Il mistero del talismano perduto, di Karen Marie Moning, è il secondo volume della nota serie urban fantasy per adulti Fever che, prossimamente, arriverà anche al cinema.
A chi ha amato Il segreto del libro proibito farà piacere sapere che Leggereditore pubblicherà Il mistero del talismano perduto già il 23 febbraio, a meno di una mese dal primo volume.
Io, in tutta onestà - a differenza di molte altre lettrici - avendo trovato il primo volume un po’ monotono e con una mitologia celtica poco “sfruttata” rispetto al suo potenziale, ho sospeso il giudizio sulla serie fino alla lettura del secondo volume, augurandomi che possa farmi amare Fever come tantissime lettrici del mondo già fanno. D’altronde, lo sappiamo, il primo volume è, spesso, un saggiare il terreno, un introdurre gli elementi in gioco; a volte il risultato può essere esplosivo, a volte meno. Per ora, per quanto mi riguarda, è prevalso il “meno”. Ma sono prontissima a ricredermi, anche perchè lo stile dell’autrice è senz’altro accattivante. Ma andiamo a vedere di cosa parla Il mistero del talismano perduto.
Roberto Saviano torna in vetta alla classifica degli eBook più venduti con il suo Super Santos, edito da Feltrinelli. Al secondo posto abbiamo subito una new entry: I signori del rating di Paolo Gila e Mario Miscali pubblicato da Bollati Boringhieri e al terzo gradino del podio troviamo Nebbia Rossa di Patricia Cornwell per Mondadori.
Fin dai primi tre libri della nostra classifica settimanale degli eBook si notano i gusti dei lettori di libri digitali: un’alternanza tra narrativa e saggistica, con un occhio particolare per l’attualità e l’economia. Prova di questo interesse è, per esempio, il libro di Elido Fazi dal titolo La Terza Guerra Mondiale? La verità sulle banche, Monti e l’Euro che, pur occupando il quinto posto della classifica, è presente in quattro store (IBS, BookRepublic, UltimaBooks e Amazon).
Continuando nella classifica quest’alternanza tra narrativa e saggistica continua: al quarto posto, infatti, figura Il segreto del tredicesimo apostolo di Richard e Rachael Heller per Newton Compton; al quinto il summenzionato testo di Fazi; al sesto una varietà di titoli che confermano ancora una volta tale tendenza (Amy Bratley e Andrea Camilleri, ma anche Luigi Giussani e il testo su Steve Jobs del Corriere).
L’angelo della notte. Oltre le tenebre, di Brent Weeks, è il terzo e ultimo libro dell’appassionante serie fantasy che ha dato notorietà all’autore americano. E’ il seguito de La via delle tenebre, l’esordio di Weeks, e Il tempo delle tenebre.
Dopo il volume di formazione, quello del rifiuto del proprio destino, Kylar, ora, non può che accettare definitivamente ciò che è divenuto: l’immortale Angelo della Notte. Ben altro rispetto al perfetto sicario che credeva di diventare seguendo gli insegnamenti del maestro Durzo Blint (gran bel colpo di scena il finale dell’ultimo libro! In verità ci speravo, come spero in un’analoga “situazione” anche per Jarl…).
Il cammino che Kylar ha davanti è, però, complesso. Non dimentichiamo che Khali non è stata sconfitta e i Ceuriani hanno intenzioni altamente bellicose. Inoltre Cenaria è ridotta ai minimi termini (chi ha bisogno di un recap si rechi qui). E anche se Logan è pronto a diventare uno splendido re (altro che Terah Graesin…), c’è bisogno di Kylar per sistemare molte questioni rimaste in sospeso. Servirebbe anche Jarl, per equilibrare il criminale Sa’kagè e renderlo cooperante, in qualche modo, con la Corona. E’ per questo motivo - in verità, non solo - che spero in un… colpo di scena. Logan e Jarl riuscirebbero a dare speranza e forza ai rispettivi mondi in modo eroico e sono certa che i ponti che Jarl vorrebbe gettare oltre il fiume, fisici e metaforici, verso i Cunicoli, da Logan verrebbero accolti e sostenuti. Il giovane uomo ha già dimostrato di essere un re con una visione e con un grande senso della realtà. L’abbiamo visto nella bellissima scena in cui ha ridato onore e dignità a tutte le “prostitute di guerra” istituendo per loro un ordine pseudo-cavalleresco.

Se David Foster Wallace, la sera del 12 settembre del 2008, non si fosse fatto trovare nella posa dell’impiccato dalla moglie Karen Green, oggi avrebbe compiuto 50 anni. Chi era David Foster Wallace? Per qualcuno era un genio assoluto, uno dei più influenti scrittori della sua generazione, una stella letteraria di prima grandezza che si è consumata troppo presto. Per altri era l’oggetto di una grossa operazione di sopravvalutazione, uno scrittore saccente e spocchioso.
La mia opinione personale è che David Foster Wallace fosse prima di tutto un uomo di statura intellettuale gigantesca, capace di formulare alcune delle migliori intuizioni che abbia mai letto su questa nostra decadente società dello spettacolo. Spesso queste intuizioni riusciva a mescolarle con la giusta dose di sarcasmo e di amaro umorismo, aggiungendovi una lingua scoppiettante e trame pazzesche, creando momenti di altissima letteratura.
L’unica malattia di cui ho l’impressione soffrisse la prosa di David Foster Wallace era una sorta di incontinenza, ovvero una scarsa capacità di autocontrollo, di contenimento delle trame della propria scrittura, un’incontinenza che in qualche caso può arrivare a spingere il lettore a fare a pugni con il libro che sta leggendo - a me è successo con Infinite Jest, per esempio, libro mai finito, ma anche in alcuni punti de La scopa del sistema.
Continua a leggere: #DFW50, ovvero in memoria di un grande scrittore morto troppo presto
Quando si dice una passione di famiglia…Monsieur Pinault è un distinto signore di ottantatré anni che tra i libri ci è letteralmente nato. L’attività di famiglia è una libreria al numero 36 di Rue Bonaparte, nel cuore più suggestivo di Saint-Germain-des-Prés. Un posto magico pieno di libri antichi e oggetti affascinanti, del quale suo padre si è occupato direttamente fino a tarda età.
Ma “Pinault Junior” aveva anche un altro grande interesse: le lettere autografe di grandi personaggi storici e la sorte ha voluto che, qualche decennio fa, giusto di fronte all’esercizio, si trasferisse Monsieur Lambert, professionista delle missive storiche. E mai caso fu più propizio, il giovane Jaques - Henri cominciò come aiutante per poi acquistare la boutique, che gestisce ancora oggi, all’inizio della pensione del precedente proprietario.
Le librerie Pinault si sono quindi sdoppiate, occupano attualmente i numeri 36 e 27 della stessa strada e sono diventate una “vera e propria mecca” per curiosi, entusiasti abitué e turisti, che non mancano di “gettar l’occhio” tra gli scaffali. Nella prima sede troverete un altro membro della famiglia, Madame Pinault, moglie di Jaques - Henri che, sposati in pieno gli interessi del marito, ha saputo aggiungere un irresistibile tocco romantico.

È stato presentato ufficialmente settimana scorsa kLit, il primo festival italiano dedicato completamente al mondo dei blog letterari, una realtà in crescita esponenziale sia come potenza di fuoco - sono sempre di più -che come peso - sono sempre più seguiti e rispettati dagli addetti ai lavori.
Il festival, ideato da Morgan Palmas di Sul Romanzo e organizzato dall’associazione culturale Kleure, si svolgerà tra il 7 e l’8 luglio di quest’anno a Thiene, in provincia di Vicenza. Nel corso del weekend, a dimostrare l’interesse crescente verso il mondo dei LitBlog, sono attesi quasi duecento blogger, nonché migliaia di persone provenienti da tutta Italia.
Come già vi avevamo accennato qualche mese fa, tra gli invitati di prim’ordine c’è anche Booksblog, e di questo dobbiamo ringraziare voi che ci seguite ogni giorno. Per restare aggiornati sul programma e su tutte le altre info tenete d’occhio il sito ufficiale, e, soprattutto, continuate a leggerci!
Il bacio eterno dell’oscurità, di Jeaniene Frost, è il secondo volume della serie spin-off, o meglio, della “side series” Night Huntress World, più orientata al paranormal romance e incentrata sui personaggi secondari della nota serie madre, Night Huntress aka Cat & Bones.
L’apprezzato Il bacio eterno dell’oscurità che, insieme al volume precedente, Crepuscolo Cremisi, è stato opportunamente pubblicato da Fanucci (che ha accolto le richieste delle lettrici) prima del quinto romanzo della serie principale, Le ombre della notte, andrebbe letto seguendo, appunto, l’ordine di pubblicazione, quello, cioè, indicato da Jeaniene Frost (vedi schemi sottostanti).
Su quale personaggio “secondario” s’incentra Il bacio eterno dell’oscurità, che vedrà comparire anche i protagonisti e altri comprimari della serie principale? Sul misterioso Mencheres.
Sommo giubilo per tutti gli appassionati italiani delle storie barcellonesi di Carlos Ruiz Zafón, basterà attendere solo qualche giorno, per poter stringere tra le mani il terzo capitolo della famosa tetralogia, iniziata nel 2001 con “L’ombra del vento“. “Il prigioniero del cielo”, questo il titolo tradotto del penultimo testo della grande avventura, che dovrebbe essere disponibile in libreria a partire dalla fine del mese. Per chi avesse voglia di anticipare i tempi, ecco le 33 pagine di anteprima in lingua originale.
Il protagonista sembra essere ancora Daniel Sempere. A dodici anni dal debutto del primo romanzo, il ragazzino innamorato del cimitero dei libri perduti è ormai cresciuto e farà di tutto per salvare la libreria di famiglia dal fallimento. Ma si tratta unicamente della prima parte della storia. Poi entrerà in scena Fermín Romero de Torres, amico di sempre, prezioso aiutante e confidente dall’oscuro passato legato agli ultimi anni della guerra civile e alla misteriosa fortezza del Montjuïc. E’ indirizzato proprio a lui, lo strano messaggio nascosto nella preziosa edizione del “Conte di Montecristo”, acquistata da un cliente “dall’aria rapace e calcolatrice”:
Per Fermin Romero de Torres, che è riemerso tra i morti e ha la chiave del futuro.
13
Video da canal Carlos Ruiz Zafon
Via | finzionimagazine.it
Corruptio optimi pessima. Se è vero che, grazie alla corruzione, ciò che era ottimo diventa pessimo è anche vero che è ancora peggiore se i due aspetti convivono in una stessa persona che ad alcuni si mostra ottima e ad altri pessima. È un po’ questa la scoperta che fa il protagonista del racconto Lo scacciadiavolo di Nikolàj Leskòv (1831-1895) pubblicato da poco da Mursia in un agile testo a sé stante nella collana IL PICCI one.
La storia inizia quando una madre invia suo figlio dallo zio perché lo aiuti nella vita studentesca a Mosca. Del resto questo zio è un “uomo timorato di Dio” con “un certo peso a Mosca” tanto che “è ricevuto anche dal governatore generale e dal metropolita: tutte credenziali che fanno ben sperare che il santo esempio dello zio gioverà al nipote. Solo che l’ignaro ragazzo si troverà dinanzi a una situazione veramente grottesca: lo zio si è ricco, lo zio si è rispettato ma è anche rotto al vizio e capace di cedere con la più grande facilità alle tentazioni. Salvo, poi, recarsi presso il monastero della Madonna “Tutta esaltata” e lì chiedere perdono, dopo aver fatto una generosa donazione alle monache che, naturalmente, considerano il vegliardo un benefattore stimatissimo.
Leskòv racconta, così, con rapide pennellate l’ipocrisia che può celarsi dietro agli atteggiamenti degli uomini pii. Ed è un ottimo esercizio anche per noi lettori per metterci in guardia non solo da chi si presenta come pio e onorato da tutti, ma anche da chi gode del favore da parte dell’opinione pubblica. Leskòv pare dirci di stare sempre con gli occhi aperti perché, in fin dei conti, nessuno di noi sa chi veramente sia l’altro.
Nicolàj Leskòv
Lo scacciadiavolo
traduzione di Ettore Lo Gatto
Mursia, 2012
pp. 56, euro 3,90
“Gli altri passeggeri sono come lui, ma diversi da lui. Perché loro, tutti i giorni, vanno alla stessa ora nello stesso posto, non devono conquistare nulla, non devono sperare nulla per l’anno prossimo, i loro diritti sono garantiti, nessuno li smuove più di lì, e allora i loro pensieri vanno al lunedì, che è il giorno più brutto, e al venerdì che è il più bello.”
Adàm, protagonista di questo Bar Atlantic (Marcos y Marcos) di Bruno Osimo (che mi era già piaciuto in Dizionario affettivo della lingua ebraica) insegna letteratura ebraica, presso il corso di laurea “Culture e definizioni per la società avanzata civile (CULDESAC)”, ha trentacinque anni, in Italia da sette”, vive con la moglie, commercialista, Ada (che lui chiama Hahva, e la corrispondenza Adamo-Eva salta chiaramente all’occhio).
In realtà lui si definisce piuttosto “un casalingo peripatetico, che passa in casa in realtà un
numero di ore non particolarmente cospicuo e, per il resto, viaggia parecchio. Un casalingo inquieto, che quando viaggia lo fa per tenersi in allenamento a spostarsi, a trasferirsi, e quando sta in casa, in cucina, lo fa per darsi l’illusione di avere una casa, di avere una patria, e quando cucina la fesa trifolata lo fa per illudersi di avere dei genitori, anche se raccogliticci, d’accatto, di seconda mano, che gli trasmettono una tradizione di famiglia che lui, nato in un kibùtz, non ha”.
Continua a leggere: Anteprima Booksblog. Bar Atlantic, di Bruno Osimo