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Tutti gli articoli con tag laterza

Se fossi fuoco arderei Firenze, di Vanni Santoni

pubblicato da Andrea Coccia

vanni santoni, se fossi fuoco arderei firenze, laterza, romanzo su firenze Se fossi fuoco arderei Firenze, il nuovo libro di un talentuoso scrittore toscano di nome Vanni Santoni, l’ho letto tutto di filato su un treno che da Parigi mi riportava a Milano. E ogni volta che alzavo gli occhi dalla pagina, a riprendere il fiato, il paesaggio sempre diverso che mi sfrecciava a lato dal finestrino faceva da rilassante contraltare a Firenze, paesaggio obbligato di questa immensa collana narrativa.

Una collana, esattamente, perché le decine di personaggi che Vanni Santoni mette in gioco si intercalano, si passano il testimone e insieme le scenografie, da piazza della Signoria fino a San Miniato, passando per gli Uffizi, le stradine più recondite e le piazze più famose della città di Dante. E così emerge il ritratto della vera protagonista: Firenze, con le sue virtù, i suoi vizi, le sue luci e le sue ombre, la cui immagine viene fuori un po’ come quella delle foto che, viste da vicino, rivelano la propria essenza di mosaico, formate come sono da decine e decine di altre foto, in questo caso dai personaggi che si alternano sulla scena, quasi tutti alle prese con qualche fallimento o delusione.

Alla fine l’unica a non deludere sembra essere proprio Firenze. Non credo sia un caso che, seppur molto spesso i personaggi si chiedono se restare o andarsene, la chiusa sia affidata a un personaggio che ritorna: Maddalena, videomaker assente dalla sua città da due anni, che si ritrova a riflettere sull’impossibilità di filmare Firenze senza essere retorica, o alla meglio inutile:

E neanche puoi dire: bene, saremo analitici, prenderemo in considerazione tutto, filmeremo ogni cosa, ottima idea per ritrovarsi dopo due o tre anni di lavoro con un film che è un inutile documentario sulla cosa più ovvia del mondo: il fatto che Firenze è bella.

Forse è vero, fare di Firenze un documentario originale è impresa impossibile, ma farne un romanzo originale invece no, e Se fossi fuoco arderei Firenze è lì sul comodino a ricordamelo.

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Legge Bavaglio: gli editori italiani lanciano un appello alla Fiera di Francoforte

pubblicato da Andrea Coccia

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A Francoforte tra un paio di giorni comincia la superclassica dell’editoria europea, la Frankfurt Buchmesse, la più grande fiera dell’editoria del continente. Nato come luogo e momento per parlare di libri, per fare affari e compravendite, per stringere contratti di collaborazione e di traduzione, la Fiera di Francoforte potrebbe diventare, per gli editori italiani, un’occasione per parlare di politica e per organizzarsi.

Un anno e mezzo fa, a maggio del 2010, fu il Salone del Libro di Torino a servire da catalizzatore per un appello a difesa della libera informazione promosso da più di 200 editori nazionali. Ora, proprio durante la settimana calda in cui il parlamento italiano è chiamato a votare la cosiddetta Legge Bavaglio, alcuni degli editori italiani presenti alla Buchmesse - Laterza, Minimum Fax e Mauri Spagnol in primis - hanno annunciato la loro volontà di promuovere un appello a favore della libertà di informazione nel nostro paese.

A partire dalla proposta di inserire la detenzione tra le pene applicabili ai giornalisti che diffondono intercettazioni non autorizzate, fino all’obbligo di rettifica online per le testate registrate - i blog personali sono stati, fortunatamente, esclusi - il decreto legge sulle intercettazioni pone moltissime limitazioni alla libertà dei giornalisti in questo paese.

La speranza che il parlamento si opponga a questa legge c’è. Non ci resta che sperare che la presa di posizione degli editori italiani, che si aggiunge alle mobilitazioni dei giornalisti, dei blogger, della galassia Wikipedia e di molti altri, possa contribuire a fermarne l’iter.

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La classifica dei libri più venduti della settimana. Entrata in sordina di Zafòn

pubblicato da sara

zafonDue le new entry di questa settimana nella classifica dei libri più venduti: appena uscito, entra subito nella top ten e in terza posizione il libro di Serena Dandini Dai diamanti non nasce niente (Rizzoli).

La mitica conduttrice di tanti programmi di satira e attualità di RaiTre dà alle stampe un volume di botanica in cui la cura del verde diventa spunto per parlare di tutt’altro, dai libri di una vita alla musica alla politica.

Altra new entry la riflessione sulla democrazia di Zagrebelsky ed Ezio Mauro (La felicità della democrazia, Laterza), un argomento non scontato ed evidentemente caro ai lettori italiani, in tempi tanto tristi per la vita politica del nostro Paese.

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La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro di Gino Roncaglia

pubblicato da Roberto Russo

La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro di Gino RoncagliaPer quanti guardano con curiosità e interesse al futuro del libro è imprescindibile il libro di Gino Roncaglia dal titolo La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro (Laterza, 2010). L’autore – ricercatore in filosofia e docente di informatica applicata alle discipline umanistiche presso l’università della Tuscia di Viterbo – scrive il suo saggio lasciandoci guidare dalla tesi che il supporto del testo (l’interfaccia di lettura), ha un ruolo centrale nell’evoluzione dei modi e delle forme della lettura.

Se consideriamo il passaggio da oralità a scrittura come la prima, fondamentale rivoluzione nella storia dei supporti e delle forme di trasmissione della conoscenza, il passaggio dal volumen al codex, dalla forma-rotolo alla forma-libro, come una seconda tappa essenziale di questo cammino, e la rivoluzione gutenberghiana come suo terzo momento, [per il libro digitale] si tratta della quarta rivoluzione che interessa il mondo della testualità. Una rivoluzione al cui interno non è però affatto facile orientarsi. Dove sta andando il libro? È veramente minacciato? Le nuove tecnologie rappresentano per la cultura del libro un pericolo o un’opportunità (o entrambe le cose)? Di quali competenze abbiamo o avremo bisogno, per poter continuare a scrivere, a pubblicare e soprattutto a leggere? È a questi interrogativi – e a questa esigenza di orientamento – che il testo che avete in mano vorrebbe cercare di dare qualche risposta.

Il saggio è poderoso, ben scritto, ben documentato e molto affascinante. In sei capitoli si affrontano temi di estrema attualità: dallo status questionis con la definizione di cosa sia un libro ai requisiti base per definire un libro “elettronico”; dal percorso storico che ha portato alla nascita degli e-reader ai vari problemi di “forma” che il libro elettronico presenta (con i vari formati che sono nati e continuano a nascere); dai problemi legati al diritto d’autore e alla sua evoluzione fino a quello che potrebbe essere un futuro sia del libro sia dei lettori.

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Scritture a perdere di Giulio Ferroni

pubblicato da Juri Testa

Giulio Ferroni, Scritture a perdere Giulio Ferroni, professore di letteratura italiana all’università di Roma e grande critico letterario, torna in libreria con “Scritture a perdere” (Laterza, pp. 109, 9 euro), un saggio che rivela grandi sorprese e alcuni ottimi spunti di riflessione, anche se qualche contrappunto è doveroso farlo.

La sorpresa più importante è che questo libro è ben lontano dall’essere un pesante saggio di critica letteraria, tutt’altro. Credo che sia animato da un grande spirito di divulgazione, e gli scrittori trattati nei diversi capitoli, come è naturale che sia per un testo che si interroga sulla “letteratura negli anni anni zero” (questo è il sottotitolo) sono attualissimi: si va da Margaret Mazzantini a Paolo Giordano, da Tiziano Scarpa a Roberto Saviano.

Ma una sorpresa forse maggiore coinvolgerà coloro che a questi scrittori sono molto affezionati. L’analisi di Ferroni sugli ultimi fenomeni letterari è spietata: della “Solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, vincitore del premio Strega 2008, Ferroni parla di un’ostentazione (letteraria e di marketing) di una “educata borghesia progressista” che unita alla “bella presenza del giovane dottorando” (il tutto “condito e cucinato entro una famosa scuola di scrittura”) non poteva non garantire il successo editoriale di un libro che, secondo il critico, rappresenta soltanto un “Va’ dove ti porta il cuore” in versione laica e torinese.

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Italianità e ossessione identitaria, due saggi Laterza

pubblicato da sara

silvana patriarca A 150 anni dall’unità nazionale, escono per Laterza due riflessioni su cosa significa essere italiani, oggi.

Due buone letture, i volumi di Silvana Patriarca (Italianità) e Francesco Remotti (Ossessione identitaria). La prima è docente di Storia Europea contemporanea alla Fordham University di New York, e nel saggio spiega come gli epiteti ‘italiani brava gente’ o il ‘familismo amorale’, per finire con la proverbiale ‘autodenigrazione’ del nostro popolo abbia radici profonde nei vari periodi della nostra storia.

E questi concetti sono spesso stati utilizzati, scrive, come ‘alibi’ per deresponsabilizzarsi. Il secondo saggio già dal titolo esprime il concetto della necessità di una ridefinizione dell’identità delle nazioni moderne. Cambiamento inevitabile, visto l’evolversi multiculturale della nostra società.

Silvana Patriarca
Italianità
22 euro
Laterza

Francesco Remotti
L’ossessione identitaria
16 euro
Laterza

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Una breve intervista a Tiziano Scarpa su La vita, non il mondo

pubblicato da Andrea Coccia

Un'intervista a Tiziano Scarpa su La vita, non il mondo Scrittore tra i più eclettici e multimediali, Tiziano Scarpa, prima di aggiudicarsi il Premio Strega del 2009 grazie a Stabat Mater, ha avuto un percorso artistico variegato, passando da un genere all’altro, da un medium all’altro: da romanzi come Occhi sulla graticola e Kamikaze d’Occidente, alla poesia di Groppi d’amore nella scuraglia e Covers (insieme a Raul Montanari e Aldo Nove), passando dal teatro, dai saggi critici, dagli aforismi, fino alla compilazione di una guida turistica di Venezia, dal titolo Venezia è un pesce.

Qualche giorno questa variegata produzione si è arricchita, è infatti uscito, per i tipi Laterza, La vita, non il mondo, una raccolta di brevi ragionamenti, non più lunghi di 1000 battute, sull’esperienza personale del mondo, sulla vita, brevi riflessioni che lo scrittore veneziano ha raccolto, in polemica con un certo modo, tipico del giornalismo, di rappresentare il mondo come “attualità”.

Ancora una volta dunque, lo scrittore veneziano, fedele alla sua linea, ci propone un libro-esperimento, un libro un po’ fuori dagli schemi. Per cercare di capire perché noi lo abbiamo intervistato.

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Blacks out. Un giorno senza immigrati, di Vladimiro Polchi

pubblicato da lara

Copertina blacks out L’Italia si ferma. Chiudono le fabbriche, le aziende agricole, la sanità va in tilt, il mondo delle badanti, baby sitter e colf sparisce, frutta e verdura marciscono nei campi. E poi abbassano le saracinesche i ristoranti, le rosticcerie, i bar, si sospendono le partite di calcio, pallavolo e basket e le parrocchie restano senza prete. Sembra la descrizione di un post catastrofe mentre invece è ciò che accadrebbe se tutti gli immigrati che vivono e lavorano in Italia decidessero, a un certo punto, di fermarsi anche solo per un giorno.

Questo è l’argomento del libro di Vladimiro Polchi che dice: “Ho scritto un romanzo dove tutti i personaggi e tutti i numeri sono veri. Ho fatto la cronaca di un giorno in cui gli italiani stupefatti scoprono che gli stranieri non si sono presentati al lavoro. E così si accorgono di quanto siano importanti.” Blacks out ha poi innescato una reazione a catena ed è sfociato nell’organizzazione di ciò che nella finzione letteraria di Polchi viene solo immaginato. E’ previsto infatti per il primo marzo uno sciopero generale degli immigrati in cui sono coinvolte numerose associazioni e alcune sigle sindacali tra cui Cgil, Uil e Ugl.

In seguito ai gravi fatti di Rosarno, un libro come Blacks out mostra l’altra faccia della medaglia e chiarisce il ruolo importante che gli immigrati rivestono in Italia, nonostante gli insulti, i soprusi e le umiliazioni a cui vengono spesso sottoposti. Ora però Polchi dovrà stare attento, perché potrebbe facilmente essere individuato come il “mandante morale” dell’emancipazione e della ribellione degli immigrati, un sobillatore di stranieri che finora avevano sempre subito la loro condizione di “cittadini di serie b” senza protestare.

Blacks out. Un giorno senza immigrati
Vladimiro Polchi
Laterza, 2010
€ 15,00

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Una proposta per l'estate: Filologia dell'anfibio di Michele Mari

pubblicato da Andrea Coccia

filologia dell'anfibio di michele mari E’ stato appena ripubblicato per i tipi della casa editrice Laterza il libro Filologia dell’anfibio dello scrittore milanese Michele Mari (ogni tanto anche poeta), uscito per la prima volta nel 1995 per la Bompiani e mai più pubblicato, tanto da farlo diventare uno dei tanti libri introvabili di questo grandissimo autore contemporaneo italiano.

Filologia dell’anfibio è un diario militare, un diario attraverso il quale Mari ci accompagna tra i paradossi e i parossismi che hanno caratterizzato i suoi tre mesi al Car (per chi non lo sapesse acronimo di Centro addestramentamo reclute), alla caserma Gaetano De Cordevolis di Como, periodo analizzato filologicamente, sezionato, analizzato e sviscerato anche utilizzando disegni e schizzi originali dello stesso Mari. E proprio la cadenza fitta e precisa del metodo filologico fa scattare il meccanismo dell’ironia che costringe a osservare la vita nella caserma, con i suoi orari, compiti e punizioni, in tutta la sua assurdità.

Un romanzo anomalo, questo, rispetto alla produzione narrativa di Michele Mari, ma che sicuramente vale la pena di leggere, se non altro per avvicinarsi ad un autore, uno dei pochi, veramente originale nel panorama italiano, uno di quelli che probabilmente studieranno i nostri nipoti.

Michele Mari
Filologia dell’anfibio
Laterza
euro 12,oo

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La vicevita, di Valerio Magrelli

pubblicato da sara

Cos’è la ‘vicevita’? E’ una ‘non vita’, sono quegli spezzoni di esistenza che trascorriamo lontani da un luogo fisico ‘fisso’, ovvero le ore passate a ’spostarsi’ da un luogo all’altro. Attimi in cui, apparentemente, non ‘viviamo’ veramente.

Questo il concetto dietro il bel volumetto di Valerio Magrelli, edito dalla collana ’smart’ di Laterza ‘Contromano’, e che narra, appunto, storie di ‘treni e viaggi in treno’, come dice il sottotitolo.

Attimi apparentemente insignificanti, come lo scendere alla fermata sbagliata (’la stazione che non ci aspettavamo, ma che aspettava noi’) o sedersi in uno scompartimento vuoto all’interno di un treno vuoto e accorgersi che si è sbagliato binario, che quel treno ha finito la corsa (e provare la sensazione dell’inganno, scrive l’autore, la ’sindrome della bestia da macello’).

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