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Fantascienza Delos Books: ondata di ebook

pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

delos-books-ebook-fantascienza Chi ama la fantascienza e gli ebook sarà lieto di sapere che sono da poco disponibili 22 titoli Delos Books di narrativa fantascientifica breve (e media), precedentemente pubblicati in forma cartacea nell’ottima collana Odissea Fantascienza.

I libri sono raggruppati in 4 “categorie”: Grandi classici, Guerra e avventura, I migliori autori italiani, I premi Hugo.

I 22 bellissimi titoli sono:
Grandi classici
1. Paul Di Filippo, La Trilogia Steampunk: Vittoria
2. Tom Godwin, Gli esiliati di Ragnarok
3. Stanley G. Weinbaum, Un’odissea marziana
4. Mack Reynolds, Effetto valanga
5. Nancy Kress, Mendicanti in Spagna
Guerra e avventura
6. Cory Doctorow, Infoguerra
7. Charles Coleman Finlay, Prigioniero politico
8. Lois McMaster Bujold, Miles Vorkosigan. L’uomo del tempo
9. Charles Stross, Universo distorto
10. David Weber, Eric Flint, David Drake, Warmasters. I signori della guerra

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"Il torto del soldato" di Erri De Luca

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Il torto del soldatoUna figlia che si spoglia, letteralmente, assorbendo, fin nelle viscere, il peso del segreto assurdo e necessario, nel quale è nata. La protagonista de “Il torto del soldato” di Erri De Luca, mantiene una straordinaria distanza dalla storia che l’ha creata, dalla vicenda nera che perseguita quel genitore troppo vecchio e testardo per arrendersi. È proprio lei che lo segue, lei che lo preferisce alla madre, e lei che se ne prende cura. In una maniera silenziosa e quasi ascetica, ma non rassegnata, accoglie quel padre dal passato ingombrante e dagli oscuri misteri che lo perseguitano ovunque.

Sotto una copertina rossa e spessa, che nasconde pagine ruvide, sta la storia di una donna, e di due uomini. Di una giovane austriaca, di un criminale di guerra ossessionato dalle corrispondenze della kabbalà, e dello stesso Erri De Luca, incarnazione del ragazzo ischitano che le ha insegnato il nuoto sul pelo dell’acqua e l’arte del galleggiamento. Partita assurda di somiglianze asimmetriche, che si staglia sul limitare di uno scontro muto tra i ricordi dell’infanzia e la scoperta atroce della verità. Emet in yiddish, lingua disperatamente viva, custodita in un udito esacerbato e con l’odio della sopravvivenza iscritto dentro. Una novella tutt’altro che buona, incisa nell’ombra angosciosa della persecuzione e costantemente ritrovata, nel susseguirsi di segni e di passaggi evidenti, ossessione dello scrittore e dell’anima tormentata che lo fronteggia come “Il Nemico”.

Comunque definisse il suo servizio in guerra, comunque lo riducesse agli effetti di una sconfitta, per me restava certa e senza appello la sua colpa. Gli ho opposto la mia volontà di non volere alcuna spiegazione.
Se le cose stanno come dice lui, il torto del soldato è l’obbedienza.
Credo mi abbia frainteso per il resto della vita insieme. La mia cura per lui aveva bisogno del malinteso. Svelarlo ci avrebbe scagliato uno contro l’altra. Mia madre fu sua complice, oltre che compagna. Lo amò sapendo chi era, accettando clausole e conseguenze. Io ho accettato il posto di figlia senza patto di complicità. Se lo ha creduto un fatto e un punto fermo, è appunto il malinteso che ci ha permesso di vivere insieme.

Via | lafeltrinelli.it

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Amnesia, di Jean-Christophe Grangé

pubblicato da Giammarco Raponi

Jean-Christophe Grangé è tornato da poco in libreria con Amnesia, come sempre uscito per Garzanti. Romanzo (thriller) fiume, si direbbe a giudicare dal numero di pagine (756). In realtà, è una storia godibile nella lettura, che ti aggancia sin dalle prime battute. La storia, per l’appunto, scorre su vari binari che, a un certo punto della loro vita, si incontrano. Nessuno dei protagonisti ha avuto una esistenza facile, sono tutte persone (o personalità) la cui vita (vera o inventata che sia) ha lasciato ferite profonde.

Il punto di inzio è Bordeaux. Qui si è trasferito da non molto il dottor Mathias Freire, uno psichiatra, la cui unica ragione di vita è il proprio lavoro. Il dottor Freire presta servizio presso una clinica specializzata. Una notte arriva la chiamata della polizia che lo avverte di un nuovo arrivato.

Si tratta di un tipo grande e grosso, con un cappello e stivali da cowboy, con una busta di plastica in mano, il colosso sembra essere affetto da amnesia. Peccato che sia stato trovato in stato di shock con una chiave inglese in mano sporca di sangue. L’uomo non parla. Non può. O quantomeno sembra che non possa.

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Black Moon. L'ombra del cuore, di Keri Arthur. Penultimo appuntamento con Riley Jenson

pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

black-moon-l-ombra-del-cuore-arthur-newton Black Moon. L’ombra del cuore, di Keri Arthur, è l’ottavo volume della serie australiana urban fantasy per adulti sull’ibrida vampiro-mannara Riley Jenson (qui per una visione generale della saga).

Ancora una volta siamo alle prese con due vicende criminali che, come ormai d’abitudine, alla fine convergeranno. Riley, Guardiana del Dipartimento Razze Diverse di Melbourne, dovrà indagare sia su un caso che ha per vittime vampiri brutalmente decapitati, sia sull’omicidio, con cause della morte sconosciute, di alcune donne, apparentemente senza legami tra loro (oviamente non sarà così). Come al solito, i rischi per la salute di Riley non mancheranno, così come i momenti ricchi d’azione e dal ritmo sostenuto.

Sul piano sentimentale (attenzione, seguono spoiler per chi non è in pari con la serie), la rivelazione, avutasi nel libro precedente, Black Moon. Desiderio di sangue, che il freddo e rude sicario Kye Murphy è l’anima gemella della parte lupo di Riley creerà qualche problema alla vita di coppia - ormai in via di consolidamento - con il vampiro millenario Quinn. Riuscirà Riley a trovare un equlibrio tra l’irresistibile desiderio sessuale che prova per Kye e l’amore solido e tranquillo che sta cominciando a caratterizzare la sua relazione con Quinn? Si avrà l’avvio di un ménage à trois oppure qualcuno verrà eliminato dall’equazione?

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"Luce sugli oceani" di M.L. Stedman

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Lucy arriva dritta dall’oceano ed è luminosa come la speranza. L’imbarcazione che l’ha portata, ancora in fasce, tra le braccia di Tom, il guardiano del faro, e di sua moglie Isabel, è scampata miracolosamente alla furia delle acque, ma nessuno ha potuto svelare il mistero della piccola creatura che ospitava. Il nocchiero era già spirato al momento del burrascoso approdo, ed il piccolo tesoro nascosto nel caldo di un maglione, ignorava di certo le sue origini, e se anche non fosse esattamente così, non sarebbe certo stato capace di raccontare l’accaduto. I due solitari abitanti dell’isolotto avrebbero potuto, e forse anche dovuto, allertare le autorità competenti, ma il desiderio di colmare il vuoto lasciato da un figlio tanto atteso e morto da poco, la solitudine e le miracolose coincidenze dell’arrivo i Lucy, non tardarono a portarli a nascondere il segreto.

Ma il destino non concede deroghe, nonostante preghiere e piccoli sotterfugi i legami di sangue e la disperazione della vera madre non tarderanno a farsi sempre più presenti e le luci lasceranno il posto ad un inquietante esercito di ombre.

Quasi a voler fare ammenda, Janus Rock - così si chiamava l’isola - offriva un faro, il cui fascio di luce ammantava le acque rendendole sicure fino a trenta miglia di distanza. Ogni notte l’aria risuonava dell’incessante brusio della lanterna che girava, instancabile, sempre imparziale, senza biasimare le rocce né temere le onde, pronta a offrire la salvezza a chi ne aveva bisogno. Il pianto continuava. Si sentì in lontananza il rumore metallico della porta del faro e sul ballatoio della torre apparve l’alta figura di Tom che scrutava l’isola con il binocolo. - Una barca Izzy - gridò indicando la piccola baia. - Una barca sulla spiaggia! - Tom scomparve per riapparire subito a pianterreno. - Sembra che ci sia qualcuno! - urlò di nuovo. Isabel era ancora debole ma si affrettò a raggiungerlo, e lui la sostenne mentre percorrevano il ripido, consumato sentiero che portava alla spiaggetta.

Il libro della scrittrice M.L. Stedman, dal Salone di Francoforte, è arrivato a quello di Torino. La sua traduzione italiana, pubblicata da Garzanti, è stata infatti protagonista di alcune commuoventi letture pubbliche realizzate dall’attore Massimo Ghini.

Via | lalucesuglioceani.com

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Sacré Bleu, di Christopher Moore

pubblicato da Roberto Russo

Sacré Bleu, di Christopher MooreI motivi che ci spingono a leggere un libro piuttosto che un altro sono vari: siamo influenzati dal genere, dall’autore, dalle recensioni che abbiamo letto, dalla copertina, dal prezzo, dal gusto personale. E mille altre ragioni. Personalmente sono attratto da quei libri in cui l’autore (o l’autrice, sia chiaro) ci fa capire un po’ come ha costruito il testo stesso mostrandoci qualche cosa del suo mondo fatto di parole che poi troviamo sulla pagina del libro. È stato questo uno dei motivi che mi ha fatto apprezzare il romanzo Sacré Bleu di Christopher Moore.

Moore si lascia leggere e questo è un dato di fatto, soprattutto se ci si fa prendere la mano dal suo fine umorismo (un esempio al volo tratto da Sacré Bleu: si parla di san Dionigi, primo vescovo di Parigi, decapitato che “compì il suo ultimo miracolo canonico sollevando da terra la propria testa mozzata e portandola nel punto esatto in cui si trovava Lucien, guardando la sua città per un’ultima volta e pensando: Sapete cosa ci starebbe bene? Una grossa, scheletrica torre di ferro. Scusate, devo aver perso la testa. Ahi”). La storia che racconta in Sacré Blue è una rivisitazione della storia dell’arte della Parigi fin de siècle e dell’impressionismo: e anche questo ha il suo innegabile fascino. Ma ho amato questo libro soprattutto a partire dalla fine, dalla postfazione in cui Moore ci spiega come ha messo in piedi il romanzo, quali scelte ha fatto e perché le ha compiute. Poter entrare nella testa di un romanziere e capire perché ha optato per una o per l’altra descrizione per me è il massimo. Soprattutto se il titolo della prefazione è Ecco, ci hai rovinato anche l’arte:

Lo so cosa pensate: “Be’, Chris, tante grazie, ci hai rovinato anche la storia dell’arte”.
Prego. Piacere mio. All’inizio volevo soltanto scrivere un romanzo che parlasse del blu; non ricordo più neanche il perché. Quando parti da un’idea così vaga devi restringere in fretta il campo d’azione, per non fartela scappare via, perciò sin dall’inizio delle ricerche ho deciso di tralasciare grosse porzioni di storia e lasciare più spazio possibile all’invenzione.
Così, se fossi in voi, ciò che chiederei è: in tutta questa bolla blu, cosa c’è di vero? Com’è andata, in realtà?

Christopher Moore
Sacré Bleu
traduzione di Luca Fusari
Elliot, 2012
ISBN 978-88-6192-259-4
pp. 320, euro 18,50

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Salone del Libro di Torino 2012: gli “Alunni” del blog collettivo “Tutta colpa della Maestra”

pubblicato da Roberto Russo

Salone del Libro di Torino 2012: gli “Alunni” del blog collettivo “Tutta colpa della Maestra”

Stando ai dati ufficiali, al Salone del Libro di Torino di quest’anno c’è stato un boom di ingressi delle scuole “che hanno fatto registrare un incremento del 149,68% sull’anno scorso”. Ovviamente ci sono scolaresche e scolaresche. Una di queste – che ha risposto al nostro invito di inviarci le foto – è quella costituita da Tutta colpa della Maestra, blog collettivo “dove si possono trovare temi svolti da usare per esami di Stato, conversazioni deliranti, attese estenuanti, file a qualche sportello, tentativi di seduzione e perversioni varie”. Insieme alle foto questi studenti particolari ci hanno inviato le loro impressioni sul Salone:

Il Salone al solito è stato strepitoso e c’ha molto divertito ! Abitualmente noi Alunni dedichiamo più tempo a gironzolare tra i piccoli editori e all’Incubatore, dove si trovano idee e libri molto più interessanti e stimolanti che tra i grandi stand. Comunque, per dovere di cronaca siamo stati tutti bocciati ! Il prossimo anno ripeteremo l’esperienza! Unico appunto: vorremmo più panchine!

Eccovi la foto di questi Alunni che l’anno prossimo dovranno ripetere l’esperienza del Salone. Saranno promossi?

Intanto, se volete, inviateci vostre foto e impressioni sul Salone del Libro di Torino. L’indirizzo email a cui spedire tutto il materiale è suggerimenti@booksblog.it

Salone del Libro di Torino 2012: gli “Alunni” del blog collettivo “Tutta colpa della Maestra”Salone del Libro di Torino 2012: gli “Alunni” del blog collettivo “Tutta colpa della Maestra”Salone del Libro di Torino 2012: gli “Alunni” del blog collettivo “Tutta colpa della Maestra”Salone del Libro di Torino 2012: gli “Alunni” del blog collettivo “Tutta colpa della Maestra”

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La classifica degli eBook secondo Booksblog - settimana dal 7 al 13 maggio 2012

pubblicato da Roberto Russo

La classifica degli eBook secondo Booksblog - settimana dal 7 al 13 maggio 2012

Mini classifica degli editori all’interno della più ampia classifica settimanale dedicata agli eBook. Quali sono, dunque, gli editori che hanno venduto più eBook in questa settimana?

  1. Feltrinelli, Longanesi, Newton Compton – cinque titoli a testa
  2. Corriere della Sera – quattro titoli
  3. Narcissus Self Publishing – tre titoli
  4. Einaudi, Mondadori, Sperling&Kupfer – due titoli a testa
  5. Area51 Publishing, BUR, Codice, Fazi, Il male, La Repubblica, Nord, Seneca, Tre60, Zocalo Project – un titolo a testa

Gli eBook di queste case editrici che sono presenti nella classifica settimanale redatta secondo i criteri di Booksblog sono i seguenti:

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Carlos Fuentes: addio al grande scrittore messicano

pubblicato da Roberto Russo

Carlos FuentesCarlos Fuentes, uno degli scrittori più amati del Messico, è morto a 83 anni in un ospedale di Città del Messico. Se ne va, così, una delle icone della generazione del boom latinoamericano, uno degli scrittori fondamentali della letteratura ispanoamericana e tra i rappresentanti più autentici della narrativa messicana dei secoli XX e XXI.

Carlos Fuentes era nato a Panama l’11 novembre 1928, si era trasferito in Messico da adolescente e aveva studiato legge in Svizzera: forse questo suo peregrinare gli ha permesso di essere sempre un pensatore universale e un diligente narratore della realtà. La letteratura è stata la sua grande passione: fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso iniziò a pubblicare una vasta opera che egli stesso definì L’età del tempo composta da titoli divenuti celebri come Terra nostra, La morte di Artemio Cruz, Gli anni con Laura Diaz, con il quale nel 2004 ha vinto il Premio letterario Giuseppe Acerbi. A proposito di premi ricordiamo nel 1987 ha ottenuto il Cervantes, nel 1994 il Grinzane Cavour e nel 2009 la Gran Cruz de Isabel la Católica.

Noi di Booksblog lo ricordiamo un alcune sue riflessioni sulla morte tratte dal suo testo In questo io credo:

Le idee non si realizzano mai completamente. A volte si ritraggono, vanno in letargo come alcuni animali, aspettano il momento opportuno per riapparire. Il pensiero non muore. Misura il suo tempo. L’idea che prima sembrava morta adesso riappare. Lo spirito non muore. Si sposta. Si duplica. A volte supplisce e perfino supplica. Scompare, lo crediamo morto. Riappare. In realtà, lo spirito si annuncia in ogni parola che pronunciamo. Non c’è parola che non sia carica di ricordi e dimenticanze, venata di illusioni e fallimenti. Eppure, non c’è parola che non vinca la morte perché non c’è parola che non sia portatrice di un rinnovamento imminente. La parola lotta contro la morte perché è inseparabile da essa, la nasconde, la annuncia, la eredita… Non c’è parola che non sia portatrice di un’imminente risurrezione. Ogni parola che pronunciamo ne annuncia al contempo un’altra che non conosciamo perché l’abbiamo dimenticata e un’altra ancora che non conosciamo perché è ancora un desiderio. Lo stesso accade con i corpi, che sono materia. La materia contiene l’aura di quello che è stato prima e l’aura di quello che sarà dopo la sua scomparsa. Ecco perché viviamo un’epoca che è la nostra, ma siamo lo spettro di un’epoca passata e l’annuncio di un’epoca a venire. Non separiamoci da queste promesse della morte.

Foto | TMNews

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Salone del Libro di Torino 2012: riflessioni (in rete e non)

pubblicato da Roberto Russo

Salone del Libro di Torino 2012: riflessioni (in rete e non)La venticinquesima edizione del Salone del Libro di Torino si è chiusa. Stando al comunicato stampa finale l’edizione di quest’anno ha visto la “rivoluzione della piccola editoria”:

I piccoli editori sono da sempre una delle grandi ricchezze del Salone di Torino, perché offrono una grande varietà di titoli difficilmente reperibili altrove; esprimono la vivacità e la ricchezza creativa dei territori italiani; e al Salone riescono a proporre la loro produzione accanto ai big dell’editoria. Tuttavia patiscono più di ogni altro la congiuntura economica in termini di vendite; i costi di partecipazione al Salone; la minore capacità di proporsi con appeal ed eventi; la frammentazione e difficoltà a fare massa critica. Il Salone raccoglie con convinzione le loro istanze e dal 2013 intende rinnovare radicalmente le modalità della loro presenza a Torino.

Come per tutti gli eventi (grandi o piccoli) le impressioni sono diverse. Molti visitatori puntano il dito sul discorso “biglietto di ingresso”: è una nota dolente per tutti i festival letterari. Personalmente sono sempre stato dell’idea che sia meglio far pagare una sorta di “biglietto di uscita”: se hai comprato almeno un libro non paghi nulla, se non hai comprato libri paghi un biglietto.

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