Sarà presentato in anteprima nazionale l’8 aprile a Sassari Il mare di mezzo al tempo dei respingimenti, l’ultimo libro del giornalista Gabriele Del Grande distribuito in libreria da Infinito Edizioni. Seppur la sua età anagrafica lo racchiuda in una fascia, quella dei minori di trent’anni, che in Italia è fortemente penalizzata, soprattutto nel mondo giornalistico, Gabriele Del Grande, classe ‘82, è riuscito negli ultimi anni a ritagliarsi uno spazio importante, oserei dire addirittura centrale e fondamentale, nel mondo, sempre più complesso, dei professionisti del giornalismo di inchiesta.
Del Grande infatti, oltre che giornalista e scrittore – già autore dell’interessante Mamadou va a morire – è fondatore e gestore di Fortress Europe, il più importante blog di informazione che si occupa di registrare e far sopravvivere nella memoria, le storie drammatiche e spesso tragiche dei migranti che affrontano il Mediterraneo per cercare di entrare nella Fortezza Europa.
Questo nuovo libro di Del Grande nasce dall’esperienza ormai pluriennale dei fenomeni migratori che interessano il “mare di mezzo”:
Tre anni di inchieste, un viaggio tra memoria e attualità che vi farà trattenere il fiato dalla prima all’ultima pagina. Una raccolta di testimonianze e storie che fanno la storia. La nostra storia. E quella di un Mediterraneo sempre più blindato dalla paura dell’altro.
Un libro sicuramente da leggere e da far leggere, per fare in modo che le storie di disperazione, morte e miseria che ora non riempiono le pagine dei nostri giornali e non ci riguardano, possano un giorno finalmente riguardarci, ed entrare “nella storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola sarà scritto che negli anni duemila morirono decine di migliaia di emigrati nei mari d’Italia. Mentre tutti fingevano di non vedere.”
Gabriele Del Grande
Il mare di mezzo al tempo dei respingimenti
Infinito Edizioni
euro 15
Sarà in edicola a partire dal mese di gennaio la nuova rivista prodotta dalla casa editrice Edizioni Centouno, dal titolo Il Reportage, un trimestrale di scrittura, giornalismo e fotografia che avrà come obiettivo quello di “riscoprire e dare spazio a una forma di giornalismo, spesso a cavallo con la letteratura, un po’ dimenticata o perlomeno sacrificata nei giornali di oggi.”
Un obiettivo senz’altro ammirabile: dare spazio a quel mondo di confine che sta tra la letteratura e il giornalismo, quella terra di mezzo che vede tra i suoi portabandiera alcuni dei nomi che affollano l’olimpo della grande letteratura: da Hemingway a Buzzati, da Kapuscinski a George Orwell, fino ad arrivare alle ultime file di questo bizzarro esercito, a quelli che dalle nostre parti hanno i nomi di Roberto Saviano o di Fabrizio Gatti, per fare solo qualche esempio.
Ma oltre al giornalismo di inchiesta e al fotogiornalismo questa nuova rivista, diretta da Riccardo De Gennaro, avrà anche uno spazio fisso dedicato al mondo della fiction tout court, un angolo che in questo primo numero ospiterà un racconto di Dario Voltolini. Insomma questa nuova arrivata sembra essere una rivista di assoluto interesse, vedremo nei prossimi mesi come se la caverà, ma intanto non possiamo che fare a De Gennaro e a tutta la redazione, i nostri migliori auguri.
Via | AGINews
Tra pochi giorni sarà in libreria, edito da Alberto Gaffi editore, “Crimina Romana” un saggio dell’avvocato penalista Gianluca Arrighi che, attraverso la ripresa di alcuni tra i casi di cronaca nera più significativi e memorabili del suo percorso professionale, tenta un’analisi il più possibile profonda del crimine in Italia. Passando dai casi più disparati, dagli errori giudiziari ai delitti di usura, Arrighi cerca di guardare il crimine a tutto spettro cercando così di coinvolgere il lettore nel complesso e sempre più indecifrabile mondo della giustizia italiana.
Il libro di Arrighi si pone così lungo quella strada, sempre più battuta dall’editoria italiana, che oscilla tra documento e finzione (anche se in questo caso la bilancia è decisamente pendente dalla parte del documento), di cui è un ottimo Senza Finzione, la nuova collana di Stampa Alternativa di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, e che vuole porsi come strumento utile al pubblico per comprendere meglio la realtà, una realtà, quella italiana, che ci sembra, anche e soprattutto grazie alla cattiva retorica telegiornalistica, scivolare sempre di più verso il baratro.
Verrà presentata domani a Roma “Senza Finzione”, la nuova collana di Stampa Alternativa dedicata espressamente alle inchieste giornalistiche “alla vecchia maniera”, scritte da “insider”, che dall’interno indagano e riferiscono: è un modo di di fare giornalismo che, da un po’ di tempo in Italia si è annacquato, se non perso completamente nella ricerca assatanata dello scoop, dello shock, nella ricerca dell’emozione a tutti i costi che è poi la cifra stilistica più rilevante del giornalismo alla Studio Aperto, per intenderci: tanta retorica e poca informazione.
Questa tendenza del giornalismo italiano verso il pathos e la retorica dei buoni sentimenti è probabilmente uno degli aspetti più subdoli della società dello spettacolo del nostro paese che, padrona incontrastata e incontrastabile sulle nostre coscienze, ormai è in grado di manovrarci completamente. Ed è contro tutto ciò che si scaglia questa nuova proposta di Stampa Alternativa, con i primi due titoli della collana “Senza finzione”: “Disonora il padre e la madre”, un’inchiesta sulla pedofilia di Alessandro Chiarelli e “Le tigri di Telecom” di Andrea Pompili, dedicato allo scandalo Telecom-Sismi.
Ben venga dunque questo tentativo di riportare il discorso giornalistico sui binari della realtà, ritornare a indagare “senza finzioni” e ricominciare scavare nel profondo dei problemi, piuttosto che cavalcarli in superficie come fossero onde da surf. In qualche modo sembra che si inizino a vedere dei germogli, là dove Roberto Saviano aveva piantato il seme di Gomorra…
Alessandro Chiarelli
Disonora il padre e la madre
Stampa alternativa
euro 14,00
Andrea Pompili
Le tigri di Telecom
Stampa Alternativa
euro 16,00