
E’ stato annunciata per l’una ora italiana (che è anche quella svedese) la proclamazione del vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2009, colui che succederà al francese Le Clézio nella lunga lista di poeti e prosatori, i migliori del globo, lista che nacque più di un secolo fa e che vede tra le sue file, quasi tutti i più grandi cultori della Letteratura del secolo.
Come ogni anno, nelle ore che precedono la proclamazione, da una parte all’altra della rete rimbalzano classifiche, percentuali, quotazioni per stabilire in anticipo il nome del vincitore. Quest’anno qualcuno dice che a ritirare il premio più ambito sarà un americano (i nomi che circolano sono quelli di Roth, De Lillo, McCarthy, addirittura Bob Dylan), altri dicono che sarà un sudamericano, magari Vargas Llosa, altri un israeliano (come Amos Oz o David Grossman).
Ancora qualche giro di orologio e lo sapremo, basterà connetterci al sito del Nobel verso l’una e assistere alla proclamazione live.
Foto | Nobelprize.org
Come ogni anno in questa stagione, mentre le foglie iniziano a seccare e i vento girano portando via i rimasugli del caldo estivo, sale in cattedra la discussione sui possibili vincitori del Premio Nobel per la Letteratura, che verrà consegnato giovedì 8 ottobre a Stoccolma. L’anno scorso il francese Le Clezio, seppur presente in alcune liste di possibili vincitori, era stato per moltissimi una assoluta sorpresa. E quest’anno? A chi andrà l’ambito premio, chi sarà il più importante scrittore del 2009?
I nomi che circolano sono, più o meno sempre gli stessi, si va dagli americani Gore Vidal, Philip Roth e Joyce Carol Oates alla canadese Margaret Atwood, dagli israeliani Amos Oz, David Grossman e Abraham Yehoshua ai sudamericani Mario Vargas Llosa e Carlos Fuentes, qualcuno parla anche (e non è una novità) del grande Bob Dylan, ma a molti, compreso chi scrive, pare un po’ un’esagerazione.
Voi che ne dite? Chi sarà il Premio Nobel per la Letteratura 2009? Per quanto mi riguarda dico due terzetti, il primo è quello dei possibili composto da Philip Roth, in primis, seguito da Carlos Fuentes e Abraham Yehousha,; il secondo, invece, è quello degli impossibili: Boris Pahor, Milan Kundera e, se dio per una volta fosse italiano, Vincenzo Consolo.