Ecco un libro che vale la pena leggere: La società degli animali estinti, dello scrittore canadese Jeffrey Moore, appena uscito per Isbn Edizioni. È stato definito: un thriller ambientalista, thriller animalista, una commedia nera, tutto vero, ma è soprattutto una bella storia che ha qualcosa da dire e lo dice anche in modo divertente.
Nile Nightingale è un poliglotta che viene da una ricca famiglia americana, con la quale ha girato mezzo mondo. Neil è anche un uomo complicato, con qualche problema di gestione della condizione mentale, dovuta a una vita sregolata e all’eccessiva assunzione di droghe sintetiche e alcol.
Non è tutto. Perché Neil nei rapporti umani è stato sfortunato. A cominciare dal padre (defunto), ma soprattutto con una donna che non ha sposato, con la quale però ha avuto uno strano rapporto e che adesso lo costringe a rifugiarsi in una casetta nascosta nei boschi del Québec.
Continua a leggere: La società degli animali estinti, di Jeffrey Moore
Isbn ci riprova e, come aveva già fatto in occasione dell’uscita di Io sono febbraio di Shane Jones, lanciato un ulteriore e interessante concorso, gratuito e aperto a tutti i suoi lettori, in concomitanza con la pubblicazione del libro di Glen Duncan “L’ultimo lupo mannaro”, il primo episodio di una trilogia che sembra avere le carte in regola per diventare un grande successo e, magari, chissà, per tentare di scalzare i vampiri dalla cresta dell’onda editoriale.
Ma a differenza del precedente concorso, che metteva in palio “semplicemente” una fornitura di libri targati Isbn, questa volta in palio c’è addirittura un viaggio a Francoforte, per andare ad esplorare a ottobre, insieme alla redazione di Isbn, la giungla della Frankfurt Buchmesse, l’appuntamento editoriale più importante d’Europa, e forse del mondo intero.
Per partecipare basta, si fa per dire, scrivere un incipit, che non superi le 10mila battute, per il secondo atto della trilogia del Lupo Mannaro, spedirlo alla redazione di Isbn e incrociare le dita. E non soltanto per poter vincere un viaggio completamente spesato alla Buchmesse, ma anche per avere la possibilità di scrivere e pubblicare un reportage dalla fiera su Rolling Stone. Che dire? L’occasione è senz’altro ghiotta. Se siete interessati trovate tutte le informazioni sul sito che la casa editrice milanese ha dedicato al libro, dove troverete, tra le altre cose, anche i primi tre capitoli del libro.
Qualche giorno fa abbiamo parlato di un bel libro uscito recentemente per i tipi di Isbn, un libro, potente come un pugno nello stomaco, intitolato l’Arabo, scritto dal francese Antoine Audouard. Un libro che dipinge con estrema crudezza e senza fare sconti le difficoltà della nostra società, minacciata dal razzismo e dalla xenofobia.
Per inoltrarci un po’ di più in questo fangoso ma attualissimo argomento, abbiamo intervistato per voi l’autore.
Da dove deriva il personaggio di Mamine? E possibile che questa donna vile, chiusa in se stessa fino alla xenofobia, possa rappresentare il presente che sta vivendo l’Europa?
Il personaggio di Mamine è all’origine di tutto il libro: la voce di una donna, che somigliava a quella di una vicina, in un paesino che conosco, è il primo suono che ho sentito. La voce diceva: «Ci mancherebbe solo che fosse un Arabo!» A partire da questo è nata la storia e il personaggio si è sviluppato: sempre più grosso,più spaventato, più ferito e più cattivo… Dentro di me credo che sia arrivato ad essere una sorta di divinità preistorica, una Venere atroce, un mostro se vogliamo, ma venuto dall’interno della nostra società e della nostra storia. Senza dubbio, poi, mi sono ricordato di alcune confessioni che mi aveva fatto una donna qualche anno fa, confessioni che mi avevano lasciato stupefatto. Vi dico questo per farvi capire che il personaggio non si è creato a partire da un’idea, da un simbolo, ma dalle sensazioni: un grido, una paura, un corpo. Certo che poi lo si può interpretare come si vuole. Quello che conta per me è che, perfino nella sua deformità fisica e morale, resti quel qualcosa che ci fa mormorare: «è terribile, ma è così». O anche, forse ancora più dolorosamente: «è terribile, ma siamo anche noi così». Che forse, poi, è un modo per dirvi che è esattamente di noi che io parlo, e non di villani razzisti che esistono all’infuori di noi.
Un Arabo arriva in un paese senza nome del Sud della Francia, una provincia popolare, chiusa, misera, un luogo potrebbe essere benissimo una qualsiasi provincia europea. Inizia a lavorare come manovale, abita in una cantina, cerca di costruirsi una vita, senza dare noia a nessuno.
Ma Mamine, la vecchia cicciona del villaggio, astiosa e razzista, individuando in lui l’invasore e la causa di ogni male che investe la sua famiglia e la sua terra, gli scatena addosso un vortice di odio e di sospetti che, alimentato dall’ignoranza in un attimo divampa, come gli incendi che martoriano il paese, con la stessa violenza.
Ed è proprio Mamine il baricentro narrativo di questo libro di Antoine Audouard appena pubblicato da Isbn, è lei, con la sua ignoranza e con il suo cinismo, che rappresenta il punto più basso e incancrenito mai toccato dalla società occidentale, nata e cresciuta grazie al confronto e all’ibridazione, ma ormai incapace di reagire agli istinti primitivi di conservazione che stanno riemergendo negli ultimi anni. E l’Arabo, che non ha nome semplicemente perché nessuno lo chiama e che non agisce mai, ma subisce continuamente, è soltanto l’ultimo dei bersagli.
Ne è passato di tempo da quando, nella prima metà degli anni Ottanta, il celebre film La rivincita dei nerds portò alla ribalta questo strano gruppo sociale composto da giovani occhialuti secchioni, bruttini e non proprio socievoli. Da quella gloriosa rivincita fino ad oggi sono passati quasi trent’anni e i nerds ormai dominano il nostro mondo ipertecnologico.
Questo libro di Nugent, intitolato Storia naturale del nerd e edito nella collana dei Gialli di Isbn, per la prima volta descrive questo macroscopico fenomeno culturale che ha letteralmente cambiato la storia degli ultimi vent’anni, un fenomeno i cui simboli sono personaggi come Steve Jobs, Bill Gates e Mark Zuckerberg, per esempio, capaci di trasformarsi da secchioni sfigati a veri e propri guru della nuova era digitale.
Con la serietà e la profondità dell’analisi sociologica, ma senza dimenticare il divertimento e l’ironia, Nugent, offrendo una delle più complete ricostruzioni storiche del fenomeno – addirittura partendo dagli archetipi letterari del XIX secolo, da Jane Austen e Mary Shelley, ci accompagna alla scoperta di un mondo fatto di videogiochi e tecnologia, di giochi di ruolo e di fumetti, di sfigati e di supereroi.
Benjamin Nugent
Storia naturale dei nerd
Isbn Edizioni
euro 19,90
Qualche giorno fa vi avevo parlato di un libro molto interessante, un caso letterario in America un paio di anni fa. Si tratta di Io sono febbraio, di Shane Jones una bellissima avventura in una città senza tempo strozzata dall’incubo peggiore di tutti, l’essere bloccata in un inverno infinito.
Il libro, pubblicato in Italia da Isbn, sta andando molto bene, tanto da essere il libro più venduto della settimana per la casa editrice milanese che, tra le altre cose, ha appena lanciato un concorso multimediale per tutti i lettori che hanno amato questo piccolo gioiello di Shane Jones intitolato Racconta la tua favola invernale.
Nel frattempo noi abbiamo intervistato il giovane autore, Shane Jones, 30 anni, che con questo suo Light Boxes è riuscito ha scalare le classifiche statunitensi partendo da una piccola casa editrice di Baltimora. Scopriamo come ha fatto e cosa c’è dietro a questo exploit…
Continua a leggere: In esclusiva per Booksblog: Intervista a Shane Jones
Non tanti libri posso vantare una storia editoriale come questo “Io sono Febbraio”, scritto da un giovane under 30 americano di nome Shane Jones, pubblicato nel 2009 in soli 600 esemplari da una piccola casa editrice indipendente di Baltimora, e, in pochi mesi, grazie al passaparola alimentato da lettori, blog e giornali, acquistato e ristampato dalla Penguin diventando uno dei casi editoriali dell’anno negli Stati Uniti. Un libro che ora, grazie alla casa editrice Isbn, è arrivato anche in Italia.
Il segreto del successo di questo libro, che moltissimi critici negli States hanno definito, e non senza motivo, come una piccola perla, è il coraggio di osare da parte del suo autore che, con grande abilità, bisogna ammetterlo, riesce a usare i toni della fiaba allegorica e un linguaggio che di certo tanto deve all’immaginazione poetica per costruire una storia potente e, per alcuni versi, cupa, ma nello stesso tempo leggera e piena di speranza.
Probabilmente è proprio questo il punto focale del libro, la speranza, la voglia di reagire ad un mondo opprimente che, nel caso che ci riguarda, è rappresentato da un inverno senza fine e senza sole che si abbatte e affligge gli abitanti di una piccola cittadina senza nome, un inverno dietro cui si cela Febbraio, il misterioso nemico contro cui Thaddeus Lowe, il protagonista, riesce a trovare il coraggio di ribellarsi.
Un libro sicuramente da leggere in un periodo come questo che stiamo vivendo, un periodo che, senza uscire dalla allegoria proposta da Jones, ci costringe a fare i conti ogni giorno con un inverno politico, culturale e sociale a cui molti di noi si abbandonano, privi di ogni speranza, non sapendo come reagire.
Shane Jones
Io sono Febbraio
Isbn Edizioni
euro 13,50

Non capita spesso che, su queste pagine, diamo spazio ai concorsi letterari, usanza talmente diffusa e indiscriminata da aver raggiunto ormai numeri impressionanti e da costringerci, vista la scarsa qualità e la dubbia provenienza di molti di questi premi, a evitare di parlarne.
Eppure ogni tanto vale la pena di fare qualche piccola eccezione. E’ il caso, quest’oggi, del concorso 8×8, una interessante gara aperta a tutti coloro che amano cimentarsi nella tanto comune, quanto difficile arte di scrivere racconti brevi e che sono disposti a leggere le loro opere in pubblico in non più di otto minuti.
Le regole di questo strano e originale concorso, promosso, tra gli altri, da FandangoLibri, Isbn Edizioni, Voland, Giunti e Newton&Compton, sono molto semplici: possono partecipare tutti con un racconto inedito di massimo 8mila battute, da inviare entro il 15 marzo 2011, ovviamente senza pagare un soldo. E il premio? Sicuramente tanto divertimento, e poi non si sa mai, magari un interessamento da parte di qualcuna delle case editrici coinvolte.
Via | Oblique

Con un po’ di ritardo vi volevo segnalare l’uscita di un bellissimo volume edito dalla casa editrice Isbn di Milano che, rinnovando l’attenzione alla cultura pop che l’ha sempre contraddistinta, e tornando a parlare, dopo L’alieno Mourinho, di calcio, ha pubblicato più o meno un mesetto fa un volume che ogni appassionato di calcio nato prima del 1985 deve avere.
Si tratta dell’Atlante illustrato del calcio anni ‘80, uno straordinario percorso nel decennio che segnato dalla regola dei “tre stranieri” ha rappresentato una fase memorabile del calcio italiano, stravolto il mondo stravolto poi dalla postmodernità anni Novanta, segnata dalla legge Bosman e dall’inflazione record dei salari.
In queste 320 pagine stampate su una a mio parere piacevolissima carta da magazine, Massimo Coppola e Alberto Piccinini, i due curatori, ripercorrono l’ultima age d’or del nostro calcio, un’epoca che, grazie alle 300 fotografie a colori contenute nel volume, rivive davanti agli occhi trasognati di qualsiasi appassionato over 25.

Sono pochissimi i personaggi sportivi, in Italia e nel mondo intero, che possono vantare una schiera di appassionati adoratori e di infaticabili detrattori come José Mourinho, lo Special One, l’ex allenatore di Inter, Chelsea e Porto, da poche settimane sbarcato a Madrid per continuare la sua serie interminabile di successi, come un Alessandro Magno del pallone.
A distanza di poche settimane dalla partenza di Mou dall’Italia, ISBN edizioni pubblica un interessante monografia, arricchita da una prefazione di Arrigo Sacchi e uno scritto di Irvine Welsh, dedicata allo Special One dal titolo “L’alieno Mourinho. Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio”, in libreria dal 2 settembre.
Utilizzando gli strumenti della psicologia, delle neuroscienze, della filosofia e della storia, Modeo cerca di indagare e di fare luce sugli angoli più oscuri del personaggio Mourinho, a partire da quella sua sete compulsiva di vittorie, che lo spinge ad una continua migrazione di squadra in squadra.
Sandro Modeo
L’alieno Mourinho. Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio
ISBN edizioni
euro 12