
Pare che l’archivio personale che Mark Twain ha lasciato ai posteri al momento della sua morte, il 21 aprile del 1910, sia il più grande archivio personale della letteratura americana del XIX secolo, tanto immenso che ancora oggi continua ad essere un’importante fonte di inediti.
Ed è proprio da quell’archivio che spunta fuori lo scritto inedito in questione, che si chiama “The Undertaker’s tale”, un racconto tagliente e ironico sui funerali che sarà pubblicato sul numero primaverile di The Strand, la storica rivista di letteratura del mistero fondata in Inghilterra nel 1891 (e che tra le altre cose ha pubblicato racconti di Conan Doyle) che, dopo una pausa di cinquanta anni, dal 1950 al 2000, è resuscitata negli States.
Il racconto in questione farà poi parte di una grande raccolta di 24 testi inediti targata HarperCollins la cui uscita è imminente in America e che sarà intitolata “Who is Mark Twain?”. A 99 anni di distanza dalla sua morte dunque, la fama di Mark Twain non accenna a diminuire, chissà cosa ci aspetta l’anno prossimo, al fatidico giro di boa del centenario.
Woody Allen ed Eric Lax firmano un bel tomone di oltre seicento pagine edito dal titolo “Conversazioni su di me e tutto il resto”. Si tratta di un ritratto a tutto tondo del regista e attore, così come emerge nelle conversazioni del giornalista Lax, che è stato uno dei confidenti più intimi di Allen negli ultimi trenta anni.
Il libro, che contiene materiali inediti, è dedicato a riflessioni e commenti del regista su tanti argomenti, dai suoi film al rapporto con Soon-Yi, alla sua ossessione per il jazz fino alla sua opinione di diversi attori.
E contiene anche ovviamente nuove ‘massime’, come questa:”Credo fermamente che quando sei morto, leggere il tuo nome su una strada non aiuta il tuo metabolismo.”
Via | Alphabet city

Amanti di Hemingway, rallegratevi: Cuba ha infatto deciso di affidare alla John Fitzgerald Kennedy Library di Boston la copia digitale di oltre tremila pagine manoscritte del vecchio Ernst.
L’atto è frutto di un accordo fra il governo cubano e quello statunitense, e la buona notizia è che si tratterebbe in gran parte di inediti, restaurati e digitalizzati, che si spera saranno presto resi noti al pubblico.

Un’altra biblioteca originale si aggiunge alla rassegna delle tante che vi abbiamo segnalato, da quella dei libri di cucina di Vicenza alla biblioteca dei libri salvati in Umbria, passando per il prestito interattivo a Firenze o la collezione di libri in miniatura in Spagna. Si chiama la Tana del bianconiglio ed è situata a Castelleone, in provincia di Cremona.
La sua particolarità: raccogliere testi mai pubblicati, i classici ‘romanzi nel cassetto’. Ce ne sono, leggo, già qualche decina a disposizione dei curiosi. I testi inediti si possono inviare alla biblioteca, in due copie, o in versione cartacea o via mail. Info su tanadelbianconiglio.wordpress.com.
Via | Il Giornale
Foto | Flickr
L’ultimo inedito di J.R.R. Tolkien, “I figli di Hurin”, pubblicato nell’aprile del 2007 aveva sollevato un gran polverone. L’opera infatti, non solo era inedita, ma non era stata neppure terminata dall’autore, era il classico libro incompiuto. In quella occasione il figlio di Tolkien, Chrstopher, ormai ultraottantenne, si era preso l’onore e l’onere di terminare l’opera paterna, scatenando così le ire suberbe di filologi e studiosi.
Ora che è passato più di un anno, Christopher Tolkien torna alla carica e tira fuori dal cappello un altro inedito del padre, “The Legend of Sigurd and Gudrun”, opera narrativa in versi, scritta negli anni venti e ispirata alla leggenda sassone dei Nibelunghi, che entro il prossimo maggio verrà pubblicata in Inghilterra dalla casa editrice HarperCollins, questa volta senza intrusioni di sorta, originale al 100%, per la pace dei filologi.
Ma il vero ostacolo al successo per questo ennesimo inedito tolkeniano non sarà il mondo della critica letteraria, nè quello della filologia, sarà il pubblico. Quel pubblico fidelizzato dalla potenza cinematografica della trilogia del “Signore degli anelli” di Peter Jackson, infatti, seppur pronto a mascherarsi, a truccarsi e ad inondare i cinema ad ogni prima, questa volta, alla lettura degli epici versi, ci scommetto, mancherà.
Volentieri segnalo questa bella iniziativa riservata a chi abita o ha abitato a Roma. In pratica, la casa editrice Memori scarl, con il patrocinio del Comune di Roma-Ufficio per la Memoria e con il patrocinio dell’Istituzione Biblioteche di Roma indice la prima edizione del Concorso “Diari romani” .
Come spiegato nel bando, “il concorso è riservato a scritti inediti e ha la finalità di reperire testimonianze personali legate alla città di Roma. I testi presentati dovranno essere strettamente autobiografici. Potranno partecipare con scritti della lunghezza massima di 15 mila (quindicimila) battute tutti i residenti a Roma, senza distinzione di sesso, religione, nazionalità o provenienza.
Saranno accettati i testi che perverranno all’organizzazione del concorso, in forma cartacea o via e-mail (presso la redazione di Memori – Via Ostiense 89 – 00154 Roma (farà fede la data del timbro postale), o via e-mail a: redazione@memori.it), dal 1° gennaio 2008 al 1° settembre 2008. I testi selezionati per la pubblicazione saranno resi noti ai rispettivi autori entro il mese di dicembre 2008. ph. mafaldablue@flickr.com