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L'uomo dei terremoti: Bendandi e il sisma dell'11 maggio a Roma

pubblicato da sara

bendandi/2Undici maggio 2011, terremoto a Roma? La voce metropolitana si rincorre fra il popolo del web, e in molti casi la “profezia” viene attribuita al mitico Bendandi, sul quale è appena uscito il libro di Marco Palomba, dedicato a biografia e curiosità sulla figura dell’enigmatico “uomo dei terremoti”. Abbiamo intervistato l’autore, per chiedergli delucidazioni sulla fondatezza di questa “voce” di sciagura.

Palomba, insomma: è possibile attribuire questa “profezia” al Bendandi?
“Raffaele Bendandi ha lasciato più di cento previsioni di terremoti, e molte di queste si sono puntualmente verificate. Tuttavia, tra le sue carte, non vi è traccia di una previsione riguardante la città di Roma. L’allineamento planetario dell’11 maggio 2011 è stato rinvenuto parzialmente bruciato dal fuoco in quanto pochi giorni dopo la sua morte, nel 1979, qualcuno è entrato nella sua casa laboratorio è ha distrutto molti documenti tra cui proprio quelli riguardanti il 2011 e il 2012″.

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Perché sì e perché no al nucleare, di Flaminia Festuccia

pubblicato da sara

nucleare Dieci grandi nomi di studiosi ed esperti ambientali hanno risposto alle domande della giornalista Flaminia Festuccia sulle ragioni contro e a favore l’energia nucleare. A pochi mesi dal referendum del 12 e 13 giugno, esce così in libreria, in due volumetti, “Perché sì” e “Perché no” al nucleare.

Le risposte del “perché no” sono arrivate da nomi come Fulco Pratesi (Wwf), Gianni Mattioli e Massimo Scalia (professori di fisica matematica), dal Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli e dal docente di Chimica generale Vincenzo Balzani.

Sostenitori del sì, nel libro-intervista, sono invece stati il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia, l’ad di Enel Fulvio Conti, Umberto Minopoli di Ansaldo Nucleare e poi ancora l’oncologo Umberto Tirelli (Cro di Aviano) e Chicco Testa, presidente del Forum nucleare italiano.

Fra i temi affrontati, le possibili – e fattibili – alternative energetiche al nucleare, i rischi per la salute, l’individuazione di siti adatti alla costruzione di impianti, in Italia, gli investimenti richiesti e, d’altra parte, la questione della ricerca di indipendenza energetica del nostro Paese.

Flaminia Festuccia (a cura di)
Perché no al Nucleare / Perché si al Nucleare
Armando Editore
8 euro (cad)


Nucleare, Flaminia Festuccia
Nucleare, Flaminia FestucciaNucleare, Flaminia Festuccia

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Sulla migrazione, sul presente e sul futuro dell'Europa: un'intervista a Antoine Audouard, autore de L'Arabo

pubblicato da Andrea Coccia

Sulla migrazione e sul presente e sul futuro dell'Europa: un'intervista a Antoine Audouard, autore de L'Arabo Qualche giorno fa abbiamo parlato di un bel libro uscito recentemente per i tipi di Isbn, un libro, potente come un pugno nello stomaco, intitolato l’Arabo, scritto dal francese Antoine Audouard. Un libro che dipinge con estrema crudezza e senza fare sconti le difficoltà della nostra società, minacciata dal razzismo e dalla xenofobia.

Per inoltrarci un po’ di più in questo fangoso ma attualissimo argomento, abbiamo intervistato per voi l’autore.

Da dove deriva il personaggio di Mamine? E possibile che questa donna vile, chiusa in se stessa fino alla xenofobia, possa rappresentare il presente che sta vivendo l’Europa?

Il personaggio di Mamine è all’origine di tutto il libro: la voce di una donna, che somigliava a quella di una vicina, in un paesino che conosco, è il primo suono che ho sentito. La voce diceva: «Ci mancherebbe solo che fosse un Arabo!» A partire da questo è nata la storia e il personaggio si è sviluppato: sempre più grosso,più spaventato, più ferito e più cattivo… Dentro di me credo che sia arrivato ad essere una sorta di divinità preistorica, una Venere atroce, un mostro se vogliamo, ma venuto dall’interno della nostra società e della nostra storia. Senza dubbio, poi, mi sono ricordato di alcune confessioni che mi aveva fatto una donna qualche anno fa, confessioni che mi avevano lasciato stupefatto. Vi dico questo per farvi capire che il personaggio non si è creato a partire da un’idea, da un simbolo, ma dalle sensazioni: un grido, una paura, un corpo. Certo che poi lo si può interpretare come si vuole. Quello che conta per me è che, perfino nella sua deformità fisica e morale, resti quel qualcosa che ci fa mormorare: «è terribile, ma è così». O anche, forse ancora più dolorosamente: «è terribile, ma siamo anche noi così». Che forse, poi, è un modo per dirvi che è esattamente di noi che io parlo, e non di villani razzisti che esistono all’infuori di noi.

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Dall'Illusionista al futuro della cultura nell'epoca digitale: una conversazione a tutto campo con Edoardo Montolli

pubblicato da Andrea Coccia

Dall'Illusionista al futuro della cultura nell'epoca digitale: una conversazione a tutto campo con Edoardo Montolli Dopo Il boia e La ferocia del coniglio, Edoardo Montolli, giornalista freelance specializzato in inchieste “borderline” sui alcuni dei temi più controversi di questi nostri anni – dal gioco d’azzardo alle sette sataniche, dalle gare clandestine al mondo delle carceri – è tornato al thriller con L’Illusionista, edito da Aliberti, un libro denso e oscuro che, facendo reagire gli ingredienti del migliore giallo investigativo con un mistero tanto enigmatico quanto inquietante, accompagna il lettore in un viaggio nell’abisso del male, senza via di scampo.

Noi di Booksblog lo abbiamo intervistato cercando di scoprire di più su questo suo ultimo libro e di ragionare sul suo lavoro di giornalista e scrittore, sul genere poliziesco e sul futuro del giornalismo e della letteratura. L’intervista prosegue dopo il salto.

Che rapporto c’è tra il tuo lavoro di giornalista di nera e il tuo lavoro di scrittore?

In realtà la nera è stato solo l’ultimo approdo. Per anni mi sono occupato di inchieste su mondi borderline, che sono i mondi che poi popolano i miei thriller. Credo che i romanzi siano un modo per investigare la realtà, la mente, la storia, e per tentare di decifrarla spingendosi dove la realtà ti impedisce di farlo. In effetti ho conosciuto e intervistato una cellula del Fronte di Liberazione Animale, quella a cui è a capo ne L’Illusionista il professor Santini. E da lunghissimo tempo mi occupo di errori giudiziari e ingiuste detenzioni, uno dei temi del libro e uno dei problemi più scandalosi da cui è afflitta l’Italia - il Paese dell’Ue più condannato per ingiusta detenzione - nell’indifferenza più o meno generale. Tanto, in questi casi, nessuno paga.  Ecco, il thriller permette di raccontare storie drammatiche e devastanti che la cronaca dimentica in quattro righe. Come quelle della logica del branco, quando il branco colpiva alla fine degli anni ‘60 e c’era un’altra società a doverlo giudicare. E’ una testimonianza nascosta tra le righe della fantasia.

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In esclusiva per Booksblog: Intervista a Shane Jones

pubblicato da Andrea Coccia

In esclusvia per Booksblog: Intervista a Shane Jone Qualche giorno fa vi avevo parlato di un libro molto interessante, un caso letterario in America un paio di anni fa. Si tratta di Io sono febbraio, di Shane Jones una bellissima avventura in una città senza tempo strozzata dall’incubo peggiore di tutti, l’essere bloccata in un inverno infinito.

Il libro, pubblicato in Italia da Isbn, sta andando molto bene, tanto da essere il libro più venduto della settimana per la casa editrice milanese che, tra le altre cose, ha appena lanciato un concorso multimediale per tutti i lettori che hanno amato questo piccolo gioiello di Shane Jones intitolato Racconta la tua favola invernale.

Nel frattempo noi abbiamo intervistato il giovane autore, Shane Jones, 30 anni, che con questo suo Light Boxes è riuscito ha scalare le classifiche statunitensi partendo da una piccola casa editrice di Baltimora. Scopriamo come ha fatto e cosa c’è dietro a questo exploit…

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Vita da illustratore. Intervista a Brunella Baldi

pubblicato da sara

brunella baldi
Brunella Baldi è una delle illustratrici che più mi ha colpito, nel mio viaggio nella letteratura per l’infanzia ( insieme a Matteo Gubellini, Chiara Gobbo, Elisa Cesari e Monica Pierazzi Mitri), con le sue illustrazioni chiazzate di colori, i personaggi dai contorni esili, con quei profili che a volte sembrano visti attraverso uno specchio deformante. Ognuno con il suo equilibrio spaziale, diverso dal nostro e da quello degli altri personaggi. “La mia passione è nata un po’ per caso, sono molti gli illustratori che mi piacciono, ma cerco sempre di trovare un mio stile, un mio percorso”, ci spiega.

La nascita di una passione come quella del disegno è nata in lei grazie a degli illustratori in particolare?
“Ho frequentato il liceo Artistico di Firenze negli anni ‘70, dopo il diploma, avevo voglia di vedere un po’ il mondo e così sono andata a Parigi per completare la mia formazione come ballerina e coreografa (attualmente ancora esercito questa professione). Per anni quindi non ho preso in mano nè pennelli, nè matite. Poi qualche anno fa mi sono iscritta ad un corso di acquerello, lì ho scoperto l’esistenza della Scuola Estiva d’illustrazione di Sarmede. Per curiosità e per farmi una vacanza ho frequentato il mio primo corso. Con mia grande sorpresa alla mostra di Ottobre hanno esposto nella sezione allievi una mia tavola”.

Si ispira a qualcuno, per il suo stile?
“Ho frequentato altri corsi nelle estati successive, molto importante per me è stato incontrare maestri come Josef Wilkon e Linda Wolfsgruber. Stimolata dai loro insegnamenti ho iniziato a lavarare con più costanza, e nel 2007 ho pubblicato il mio primo libro “Gli orecchini della madre” - Tolbà Edizioni-Matera e sono stata selezionata per l’Annual Illustratori Italiani 2007-Milano”.

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L'Italia s'è mesta, di Mariano Sabatini

pubblicato da sara

mariano sabatini
“Non so cosa abbiate nell’anima ma date a vedere che siete felici, ridete, vivete con leggerezza…almeno in apparenza”
Mariano Sabatini, per questo suo L’Italia s’è mesta, edito da Giulio Perrone, riesce a fare un bel ritratto del nostro Paese visto dai giornalisti stranieri che ne scrivono, da anni, per le loro testate.

Sabatini ha chiesto ai corrispondenti dall’Italia di El Mundo, Figaro, Financial Times, Frankfurter Allgemeine Zeitung e moltre altre, di raccontargli, spiega, “qual è stata la prima impressione che hanno avuto arrivando in Italia, come ci vivono, quali motivi di entusiasmo o di scontento li animano”, oltre ovviamente a un parere sulla politica italiana, come in una sorta di ‘intervista’ collettiva.

Ovvero, chiede loro l’autore, “Moriremo Berlusconiani?”, oppure, “C’è da fidarsi del compagno Fini?”, come da titolo di altrettanti capitoli. Senza considerare altre questioni come quella delle ingerenze della Chiesa nella politica italiana, e del ruolo delle donne come propulsori della crescita del Paese. Consapevoli che, come scriveva Montanelli, “la patria la si difende discutendola”: anche perchè, continua Sabatini, a volte come “per la pittura impressionista, composta da tocchi e macchie, serve fare due o tre passi indietro per avere una migliore visione d’insieme”.

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Vita da illustratore. Intervista a Matteo Gubellini

pubblicato da sara

gubellini
Matteo Gubellini è uno degli illustratori e autori di libri per bambini che preferisco. Le sue figure sembrano più che disegnate intagliate sulla carta, ombre di colore che all’improvviso si animano su un muro.

Matteo, la nascita di una passione come quella del disegno è nata in te grazie a degli illustratori in particolare?
“La passione per il disegno me la trascino fin da bimbo, e fin da allora il mio sogno principale è quello di comunicare attraverso il disegno, e di rendere questa passione il mio lavoro. Poi attraverso tempo ed esperienze si sono intrecciate l’amore per le parole e quello per la musica”.

Ti ispiri a qualcuno, per il tuo stile?
“Naturalmente le influenze sono innumerevoli, inevitabile conseguenza del gusto maturato nei confronti di pittori, fumettisti, illustratori, registi, ma anche scrittori e musicisti naturalmente. All’interno del mio sito c’è una sezione chiamata “debiti”, nella quale esprimo dichiarazioni d’amore nei confronti di alcune di queste ascendenze”.

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A un sogno dal mare e nell'oblio dei monti. Dialoghi con Anna Maria Ortese, di Mauro Salvi

pubblicato da sara

mauro salvi

“Il dolore ti colpisce ai fianchi, ti smangia, ti consuma, e ti rende l’uomo, la donna che sei e che non ti resta che essere”.
“Anche l’amore fa così. Lei parla del dolore ma descrive l’amore”.
“Ordiniamo da bere”, disse”

Erano di questo tono i dialoghi fra Anna Maria Ortese e un aspirante scrittore, Mauro Salvi, che seppe portarla fuori dalla sua dimensione, per qualche giornata, durante i suoi ultimi anni di vita. Un incontro nato con una lettera in cui Salvi le chiedeva un parere sui suoi scritti.

Ortese gli rispose lasciando trapelare la devastazione della sua vita presente, chiusa in casa “a un sogno dal mare e nell’oblio dei monti” con la sorella oppressa da problemi mentali (la chiamava Trude, con lui). E Salvi quella lettera la interpretò come una richiesta d’aiuto. Della donna, non della scrittrice.

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Vita da illustratore. Intervista a Chiara Gobbo

pubblicato da sara

chiara gobbo Continua il nostro viaggio alla scoperta dei più bravi illustratori di libri per bambini, con Chiara Gobbo, che abbiamo apprezzato per il suo splendido “Io, nonno Carlo e la paura”.

Chiara, la nascita di una passione come quella del disegno è nata in te grazie a degli illustratori in particolare? Ti ispiri a qualcuno, per il tuo stile?
“La mia passione per il disegno nasce da un fortissimo bisogno di esprimere e tirare fuori sensazioni ed emozioni e dall’ esigenza di dare libero sfogo alla creatività. Osservo ciò che mi circonda con attenzione…ma cerco sempre di tenere “lo sguardo” ben fisso su di me, per rielaborare e fare mie le informazioni ricevute. Non mi ispiro a nessuno in particolare, mi piacciono tanti illustratori che realizzano lavori diversissimi tra loro”.

Quanto è difficile per un illustratore farsi apprezzare da un editore, in Italia? E tu come sei approdata a Lavieri edizioni?
“Si, non è facile riuscire a far notare ed apprezzare il proprio lavoro dalle case editrici. Però penso che i no facciano giustamente parte del percorso e che se si insiste (ovviamente cercando di crescere professionalmente) prima o poi qualche porta si apre.
Il mio fortunato incontro con Lavieri Edizioni è avvenuto grazie al Concorso Internazionale di Illustrazione di Bordano del 2009, al quale avevo partecipato presentando il progetto di albo illustrato “Io, Nonno Carlo e la paura”, testo di Anna Baccelliere. Progetto che era stato selezionato ed aveva ricevuto la Menzione”.

Un libro per bambini di cui avresti voluto illustrare la copertina.
“Greta la Matta”, Carll Cneut - De Kockere Geert, Adelphi Edizioni, 2005″

Ci suggerisci un libro (per bambini o meno) che ti è piaciuto, da regalare a Natale? “Io, Nonno Carlo e la paura”, Lavieri Edizioni, ovviamente! Poi “Fiori e sassolini” di Sandra Dema e Valentina Biletta, Acco Editore.

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