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Tutti gli articoli con tag interviste

Trasmissioni dedicate ai libri. Al via Cultbook su Rai Tre

pubblicato da sara

ben jelloun
Mi piace molto segnalare l’idea dietro CultBook, trasmissione di Rai Educational in onda su Rai3 (ogni giovedi alle 00.40) che vuole far rivivere i libri di cui parla servendosi di un mix multimediale di musica, immagini di repertorio tratti da Teche Rai, e accostando fra loro titoli e personaggi in corti circuiti culturali originali.

Al bando classifiche letterarie o segnalazione dei soliti best seller (scritti dai soliti noti), il programma già nel titolo trasmette l’idea che il libro, lungi da essere creatura immobile nei secoli, può diventare un “cult” come una canzone passata alla storia o un bel film.

Le letture sono affidate alla voce di Stas Gawronski e si procede per temi: Cesare Pavese incontra Tolstoj e Tahar Ben Jelloun per una riflessione sul carcere e sulla colpa (tema della prima puntata) e Kerouac va a braccetto con Federigo Tozzi e Andrea Bajani per affrontare il tema della memoria e dell’identità.

Da segnalare, come accennavo, la presenza di inserti video di interviste di repertorio raramente trasmesse in tv, fra cui quelle a Simenon, Bellow. Vengono segnalate nuove uscite ed inoltre lo scrittore Eraldo Affinati ha il compito di segnalare libri da riscoprire.

Foto | Flickr

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Paolo Conte Il maestro è nell'anima, di Paolo Giovanazzi

pubblicato da lara

foto conte Un libro per gli appassionati del grande cantautore. Ripercorre tutta la carriera dell’avvocato torinese, dalla musica come hobby al successo, arrivato dopo tanta fatica. Per i semi profani, come me, che lo apprezzano, ma non ne conoscono le varie sfaccettature è stata una lettura godibile. Soprattutto per quel che riguarda gli aneddoti sul mitico Club Tenco, in cui gravitavano musicisti come De André, Guccini e Vecchioni, per fare qualche nome.

Grazie alle interviste inedite allo stesso Paolo Conte e a coloro che gli sono stati vicino, Giovanazzi riesce a ricostruire la figura del cantautore: riservato, piuttosto schivo, riluttante, all’inizio, a interpretare le sue canzoni: lui è un avvocato che si diverte a fare il paroliere. Riesce difficile immaginarlo, oggi, mentre cerca di “piazzare” delle canzoni, o di essere riconosciuto dal grande pubblico.

La penna di Giovanazzi racconta tutta la carriera del cantante astigiano: dall’esordio nella musica come jazzista dilettante, al ruolo di autore, fino al riconoscimento come artista internazionale; i tour in Francia e il debutto oltreoceano; le svolte musicali. Il libro è una disamina completa e dettagliata della carriera artistica di Conte, utile a chi voglia conoscere meglio il cantautore e la sua evoluzione musicale, consigliabile anche a chi voglia solo immergersi per un po’ nell’atmosfera degli anni d’oro della musica italiana.

Paolo Conte
Il maestro è nell’anima
Paolo Giovanazzi
Aliberti editore
pp. 245, € 17,00

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Lindau ripubblica nove libri su Hitchcock per i 30 anni dalla scomparsa

pubblicato da sara

donald spoto Nove libri per celebrare un genio della macchina da presa, il maestro Alfred Hitchcock a 30 ann dalla scomparsa (28 aprile 1980). Li manda in libreria la casa editrice Lindau.

Hitchcock, per conoscere il quale vi consiglio lo splendido libro-intervista di Truffaut, era un maniaco della ’scrittura della luce’. Definiva personalmente nei dettagli ogni scena, prima di girarla, e nel libro rivela la sua personale ‘ricetta’ per creare la suspence.

Famosa la ‘costruzione’ della scena della bomba sotto il tavolo (inquadra la bomba, poi i commensali che scherzano e ridono seduti al tavolo, poi ancora la bomba).

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Il pozzo di Babele. Il disagio psichico e le sue cure, di Carlo Cavaglia

pubblicato da sara

il pozzo di babele Un libro documentato su un tema di cui si parla poco, a torto, quello del disagio psichico. Una emergenza ‘insabbiata’ dopo la legge Basaglia sull’abolizione dei manicomi. Una legge, nota appunto Carlo Cavaglia, autore di ‘Il pozzo di Babele. Il disagio psichico e le sue cure’ (Falzea) che ha imposto una diversa visione della ‘cura’.

Ad esempio “ritenendo essenziale il contributo delle famiglie e della società per risolvere il malessere mentale”. Tale indirizzo ha incontrato difficoltà imputabili “alla scarsa maturità a livello individuale e collettivo, rendendo la situazione per molti versi incerta”, proprio in quanto, continua l’autore, il ‘fenomeno’ si è fatto meno visibile.

Nel libro, interviste e testimonianze di esperti a vario titolo qualificati a parlare, da Umberto Galimberti a Giovanni Jervis, da Giovanni Franzoni ad Alberto Oliverio.

Il tutto aprendo anche a prospettive ‘costruttive’ sul modo in cui affrontare il disagio psichico: dalla filosofia alla politica, sostiene l’autore, tante sono le discipline chiamate a pronunciarsi.

Carlo Cavaglia
Il pozzo di Babele
Falzea
15 euro

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Le relazioni sentimentali, l'inedito di Maria Teresa Di Lascia su Sudest

pubblicato da sara

di lasciaE’ molto bello il breve dossier letterario dedicato dalla rivista Sudest a Maria Teresa di Lascia (1954-1994), scrittrice scomparsa prematuramente e impegnata nel partito radicale. Di Lascia ha scritto un romanzo bellissimo, Passaggio in ombra, sulla non-vita di Chiara, che pur giovane decide di sfuggire ai ritmi dell’esistenza vivendo di ricordi, nella casa di famiglia.

Emerge dalle interviste la grande carica umana di Di Lascia, sottolineata soprattutto dal marito Sergio d’Elia (con lei fra i fondatori di Nessuno tocchi Caino): “Molti la trovavano rompiballe, aggressiva, ma la sua non era invadenza molesta…quanto una continua ricerca dell’altro nella sua parte migliore. Ha sempre detestato lo spreco di possibilità di ambizioni, vera anticamera della mediocrita’”.

Ma sopratutto il dossier ci regala alcuni brani del suo romanzo rimasto incompiuto, ‘Le relazioni sentimentali’. E dopo averli letti, dispiace che non sia mai riuscita a terminarlo: “Quando Gemma tartaglia e le sue sorelle scendevano per la calata di santa Teresa coi volti fulgenti d’animazione e si rincorrevano chiamandosi l’un l’altra con brevi voci felici…gli uomini si voltavano a guardarle come se fosse passata una meravigliosa processione. Se a volte qualcuno di loro (…) allungava le mani al passaggio, afferrando un lembo delle sottane, non era per lascivia, ma solo per allegrezza del sangue”.

Rivista Sudest/settembre 09
Dossier Maria Teresa di Lascia
10 euro

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Nel turbine della storia di Ryszard Kapuscinski: l'esito di una lettura

pubblicato da Andrea Coccia

nel turbine della storia di ryszard kapuscinski Di questo nuovo libro di Ryszard Kapusciski, una delle più grandi firme del giornalismo del secondo novecento, avevamo già parlato alla sua uscita e l’avevamo giustamente salutato, seppur a due anni dalla sua morte, come un ulteriore pezzo del grande puzzle di impressioni, racconti e reportage che il grande giornalista polacco ci ha regalato.

Ora, avendo terminato la lettura di questo volume, pur continuando a ritenere Kapuscinski uno dei personaggi più importanti della prosa giornalistica di tutti i tempi, nutro qualche perplessità sull’operazione che la casa editrice, la Feltrinelli, ha compiuto con la pubblicazione di questo puzzle di interviste, sparse nel tempo e nello spazio, un’operazione che mi sembra tutt’altro che corretta a livello filologico.

Difatti, un po’ com’era successo con l’ultimo suo libro “Autoritratto di un reporter”, anche questa volta il volume si configura come un’accozzaglia di estratti da oltre 80 interviste (risalenti più o meno a tutta la lunga carriera del reporter polacco), nell’inconsistente tentativo di formare una decina di discorsi su altrettante realtà geopolitiche del nostro pianeta, il tutto senza riportare nemmeno una delle domande a cui Kapuscinski stava rispondendo.

Se poi a questo, secondo me grave, errore metodologico, sommiamo la presenza di una quantità veramente elevata di refusi, di cui l’esempio più impressionante è l’attribuzione di Dakar, capitale del Senegal, alla sovranità del Marocco (a pag. 44, un errore francamente imperdonabile per un libro di un reporter che ha passato metà della sua vita in Africa), il risultato è un libro che non vale assolutamente i 14 euro che costa.

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Una lettura per l'estate: Gli antipatici, di Oriana Fallaci

pubblicato da sara

FallaciNe avevamo già anticipato l’uscita, in una edizione rinnovata, per i tipi Rizzoli. Dopo averlo letto, non possiamo non consigliarvi di portare sotto l’ombrellone ‘Gli antipatici’ di Oriana Fallaci, una raccolta delle sue interviste più famose che ci racconta un pezzo di un’Italia sparita.

Fallaci stessa li definì ‘antipatici’ perchè si tratta di alcune delle personalità più in vista, all’epoca delle sue interviste. E così le capita di essere ricevuta in camera da letto da una giovanissima Catherine Spaak incinta che non sa rispondere alle sue domande più banali sulla storia contemporanea (le Iene non hanno inventato niente, insomma), oppure di capitare a casa di Nilde Iotti incrociando anche lo sguardo del compagno storico Togliatti (se Iotti decidesse di fucilarmi, sono convinta anche che mi convincerebbe della fondatezza delle sue ragioni, scrive la giornalista).

Bellissima davvero l’intervista a Ingrid Bergman, sulla bellezza di non provare rancori per le sofferenze d’amore e sul modo migliore di affrontare la paura di invecchiare (vi innamorerete di lei). Ma c’è anche Salvatore Quasimodo (un giorno mi diranno che è morto, e io saprò di cosa, è morto di Nobel, dice Fallaci, citando la sua ossessione per l’ambito riconoscimento, nominato spessissimo durante la conversazione).

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Gli antipatici: le interviste di Oriana Fallaci

pubblicato da sara

Oriana Fallaci “Quando eri viva non si poteva parlare di te, e ora che sei morta non si fa che scoprire nuove tue relazioni, nuovi tuoi testamenti amicali, nuove memorie in comune fra te e altri che nessuno aveva mai sospettato fosse parte del tuo mondo”. Così la giornalista Lucia Annunziata parla di Oriana Fallaci nella prefazione della nuova edizione di ‘Lettera a un bambino mai nato’ che Rizzoli ha deciso di dedicare a questo romanzo della giornalista e scrittrice, scomparsa tre anni fa.

Si aggiunge così un altro ricordo della scrittrice ai tanti che in vari modi, dalla sua scomparsa, hanno parlato di lei. “Immagino sempre che ti stai godendo tutta questa attenzione. Vanitosa che eri”, continua Annunziata, che riporta come Fallaci la sollecitasse a parlare, a esprimersi su tutto senza remore, non come le giornaliste italiane, che sono delle ‘monachelle, delle impiegate, delle massaie del giornalismo’.

Mentre lei, continua Annunziata nel suo ricordo della collega scomparsa, scriveva puntando a una sorta di ‘nudità’ dei pensieri, con la precisione di un anatomopatologo. Da segnalare anche, della stessa casa editrice, la pubblicazione de ‘Gli antipatici’, una raccolta delle interviste famose della giornalista, da Ingrid Bergman a Quasimodo, passando per Fellini o Anna Magnani.

Oriana Fallaci
Gli Antipatici
Rizzoli ed.
10 euro

Via | Corriere del Mezzogiorno

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Sui tempi di Facebook: conversazione con Mattia Carzaniga

pubblicato da Andrea Coccia

l'amore ai tempi di facebook Nelle ultime settimane il fenomeno Facebook, amato e odiato da milioni di italiani, ha cominciato la sua espansione mediatica e si è infiltrata nel mondo letterario. Se da una parte il fenomeno può spaventare, dall’altro è evidente che qualcosa offre, qualcosa di molto prezioso vista la quantità di persone che ha saputo coinvolgere in un solo anno. Insomma Facebook si configura sempre di più come un fenomeno da tenere d’occhio, tra invasione della privacy e comunicazione politica, infatti il più grande social network di sempre trova sempre il modo di far discutere.
Ne abbiamo brevemente discusso con Mattia Carzaniga, uno degli autori di “L’amore ai tempi di Facebook”, un ludopamphlet monografico dedicato, da due Facebookers, al mondo virtuale (o no) di FB…

Nelle ultime due settimane sono usciti tre libri che hanno come baricentro Facebook (L’amore ai tempi di Facebook, Lovebook e Facebook. Tutti nel vortice). L’editoria ha trovato un’altra gallina dalle uova d’oro? Non c’è pericolo di sovraffollamento?
«Facebook è un po’ la cosa di cui tutti parlano, perciò è ovvio che la tentazione all’instant book sia molto forte. Il nostro libro si differenzia dagli altri perché non vuole essere né una guida tecnica né un romanzo, tantomeno un pamphlet serioso. È un saggio divertente e divertito, che si muove tra costume e (auto)ironia, ma che vuole anche essere l’occasione di parlare di come e quanto è cambiato il modo di relazionarsi agli altri nell’epoca del web. È una lettura che possono fare facebooker e non: si parla del nostro tempo, prima ancora che di FB, che va inteso in senso lato, come pretesto. Al pari dell’amore, ovviamente»

A livello di impatto nella vita pubblica e privata, Facebook ha superato di molto tutti i network sociali in circolazione, come mai? Cosa offre in più degli altri?

«FB è probabilmente il miglior surrogato di realtà che ci sia in circolazione in rete. Intanto perché chi si iscrive si presenta con nome e cognome veri, i nickname sono molto rari. E poi perché raccoglie e “sintetizza” un po’ tutte le esperienze che si possono fare on line: c’è la posta privata, che vale come l’e-mail, e la chat; le note postate a mo’ di blog (e anche la funzione del “commento” è rubata ai blog) e la “bacheca” pubblica, quasi un’evoluzione degli sms. E poi c’è la “news feed”, l’home page che fa l’effetto di una grande piazza virtuale in cui si incrociano i destini, e dove a volte li si può condizionare, gettando ami a cui chi vuole potrà abboccare».

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La vita per Oliver Stone: una questione di centimetri

pubblicato da Andrea Coccia

oliver “La vita è un gioco fatto di centimetri”. Chi ha visto “Ogni maledetta domenica”, affresco cinematografico sul mondo del football che Oliver Stone fece nel 1999, si ricorderà benissimo del monologo che vede Al Pacino, allenatore dei Miami Sharks, arringare l’intero spogliatio di bestioni da combattimento sul significato del football americano, che per qualche minuto si trasforma in una potentissima metafora della vita.

Non è un caso dunque che Marco Spagnoli abbia scelto proprio questa frase come titolo al volume, “La vita è un gioco fatto di centimetri - Interviste a Oliver Stone”, in uscita in questi giorni per la Reality Book e contenente 10 anni di interviste al grande regista americano, autore di film memorabili (ricordo soltanto Platoon, Wallstrett, Natural Born Killers) e vincitore di 3 premi oscar.

Dal 1998 al 2008, dunque, un decennio tra i più densi della storia moderna, dalla caduta delle torri gemelle, del simbolo del potere economico americano, e al quale Stone ha dedicato anche un film, intitolato World Trade Center alla guerra in Iraq. E sono proprio le questioni più scottanti del decennio, riassunte nell’immagine di George W. Bush e della sua politica, insieme ai suoi film più famosi a dominare queste conversazioni con uno dei registi più indipendenti di Hollywood, ma soprattutto con un uomo la cui filosofia di vita è ben chiara: “La vita è un gioco di centimetri”… un uomo che sa bene che “quando alla fine andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta”.

Marco Spagnoli
La vita è un gioco fatto di centimetri
Interivste a Oliver Stone 1998-2008
Reality Book

Via | RealityBook

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