Il Mulino ha da poco mandato in libreria un interessantissimo saggio di Marzio Barbagli, Gianpiero Dalla Zuanna e Franco Garelli dal titolo La sessualità degli italiani.
Dopo aver condotto, ciascuno per proprio conto, ricerche sulla sessualità di alcuni segmenti della popolazione italiana, abbiamo deciso di unire le nostre forze per ottenere quel quadro accurato che ancora manca e abbiamo svolto tre indagini, con metodi e tecniche diverse, su grandi campioni della popolazione fra i 18 e i 70 anni. Presentiamo in questo libro i risultati delle nostre ricerche.
Il saggio è un viaggio ben documentato e ricco di dati nella sessualità degli italiani in tutte le sue forme: si parte dalla prima volta, si passa attraverso la frequenza dei rapporti sessuali, la vita di coppia, il rapporto tra sessualità e contraccezione, i vari approcci al sesso, l’omosessualità, il sesso come fonte di piacere, differenze ed uguaglianze tra la sessualità maschile e quella femminile e, per finire, il rapporto tra religione e sessualità. In merito al significato attribuito al sesso in Italia, gli autori individuano quattro principali orientamenti:
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La sindone di Gesù Nazareno (questo il titolo del libro di Barbara Frale edito da Il Mulino), oggetto di indagini sempre più sofisticate e minuziose, rivela particolari una volta inimmaginabili sulla vita e sulla morte dell’uomo in essa impresso. Morte di croce straziante e infamante a cui venivano condannati i nemici di Roma. Eppure già dalla riflessione sulla pena comminata all’uomo della sindone emergono aspetti contraddittori e di grande interesse. Perché, ad esempio, a un criminale, nemico di Roma e, molto verosimilmente di Gerusalemme, è stato tributato, in morte, tanto riguardo quando il suo corpo avrebbe dovuto trascorrere secondo le consuetudini del tempo dodici mesi in una sepoltura comune affinché la carne, impura, liberasse le ossa che, tornate pure, potevano essere restituite con rispetto alla famiglia? Il “riguardo” è rappresentato proprio dal telo di lino. Un oggetto di grande pregio riservato solo alla realizzazione delle tuniche dei sacerdoti per il giorno dell’Espiazione.
In questo suo ultimo studio – molto ben curato anche dal punto di vista grafico, con una preziosa appendice fotografica – Barbara Frale propone e mette nella prospettiva idonea le scoperte che sono emerse dall’uso di mezzi di altissima tecnologia applicate a quella che possiamo considerare la più famosa fra le reliquie. Chi era, dunque, Yeshua Nazarani? Una risposta definitiva non è ancora disponibile e forse non è ipotizzabile e l’obiettivo dell’autrice non è quello di additare soluzioni, quanto piuttosto di presentare lo stato degli studi corredandolo di intuizioni avvincenti.
Barbara Frale, ufficiale dell’Archivio Segreto Vaticano, studiosa delle Crociate e dei Templari, ha al suo attivo numerose pubblicazioni di pregio fra le quali ricordiamo I Templari (Il Mulino), un autentico best seller e un volume fondamentale per gli appassionati.
Barbara Frale
La sindone di Gesù Nazareno
Il Mulino, 2009
pp. 375, euro 28
Vi consiglio la lettura di questo saggetto veramente gustoso, ‘Allegro ma non troppo’, di Carlo M. Cipolla (Mulino) che raccoglie in realtà due dissertazioni ironiche dalla prima all’ultima parola. La prima interpreta tutta la storia dall’Impero romano alla fine del Medioevo in funzione di tre prodotti: il pepe, il vino e la lana.
La seconda invece è un delizioso trattatello sulle leggi fondamentali della stupidità umana, secondo le quali sono gli stupidi, persone che recano danno agli altri e contemporaneamente anche a se stessi, non riuscendo a prevedere le conseguenze delle sue azioni.
Il primo trattato invece ci informa su alcune ‘chicche’ note agli storici. Come il fatto che la crisi dell’Impero romano è riconducibile al fatto che ad esempio nelle acque che arrivavano sulle tavole degli antichi romani c’erano residui di piombo (che rende sterili) e alla scarsità di rifornimenti di pepe (noto afrodisiaco).
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Finalmente, dopo oltre tre mesi di voci di corridoio, di passi indietro e di incertezze, la trattativa tra la storica casa editrice bolognese Il Mulino e la casa editrice romana si è conclusa con l’acquisizione da parte del Mulino del 60% della Carocci.
L’obiettivo del Mulino è chiaro, diventare il punto di riferimento assoluto nel campo dell’editoria universitaria e questa ultima acquisizione fa sicuramente fare un passo in avanti decisivo alla casa editrice bolognese.
La Carocci infatti detiene una grossa fetta di mercato in ambito universitario, e lo sanno bene tutti coloro che come me frequentano ancora gli atenei italiani e si ritrovano spesso a comprare i saggi Carocci per moltissimi esami.
Via | Primaonline

C’è una voce che sta girando da qualche giorno negli ambienti editoriale che darebbe per quasi conclusa l’acquisizione da parte della casa editrice Il Mulino, storica casa editrice bolognese fondata nel 1954 specializzata in saggistica, di una delle più attive e prolifiche case editrici di saggi e studi universitari, la Carocci Editore.
Il catalogo della Carocci, che conta più di 4000 titoli è sicuramente uno dei più ricchi del panorama editoriale scolastico, almeno per quanto riguarda l’editoria universitaria e specialistica, e la sua acquisizione sarebbe per l’editrice bolognese un straordinario colpo di mercato che la porterebbe ai vertici del mercato editoriale scolastico.
Vedremo nei prossimi giorni se il gruppo bolognese, che qualche tempo fa aveva annunciato il restyling della rivista Il Mulino, alla cui redazione spetta il merito, negli anni 50, di aver creato l’importante casa editrice, saprà concludere questa importante trattativa.
Via | Primaonline