
Da ieri è possibile vedere, a New York, le prime cinque lettere della corrispondenza tra J.D. Salinger e l’illustratore del Giovane Holden Michael Mitchell, di cui vi avevamo accennato tempo fa. Le missive, tenute nascoste fino a questo momento, resteranno esposte alla Morgan Library fino all’11 aprile, mentre le restanti sei verranno mostrate dal 13 aprile al 9 maggio.
Queste carte vengono ritenute così importanti perché proverebbero che l’attività dello scrittore non si era del tutto interrotta. Nelle lettere Salinger parla di materiale sul quale stava lavorando e di due romanzi. Certo resta un dubbio sulla opportunità di rendere pubblici gli scritti privati di un uomo che aveva deciso di vivere isolato nei boschi del New Hampshire. Voi che ne pensate?

Undici lettere autografe di J.D. Salinger, il padre del Giovane Holden morto lo scorso 27 gennaio all’età di 91, saranno ben presto il baricentro di una mostra che si terrà alla Morgan Library, nel centro di Manhattan, lo ha reso noto venerdì il più prestigioso quotidiano della grande mela, il New York Times.
Le undici lettere, scritte dall’autore per antonomasia meno amante della celebrità e del pubblico tra il 1951 e il 1993, sono indirizzate a E. Michael Mitchell, uno degli amici dello scrittore, e rappresentano, secondo le prime voci di corridoio, una interessantissima fonte per comprendere la vita di Salinger, uomo notoriamente incline alla solitudine e della cui biografia si sa pochissimo.
Secondo il New York Times, inoltre, le lettere conterrebbero le prove che Salinger non abbia mai cessato di scrivere e che quindi, da qualche parte, in qualche cassetto, ci siano degli inediti dello scrittore che attendono solo di essere ritrovati e pubblicati. Io, personalmente, mi auguro di no, sia perché non ho mai trovato il Giovane Holden un capolavoro assoluto, ma anche, e soprattutto, perché se Salinger ha deciso di non portarsi i suoi inediti fino alla tomba, ci sarà pure un motivo.
Via | LeMonde
Foto | NewYorkTimes
E’ un libro del 1982, tradotto in italiano lo scorso anno, del quale molti conosceranno la trama perché è stato adattato per il grande schermo (L’uomo dei sogni, con Kevin Costner).
Il protagonista è Ray, proprietario di una fattoria, sposato e con una figlia. Un giorno sente una voce che gli consiglia di costruire un campo di baseball per far tornare a giocare Shoeless Joe Jackson, un campione coinvolto tempo prima in uno scandalo.
La stessa voce lo induce poi a intraprendere un viaggio verso l’East Coast per stanare J.D. Salinger dalla sua reclusione volontaria. Lo scrittore diventerà compagno di avventura di Ray e i due gireranno gli Stati Uniti prima di ritornare nell’Iowa. Salinger rivive nelle parole di Kinsella che lo restituisce, anche se solo nel regno del fantastico, al suo affezionato pubblico di lettori.
Via | Tuttolibri
Shoeless Joe
W.P. Kinsella
66th and 2nd, 2009
pp. 297 € 15

La morte di Jerome David Salinger sta suscitando, come prevedibile, reazioni contrastanti. Il principale terreno di verifica di tali reazioni è Twitter, il social network più diffuso al mondo insieme a Facebook.
Lo scrittore Bret Easton Ellis ha reagito in maniera provocatoria alla triste notizia; ma sono molti gli utenti italiani che stanno dicendo la loro. Segue una breve rassegna dei commenti più interessanti, curiosi o rappresentativi che abbiamo letto su Twitter fino a questo momento.
@danielecapo un anno di merda si vede dall’inizio, #salinger è morto e anche io non mi sento bene
@amber_rebel è morto Salinger? l’ho sognato stanotte
@Bisax la notizia non è che è morto Salinger, ma che era ancora vivo
Continua a leggere: La morte di Salinger ai tempi di Twitter

Uno dei desideri di J. D. Salinger, morto ieri, è stato esaudito. Ebbe a dire, infatti:
Ragazzi, quando morite vi servono di tutto punto. Spero con tutta l’anima che quando morirò qualcuno avrà tanto buonsenso da scaraventarmi nel fiume o qualcosa del genere. Qualunque cosa, piuttosto che ficcarmi in un dannato cimitero. La gente che la domenica viene a mettervi un mazzo di fiori sulla pancia e tutte quelle cretinate. Chi li vuole i fiori, quando sei morto? Nessuno.
Quasi profetico! Lo scrittore Bret Easton Ellis, autore di American Psycho, ha esultato alla notizia della morte di Salinger e ha espresso la sua gioia via Twitter:
Continua a leggere: Lo scrittore Bret Easton Ellis esulta per la morte di Salinger
Abbiamo appena scritto della scomparsa di J.D. Salinger, annunciata dal figlio. Ma c’è un’altra notizia sul padre dell’incontenibile Holden Caulfield. Si vocifera infatti dell’esistenza di una cassaforte in cui lo scrittore, che dal 1953 si era ritirato nel New Hampshire, avrebbe custodito una serie di scritti inediti vincolati fino alla sua morte.
La notizia proviene in realtà da persone vicine all’agente letterario di Salinger, per cui sarebbe da prendere con la dovuta cautela. Potrebbe trattarsi di una mossa per portare in cima alle classifiche di vendita una serie di opere di qualche abile ghost writer. Dalla biografia realizzata da Ian Hamilton, il quale era venuto in possesso di lettere scritte da Salinger ad amici e parenti, sembra che lo scrittore abbia dedicato molto tempo nel ventennio ‘68-’88 a scrivere. Ma fu proprio Salinger a smentire e a definire il libro di Hamilton “un’opera di pura fantasia”.

Jerome David Salinger, l’autore de Il giovane Holden è morto oggi, per cause naturali, a Cornish, nel New Hampshire. La notizia della morte è stata data dal figlio. Salinger aveva novantuno anni e si era sempre distinto per la discrezione e il mistero che hanno avvolto la sua vita (negli ultimi cinquant’anni aveva rilasciato pochissime interviste: una nel 1953 ad una studentessa per la pagina scolastica The Daily Eagle di Cornish e un’altra nel 1974 al The New York Times; l’ultima sua pubblicazione, un racconto apparso sul New Yorker, risale al 1965). Del resto proprio l’incipit de Il giovane Holden ne è una testimonianza eloquente:
Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio di infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto - chi lo nega - ma anche maledettamente suscettibili. D’altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella.
Ultimamente Salinger era di nuovo balzato agli onori delle cronache per via dell’annunciato seguito de Il giovane Holden, sequel a cui Salinger si era opposto.
E’ stata annunciata negli Stati Uniti l’uscita di un sequel di uno dei più famosi romanzi adolescenziali della storia della narrativa del novecento, Il giovane Holden, di J.D. Salinger. La particolarità della notizia però sta nel fatto che il romanzo, che racconta le “avventure” di Holden Caulfield all’età di 76 anni, non sarà scritto da Salinger, famoso per la sua ferma volontà di essere lasciato in pace, ma da un giovane debuttante americano ancora senza nome.
L’iniziativa genera una serie di problemi non da poco, soprattutto davanti all’assoluta contrarietà di J.D Salinger a questa operazione, il che è una posizione rispettabile, direi, e quindi da tener conto. Ma è lecito che un autore si opponga alla rielaborazione di una sua opera? E’ lecito limitare le possibilità della creatività di uno scrittore, soprattutto ora, nella stagione dei pastiche e del citazionismo? Io credo di no, personalmente sono contrario, per partito preso, ad ogni limitazione della creatività umana, sia essa imposta dalle leggi del copyright, sia da censura o qualsivoglia altro atto di divieto. Voi che ne pensate?
Via | Adnkronos