
Settecentomila lettori in fuga. Più che una statistica, il bollettino di una disfatta, il quadro di una sconfitta culturale, la certificazione di un’emorragia documentata dall’Istat per la lettura. Come se tutti gli abitanti di una città grande come Palermo – anzi, qualcosa di più – dichiarassero di non aver aperto libro negli ultimi dodici mesi. Una diserzione che – già grave in un paese di non leggenti – diventa ancora più significativa se riferita alla fascia dei “lettori forti”. Più della metà dei disertori – nell’ anno 2011 – proviene dalle file alte, dai piani superiori della lettura, dall’élite ristretta su cui si regge la piramide rovesciata dell’ industria editoriale italiana.
Attacca così il suo articolo Simonetta Fiori su La Repubblica. Dati preoccupanti. O meglio: dati preoccupanti se le cose stessero effettivamente così. Sì, perché l’articolo parla di lettori forti (quelli cioè che leggono almeno un libro al mese) che nell’ultimo anno non hanno letto più nulla. Di cartaceo, però. Ecco, qui sta l’inghippo. Perché a tutt’oggi si continua a ritenere che il lettore ideale sia quello che legge libri cartacei. Dal mio punto di vista, invece, il lettore ideale è quello che legge. Punto. Il mezzo – carta o bit che sia – è del tutto irrilevante. Come giustamente nota Kindle Italia:
Leggere è leggere, elettronico o carta che sia […] Sarebbe il caso di fermarsi un attimo a riflettere su questi elementi e fare un po’ di autocritica, prima di stracciarsi le vesti urlando che la fine è vicina…
Ma si sa, buona parte della filiera editoriale più che della lettura si preoccupa di vendere il libro; più che di produrre cultura si preoccupa di produrre denaro: e non è un caso che troviamo discussioni, blog, forum, articoli di giornali in cui si discute delle copertine dei libri. Non del loro contenuto. Leggere è leggere, elettronico o cartaceo che sia.
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Durante la fiera della piccola editoria Più libri, più liberi in corso a Roma, l’Associazione Italiana Editori ha reso pubblici i dati sulla crescita del mercato eBook in Italia. Per gli addetti ai lavori non si tratta di grandi novità, ma sono pur sempre dati interessanti. Schematizzando questa è la situazione del mercato degli eBook in Italia a oggi:
Cristina Mussinelli, responsabile nuove tecnologie dell’Associazione Italiana Editori, così commenta questi dati:
Il mercato dell’ebook ha appena due anni di vita ma è comunque un mercato che c’è e che non potrà che crescere nei prossimi mesi e anni. La crescita che si intravede è quella tipica dei mercati iniziali, con forti accelerazioni ma numeri assoluti ancora piccoli. Questo è un mercato a cui guardano con attenzione non solo le case editrici più grandi ma anche i piccoli editori, che proprio per la specializzazione della nicchia di mercato in cui operano possono trovare lettori anche al di fuori del mercato italiano.
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I numeri! Vogliamo vedere i numeri! Esclamava qualche giorno fa Alessandro Zaccuri su Avvenire a proposito della quantità degli eBook venduti in Italia. Purtroppo i numeri non sono noti perché tanto gli store quanto le case editrici non li rendono disponibili. Questo non vieta, però, di stilare una classifica settimanale degli eBook. Noi di Booksblog abbiamo approntato un metodo matematico per armonizzare i vari dati che abbiamo e così, ogni settimana, vi proporremo la nostra classifica. Se volete, potete prendere visione dei criteri che seguiamo per questa classifica.
Al primo posto della classifica di questa settimana troviamo a pari merito Miglio 81 di Stephen King e 1Q84 di Murakami. Il secondo gradino del podio è di Marcello Simoni con il suo Il mercante dei libri maledetti. Il terzo posto è molto affollato, a dire il vero: si va da Inheritance di Cristopher Paolini a Sviluppare applicazioni con WordPress di Thord Daniel Hedengren, da Contro la meritocrazia di Nicola da Neckir (in abbinamento con Il rosso e il nero) a Mare al mattino della Mazzantini. La versione italiana di Steve Jobs, invece, è al quarto posto insieme a Ho il tuo numero di Sophie Kinsella e a Tre atti e due tempi di Faletti. Chiudono la classifica Le prime luci del mattino di Fabio Volo e La caccia al tesoro più grande del mondo su Google Earth di Dedopulos, che per diverso tempo è stata prima in classifica su UltimaBooks.
Dopo il salto trovate la classifica completa.
Continua a leggere: La classifica degli eBook secondo Booksblog – settimana dal 21 al 27 novembre

Non passa giorno in cui da qualche parte nel web non si annuncia la morte del libro cartaceo a favore di quello digitale, con tutti gli annessi e connessi del caso. In questo periodo, poi, sembra che questo atteggiamento sia cresciuto per via del nuovo Kindle. C’è allora chi si lancia in piani dettagliati che ci dicono anno per anno cosa succederà da qui al 2025, chi dice che ormai la carta ha i giorni contati, chi afferma che sì l’eBook sarà il modo di leggere nel futuro ma la tecnologia ci rende più isterici e meno capaci di concentrazione, chi afferma che alla fine se uno scrive bene continuerà a farlo e avrà sempre lettori.
Se fino a poco tempo fa c’era la gara tra librerie online a chi avesse più libri (per inciso, la storia è sempre quella: il celolunghismo vige in tutti i campi) ora l’attenzione si è un po’ spostata sui device (piace tanto questa parola) e sulla morte del cartaceo e sull’autopubblicazione e via dicendo.
A me verrebbe voglia di dire un bel “basta!”. Sono un fan degli eBook dalla prima ora e, per quel che mi riguarda, leggo indistintamente su cartaceo, via internet, con l’eReader e, ora, anche con iPad. Ben vengano le dotte disquisizioni se servono a migliorare l’esperienza della lettura, ma se ci si preoccupasse principalmente di pubblicare bei testi non sarebbe meglio? Il supporto cambia e la storia ce lo insegna – tavolette, papiri, rotoli, codici, libri, cd, eBook - ma a me, come lettore, interessa leggere.
Non sarebbe il caso, quindi, di mettere al centro il lettore e l’esperienza della lettura?
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Un ebook offre numerose risorse in più per un bambino. Sottolineare il testo, selezionarlo, attivare immediatamente delle ricerche nel web con un semplice tocco, sono solo alcune delle possibili attività eseguibili per uno studente. Ma il vero vantaggio, i libri elettronici lo manifestano proprio a favore di quei ragazzi che per un motivo o per un altro hanno un difficile rapporto con i libri. Un bambino che ha una difficoltà di apprendimento potrà ingrandire il carattere a piacimento, diversificare il contrasto tra sfondo e testo, aumentare la distanza tra le lettere o tra una riga e l’altra, così come attivare la funzione audio per ridurre le difficoltà legate alla dislessia.
A dirlo è il dottor Stefano Vicari, responsabile dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Così, ai mille altri vantaggi dell’eBook, si aggiunge anche questo: è un ottimo modo per apprendere. Magari è un’idea-regalo da tener presente per i prossimi compleanni o per Natale. Magari sarà proprio l’eBook a far sì che il popolo italiano (in futuro, eh…) abbandoni la caratteristica di non leggere?
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Si può dire che siamo in piena guerra. Non dichiarata, ma c’è. Quando si parla di libri si usano termini sempre più allarmistici e toni esasperati/esasperanti. Lo abbiamo visto con la discussione sulla legge Levi per il prezzo dei libri: contrari e favorevoli si sono arroccati sulle proprie posizioni come un tempo facevano i guelfi e i ghibellini. E questo, in ultima analisi, è un segnale buono perché mostra la passione che vive nei cuori di quanti, a vario titolo, ruotano intorno al mondo del libro.
L’ultimo allarme sui libri viene dagli USA. Stando a uno studio dell’Association of American Publishers e del Book Industry Study Group dal 2008 a oggi c’è stato un crollo delle vendite di tascabili nella misura del 14%. Il motivo? Secondo David Gernert (agente di molti autori americani tra cui John Grisham) una parte di questo declino è dovuto agli eBook che hanno “eroso una grossa fetta” del robusto mercato dei tascabili.
Sembra, infatti, che i cataloghi degli eBook delle case editrici statunitensi siano belli pieni di “libri da classifica” e questo vuol dire che il tanto annunciato sorpasso del libro digitale si fa sempre più concreto con l’eBook che rappresenta, sul serio, il “vecchio mercato di massa di ieri”.
Leggo sempre con un sorriso sotto i baffi queste notizie e, soprattutto, mi fa un po’ sorridere la tensione sottostante che si percepisce. Sembra veramente di assistere a uno scontro epico, quando, secondo me, ci troviamo soltanto dinanzi alla naturale evoluzione delle cose. Parafrasando Umberto Eco e Jean-Claude Carrière, non sperate di liberarvi dei libri, cartacei o digitali che siano.
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Gli eBook ormai abbracciano moltissimi generi, per fortuna. In digitale troviamo narrativa, saggistica, linguistica, storia, scienze… Di tutto (quasi). E troviamo anche una serie di pubblicazioni curate dal Quirinale che riguardano la storia e la cultura italiana. Gli eBook del Quirinale sono tutti gratuiti, in multiformato (epub, mobi e pdf) e hanno come argomento la Costituzione italiana, i messaggi del Presidente della Repubblica in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia, ma anche guide al giardino del Quirinale o alla collezione delle carrozze, un saggio sulla lingua italiana come “fattore portante dell’identità nazionale” e un interessante romanzo storico del 1911 scritto da Gemma Mongiardini Rembadi (1856-1916) con il titolo L’Italia s’è desta.
Gli eBook, come dicevamo, possono essere scaricati gratuitamente dal sito del Quirinale. Questo l’elenco in ordine alfabetico:
Provate a scaricarli e a leggerli. Oramai le scuse per non leggere in eBook cominciano ad essere veramente poche…
Capita spesso, anche qui su Booksblog, che quando si parla di eBook il discorso vada a finire sul prezzo degli eReader. Sarebbe un prezzo troppo alto, che non aiuta la diffusione degli eBook. A ben guardare questioni di prezzo se ne fanno anche per il libro cartaceo: è sempre troppo alto rispetto a quanto vorremmo spendere.
Fermo restando che ognuno conosce la propria disponibilità economica, credo che a volte ci si nasconda dietro a scuse del genere per evitare di impegnarsi nella lettura. Del resto i dati dell’Istat mostrano chiaramente che noi italiani non brilliamo certo per numero di libri letti.
Si ritiene che duecento euro siano tanti per acquistare un eReader. Non sono pochi, certamente. Ma non sono molti di più di quelli che si spendono per un paio di scarpe, per la televisione all’ultimo grido per seguire la partita, per il cellulare (che fa tutto, fuorché telefonare…), per il capo d’abbigliamento firmato… e via dicendo.
Non è che, forse, si è pochi interessati alla lettura e si segue l’evoluzione dei tempi per tenersi aggiornati con le scuse per non leggere?
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Milagros del Corral, già direttrice della Biblioteca Nacional spagnola, e presidente del Comitato Scientifico dell’Unesco Focus 2011: Il libro domani - Il futuro della scrittura che si sta tenendo in questi giorni a Monza, su El País parla dell’eBook che cerca la sua primavera. L’analisi condotta sul giornale è per il mercato spagnolo, ma possiamo leggervi in trasparenza anche la realtà editoriale italiana.
Come a metà del secolo XV avvenne per la stampa, l’irruzione del digitale nell’ecosistema del libro porterà alla comparsa di una nuova industria con sue proprie regole di gioco, modi di lavorazione e modelli economici che, approfittando delle funzionalità digitali, permetterà un’estensione senza precedenti delle abitudini di lettura a un pubblico giovane “nativo digitale”
Esamina poi le motivazioni che vengono addotte a sostegno della scarsa offerta di eBook (in Spagna… ma anche in Italia): guadagni irrilevanti, pirateria rampante e disincentivi di natura fiscale, uniti alla paura che l’avvento del digitale possa destabilizzare la catena tradizionale del libro stampato che ancora sostiene l’impianto economico del settore.
Continua a leggere: L'eBook alla ricerca della propria primavera

“La forma più maneggevole meglio si adattava alla lettura, al trasporto in viaggio, all’uso scolastico; ed ancora la capacità di contenuto, tanto più grande di quella del rotolo, ben rispondeva alle esigenze di selezione o sistemazione”.
Così scriveva Guglielmo Cavallo nel 1975 a proposito del passaggio dal rotolo al codice. Così, mutatis mutandis, si potrebbe scrivere oggi a proposito del libro cartaceo e dell’eBook: stiamo assistendo, infatti, a un nuovo modo di concepire il libro, tanto da parte dei lettori che degli editori.
Tra gli editori – soprattutto quelli più piccoli (e, spesso, più frizzanti, culturalmente parlando) – è tutto un fermento di iniziative che mirano a proporre la lettura anche tramite eBook e prima che questo settore venga colonizzato (e, forse, reso fossile) dalle grandi casi editrici che ancora sono arroccate a un modo un po’ passato di pensare il libro.
Continua a leggere: I libri fuori commercio riprendono vita grazie agli eBook