Una delle fonti dalle quali il mondo dell’editoria si nutre da sempre è quello degli scritti inediti che grandissimi autori hanno “dimenticato” lungo la strada e che, per una galassia infinita di motivazioni, non hanno mai pubblicato in vita. Scritti dimenticati in qualche cassetto, bozze mai riviste di progetti incompiuti, manoscritti non pubblicati per scelta o per autocensura sono alcune delle tessere che compongono questo infinito puzzle - ogni tanto un po’ forzato - degli inediti di lusso.
L’ultimo esempio di questo tipo riguarda Jorge Luis Borges, uno degli autori probabilmente più sfruttati da questo punto di vista. A conclusione dell’Anno borgesiano - coincidente con l’anniversario dei 25 anni della sua morte - Maria Kodama, giovane vedova del genio argentino, ha annunciato la prossima pubblicazione dell’ennesimo inedito del grade scrittore di Buenos Aires.
In questo caso non si tratta né di un libro dimenticato in qualche cassetto segreto, né di un progetto mai terminato, bensì di una conferenza che Borges tenne nel 1968 all’università di Austin, nel Texas, dedicata alla figura a lui tanto cara di Don Chisciotte. Quel giorno in sala - per la fortuna di Maria Kodama e degli editori di mezzo mondo - c’era Julio Ortega, della Università di Brown, munito di un piccolo registratore portatile che registrò il bizzarro inglese di Borges su nastro.
Era sepolto nel magazzino della biblioteca nazionale di Buenos Aires il poema giovanile di Jorge Luis Borges, appuntato sulla pagina di un libro del teologo Christian Walch. A ritrovarlo sono stati i ricercatori Laura Rosato e German Alvarez mentre visionavano i volumi che erano stati donati dallo stesso Borges, direttore della struttura per 18 anni, alla biblioteca. Libri mai catalogati che a detta dei due studiosi sarebbero invece molto preziosi perché pieni di annotazioni, appunti e progetti dello scrittore argentino.
Il poema, datato 11 dicembre 1923, comincia così “La esperanza/como un cuerpo de niña…” e rivela, secondo la Rosato, un Borges molto giovane, “più intimo e quasi erotico“. Ora gli studiosi di tutto il mondo si stanno mettendo in contatto con i fortunati ricercatori per saperne di più.
Un breve romanzo inedito di Giancarlo de Cataldo, magistrato autore di ‘Romanzo criminale’ sarò in allegato con il numero di aprile di Stilos, ‘la rivista dei libri’.
Titolo: “Non so che farmene degli angeli. Il testo è stato scritto a quattro mani con la moglie, Tiziana Pomes, e racconta il punto di vista di due bambini, i cui diari incrociati mostrano le contraddizioni del mondo degli adulti.
E comunque si tratta di una storia, scrive l’autore nella postfazione, ispirata a fatti veri.
Via | Stilos
Secondo Marcello Dell’Utri, che oltre ad essere senatore del Pdl è anche un famoso bibliofilo nonché curatore della Mostra del libro antico che si terrà a Milano dal 12 al 14 marzo, durante i preparativi per la mostra “Immagini corsare: ritratti e libri di Pier Paolo Pasolini,” organizzata da Alessandro Noceti e dalla Libreria Carattere di Milano, sarebbe emerso tra le carte un preziosissimo capitolo di Petrolio, romanzo di Pasolini rimasto incompiuto.
A quanto afferma Dell’Utri, il capitolo ritrovato tratterebbe alcune importanti problematiche legate alla Eni, al suo presidente Eugenio Cefis e al fondatore Enrico Mattei e il suo contenuto sarebbe scottante. Queste le parole di Dell’Utri:
“C’è un giallo perché credo che sia stato rubato dallo studio di Pasolini e sparì, ma è stato ritrovato. E’ un capitolo inquietante per l’Eni, di grande interesse, perché si lega alla storia del Paese, alla morte misteriosa di Mattei e di Pasolini stesso”
Il documento sarà presentato al pubblico in esclusiva durante la mostra. Si tratterà effettivamente dello scoop letterario dell’anno o sarà stato un trucchetto per pubblicizzare l’evento? Presto lo scopriremo.
Via | Virgilio
E’ stata annunciata per il prossimo autunno l’uscita di un romanzo postumo del grande autore russo, statunitense di adozione, Vladimir Nabokov, l’autore del celeberrimo romanzo “Lolita”, da cui Stanley Kubrick trasse il film omonimo.
Il romanzo, dal titolo “The original of Laura” è restato inedito per oltre trent’anni (Nabokov è morto nel 1977), chiuso nella cassetta di sicurezza di un caveau di una banca svizzera, per volere del figlio, Dmitri Nabokov, ora settantatreenne. Ma l’origine di questa mancata pubblicazione risalirebbe addirittua alle ultime volontà dello stesso scrittore il quale, pochi giorni prima di morire, aveva chiesto alla moglie di bruciare il manoscritto della sua ultima fatica.
Come sempre succede nei casi come questo di pubblicazione postuma, il dilemma che ci troviamo ad affrontare ci divide tra il magnetismo incontrollabile della curiosità e il dubbio atroce che forse la volontà dell’autore di darlo alle fiamme avrà pu avuto qualche fondamento. La storia ci insegna che alcune volte dopo la pubblicazione degli inediti salvati dalla volontà distruttiva dell’autore si scopre un capolavoro (è il caso della meravigliosa produzione di Franz Kafka, per esempio, o della meno riuscita ma pur sempre memorabile Eneide di Virgilio), sarà così anche questa volta?
La signora Tessa Dick, vedova del compianto Philip K. Dick, autore di memorabili romanzi fantascientifici morto più di venticinque anni fa, ha da poco annunciato, su un sito americano dedicato al self-publishing, la prossima uscita dell’ultimo romanzo del marito, scritto, o meglio, terminato da lei.
L’autore americano, famoso in tutto il mondo per avere ispirato con il suo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” la realizzazione del cult movie Blade Runner di Ridley Scoot, nel periodo di poco antecedente alla sua morte stava lavorando su un nuovo progetto intitolato “The owl in the daylight - Things are not as tehy appears” (letteralemente “Il gufo alla luce del giorno - le cose non sono quello che sembrano”) di cui aveva, a quanto pare, abbozzato la trama.
Ora, il percorso editoriale di questo libro non è nuovo, ci troviamo infatti di fronte alla classica opera incompiuta lasciata in un cassetto che viene ripescata e completata da qualche erede dell’autore; qualcosa del genere era già accaduto qualche tempo fa con “I figli di Hurin”di J.R.R. Tolkien, completata tra durissime polemiche dal figlio, la grande novità di questa vicenda è che, stranamente, la vedova Dick non ha trovato alcun editore pronto a finanziare la stampa dell’opera ed è stata costretta a pubblicarlo a sue spese. Per adesso lo si può trovare su Amazon, vedremo se quacuno lo tradurrà e lo pubblicherà in Italia.
Via | Libero.it
A voi che come me adorate il vecchio Vladimir, la notizia renderà migliore la giornata: esiste infatti un romanzo ancora inedito dello scrittore di Lolita. Lui avrebbe voluto che fosse bruciato dopo la sua morte, ma la moglie Vera e il figlio, una volta lettolo, non vollero farlo, e anzi lo conservarono in una banca elvetica.
Il figlio dell’autore lo ha comunicato al Times, anticipando il titolo: “The original of Laura”. I protagonisti sono questi:
un enorme, corpulento studioso di nome Philip Wild, sposato con Flora, una donna magra, capricciosa, frivola ed anche infedele, di cui si era innamorato perche’ gli ricordava una giovanile fiamma, Aurora Lee.