Dopo il film Agora di Alejandro Amenábar il personaggio di Ipazia si è imposto a più livelli. Anche prima del film, comunque, c’era molto interesse per la figura di Ipazia, matematica-filosofa vissuta ad Alessandra d’Egitto tra il 370 e il 415 d.C.. Tra i vari testi c’è Il sogno di Ipazia di Massimo Vincenzi edito come ebook da Il mondo digitale editore.
Il libro è il copione dello spettacolo omonimo messo in scena in vari teatrali italiani con molta affluenza di pubblica. Nucleo della storia è l’ultimo giorno di Ipazia, dalle prime luci dell’alba alla tragica morte, il tutto con dei flashback sull’impresa del salvataggio dei rotoli della biblioteca di Alessandria dalle orde dei cristiani che meditavano “vendetta”.
Mi pare interessante mettere in evidenza quest’aspetto sia per l’alto valore culturale, sia anche per il mezzo: un eBook che narra del salvataggio di libri a forma di rotoli, quasi a sottolineare un continuum che, ben al di là delle sterili polemiche, sottolinea come non è mezzo ad essere importante nell’amore per la cultura.
Se avete amato il film Ipazia e vorreste saperne di più sulla bellissima figura della giovane scienziata greca nata a cavallo del IV secolo d. C., vi consiglio di prendere senza esitazioni questo volume di Adriano Petta e Antonio Colavito, ‘Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo”.
Si tratta di una ricostruzione veramente appassionante, in forma di romanzo, della figura di Ipazia. Io ho trovato che il libro sia anche scritto molto bene (cosa non scontata) e soprattutto riesca in una ‘magia’ che solo la letteratura riesce a compiere.
Ovvero restituirci una figura (immaginaria o esistita nel passato) ‘in presenza’, riuscendo a farcene cogliere la fierezza dello sguardo, lo splendore della pelle, la delicatezza dei gesti delle mani, la voce limpida.