Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti è un romanzo che definirei cazzone. Non c’è termine più raffinato per indicare quel mix di goliardia, volontaria cialtronaggine, divertita satira, gusto dell’effettaccio (comico, horror, sentimentale, erotico) e del post-moderno che caratterizza il redivivo stile degli esordi dello scrittore romano.
E’ un romanzo intelligente, molto divertente e soprattutto onesto. L’onestà emerge a monte - probabilmente Ammaniti mancava di energie per un altro monstre narrativo e psicologico come l’ottimo (secondo me) Come Dio comanda; piuttosto che gettare fumo negli occhi ha preferito uscirsene con un quasi-divertissment senza pretese né particolari ambizioni, in linea con le sue prime produzioni ma al tempo stesso molto più maturo - e si ripercuote a valle - il personaggio dello scrittore Fabrizio Ciba mi pare una straordinaria operazione-verità, almeno in parte una confessione e un mea culpa, un misto indimenticabile di critica e autocritica.
Spiego l’ultima affermazione con un aneddoto: ho conosciuto Ammaniti durante una presentazione di Io non ho paura a Messina. Con la giacca di tweed lisa sui gomiti e tenuta in piega dentro un barattolo di marmellata, con i pantaloni sformati e di due taglie più grandi, con il gilet comprato in un charity shop di Portobello. Mise su uno sguardo impaurito cercando di apparire leggermente goffo e imbarazzato. Tipo alieno teletrasportato dalle grotte venusiane. Il messaggio corporale che inviava era semplice: Io sono il più grande scrittore esistente sulla terra, eppure capita anche a me di arrivare in ritardo perché, nonostante tutto, sono una persona normale, proprio come voi. Questa è la deliziosa descrizione che lui fa ora dello scrittore vanesio Fabrizio Ciba, protagonista di Che la festa cominci. Ma non trovo parole migliori di queste per descrivere come mi apparve lui stesso, Niccolò Ammaniti, circa otto anni fa. Aggiungo un solo particolare: come cordicella per gli occhiali usava dello spago da pacchi, di questo tipo.
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S’intitola R.S.V.P. Rispondi se vuoi partecipare il nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti, disponibile in libreria dal prossimo 27 ottobre ma già pre-ordinabile su internet.
La quarta di copertina:
Gli ultimi Cavalieri dell’Apocalisse fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno scrittore di successo da anni non scrive piú una riga. Un palazzinaro si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista del secolo.Un romanzo spericolato dove Niccolò Ammaniti riunisce tutte le caratteristiche che ne fanno il beniamino di milioni di lettori. Il divertimento piú scatenato insieme all’amore incondizionato per personaggi che non lasceremo piú, fino all’ultima pagina. L’immaginazione anarchica insieme a una lucidità senza scampo che fruga e rivela ogni nostro piú vergognoso segreto.
In attesa di leggere il nuovo romanzo dell’autore di Come Dio comanda, che - all’apparenza - sembra essere tornato alla sua vena satirico-surreale dei primi tempi, constatiamo che esiste già una pagina di Wikipedia dedicata proprio all’acronimo R.S.V.P. e all’uso che solitamente se ne fa. Chissà che non riveli involontariamente qualche elemento della trama…