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New italian realism: dal 23 gennaio in libreria Tirature 2010, l'annuario di letteratura italiana curato da Vittorio Spinazzola

pubblicato da Andrea Coccia

New italian realism: dal 23 gennaio in libreria Tirature 2010, l'annuario di letteratura italiana curato da Vittorio Spinazzola
Come ogni anno, da ormai diversi lustri, appena superate le idi di gennaio iniziano a trapelare le prime informazioni su una delle uscite più attese dell’anno accademico e letterario italiano, sto parlando della pubblicazione dell’annuario di letteratura italiana Tirature, edito dalla casa editrice milanese, Il Saggiatore e curato da Vittorio Spinazzola, professore emerito dell’Università degli studi di Milano e grande sostenitore dell’apertura del canone letterario ai generi da sempre considerati minori e, per questo, relegati ai confini della letterarietà.

A quanto pare dalle prime indiscrezioni, che leggo oggi su Repubblica, Tirature 2010 avrà come titolo New italian realism, in netta opposizione dunque con il fenomeno della New italian epic, generato attorno ai ragionamenti del collettivo letterario Wu Ming nel 2008 e tuttora in atto. Ovviamente, però, prima di valutare i toni e le ragioni della “polemica”, aspetto di avere tra le mani il nuovo numero di Tirature, che sarà distribuito nelle librerie italiane a partire dal 23 gennaio.

Per quanto mi riguarda, in ogni caso, l’attesa è ricca di aspettative e curiosità, curiosità alimentate, da una parte, dal fatto che Spinazzola, e ancor di più la gran parte dei suoi collaboratori, sono stati (e alcuni lo sono tuttora, miei professori), dall’altra perché in un eventuale dibattito tra New italian epic e New italian realism io godrei dello smisurato vantaggio di osservare la battaglia dall’esterno, convinto come sono che sia il contenuto, più delle etichette, ad essere la questione importante.

In ogni caso, tra la nuova epica di Giuseppe Genna o dei Wu Ming, e il nuovo realismo di un Niccolò Ammaniti o di una Melania G. Mazzucco, a detenere la palma del migliore, dal mio punto di vista, saranno sempre le ossessioni e le immaginazioni fantastiche di un Michele Mari. Perché in fondo non c’è niente di più vero, in letteratura, di una menzogna.

Via | Repubblica

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"I giorni belli della mia vita furono quelli che io spesi a leggere le opere di Carlo Darwin" Francesco De Sanctis era un darwiniano.

pubblicato da Andrea Coccia

francesco de sanctis Francesco De Sanctis Junior è un architetto e porta il nome del suo avo più illustre, Francesco De Sanctis, uno dei critici e storici della letteratura italiana più celebri e più studiati, un punto di riferimento per ogni italianista. Ora, a quasi 130 anni dalla sua morte, avvenuta il 29 dicembre del 1883, dopo un accurata ricerca tra bauli impolverati e repertori dimenticati da chissà quanto tempo, Francesco Junior rivela le sue scoperte.

“Ho cercato nelle case del mio trisavolo ogni carta. Ne ho ritrovate tante, in bauli che non si aprivano da un secolo” ha detto il pronipote dell’autore della più importante “Storia della letteratura italiana” e di scoperte e ritrovamenti ne ha fatti sicuramente innumerevoli. Il pezzo più pregiato è sicuramente uno scritto su Darwin, in cui De Sanctis dichiara la sua passione per le teorie del grande evoluzionista inglese.

Sulla scia di queste e altre scoperte, la fondazione De Sanctis, presieduta proprio dal pronipote, ha già organizzato la scorsa primavera un ciclo di letture dei classici della letteratura italiana nelle sedi istituzionali, dal Campidoglio alla Camera e al Senato. Ma Francesco Junior ha già annunciato che “su impulso del ministro Gelmini, continueremo in autunno invitando gli studenti nei teatri di tutta Italia, a cominciare da Milano”. Speriamo che la Gelmini non cambi idea ora che si è scoperta la passione del grande critico per l’opera di Charles Darwin.

Via | Il Tempo
Foto | Wikipedia

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La storia "parecchio alternativa" della letteratura italiana

pubblicato da cleide

letteratura Tutti sicuramente siamo stati abituati a studiare la letteratura italiana in un certo modo e da un certo punto di vista, ovvero quello della serietà più assoluta. Antonella Landi, invece, professoressa fiorentina, propone un libro (Mondadori, € 15) che affronta l’argomento in modo completamente diverso. Il suo scopo è quello di umanizzare gli autori, di farli scendere da quel piedistallo su cui sono stati posti nel corso dei secoli, per mostrare i loro lati sconosciuti e che potrebbero contribuire a farli sentire più vicini.

Aneddoti su Dante, Petrarca, Boccaccio e moltissimi altri grandi della nostra letteratura, insieme a frequenti e divertenti battute, compongono un libro in cui si sente comunque tutta la competenza in materia dell’autrice.
Questa storia “parecchio alternativa” della letteratura italiana è la seconda pubblicazione di Antonella Landi; nel 2007 è uscito “La Profe, diario di un’insegnante con gli anfibi”, sempre edito da Mondadori.

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