Ci ha piacevolmente stupito con il suo ‘Le avventure di una Kitty addicted’, dedicato a tutte coloro che amano la gattina Sanrio, e abbiamo deciso di farle qualche domanda su come sia arrivata a pubblicare un libro. Eliselle infatti, ai suoi esordi, ha anche puntato sul mondo dei blog (nella foto, la schermata del suo).
Ho letto che hai iniziato scrivendo un blog: come sei arrivata al tuo editore? Mi piacerebbe che ci raccontassi un po’ la tua storia di scrittrice esordiente.
“Il blog è arrivato dopo le prime pubblicazioni di racconti su diversi portali web. Mi è servito in una fase iniziale per confrontarmi con chi mi leggeva e per capire dove e come potevo migliorare il mio modo di scrivere, poi ho preferito altre forme di comunicazione, sito personale e portali web in primis. In cinque anni sono passata attraverso diversi editori, pubblicando diversi generi di romanzi, e posso dire che la mia è decisamente un’esperienza fatta sul campo, con una crescita graduale. Avendo fatto da sola, con le mie sole forze, mi ritengo abbastanza soddisfatta del risultato”.
Fra le lettrici di Booksblog ce ne sono tantissime che amano scrivere, e aprono dei blog in cui riversare le loro storie. Quali sono i metodi che consiglieresti loro per farsi notare? Esempio: inondare di richieste di amicizia ad altri blogger oppure pubblicizzarsi (anche a pagamento) sui motori di ricerca? O magari ’sguinzagliare’ la schiera di amici e puntare sul passaparola?
“Il blog può essere uno strumento buono per il confronto, e per una piccola vetrina, ma col marasma che c’è nel web alle volte serve inventarsi una formula originale per farsi notare. Io sconsiglierei lo spam e la pubblicità a pagamento: il web è bello perché gratis, mettere contenuti intelligenti può essere già un biglietto da visita e può fungere da stimolo per creare un certo passaparola tra i lettori. C’è anche il fattore C, da non sottovalutare: la fortuna alle volte gira, altre no, bisogna avere pazienza e saper attendere senza lasciarsi prendere dallo sconforto”.
Continua a leggere: Passione chick lit: intervista a Eliselle
Ecco in libreria, sempre per Mondadori, un nuovo libro dell’amata Sophie Kinsella, scritta quando ancora I Love shopping era lontano, e lei non aveva ancora deciso di cambiare il suo vero nome (Madeleine Wickham, appunto).
Dopo la ‘Signora dei funerali’, arriva la storia di tre amiche, che si trovano a vivere contemporaneamente un momento complicato della loro vita per le ragioni più diverse. Maggie, direttrice del Londoner, sta per avere un bimbo senza aver mai frequentato un corso preparto e senza il minimo senso della maternità.
In più il marito Giles ha deciso di trascinarla in una enorme e solitaria casa in campagna, e Maggie si accorge di non riuscire a fare a meno dello stress cittadino. Ma soprattutto non riesce a fare a meno delle sue amiche Roxanne, la più grande, collaboratrice del Londoner e innamorata da sei anni di un misterioso Uomo Sposato, e Candice, la candida Candice, collaboratrice anche lei, con la faccia da bimba e una ottima capacità di empatia con le persone.
Continua a leggere: La compagna di scuola, di Madeleine Wickham
Becky Bloomwood era ancora lontana, eppure in ‘La signora dei funerali’ secondo me c’era già quel talento narrativo messo a servizio da Madeleine Wickham (alias Sophie Kinsella) per la saga di ‘I love shopping’.
Non possiamo, questa volta, identificarci nella sua protagonista, la bellissima Fleur, che a quarant’anni suonati (e con figlia al seguito) è ancora una silfide che fa impazzire i freschi vedovi che approccia ai funerali. Fleur non è una persona ‘normale’ come Becky ( a parte il vizietto dello shopping, d’accordo).
Lei non ha una vita, ma passa il tempo a procacciarsi, appunto, uomini ai funerali. Non ha una casa, e si ‘appoggia’, fra un uomo e un altro, a casa del suo migliore amico gay, Johnny, che per sua figlia Zara è stato praticamente un padre.
Continua a leggere: La signora dei funerali, di Madeleine Wickham
Allora, questo post vuole inaugurare un ‘filone’ di critica (nostra) e commenti (vostri) sui film che riprendono romanzi e best seller editoriali. Ad inaugurare il ‘filone’ è I love shopping, che con molta cautela (vista la personale allergia per le trasposizioni cinematografiche) sono andata a vedere.
Tutte coloro che adorano Sophie Kinsella e per cui Becky Bloomwood è un mito personale (alla faccia delle critiche alla ckick lit) si rassicurino: il film non riuscirà a condizionare la vostra fantasia, sostituendo alla vostra immagine mentale di Becky quella dell’attrice che fa le smorfiette sul grande schermo. Il film infatti ricrea la storia di Becky sganciandosi in più parti dalla trama del romanzo.
Memorabile la scena d’inizio, sulla differenza fra uomini e vestiti, e anche i ‘dialoghi’ di Becky con i manichini “tentatori” dei negozi di Vuitton, o le sedute nel gruppo degli ’shopaholic’ (mitico il giapponese).
Ma quante parolacce dice la Kinsella nel suo ultimo romanzo “Ti ricordi di me?”. Nei romanzi precedenti non ne avevo mai contate tante.
Per il resto, le fan stiano tranquille: anche questo romanzo si legge d’un fiato, come tutti i suoi libri precedenti. Non ha lo smalto della saga di Becky Bloomwood, ma la protagonista le assomiglia per la solita capacità di tirare fuori la sua forza nel momento di massima crisi.
La trama la sappiamo da tempo: Lexi si sveglia in ospedale credendo di avere 25 anni, di essere una dentona e di stare con Dave lo Sfigato. Invece si accorge di averne 28, una manicure impeccabile e una fiammante borsa Vuitton, ma che le sue amiche la odiano e il suo bellissimo marito non è così perfetto.
La polemica si è innescata, i commenti sono arrivati, e mi resta solo da scrivere perchè, secondo me, i libri di Kinsella hanno così tanto successo. In particolare, io credo che i suoi romanzi piacciano perchè ci mostrano una protagonista che in ciascuna delle sue storie impara a crescere, a diventare più saggia e meno superficiale nel giudicare gli altri e se stessa. E in particolare riesce, con impegno e onestà, a passare da una situazione di crisi ad un’altra in cui invece dimostra quanto sia in gamba, pur essendo una ragazza “normale”, di media cultura (e con le sue manie). Ah, e per favore, non giudicate la sua scrittura solo dalle trame.
Diciamo che i libri di Kinsella:
1) Fanno ridere. La protagonista si trova in delle situazioni veramente assurde in cui si caccia lei stessa, e a quel punto cerca dei modi esageratamente complicati per risolvere la cosa. Irresistibili.
2) La protagonista dei suoi romanzi ci è simpatica perchè ci parla apertamente delle sue manie e dei suoi difetti.
Ho ritrovato poi una “struttura fissa”, che parte dal presupposto che:
a) Il primo e principale difetto delle eroine di Kinsella è di non dire mai in modo DIRETTO come stanno le cose, e QUALE SIA IL PROBLEMA (tipico rimprovero che ci fanno gli uomini).
b) Arriva quindi un momento in cui la protagonista, che evita di far presente i problemi alle persone che ha intorno, si trova in guai MOLTO GROSSI.
c) Nonostante questo, Becky o le protagoniste degli altri romanzi riescono sempre a cavarsela, DA SOLE, giorno per giorno. Senza chiedere aiuto a nessuno.
d) Il fatto è, infatti, che la protagonista si attribuisce TUTTE le responsabilità dei casini in cui si mette, ma in ogni romanzo scopre sempre che non è così, che il motivo per cui è nato un determinato problema risiede non solo nei suoi sbagli, ma anche negli sbagli di altre persone vicine a lei.
Se vi state chiedendo il senso di questo post, e del post precedente a questo, ve lo spiego io: visto che SPESSISSIMO la scrittura della Kinsella viene criticata da lettori maschi che non si sono mai avvicinati a un suo libro per paura di essere colti da improvviso attacco allergico in pubblico, ho deciso di riportare due “assaggi” di uno dei suoi libri della saga “I love shopping” (questo qui sotto è un incipit), sperando che vi serva, in un senso o nell’altro, per farvi un’idea della sua scrittura. Ps: ovviamente spero nel supporto delle sue fan!
“Okay. Niente panico. Ce la posso fare. E’ assolutamente alla mia portata. E’ solo questione di spostarsi un po’ verso sinistra, sollevare appena, e poi spingere con forza. Insomma, non sarà poi così difficile fare entrare un mobile bar in un taxi no?
Afferro il mio acquisto con decisione, faccio un bel respiro profondo e spingo, ancora una volta senza successo. E’ una limpida giornata invernale al Village, una di quelle giornate in cui l’aria sa di dentifricio e ogni respiro ti fa restare senza fiato. La gente se ne va in giro imbacuccata, ma io sto sudando. Sono paonazza e le ciocche di capelli sfuggite dal colbacco nuovo mi cadono sulla fronte e sugli occhi. Avverto su di me gli sguardi divertiti delle persone sedute dietro la vetrata del caffè Jo-Jo, sull’altro lato della strada.
Ma non ho intezione di arrendermi. So che ce la farò”
(I love shopping in bianco, Sophie Kinsella)
SECOND UNION BANK, 200 Wall Street New York NY 1005
Rebecca Bloomwood
Appartamento B
25IW 11th street
New York
NY 10014
12 dicembre 2001
Gentile signorina Bloomwood,
la ringrazio per la sua lettera del 9 dicembre u.s. relativa al nuovo conto di cui è cointestataria con il signor Luke J. Brandon. Convengo con lei che i rapporti tra banca e cliente dovrebbero essere improntati alla massima cordialità e collaborazione e, per rispondere alla sua domanda, il mio colore preferito è il rosso.
Tuttavia temo di non poter soddisfare la sua richiesta di formulare diversamente le voci del prossimo estratto conto. Il particolare addebito cui lei fa riferimento comparirà pertanto come “Prada, New York” e non potrà essere modificato in “Bolletta del gas”
Distinti saluti,
Woalt Pitman, responsabile rapporti con la clientela.
“Lexi si sveglia in un ospedale dopo un incidente d’auto, pensando che sia il 2004 e che lei sia una ragazza di 25 anni con i denti storti e una terribile vita sentimentale”. E invece, cosa incredibile, apprende che in realtà è il 2007, lei ha “28 anni, i suoi denti sono dritti, riveste un ruolo lavorativo di punta ed è sposata! Con un milionario!”…Ma scopre anche che tutti i suoi colleghi la odiano e ci si mette pure un ragazzo molto sexy a incasinarle la vita…
E’ questa la trama del nuovo romanzo di Sophie Kinsella “Remember me?” che uscirà in lingua originale agli inizi del 2008 (chissà quanto dovremo aspettare in Italia, dove è uscito già da parecchi mesi “I love shopping con il baby”).
Kinsella è una i cui romanzi “collaterali” rispetto alla saga principale di “I love shopping” non hanno deluso (”Sai tenere un segreto?” e “La regina della casa” sono entrambi molto gradevoli) quindi penso che tutte le sue lettrici aspettino con ansia questa nuova avventura “collaterale” alle avventure di Becky Bloomwood. D’altronde che ne possono capire i maschi che ci schifano delle stupende corrispondenze di Becky con il suo direttore di banca? O della fatica che vale la pena di fare per trascinarsi un apparentemente inutile mobile bar su per le scale del suo condominio solo per la soddisfazione di sentirsi come Ginger e Fred insieme al tuo compagno?
Per le impazienti, non resta che visitare il suo sito, straricco di forum.