Alla fine è stata una battaglia all’ultimo voto, e proprio di un solo voto p stata la differenza tra il primo e il secondo classificato del Premio Strega 2009, tra Tiziano Scarpa, vincitore con il suo Stabat Mater con 119 voti, e Antonio Scurati, arrivato con il romanzo Il bambino che sognava la fine del mondo a 118 preferenze.
Il premio Strega dunque, ritenuto il premio più importante del panorama editoriale italiano, va dunque allo scrittore veneziano, voce indiscutibilmente originale del panorama letterario italiano, tra gli animatori del gruppo del Primo Amore, blog che è per molti un punto di riferimento alternativo alla letteratura main stream, ma che è anche un interessante rivista.
Personalmente sono molto felice di questo risultato, che a mio parere premia un autore veramente valido, un uomo serio, capace e impegnato che grazie a questo premio ha ora l’occasione di arrivare ad un pubblico molto vasto e che ne sono sicuro, saprà utilizzare questa sua conquistata fama per veicolare quello sguardo critico e profondamente intelligente sulla realtà che ci circonda che da è la sua cifra più importante.
Via | Repubblica
Sono stati resi noti nella serata di ieri, dopo la riunione e la votazione dei 400 Amici della domenica di casa Bellonci, i nomi dei cinque finalisti del Premio Strega 2009, l’ultima scrematura prima del voto finale che concluderà la manifestazione, previsto per il 2 Luglio a Villa Giulia.
I risultati del voto hanno premiato, devo dire un po’ inaspettatamente, Tiziano Scarpa con il suo Stabat Mater pubblicato da Einaudi con 59 voti, mentre quello che a detta di tutti avrebbe dovuto essere il favorito, vale a dire Antonio Scurati con Il bambino che sognava la fine del mondo di Rizzoli, si è piazzato solo quarto, con 40 voti.
Secondo e terza sono rispettivamente Massimo Lugli, con L’istinto del lupo (Newton compton, 45 voti) e Cesarina Vighy, con L’ultima estate (Fazi, 42 voti). Chiude la cinquina Andrea Vitale con Almeno il cappello pubblicato da Garzanti, con 35 voti. Ora la sfida continua, chi sarà tra questi cinque ad averla vinta? Ovviamente, rispetto a qualche giorno fa le quote andrebbero aggiornate e, con mia personale felicità, in questo momento premierebbero Tiziano Scarpa…
Via | AgiNews
Ancora un premio letterario sotto i riflettori. Dopo il caos scatenato dall’arresto di Giuliano Soria e il conseguente annullamento del Grinzane Cavour, ora tocca al Premio Strega, forse il più celebre del panorama culturale italiano, fondato nel 1947 dai coniugi Bellonci. Fortunatamente però, nessuna bufera si è ancora scatenata sullo Strega.
E’ semplicemente un giro di vite, quello annunciato da Tullio De Mauro, presidente della fondazione Bellonci che presiede il Premio, riguardante un meccanismo di votazione riservato alle case editrici che non assicurava più trasparenza e regolarità alle operazioni di voto. Fino ad oggi, infatti, alle case editrici era permesso consegnare pacchetti di schede già votate e conseganrle semplicemente alla giuria.
L’annuncio di De Mauro è sicuramente un segnale positivo per lo Strega, che aveva sempre pagato la fama di essere molto legato alle volontà delle case editrici, rischiando di fare una brutta fine. Ma l’annuncio potrebbe anche essere legato al fatto che già circolano i nomi dei probabili vincitori dell’edizione di quest’anno, o Daniele Del Giudice con con ”Orizzonte mobile” o Antonio Scurati con ”Il bambino che sognava la fine del mondo”. Tra poco più di due mesi vedremo chi aveva ragione.
Via | Adnkronos
Esce per Bompiani tra poco più di un mese, esattamente il 18 marzo, “Il bambino che sognava la fine del mondo” il nuovo libro di Antonio Scurati, uno dei più quotati tra i narratori contemporanei che, in questo suo nuovo romanzo muove una forte critica al mondo dell’informazione, al mondo dei media assetati di notizie, di scoop e di paura.
Antonio Scurati il mondo dei media lo conosce molto bene, professore e ricercatore all’università di Bergamo, insegna proprio “Teorie e tecniche del linguaggio televisivo”, non è dunque un caso che abbia scelto proprio la televisione come fulcro della sua narrazione e come obiettivo del suo attacco. Perché a quanto pare dalle voci che circolano, quest’ultimo libro dell’autore napoletano sembra proprio essere un attacco, duro e diretto, una vera e propria denuncia del sistema mediatico che si nutre di paure e angosce cavalcando il nostro terrore.
Potenzialmente dunque un libro da leggere e da meditare, in ogni caso, sembra, un’occasione per riflettere su tutto ciò che ci viene quotidianamente sparato nel cervello, notizie che ormai di vero hanno solo qualche immagine (non tutte perchè la maggior parte sono di repertorio), notizie completamente stravolte da quella retorica dei buoni sentimenti che dovrebbe disgustarci, ma che evidentemente non siamo più in grado neppure di percepire, notizie che mirano a terrorizzarci, a chiuderci in casa, ad odiare qualsiasi cosa che non riconosciamo familiare, notizie che prima o poi, si spera, ci stancheremo di stare a sentire.
Foto | Flickr