Non potevamo certo lasciarvi a metà…e non soddisfare pienamente la curiosità di chi attendeva con impazienza di conoscere le altre “fortunate” elette dalla classifica delle più belle biblioteche universitarie secondo Flavorwire. Eccovi le dodici restanti. Escludendo i casi onnipresenti, come la Sorbona, Oxford, Berkeley e Harvard, certi nomi potrebbero apparire meno noti rispetto a quelli della prima parte, ma bisogna ammettere che si tratta di biblioteche dall’incantevole bellezza, che non ci esimono dalla delusione riguardo alla sola presenza italiana, per di più relegata alla ventesima posizione. Abbiamo pertanto deciso di rimediare “all’italica assenza” (o magrissima presenza) con la nostra personale classifica delle più belle biblioteche universitarie italiane. “Prossimamente su questi schermi”.
Via | flavorwire.com
De Il giocatore di scacchi di Maelzel ci siamo occupati quando abbiamo recensito il bel libro di Tom Standage dal titolo Il Turco. La vita e l’epoca del famoso automa giocatore di scacchi del Diciottesimo secolo. In appendice a questo testo, infatti, la Nutrimenti ha pubblicato l’articolo di Edgar Allan Poe – Il giocatore di scacchi di Maelzel, appunto – apparso sul Southern Literary Messenger nell’aprile del 1836. Ora le edizioni Mursia lo hanno pubblicato come libretto a se stante, con una veste grafica che valorizza molto il testo, nella collana IL PICCI one.
Come ricorderete Il giocatore di scacchi di Maelzel – o il Turco, come veniva anche chiamato, per via della foggia dell’abbigliamento – è stato un automa che dal 1770 al 1854 catalizzò l’attenzione su di sé perché era l’unico automa che, senza alcun trucco (o almeno alcun trucco visibile, ma non voglio svelarvi di più), riuscisse a sfidare gli esseri umani e, spesso, a vincere. Nelle varie esibizioni in tutto il mondo, l’automa giunse anche negli USA dove Edgar Allan Poe poté vederlo da vicino, studiarlo e quindi descriverlo in questo articolo.
Il valore del testo di Poe sta sia nella testimonianza storica che racchiude in sé, ma anche – e forse soprattutto – nel metodo analitico dello scrittore, che affronta la questione del giocatore di scacchi automatizzato da molti punti di vista, facendo un escursus su quanto fin ad allora era stato scritto e fornendo le sue interpretazioni, desunte in maniera rigorosa dall’osservazione e dallo studio. Un piccolo tesoro, questo di Edgar Allan Poe, che piacerà non solo agli amanti degli scacchi e ai fan di Poe, ma anche a quanti sono affascinati dal mondo dei misteri.
Edgar Allan Poe
Il giocatore di Scacchi di Maelzel
Mursia, 2012
ISBN 978-88-425-46495-9
pp. 80, euro 4,90

Continua il nostro viaggio nella classifica settimanale degli eBook più venduti in Italia: si tratta di dati non ufficiali, certo (in Italia ancora non esiste una classifica ufficiale per le vendite degli eBook), ma di una classifica stilata secondo alcuni criteri che, in ogni caso, ci permettono di farci un’idea sia di quali siano i gusti delle italiane e degli italiani per quel che riguarda la lettura digitale, sia di come si muova il mercato degli eBook. E visto che l’ISTAT ha deciso di inserire nel celebre paniere per il calcolo dell’inflazione anche i libri digitali, si tratta di dati da seguire con ancora più attenzione (e curiosità, se volete).
La classifica degli eBook di questa settimana vede al primo posto Roberto Saviano e il suo Super Santos, edito da Feltrinelli; il secondo posto va a Patricia Cornwell con Nebbia Rossa (Mondadori); il terzo gradino del podio vede un pari merito: La lettera sulla felicità di Epicuro (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri) e La luce che c’è dentro le persone di Banana Yoshimoto per Feltrinelli.
A dire il vero la classifica non presenta grandissime novità: sono quasi sempre gli stessi editori ed autori a fare saliscendi tra i vari gradini della nostra classifica. Qualche dato interessante, comunque, c’è: troviamo in classifica un instant book sulla tragedia della Concordia (Marco Imarisio - Fiorenza Sarzanini, Concordia, la vera storia, edita dal Corriere della Sera) come anche, qua e là, presenza di testi autopubblicati (L’Amazzone di San Giorgio di Max Dezzi che è ormai in classifica - su Amazon – da ben 64 giorni; Rossella Pulimeno, Tagliata da un vetro di sole e Alberto Pian, Crea un eBook impaginato e animato entrambi pubblicati con Narcissus Self Publishing).

Erano gli orfani e gli orfanotrofi, le strade costeggiate dai rivoli maleodoranti, i bassi nei quali la rivoluzione industriale non significava altro che sfruttamento, gli angoli marci di grida e di maltrattamenti. Era la Londra di Oliver Twist, la metropoli malfamata di Charles Dickens, che ritorna come un fantasma a due secoli dalla nascita del grande scrittore. Una ricorrenza strana, una specie di “ipotetico compleanno” del quale approfittare per “rispolverare” uno degli “scrittori sociali per eccellenza”, passato dalle atmosfere nostalgiche del Il circolo Pickwick alle oppressioni in fabbrica del forzato David Copperfield.
Dickens che ha svelato il vero volto dell’infanzia ottocentesca, sporca di solitudine e abbandonata a se stessa, una “stagione brevissima” fatta di malvagi apprendistati e di “aria avvelenata ” dal carbone, di povertà e di malattia, ma anche di improvvisi sprazzi di assistenzialismo. Il Dickens del vecchio e avaro Scrooge, dei fantasmi dei Natali passati, presenti e futuri, del fatalismo e del riscatto finale della piccola Dorrit. L’autore che ha saputo “scavarsi un solco” e raccogliere già in vita, i benefici del successo ottenuto dalle sue pubblicazioni a puntate, veri e propri “eventi letterari” attesi con impazienza.
I suoi libri hanno fatto parte del “corredo formativo” di parecchie generazioni, per “perdere leggermente di smalto” negli ultimi anni, pur restando innegabili crocevia di “Grandi Speranze”.
Poi guardai le stelle e pensai come doveva essere atroce per un uomo, mentre sta morendo di freddo, alzare gli occhi al cielo e non trovare in tutta quella miriade scintillante né aiuto né pietà.
Foto | angeltearsgroup6
Green, della tedesca Kerstin Gier, è il terzo e ultimo volume dell’apprezzata Trilogia delle Gemme, serie YA in crescendo che unisce time travel, urban fantasy, storia e romance e che, nel 2012, diventerà anche un film.
E siamo arrivati alla fine di questa popolare serie giovanile, abbastanza diversa dalla maggior parte di quelle attualmente in circolazione, incentrate su storie legate ad angeli, vampiri, licantropi, fate, streghe e quant’altro. Il time travel, infatti, non è molto frequente nell’urban fantasy YA (se eccettuiamo l’uso degli Annunziatori nell’angelica Fallen Saga o gli strani salti in Tempest di Julie Cross). In verità nemmeno in quello adult ci sono poi moltissimi esempi. Una “donna-saltatrice” che mi viene sicuramente in mente è la Cassie Palmer/Pitia di Karen Chance. Nel suo caso, però, la capacità di viaggiare nel tempo ha un’impostazione prettamente magica, nella Trilogia delle Gemme, invece, la predisposizione al time travel ha origini genetiche e viene tramandata, da secoli, in linea matrilineare o patrilineare, solo in due famiglie, la Montrose e la de Villiers (non che non mi aspetti che all’inizio di tutto possa esserci un incantesimo/maledizione, comunque… Anche se una spiegazione fantascientifica non mi dispiacerebbe, in verità. Ma dubito che si vada in quella direzione. Vedremo…).
Su Green i lettori adolescenti tedeschi, ma anche quelli spagnoli (i primi ad averlo in libreria, nonostante la nostrana Corbaccio sia stata velocissima nel portarci l’intera saga in meno di un anno), hanno espresso giudizi assolutamente positivi e, anche se alcuni di loro avrebbero gradito qualche pagina di approfondimento in più, quasi tutti si dichiarano decisamente soddisfatti (c’è chi definisce il libro “genialmente geniale”, fantastico, meraviglioso…); e questo sia sul versante (multi)romantico, sia dal punto di vista degli interrogativi nati nei due precedenti volumi, in primis: cosa vuole fare veramente l’inquietante Conte di Saint Germain con il sangue di tutti i dodici viaggiatori temporali disseminati nei secoli, finalmente raccolto nel cronografo? E soprattutto - come scopriamo nell’ultima pagina di Blue - per quale motivo la povera Gwen è destinata a morte certa, se Gideon non la salva? (Chi ha bisogno di un recap faccia un salto qui).
Continua a leggere: Green, di Kerstin Gier, si conclude la Trilogia delle Gemme

Ne abbiamo già parlato in un precedente post, non nascondendovi i dubbi riguardo all’orientamento “evidentemente anglofono” (abbastanza comprensibile peraltro vista la natura della fonte) della scelta. Ma per lasciare a voi il giudizio, eccovela qua la classifica completa della testata Flavorwire, della quale vi avevamo dato solo qualche golosa anticipazione.
continua…
Via | flavorwire.com

Che un libro sia il più venduto non vuol dire che sia anche il più letto, però è un segnale per valutare la penetrazione di quel titolo nella cultura e nella società. Qualcuno si è preso la briga di stilare la lista dei dieci libri più venduti di sempre. Ecco quindi l’elenco:
Di questi quante ne avete letti?
Via | SoloListas
Foto | Flickr
La terra delle caverne dipinte, di Jean M. Auel, è il sesto volume della spettacolare saga preistorica I figli della Terra, tra fantasia, ricostruzione storica, avventura di respiro epico e, per chi è interessato, anche amore. Una saga che ha accompagnato i lettori per lunghissimo tempo (il primo volume risale al 1980) e che, dopo un’attesa di 10 anni, arriva finalmente a conclusione.
Prima di proseguire, voglio segnalare che tutti i volumi della serie sono tuttora disponibili in edizione economica. Consiglio di cuore, quindi, a chi non si è mai avvicinato alla saga, di provare a leggere il primo, bellissimo volume, Ayla. Figlia della Terra. Sono passati molti anni dalla sua lettura, credo fossero gli anni ‘90, ed essendo assai più giovane ero sicuramente più suggestionabile… Eppure le emozioni che provai allora, le ricordo ancora oggi… Ma non si tratta certo solo di me. Il valore della saga, l’unica che abbia scritto l’americana Auel, moglie e madre di 5 figli, è attestato da svariate lauree ad honorem, dal titolo di Cavaliere delle Arti e delle Letterature di cui è stata insignita dal Ministro della Cultura francese e dai 45 milioni di libri venduti in tutto il mondo…
La storia della saga, caratterizzata, soprattutto nei volumi successivi al primo, da particolare accuratezza nelle ricostruzioni geofisiche e antropologiche, si ambienta nell’Europa di circa 30.000 anni fa, durante gli ultimi periodi di coesistenza dell’Uomo di Neanderthal, avviato all’estinzione, e dell’Homo sapiens, nella forma dell’Uomo di Cro-Magnon (che colonizzò l’Europa e altre zone). Essa prende avvio a nord del mar Nero, presso la grotta di un clan neanderthaliano che adotta una bambina Cro-Magnon rimasta orfana e si conclude nell’attuale Francia. Racconta la storia di quella bambina, poi donna, Ayla - disprezzata per la sua diversità dal clan adottivo, inconsapevolmente giunto alla fine della sua Storia - e del suo viaggio fisico, mentale (spettacolare la riproduzione - accattivantemente romanzata - della diversità del modo di pensare tra Neanderthal e Homo Sapiens), spirituale, emotivo e sentimentale, da sola e, poi, a fianco dell’amato Giondalar. Un viaggio epico, avventuroso e anche sensuale, simbolo del viaggio dell’uomo verso il suo stesso futuro. Futuro che Ayla, personaggio indimenticabile, incarna.


Forse vi sembrerà un po’ anacronistico, in tempi di tablet e di lettura digitale, parlare dell’esistenza del cosiddetto “profumo di biblioteca”. Non crediate che si tratti di uno sproloquio sul deodorante per ambienti alla moda, oppure di un elogio dell’ultima “eau de maison”. Parliamo di carta, amato supporto dal particolarissimo odore.
Ma le pagine non bastano, quella singolarissima fragranza che emana ogni biblioteca che si rispetti, è un misto di cuoio invecchiato, legno degli scaffali e prodotti per la sua cura, cartone e, ahimé, in certi casi anche plastica. Ma, i veri responsabili della particolarissima “fragranza da libro d’epoca” sembrano essere dei composti organici volatili liberati nell’aria proprio dalla disgregazione progressiva della cellulosa dai fogli, un processo cominciato alla metà del XIX secolo, con la sostituzione delle fibre di cotone con quelle di legno contenenti lignina, un polimero organico che emana un odore di vaniglia.
Ma l’affare va ben oltre “il piacevole effluvio” che nasconde il progressivo disfacimento degli amati tomi. Una decomposizione che passa per diverse fasi, e che affascina Lorena Gibson, chimico dell’Università scozzese di Strathclyde, responsabile del progetto denominato “Patrimonio degli odori”. Un interessante studio focalizzato sull’identificazione dello “stato di salute dei libri” a partire dal loro olezzo, “un’alchimia olfattiva” che difficilmente regnava nella biblioteca londinese di Holland House, bombardata nel settembre del 1940.
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Foto | bibliophage
Ogni giorno giungono notizie preoccupanti dalla Siria: dagli attentati all’incapacità degli organi preposti di risolvere in qualche modo la questione. Per noi che siamo lontani la situazione può apparire difficile da capire. È per questo che ho trovato molto utile il testo di Antonella Appiano Clandestina a Damasco. Cronache da un Paese sull’orlo della guerra civile, pubblicato da Castelvecchi nella collana RX che si occupa delle inchieste, delle denunce, dei protagonisti, delle notizie e dei fatti più caldi del momento.
La giornalista Antonella Appiano – esperta di Medio Oriente e Islam – ci offre uno spaccato di prima mano della situazione, perché per quattro mesi è riuscita a vivere nella Siria vietata ai giornalisti e a raccontare quello che avveniva. Scrive Amedeo Ricucci nella prefazione che la Appiano
di un avvenimento complesso come la crisi siriana di oggi ci offre un resoconto straordinario, puntuale ed emozionante. Da inviata vera. Secondo me proprio perché ha mangiato polvere per quattro mesi, nei vicoli di Damasco e nei villaggi della Siria profonda, senza risparmiarci […] Antonella Appiano è riuscita a eludere con grande abilità il divieto [di ingresso in Siria di giornalisti stranieri, ndr]. Rischiando tutti i giorni, costringendosi a cambiare spesso identità e facendo poi i salti mortali pur di poter testimoniare quanto stava succedendo, davanti ai suoi occhi, senza mettere in pericolo quanti la stavano aiutando.
Continua a leggere: Clandestina a Damasco, di Antonella Appiano