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Tutti gli articoli con tag jaca book

Ai confini dell'impero, di Giuseppe Ciulla

pubblicato da Roberto Russo

Ai confini dell'impero, di Guseppe CiullaUn’inchiesta che si inserisce nel solco della tradizione giornalistica quella descritta da Giuseppe Ciulla nel libro Ai confini dell’impero. 5.000 chilometri nell’Europa dei diritti negati, in libreria in questi giorni per i tipi della Jaca Book. Il libro è corredato di un inserto fotografico di 32 pagine a colori a cura di Damiano Meo.

L’impero è l’Unione Europea il viaggio [si svolge] nell’estremo Est, nelle zone più distanti geograficamente ed economicamente dal triangolo Francoforte-Milano-Parigi. […] È il viaggio, geograficamente, in una periferia, ma, sostanzialmente, in una colonia che dal Sud polacco attraversa parte della Repubblica Ceca e dell’Ungheria siano a Romania e Bulgaria. Questa colonia che investe ampie zone dei Paesi dell’Est Europa è la colonia interna dell’Europa stessa, una colonia dove il vento civilizzatore che fa garrire le bandiere dei Paesi membri a Bruxelles sembra essere diventato un’atmosfera pesante e irrespirabile in cui si è dimentichi di qualsiasi diritto umano di cui Bruxelles si fa garante, della possibilità stessa di un’azione sindacale, di controlli fiscali, per non parlare della sovranità alimentare dei singoli paesi.

Con uno stile immediato, che ben rende la situazione che vivono le molte persone che l’autore incontra, Ciulla racconta la storia catastrofica di vite umane – europee in primis – che spesso vengono ridotte in schiavitù – da altri europei e, nello specifico, da diversi italiani – in nome della sacralità del PIL, dimenticandosi che, prima di tutto e al di là ogni concezione religiosa, è la vita ad essere sacra.

Giuseppe Ciulla
Ai confini dell’impero.
5.000 chilometri nell’Europa dei diritti negati

Fotografie di Damiano Meo
Jaca Book, 2011
ISBN 978-88-16-40993-4
pp. 160, euro 15

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C'era un'oasi nel deserto, di Carolina d'Angelo e Marco Paci

pubblicato da sara

un'oasi nel desertoAmo segnalare libri per bambini che riescano nella difficilissima sfida di parlare di temi “da grandi”. E quale argomento è più difficile della guerra?

“C’era un’oasi nel deserto” racconta, dal punto di vista dei bambini, cosa succede quando il mondo in cui vivi viene contagiato dalla guerra “con le case che venivano distrutte, gli uomini che diventavano soldati e le bombe che a volte esplodevano”.

E’ come se la terra iniziasse a tremare: la guerra arriva anche nel parco giochi dove i bambini della città giocavano alla pace.

Era un parco “come molti altri. Con i cammelli che facevano l’altalena, i bambini che salivano sugli alberi, i babbuini che rubavano granite e i pavoni che si davano le arie”. E all’improvviso in quel parco “un mostro armato, freddo e grigio, calpestava sotto il suo ferro le ali, i fiori e i sorrisi”. La salvezza allora viene dagli animali del parco.

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Storia di un albero di Natale, di Lydia Devos e Arnaud Madelénat

pubblicato da sara

abeteHo deciso di parlarvi di questa ‘Storia di un albero di Natale’ perchè è davvero una delle più originali, sul tema delle festività, che mi è capitato di incontrare.

Ci troviamo infatti di fronte alla voce narrante di un giovane e ambizioso abete, cresciuto nel bell’odore pungente della neve di montagna e riparato dalle piogge scroscianti troppo violente dai dolci rami puntuti del nonno, che lo sovrasta protettivo.

Questo bell’abete però sente che vuole vivere il clima elettrico della città, le sue luci convulse, il calore della presenza umana. Si infiltra in lui una strana nostalgia, durante le giornate di sconfinato silenzio, lassù sul monte.

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Hollywood. Manifesti del cinema nell'età dell'oro, di Ira M. Resnik

pubblicato da Andrea Coccia

Hollywood. Manifesti del cinema nell'età dell'oro, di Ira M. Resnik C’è stato un periodo nella storia del cinema, quando ancora di YouTube e derivati non c’era traccia nemmeno nei sogni dei più visionari tra i visionari, in cui le locandine giocavano un ruolo centrale nella costruzione dello charme di una pellicola nella mente degli spettatori che, percorrendo gli atri dei cinema di mezzo mondo, trattenevano e assorbivano le immagini con gli occhi della mente.

Era ogni volta l’inizio di un film, un film mentale che spesso centrava poco con la pellicola vera e propria, ma che tuttavia era parte integrante dell’esperienza cinematografica degli appassionati frequentatori delle sale cinematografiche durante l’età dell’oro del cinema americano.

E’ per questo che addentrarsi nelle pagine di questo splendido volume, edito da Jaca Book, che raccoglie quasi 300 manifesti e locandine d’epoca a colori, curato dal fotografo e collezionista Ira Resnik è come intraprendere un viaggio nel tempo, un tempo perduto in cui il sogno e la realtà si mischiano e reagiscono nel cinema.

A partire dagli anni ‘10 fino ad arrivare all’inizio degli anni ‘60, le locandine riportano in vita un’intera epoca, da Rita Hayworth ai Fratelli Marx, da Orson Welles a Marilyn Monroe, da Audry Hepburn a Marlene Dietrich, il percorso attraverso il qule Resnik accompagna il lettore, regalandogli nel frattempo simpatici aneddoti e dettagliate informazioni, è realmente un viaggio degno di essere intrapreso.

Ira M. Resnik
Hollywood. Manifesti del cinema nell’età dell’oro
Jaca Book
euro 75

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Sul Kosovo, sulla necessità di informarsi e sul destino del giornalismo di inchiesta: un'intervista a Giuseppe Ciulla

pubblicato da Andrea Coccia

Sul Kosovo, sulla necessità di informarsi e sul destino del giornalismo di inchiesta: un'intervista a Giuseppe Ciulla Giuseppe Ciulla, giornalista free lance, collaboratore di diverse testate cartacee e della Rai, con Lupi nella nebbia (Jaca Book), insieme al collega Vittorio Romano, ha affrontato faccia a faccia le contraddizioni e i terrificanti paradossi della presenza militare e giuridica internazionale in Kosovo, rendendone un ritratto estremamente vivido e desolante. Lo abbiamo intervistato per voi…

Dal vostro lavoro emerge un ritratto veramente inquietante del presente kosovaro, un presente dominato dal potere mafioso e criminale, un presente che non sembra poter offrire speranze. Quali sono secondo voi le prospettive per il futuro dei Balcani?

Da cronista non sta a me definire le prospettive per il futuro dei Balcani. Posso dire solo che se è stato avviato il percorso per l’ingresso del Kosovo nell’Unione Europea, forse l’Europa dovrebbe almeno verificare che esistano delle precondizioni per questo ingresso: uno stato di diritto che funzioni, una giustizia che sappia punire i criminali, una classe dirigente con meno ombre possibili. Condizioni che a parer mio in Kosovo non ci sono affatto.

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Lupi nella nebbia. Kosovo: L'ONU ostaggio di mafie e USA, di Giuseppe Ciulla e Vittorio Romano

pubblicato da Andrea Coccia

Lupi nella nebbia. Kosovo: L'ONU ostaggio di mafie e USA, di Giuseppe Ciulla e Vittorio Romano Lupi nella nebbia, scritto da Giuseppe Ciulla e Vittorio Romano, edito dalla casa editrice milanese Jaca Book, è un reportage che lascia storditi, un vero e proprio pugno allo stomaco che rivela con precisione l’esatta dimensione della tragedia balcanica degli anni del dopoguerra, nonché la piena collusione tra le forze internazionali e la classe politico-criminale che proprio grazie alla copertura dell’ONU si è impadronita del Kosovo.

Il punto di forza del libro, oltre all’ottima prosa giornalistica incalzante, precisa e mai retorica, è una costruzione del racconto su più piani temporali, il passato della rievocazione storica e il presente dell’inchiesta, nel quale i due reporter si scontrano con l’agghiacciante e sistematica copertura da parte dell’ONU dei criminali di guerra kosovari, in primis Ramush Haradinaj e Hashim Thaçi, esponenti di spicco della politica kosovara.

La verità che emerge dalla lettura di Lupi nella nebbia, per la gran parte dell’opinione pubblica italiana (quella non si ricorda neppure che dieci anni fa dai nostri aeroporti partivano aerei carichi di bombe) è dura da accettare, e prevede la necessità di cambiare il punto di vista e di aprire gli occhi sulle modalità di azione politica e militare dei nostri governi, ben disposti a sostenere l’ascesa politica di un gruppo di criminali di guerra e di mafiosi coprendosi dietro la scusa della necessaria stabilità dei Balcani, una stabilità che riguarda da vicino tutta l’Europa ma che però, ad oggi, resta ancora inimagginabile.

Giuseppe Ciulla e Vittorio Romano
Lupi nella nebbia.
Kosovo: L’ONU ostaggio di mafie e USA

Jaca Book
euro 14,00

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