Una breve segnalazione per gli amanti, come me, del grande Jack London, autore troppo spesso relegato al pubblico adolescenziale, ma, invero, tra i più sanguigni della letteratura moderna, un autore assolutamente da leggere e rileggere.
Per celebrare la sua memoria, oltre che il centesimo anniversario della pubblicazione di uno dei suoi libri più famosi, il Martin Eden, il Circolo dei Lettori di Torino e Davide Sapienza, con il sostegno di Satisfiction, hanno organizzato una tre giorni ricca di eventi, tra conferenze, reading, spettacoli teatrali e letture, da oggi venrdì 27 fino a domenica 29 marzo.
L’evento più atteso coinciderà con la chiusura di questa interessante iniziativa e sarà il concerto-reading di Vinicio Capossela, uno dei più grandi cantautori italiani e grande amante dello scrittore americano: semplicemente imperdibile…
Via | Satisfiction
Foto | Wikipedia
Quest’anno ricorre la celebrazione del 50esimo anniversario dalla pubblicazione di On the Road nella lista dei best sellers del New York Times, ma 50 anni prima del capolavoro di Kerouac, e cioè nel 1907, un altro grande autore americano aveva pubblicato un memoriale intitolato semplicemente “La strada” (“The road”, appunto).
Il centenario di questo libro sarà salutato di certo con molto meno clamore di “On the road”, scrive un critico di “The Nation”, ma si tratta comunque di un libro da conoscere perché il resoconto del viaggio “selvaggio” di Jack London, (fatto in treno, in nave, a piedi, anche a “piedi nudi”, quando le scarpe consumate lo abbandonavano) rimane un lavoro centrale nella storia culturale della lunga ossessione americana per il viaggio “on the road” e i libri che trattino l’argomento…”.
Anche perché, nota il critico, per molte generazioni di lettori, inclusi i membri della Beat generation, è servito come invito a esplorare l’America “firsthand, though not first-class”.
London si descrive come uno “straniero in una terra straniera” e fu capace di scrivere la faccia nascosta della vita americana, la povertà, la violenza, che era “largamente ignorata dai suoi contemporanei Henry James, Edith Wharton e anche William Dean Howells”.