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La classifica dei libri più venduti

pubblicato da Juri Testa

La classifica dei libri piÃ�¹ venduti Eccola, la battaglia post Strega, anche se lontano dalle vette più alte: “Canale Mussolini” di Pennacchi (quarto) risale molte posizioni, ma non supera Silvia Avallone, che si guadagna il podio (terza). L’effetto Strega si è finalmente fatto sentire, dunque, anche se i primi due classificati non guadagno le prime posizioni.

In testa, infatti, imperturbabili a premi e simili amenità (del resto, non ne hanno bisogno), ci sono sempre loro, Camilleri e Lucarelli, con “Acqua in bocca”, e a seguire, come settimana scorsa, ancora Camilleri, con la “Caccia al tesoro“. Ma in questa classifica ci sono delle new entry, che di questi tempi sono una sorpresa. Credevamo che la classifica si fosse ormai fossilizzata, e invece no.

Certo, “Il fattore Scarpetta” di Patrica D. Cormwell c’è sempre, questa settimana in quinta posizione; e lo stesso si può dire di Massimo Gramellini (settima posizione) e Stephenie Meyer, che con “La breve seconda vita di Bree Tanner” non sta avendo lo stesso successo di “Twilight” ma dimostra di tenere la classifica (sesta). Le novità sono più in basso.

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La banda dei brocchi, di Jonathan Coe

pubblicato da Giammarco Raponi

2003. Berlino. Alexanderplatz. Patrick e Sophie si incontrano in modo del tutto casuale. Non hanno molto in comune, nell’aria si sente quasi un certo imbarazzo, se non il fatto che anche i loro genitori si sono ritrovati dopo quasi trent’anni. Una volta si erano frequentati per un po’, ma niente di speciale.

Patrick e Sophie cosa ne sanno di questa storia? Patrick assolutamente nulla, mentre Sophie la conosce tutta, la storia, e non solo quella di sua madre ma anche il resto. Patrick conosce la storia di Trotter, Harding, Aderton e Chase? No? Be’, visto che sua madre gliel’ha raccontata, allora è il caso che Sophie la racconti a Patrick, anche se non sa esattamente come va a finire.

Così comincia La banda dei brocchi, di Jonathan Coe (Feltrinelli, 2002). Dopo le pagine iniziali veniamo subito scaraventati negli anni settanta, anni di intense lotte politiche e sindacali. Sono gli anni delle grandi rivoluzioni musicali e della moda, ma sono anche gli anni del terrorismo dell’Ira. Gli anni della grande illusione.

E il quartetto di protagonisti non può certo attraversarli rimanendo indenni. Li seguiremo mentre andranno in un’ottima scuola di Birmingham e si prepareranno ad affrontare il futuro, perchè sarà proprio quel liceo che permetterà loro di programmare una buona carriera professionale, a cui sono peraltro destinati. Al momento ciò che conta è il presente: la famiglia, la musica, gli amori, il giornale della scuola. Ma a segnare le loro vite, in modo più profondo e consapevolmente duraturo, saranno proprio gli eventi scaturiti da quegli anni.

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