Oggi, 27 gennaio 2010, come da dieci anni a questa parte, celebriamo la “Giornata della memoria”, una ricorrenza decretata per legge dal parlamento italiano nel 2000 “al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Come ogni anno anche il mondo dell’editoria libraria si mobilita, pianificando per questa data uscite tematiche, dedicate alle vittime di uno dei più grandi genocidi della storia umana. Dal canto mio, tra le tante pubblicazioni, ve ne segnalo una: si intitola L’albero di Anne ed è una breve storia, scritta dalla franco-tunisina Irène Cohen-Janca e splendidamente illustrata da Maurizio Quarello, che la casa editrice Orecchio Acerbo ha, come sua abitudine, messo in pagina al meglio.
La storia è molto semplice, e proprio nella semplicità sta la sua forza. Nel cortile del giardino al numero 263 di Prisengracht, c’è un grosso ippocastano, vecchio di un secolo, un albero maestoso sotto la cui corteccia convivono migliaia di ricordi. Tra i tanti ricordi, però, solo uno è talmente bruciante da restare indelebile e vivo, dopo quasi 65 anni. E’ il ricordo di una ragazzina olandese, una ragazzina che si chiamava Anna Frank.
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