito a esilaranti scene del genere? Avete mai fatto gaffe del genere? Io ne confesso una: non ricordavo il nome del libro di Fabio Geda e ho chiesto “A Kabul ci sono i coccodrilli”. Un po’ come la signora che in Santa Maradona chiedeva La Profezia dei Celestini. Esilarante. Dai facciamo(ci) fare due risate.
Vorrei segnalarvi una bella intervista che parla dell’amore per i libri, quello vero, fatto di impegno quotidiano, tradizione di famiglia, soldi (mai abbastanza, come dice l’intervistato “più di un call center e meno di un impiegato”).
La storia di Andrea Polla Mattiot, libraio di strada a Torino, la trovate qui. Lui studia psicologia e fa il libraio in uno storico banchetto per strada.
Racconta che nel suo lavoro capitano colpi di fortuna: “il genero di un signore voleva far fuori quasi tutta l’opera di Calvino, Pavese e Fenoglio in edizione Einaudi, è stata una fortuna -dice - Certo, ogni tanto la fregatura ci scappa: ancora non dimentico quei cento volumi di esoterismo che mi sono rimasti sul groppone. E chi se li compra?”
Per il resto, spiega, “sfido il caldo che fa sragionare, il gelo e la neve con tre maglioni addosso. Attrezzato, senza molte pretese, con una seggiola in legno e un tavolino su cui appoggio acqua e viveri o, d’inverno, il termos del caffè”. Avete belle storie di gente che sfida intemperie e nonostante la non-redditività non abbandona la passione di un mestiere che viva di letture (altrui)? Dai raccontate.
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C’è il gruppo ‘Eterni insoddisfatti’, di coloro “che, pur avendo letto un discreto numero di libri, non hanno ancora trovato quello della loro vita”. Ma anche quello dedicato alla Letteratura irlandese o ai libri di viaggio.
Insomma, di bei gruppetti su Anobii iniziano ad essercene. Numero di membri partecipanti? In media si arriva a oltre mille, a due-tremila, anche.
Qui sotto, dopo il salto, ve ne segnaliamo due che ci sembrano utili per chi è a caccia di sconti e di modi per risparmiare (concetti spesso inconciliabili con la fame di libri).