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Stefano Benni su Superabile: io, la solitudine e la disabilità

pubblicato da sara in: blog&web scrittori narrativa italiana

stefano benni Achille rischia di finire i suoi giorni in una clinica privata; Elianto, il protagonista di un altro libro, e’ ammalato del misterioso “morbo dolce” ed e’ recluso a Villa Bacilla. Come mai tanto isolamento e segregazione nella vita dei personaggi di Stefano Benni?

Lo chiede il magazine Superabile, rivista Inail sul mondo della disabilità da sempre on line che arriva alla sua versione cartacea (e a cui facciamo i nostri migliori in bocca al lupo). L’argomento dell’intervista riguarda disabilità e ironia.

Un tema abbastanza delicato, su cui Benni non rifiuta di pronunciarsi, sostenendo che ad esempio “la solitudine nella malattia e’ una condizione dolorosa, ma c’è chi combatte e c’è chi è pronto ad aiutarti. È un viaggio nel coraggio, nei mille modi in cui si riesce a vivere il dolore insieme agli altri e a non accontentarsi solo di compassione”.

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In ottobre per Mondadori il nuovo libro di Chiara Gamberale

pubblicato da sara in: scrittori narrativa italiana

chiara A ottobre uscirà per Mondadori il nuovo libro di Chiara Gamberale, Le luci nelle case degli altri. “E’ il racconto di un condominio in cui in ogni piano vivono famiglie molto diverse tra loro, e di una bambina alla ricerca del padre…”, dice la scrittrice e autrice radiofonica in un’intervista ad Affari italiani.

Uno degli ultimi libri, pubblicato per Bompiani, ‘La zona cieca’, finalista al Campiello 2008, esplorava la tormentata storia d’amore di una conduttrice radiofonica. Poi c’era stato l’originale ‘Una passione sinistra’, sulla storia singolare fra una sinistrorsa e un ragazzo di destra.

Per chi ama questa scrittrice, arriva anche una trasmissione su Radio2, Io Chiara e l’oscuro, in cui Gamberale si finge abbandonata dall’analista e in cerca di un rimedio alle sue tare esistenziali dialogando con testa, cuore, corpo.

“La prima parla un perfetto italiano, il secondo sudamericano, il terzo romanesco - spiega - e poi ogni venerdì sul lettino ci sarà un ospite famoso a cui sottoporrò un questionario psicologico. Il primo sarà Pierfrancesco Favino, poi Claudia Pandolfi e il ministro Brunetta. Sarà interessante…”.

Via | Affari italiani

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Andrea Cortellessa parla del ruolo del critico letterario oggi

pubblicato da lara in: critica

Copertina Libri segreti Com’è cambiata la figura del critico letterario nel tempo? A questa domanda risponde Andrea Cortellessa ospite di Ultima pagina, lo spazio di Repubblica Radio Tv dedicato ai libri. Apre parlando dell’immagine un po’ “antipatica” che si associa al critico, proprio perché già nel nome annuncia il suo ruolo di “rompiscatole”.

“Per il critico letterario, dice Cortellessa, vale lo stesso passaggio epocale che ha descritto Zygmunt Baumann per l’intellettuale: da legislatore a interprete.” Si è passati quindi dal tono cattedratico e compiaciuto della vecchia scuola allo specialismo esasperato che sfocia in intrattenimento della critica attuale. Ciò che precisa Cortellessa è che mentre prima i critici letterari erano in grado di spaziare e curare, ad esempio, uno scritto medievale e al contempo commentare l’ultima uscita in libreria, oggi invece il lavoro del critico è diventato più tecnico e settoriale.

Racconta poi di leggere molti inizi di libri, perché è dalle prime pagine che ci si fa un’idea dell’opera e di essersi formato come “critico militante” (sottolinea di non amare la definizione) ai seminari del Gruppo 63, di cui abbiamo già parlato. La giornalista chiede poi al suo ospite di indicare tre libri che gli sono piaciuti nel 2009 e uno che non ha amato per nulla. Cortellessa cita Conglomerati di Zanzotto, che definisce “il maggior poeta vivente, non solo in Italia”; Cristi polverizzati di Luigi Di Ruscio, un altro poeta contemporaneo e La vicevita di Valerio Magrelli. Per i libri che non gli sono piaciuti confessa che l’elenco sarebbe molto più lungo, ma alla fine la scelta ricade su Ammaniti del quale dice di non essere un grande estimatore.

Ho trovato l’intervista a Cortellessa stimolante e piena di spunti che cercherò di approfondire in altri post. In particolare mi riprometto di parlare delle Classifiche di qualità, un esperimento che ha preso il via all’interno di Pordenonelegge e che vuole essere una provocazione nei confronti delle Classifiche di vendita. Intanto chi volesse vedere tutta l’intervista può cliccare qui.

Libri segreti
Andrea Cortellessa
Le lettere, 2008
€ 38 acquisto on line € 32,30

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Muriel Barbery e le polemiche sul film 'Il riccio'

pubblicato da sara in: narrativa straniera curiosità

muriel barbery Il titolo del film - che esce oggi nelle sale - non riprende quello originale: si chiama infatti ‘Il riccio’ e non ‘L’eleganza del riccio’. E il motivo è che la scrittrice del romanzo, la francese Muriel Barbery, non ha autorizzato a dargli il nome del suo libro, in qualche modo disconoscendolo.

“Non ha nulla a che fare col mio romanzo, il libro e il film sono troppo differenti per portare lo stesso titolo. Non considero questo film espressione dello spirito del romanzo», aveva dichiarato, e oggi sulla Stampa esce un originale articolo che fa una rassegna di tutti i film ‘disconosciuti’ dagli autori dei libri da cui sono stati tratti.

E così abbiamo Hemingway che ‘disconosce’ la versione cinematografica di Addio alle armi, Michel Houellebecq non partecipò alla presentazione del film tratto dalle ‘Particelle elementari’ e Anne Rice non voleva Brad Pitt come protagonista di Intervista col vampiro.

Via | La Stampa

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L'ultima intervista a Sgorlon: "Io più friulano di Pasolini"

pubblicato da sara in: narrativa italiana

sgorlon“Pur avendo ricevuto la considerazione di molti intellettuali, come Piero Chiara, Geno Pampaloni ed Enrico Falqui, l’intellighenzia di sinistra mi ha ignorato”. Lo affermava in una intervista al quotidiano IlFriuli Carlo Sgorlon, lo scrittore due volte Premio Campiello morto il Natale scorso, e di cui abbiamo anticipato una prossima pubblicazione postuma da parte di Mondadori.

“In qualità di corsivista e critico - dichiarava Sgorlon intervistato in occasione dell’uscita della sua autobiografia La penna d’oro - mi sono trovato spesso a parlare di Tomizza, Zanzotto, Magris, Rigoni Stern, Camon, scrittori che sentivo affini se non altro per prossimità geografica e quindi per substrato culturale. In cambio loro mi hanno ignorato completamente”.

Entourage culturale che, dichiara senza mezzi termini Sgorlon, “a parole proclamava la loro stima e la loro amicizia nei miei confronti, che non si è mai, assolutamente mai, concretizzata in una riga spesa per commentare un mio libro. E - continua - mi dispiace non essere considerato il rappresentante letterario del Friuli, com’è invece Pasolini”.

Anche se lo scrittore sentiva di essere diverso da lui: “il suo inconscio collettivo non è mai stato friulano - aveva dichiarato - quanto di più ampio respiro. Il Friuli sento di rappresentarlo molto di più io nei miei libri”.

Carlo Sgorlon
La penna d’oro
Morganti ed
15 euro

Via | Il Friuli”.

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Libri per Natale: i consigli dell'autrice di Sex & Fb

pubblicato da sara in: narrativa italiana romanzo d'amore

sex and fbCome va la vita sentimentale? Nel libro ‘Sex and Fb’ (Giulio Perrone ed) Maria Francesca Rotondaro dice di odiare questa domanda e quindi, per iniziare la mia intervista sui suoi consigli per libri da regalare a Natale, non ho potuto evitare di porgliela. “La vita sentimentale va alla grande (ovviamente sono ironica!) - ribatte lei - Non mi sono fidanzata, sposata, “accompagnata” a nessuno. Ma il mio cuore - per fortuna - continua a battere. Non demordo. Chissà se sotto il vischio verrà a baciarmi un principe azzurro o un altro rospo!?”

Libri da consigliare alle lettrici di Booksblog come letture natalizie per chi ama il genere chick lit?
“Sex and Fb. Ovviamente se non lo avete ancora letto! Intanto perchè ironizza sullo status single e non è il solito manuale che dice ai single cosa è giusto fare e cosa è sbagliato, come “accalappiare” un partner e bla bla bla. Ogni single deve vivere a modo suo la singletudine: anche se un signle sbagliando non impara!. A parte gli scherzi, consiglierei il libro “Le ragazze” di Lina Sotis. Ogni donna, dagli zero ai 90 anni, si riconoscerà nelle pagine di questo godibile volumetto rosa”.

Come vive il/la single tipica la pausa natalizia? Ovvero: idee originali perchè le vacanze natalizie non diventino un ‘incubo’ di singletudine e/o assalto di parenti?

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La sceneggiatura di An education firmata da Nick Hornby

pubblicato da sara in: scrittori narrativa straniera

nick hornby Lo vedremo nelle sale solo il 22 gennaio, ma An education, il film di Lone Scherfig, già ci incuriosisce da matti. La sceneggiatura, che racconta la storia di una ragazzina che si innamora di un uomo più grande e più ricco nella Londra dei primi anni Sessanta è infatti firmata dal best seller Nick Hornby.

Il quale addirittura dichiara, in un’intervista a Elle Italia, che “è orgoglioso di questa sceneggiatura più di qualsiasi suo altro libro. Al Sundance ero teso come uno studentello, finchè non ho letto sul Los Angeles times che la nostra storia funny and sad era il gioiello del Sundance”.

“An education è la storia di una giovane studentessa, la storia di un amore sbagliato - prosegue - che l’ha fatta crescere in un Londra dove tutto era difficile, venato da differenze di classe e da un razzismo strisciante”. Il carattere della protagonista (la storia è tratta dall’omonimo libro di Linn Barber) assicura Hornby, è fedele all’originale.

“Non ho dimenticato emozioni e incertezze di quando avevo 16 anni. An education mi ha aiutato a ritrovarmi, a ricreare connessioni emotive, a rileggere il cinema che vedevo da ragazzo, il free cinema inglese”, conclude. La sceneggiatura di Hornby sarà pubblicata da Guanda, suo editore italiano,

Via | Elle gennaio

Foto | Flickr

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Storia di un lettore novantenne

pubblicato da sara in: curiosità

anzianoIl piacere della lettura non ha età. Lo dimostra una insolita intervista ad un signore intervistato in quanto ‘lettore’. Un lettore di novant’anni, di tutto rispetto anche per questo.

E’ carino leggere le sue parole quando ricorda che nel suo paese (a Gairo Taquisara, in Ogliastra) non c’erano edicole e librerie, nè tantomeno biblioteche, e i libri lui se li faceva arrivare tramite il treno merci. Ha iniziato a 9 anni, nel 1928, con Salgari. Una lettura durata quasi un secolo, anche sotto le armi durante la campagna di Russia. E tutt’oggi, quando il signor Delfino dichiara di essere assorbito dalla storia di 999 L’ultimo custode, di Carlo A. Martigli.

E fa tenerezza leggere il suo consiglio: “La… cosa indispensabile è la curiosità, che non deve mai venir meno, perché tiene la mente sveglia e allenata. Una persona priva di curiosità è come se fosse spenta. E ciò indipendentemente dall’età”. Come dargli torto? Conoscete altre storie di ‘lettori esemplari’? Non tenetele per voi, raccontatecele!

Via | Graphomania
Foto | Flickr

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Un'intervista a Herta Muller, neo vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori curiosità


La motivazione ufficiale dell’Accademia Svedese nell’assegnare il Premio Nobel per la Letteratura alla scrittrice rumeno-tedesca Herta Muller è stata”la forza della poesia e la franchezza della prosa” con cui la scrittrice “descrive il panorama dei diseredati”, ma di questa forza e di questa franchezza i lettori italiani (e forse non solo) non sanno praticamente nulla.

Ma a dimostrare la più completa ignoranza di questa poetessa e scrittrice, almeno in Italia, non sono solo i lettori più sprovveduti, come me, ma sono persino i critici, quelli che dai giornali danno ordine, con i loro giudizi, al caos letterario che ci circonda. Ma anche loro, temo, questa Muller non l’hanno mai sentita nominare.

Valga l’esempio di uno per tutti: Antonio D’Orrico, il critico letterario più letto d’Italia, quello che scrive sulle pagine del Corsera e di Sette, per intenderci, il quale oggi, poco dopo la proclamazione della Muller ha affermato ad AffariItaliani: “E’ la conferma che non va dato più nessun valore a questo premio. La Müller è una perfetta sconosciuta, non è assolutamente un’autrice da Nobel”. Come se fosse la fama a decretare le nomination al premio più ambito del mondo.

E’ per questo, per iniziare a conoscerla, che vi propongo, con dedica particolare ad Antonio D’Orrico, un’intervista esclusiva, rilasciata dalla Muller a Mantova durante l’ultima edizione del Festival al sito La Compagnia del Libro. Sperando che la maggior parte dei lettori reagisca al meglio a questa inaspettata proclamazione: vale a dire cominciando a leggere questa scrittrice, piuttosto che screditando l’Accademia Svedese.

Via | La Compagnia del Libro

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Una lettura per l'estate: Gli antipatici, di Oriana Fallaci

pubblicato da sara in: scrittori narrativa italiana

FallaciNe avevamo già anticipato l’uscita, in una edizione rinnovata, per i tipi Rizzoli. Dopo averlo letto, non possiamo non consigliarvi di portare sotto l’ombrellone ‘Gli antipatici’ di Oriana Fallaci, una raccolta delle sue interviste più famose che ci racconta un pezzo di un’Italia sparita.

Fallaci stessa li definì ‘antipatici’ perchè si tratta di alcune delle personalità più in vista, all’epoca delle sue interviste. E così le capita di essere ricevuta in camera da letto da una giovanissima Catherine Spaak incinta che non sa rispondere alle sue domande più banali sulla storia contemporanea (le Iene non hanno inventato niente, insomma), oppure di capitare a casa di Nilde Iotti incrociando anche lo sguardo del compagno storico Togliatti (se Iotti decidesse di fucilarmi, sono convinta anche che mi convincerebbe della fondatezza delle sue ragioni, scrive la giornalista).

Bellissima davvero l’intervista a Ingrid Bergman, sulla bellezza di non provare rancori per le sofferenze d’amore e sul modo migliore di affrontare la paura di invecchiare (vi innamorerete di lei). Ma c’è anche Salvatore Quasimodo (un giorno mi diranno che è morto, e io saprò di cosa, è morto di Nobel, dice Fallaci, citando la sua ossessione per l’ambito riconoscimento, nominato spessissimo durante la conversazione).

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