“Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Andrea Camilleri portano sfiga, per un un po’ dovremmo smettere di leggerli” ad affermarlo è stato l’assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino, economista e professore dell’università di Messina, che ieri agli stati generali dell’autonomia a Siracusa ha tirato una riga rossa virtuale su tre dei più grandi scrittori siciliani dell’ultimo secolo.
“Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa, abbiamo bisogno di ottimismo” così Centorrino ha giustificato la sua terribile uscita, mettendo in mezzo l’ottimismo, dote che, a sua parere, viene messa in un angolo se si perde tempo a leggere libri come Il giorno della civetta, Il gattopardo o le avventure del commissario Montalbano.
Voi cosa ne pensate? Alla Sicilia servirebbe di più una bella dose di ottimismo e il sorriso sulla faccia, come vorrebbe Centorrino, o una altrettanto forte dose di consapevolezza e di comprensione dei mali che porta in seno, come vorrebbero probabilmente Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Camilleri, una consapevolezza e comprensione che potrebbero alimentare, magari, qualche cambiamento in una terra dove chi governa lavora da sempre contro i cambiamenti?
Un aggiornamento: dalle pagine della Stampa la risposta di Andrea Camilleri, ultimo superstite fra i tre scrittori chiamati in causa da Centorrino.
Via | LiveSicilia.it
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Il 20 novembre ricorre il ventesimo anniversario della morte di Leonardo Sciascia, gigante di una tradizione letteraria - quella siciliana - a cui, in questi tempi di regionalismo identitario, va riconosciuto un peso senza pari nella storia della cultura europea.
El Aleph, rivista di letteratura e cultura contemporanea che annovera tra i collaboratori anche il booksblogger Andrea Coccia, è uno dei pochissimi periodici specializzati che dedicherà un numero monografico al vate di Racalmuto. Particolarmente interessante, nel menù allestito da El Aleph, si prospetta il saggio dello scrittore siciliano Matteo Collura, già biografo di Sciascia e suo amico personale.
Nel constatare che, con ogni probabilità, un intellettuale scomodo come Sciascia non verrà generalmente celebrato a 20 anni dalla morte più di quanto non sia stato celebrato in vita (cioè molto poco), sembra giusto segnalare la meritoria iniziativa di El Aleph. Stampata in 500 copie, la rivista sarà disponibile dal 20 novempre in spedizione postale. Maggiori informazioni sul sito ufficiale e sulla pagina Facebook.