
“In un Paese come il nostro, che ha visto negli ultimi anni la cultura sempre più oggetto di disprezzo trovare un luogo in cui poter condividere questa passione è quanto meno rivitalizzante”. Lo ha scritto sul Fatto lo scrittore Nicola La Gioia, riferendosi ad Anobii, come leggo in un blog di Panorama.
“I commentatori italiani di aNobii… sono lettori accaniti e disinteressati, e mostrano di avere attraversato l’intera esperienza di un libro: hanno speso soldi per acquistarlo, e tempo per leggerlo…- continua - Tutto il contrario di ciò che invece fanno gran parte dei critici e dei giornalisti culturali, pronti a scrivere “l’ennesima recensione capace di accostarsi a un libro come a un topo morto”.
La polemica, come nota Panorama, è stata ripresa da Filippo La Porta sul Riformista. Qui l’autore ha preso invece le difese della critica letteraria, notando come orma essa sia ormai ridotta a interviste su commissione e a recensioni francobollo, avendo smesso di incidere sulle vendite.
Ma è davvero così? Davvero i libri li compriamo solo grazie al passaparola (su intenet o no)? Voi da quali fonti vi fate guidare nella scelta?
Via | Panorama
Foto | Flickr
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Uscirà nel 2021, la ‘Nuova Edizione commentata delle Opere di Dante’, ad esattamente 100 anni dalla prima traduzione dell’opera del sommo Poeta, pubblicata appunto nel 1921 dalla Società dantesca italiana.
Il progetto sarà portato a termine, grazie a una commissione dei maggiori dantisti italiani, dalla società editrice Salerno. Ma non dovremo aspettare fino a quella data per vedere gli esiti di tanto lavoro.
Infatti il primo volume uscirà nel 2011. A seguire gli altri otto. Nel frattempo, di tutt’altro genere la notizia che la Random house abbia deciso di pubblicare un libro dedicato al gioco ‘Dante’s inferno’, di cui avevamo già parlato.
Via | Il Velino.it
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Deliziosa questa storia di amore raccontata da un libro, non recentissimo, pubblicato dalle edizioni e/o. Si intitola ‘La badante’ e racconta la storia delicata e allo stesso tempo anche di un erotismo sottile, di un non più giovane padre di famiglia, il signor Pietro, che rimasto vedovo viene fatto oggetto di forte apprensione da parte delle figlie.
L’uomo in realtà sa badare benissimo a se stesso: ha le sue passioni, e il suo modo di passare serenamente il tempo. Si mantiene attivo, tra lo sport, il poligono di tiro, la passione per la cucina. Ma alla fine cede. Accetterà che in casa sua venga ad abitare lei, Olga, la badante russa. Una bella donna, ‘in carne’, proprio come le donne che in genere piacciono alle generazioni di maschi italiani di una volta.
La donna non comunica molto a parole, ma si rivela per il signor Pietro una presenza piacevole e discreta, tanto da indurlo a chiederle di partecipare con lui, a un corso di cucina. E, complice una sera di pioggia, fra i due l’intimità si farà maggiore. L’elemento scatenante è il fatto che ad un certo punto sarà lei ad ammalarsi per l’infreddatura, a dover restare a letto e a dover essere ‘accudita’ da lui, che avrà l’occasione di mostrarle il suo istinto di protezione e la sua galanteria.
Le figlie, garrule e poco stabili nella loro vita sentimentale e matrimoniale, non avranno neanche il tempo di pentirsi per ‘l’intrusa’. Il tutto raccontato con la bonomia e allo stesso tempo la vivacità di spirito di un personaggio molto credibile, che si conquista la nostra simpatia con i suoi modi gentili e perbene, di tutt’altri tempi. Molto bello il finale.
Paolo Teobaldi
La badante
e/o
12 euro
Un’idea sfiziosa del Guardian ( che come emerso qualche tempo fa è anche il quotidiano anglosassone più letto nel mondo, e di cui vi consigliamo le pagine culturali): chiedere a una dozzina di scrittori inglesi famosi di raccontare un libro che secondo loro descriva bene un luogo della loro terra.
Tutto questo, spiegano gli articolisti, ovviamente in previsione delle vacanze, ad uso di chi volesse esplorare la bella Inghilterra facendosi guidare, appunto, da un bel romanzo. E allora abbiamo Antonia S. Byatt che consiglia un libro che descrive Londra all’inizio del secolo (L’Inghilterra e gli inglesi, di F. Madox Fox), o Jonathan Coe che ha passato le sue estati nel nord del Galles e che consiglia ‘Travelling people’ di B.S. Johnson.
David Lodge consiglia invece ‘A pair of blue eyes’ di Thomas Hardy, e Ian Rankin, spostandoci nell’Irlanda del nord, si dichiara appassionato delle storie di Colin Bateman ( I Predict A Riot). Se avete invece come me intenzione di girare la Scozia, dotatevi di ‘The Tin-Kin’ di Eleanor Thom, consigliato da Ali Smith. Una domanda mi rimane: chissà gli scrittori italiani che libri suggerirebbero per scoprire al meglio il Belpaese?
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Uno spettacolo suggestivo, per cui varrebbe la pena programmare già da ora un week end a Firenze. Torna anche quest’anno, infatti, per la quarta volta consecutiva, “All’improvviso Dante, 100 canti per Firenze”.
Si tratta di una declamazione collettiva dei versi di Dante per le vie di Firenze. Protagonisti di questa maratona, che coprirà tutta la città per tutto il giorno, 650 cantori, fra cui anche Arnoldo Foà.
Poi, a fine giornata, appuntamento per tutti (cantori e pubblico) alle 20 sul Sagrato del Duomo. Qui si potrà ascoltare la lettura corale del XXXIII canto del Paradiso.
Via | Fondazione Italiani
Foto | Flickr
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Ricordate il divertente e ben scritto giallo a più voci ‘Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio’ di Ahmara Lakhous? La storia era ambientata a Roma, dove piazza Vittorio è diventata un vero concentrato delle tante etnie e culture che affollano la città.
Con ‘Il mondo in una piazza’ di Fiorenzo Oliva, ci trasferiamo a Torino, a Porta palazzo, dove nel cuore della città il panorama è molto simile a quello del quartiere Esquilino di Roma. E dove gli italiani sono solo ‘una minoranza’ come le tante altre che convivono in quel luogo
Qui si trasferisce il protagonista, italiano, per documentare con dati ed esperienze dirette, come si vive in un’area dove può capitare di convivere con condòmini di una decina di nazionalità diverse, nello stesso palazzo. Esplicativa e veramente azzeccata la foto di copertina: un citofono con tutte etichette diverse a rappresentare cognomi e nomi scritti in lingue di altri paesi.
Fiorenzo Oliva
Il mondo in una piazza. Diario di un anno fra 55 etnie
Nuovi Equilibri
11 euro
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Segnalo un interessante sfogo sul Barbiere della sera, un sito in cui scrivono (anonimamente o meno) molti giornalisti italiani (famosi o meno). Si parla infatti della bibliocard, la tesserina che a Roma consente di ottenere oltre al prestito servizi aggiuntivi (prestito interbibliotecario, prenotazione online di un libro, ad esempio) oltre ad offrire sconti su varie attività del tempo libero.
Ebbene, il messaggio era: regala una bibliocard per Natale. E qui trovate lo sfogo di un collega partito con le migliori intenzioni che non è riuscito a regalarla. A parte il fatto che l’interesse per la notizia può essere limitato per chi non abita a Roma, a parte l’ottimo lavoro di chi gestisce le convenzioni Bibliocard e il fatto che il direttore delle biblioteche sia cambiato da pochissimo e l’ovvia considerazione che il sistema avrebbe potuto essere organizzato meglio.
Insomma, a parte tutto, colgo lo spunto e mi permetto di segnalare un episodio piccolo, irrilevante, una delusione scema che mi è capitato di patire oggi, e che tuttavia mi ha ricordato quanto sia importante il ruolo del bibliotecario per noi che facciamo spesso letture in prestito.
Ecco una piccola chicca attesa da tutti quelli che si sono fatti grasse risate a leggere le paginette del ‘Fu Mattia bazar’.
Arriva infatti ‘Il buio oltre le seppie’, il secondo volumetto a cura di Grandi & Associati con le richieste più strane fatte dai lettori ai librai italiani, tra cui ‘Cristo si è fermato a Lebole’ o il ritratto di Christian Dior…
Troppo assurde per essere inventate, come l’ormai mitica richiesta (vedi volume uno): ‘Avete un romanzo di saggistica’?
Segnalo un interessante articolo del Giornale che fa i ‘nomi e cognomi’ degli agenti letterari italiani, nell’articolo ‘Discreti e griffati, ecoo i signori del libro’, fornendo diversi dietro le quinte del loro lavoro.
Dal ‘divorzio’ di Rosaria Carpinelli da Rizzoli (si dice, per rappresentare Filippo Timi e Serena Vitale, nota l’articolista) da Roberto Santachiara (dell’agenzia letteraria Wu Ming) e Roberto Saviano, fino all’ermetica Vicki Satlow, solo la Grandi e Associati ha l’abitudine di aggiornare online la lista degli scrittori rappresentati. Gli altri agenti mantengono il ’segreto’, scrive il giornalista.
Ma a dispetto di tutto, scrive l’articolista, l’Ali - agenzia letteraria italiana, nata nel 1898, sembra proprio in questi ultimi tempi si stia rinnovando e l’agente letterario stia godendo di nuova fama e nuovo lavoro.
Via | Il Giornale
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Ebbene si, introduciamo questa dignitosissima categoria di cui da pochissimi mesi faccio parte: gli zii. Parliamo poi nello specifico degli zii di una certa età, da stupire con un titolo non scontato, ma al contempo di sicuro gradimento, visto il successo in libreria.
Andiamo ad esempio sul tipico bestseller di uno scrittore che il suo mestiere lo sa fare: nella top five riservo ben due posti ai tipi Adelphi, già di loro utilissimi a far fare bella figura per grafica e impaginazione, con quelle copertine d’altri tempi, le pagine leggermente gialline, con i caratteri belli grandi. Una scelta sicura sono sicuramente gli ultimi pubblicati di Silvatore Niffoi, ‘Collodoro’, e di Irene Nemirovsky, ‘ I cani e i lupi’.
Per la zia che preferisce letture meno impegnate, andrà benissimo anche uno qualsiasi di Joanne Harris, tipo l’ultimo ‘Le parole segrete’ (Garzanti Libri). Per chi preferisce i racconti, una scelta sicura è “Cortocircuito” di Elena Gianini Belotti (Rizzoli), storie incise con sguardo tagliente. Per lo zio (o per voi stessi, io lo prenderò) andate su ‘Il cielo in una stalla’ di Erri De Luca (Infinito edizioni, appena uscito): cronaca di una giornata vissuta nella seconda guerra mondiale da un gruppo di militari italiani fra cui il padre dell’autore, di stanza in Albania.
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