Dopo Ogni cosa è illuminata, fortunatissima opera prima su un viaggio in Ucraina alla ricerca delle proprie radici, e Molto forte, incredibilmente vicino, sulla ricerca da parte di un bambino di 9 anni di un legame familiare che l’11 settembre ha cancellato, Jonathan Safran Foer torna in libreria con un libro che, seppur non sia definibile come un romanzo, è ancora una volta la storia di un’indagine di un ricerca.
L’indagine che sta alla base di quest’ultimo libro, edito ancora una volta da Guanda e intitolato Se niente importa, è un’indagine ancor più reale di quella che aveva portato Safran Foer in Ucraina alla ricerca delle proprie radici: si tratta di un’indagine sull’origine della carne che mangiamo tutti i giorni, una ricerca mossa dalla nascita di un figlio e dalla volontà di sapere cosa dargli da mangiare, con la convinzione che “Nutrire mio figlio non è come nutrire me stesso: è più importate”.
In questo libro, che per alcuni è uno dei tanti segnali dell’ormai avvenuta fusione tra fiction e non-fiction in un melange nuovo ed esplosivo che segnerà il futuro del narrare alternativo al romanzo, l’esito della ricerca dello scrittore, durata quasi 3 anni, è il rifiuto di accettare di essere complici di un sistema di produzione che ha tolto ogni dignità sia all’animale che all’uomo che lo mangia, trasformato in consumatore.
Continua a leggere: Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer
Continua il mio viaggio letterario attraverso i libri che, grazie agli sconti dovuti alla liquidazione del Libraccio di via Solferino, ho avuto finalmente la forza di comprare. Questa volta è il turno del terzo dei libri che puntellano il mio ampio scontrino, sono le Poesie Esoteriche di Fernando Pessoa, raccolte in un bel volume dalla Guanda nel 2008.
Che Pessoa fosse un appassionato di scienze esoteriche è noto, almeno ai meglio informati: pare che le origini di questa passione, vissuta in realtà con strazio dal poeta portoghese, siano da identificare nella lettura di alcuni dei testi più importanti della Teosofia, soprattutto quelli di Madame Blavatsky che Pessoa aveva dovuto tradurre in portoghese per una Collana Teosofica ed Esoterica. E non bisogna poi dimenticare che proprio Pessoa ebbe un ruolo fondamentale nella finta morte, inscenata a Lisbona nel settembre 1930, di Aleister Crowley, la Grande Bestia, membro della Golden Dawn, uno dei più grandi occultisti del secolo.
Tratte per la maggior parte da Messaggio, una raccolta di poesie esoteriche che fu il solo libro portoghese che egli vide stampato in vita, le liriche raccolte in questa interessante antologia hanno come tematiche principali l’irrealtà e la finzionalità della vita umana, l’iniziazione, il paradosso della divinità, tematiche su cui Pessoa intesse bellissime poesie minime come “L’assenza di dio è un dio anch’essa” e “Dio non ha unità,/ come potrei averla io?”, ma anche di ampio respiro come “Sulla tomba di Christian Rosencreutz” o “Le stazioni della via Crucis”.
E’ un libro nel complesso ben curato questo Poesie Esoteriche di Fernando Pessoa, ma che resta una raccolta minore, e certo non può rivaleggiare con i capolavori del genio portoghese, primo tra tutti il Libro dell’inquietudine. Resta il fatto che Fernando Pessoa è certamente un poeta da leggere, uno di quelli che meglio ha rappresentato l’approdo alla modernità letteraria del Novecento. E poi non sarà certo un caso che in Portogallo, il giorno che Pessoa morì, tutti erano convinti che fossero morti i migliori cinque poeti portoghesi, poeti che non erano altro che gli eteronimi del poeta portoghese, i diversi nomi che Pessoa dava alle sfaccettature della propria anima.
Fernando Pessoa
Poesie esoteriche
Guanda
euro 12,00
Continua a leggere: Diario di una liquidazione/3: Poesie Esoteriche di Fernando Pessoa
La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni, si sa. Ma anche di buoni propositi, aggiungerei io scorrendo la mia lista di ‘buoni propositi letterari del 2009′ che avevo condiviso con voi.
Che senso ha allora aggiungerne ulteriori per quest’anno? Sono ancora lontana dall’aver letto l’opera omnia di Shakespeare (tanto forte il senso di colpa che oggi appena sveglia ho cominciato il Re Lear, che ho solo visto a teatro) per diventare una provetta ‘citatrice’ del bardo in ogni tempo e circostanza.
Lo scaffale di Agatha Christie, che avrei voluto arricchire come ‘provvista per l’estate’ (da sempre per me la stagione ideale per i ‘gialli’) è ancora identico a un anno fa. Devo riconoscere però che ho arricchito la sezione reportage (l’acquisto di cui vado più fiera è ‘Tre tazze di tè’ di Gregory Mortenson, che devo ancora iniziare).
Ho appena finito di leggere Il meglio di Roald Dahl, un libro fantastico di uno dei miei autori culto di quando ero un giovane lettore neofita, un libro che, a distanza di più di tre lustri dalle mie prime letture, mi ha confermato che certe passioni non tramontano mai. Perché Roald Dahl, autore gallese nato da genitori norvegesi, è uno di quegli autori che possiedono il dono supremo e rarissimo dello humor nero, della risata macabra e sconcertante, ma in fondo contagiosa e stupefacente.
Questa raccolta, edita da Guanda in un formato di piacevole lettura, dalle pagine ruvide e morbide che profumano, racchiuse in una bellissima copertina illustrata dal bravissimo Guido Scarabottolo, contiene realmente i migliori racconti dell’autore di libri memorabili come il GGG, Le streghe, Gli sporcelli, La fabbrica del cioccolato.
Un libro veramente formidabile, per scoprire l’arte del narrare breve di Dahl e per riscoprire quella sua fantastica vena umoristica dal colore della ghisa, un umorismo nero graffiante e assolutamente geniale.
Roald Dahl
Il meglio di Roal Dahl
Guanda
euro 13,50
Continua a leggere: Il meglio di Roald Dahl, un libro fenomenale
Ho letto ‘Shakespeare scriveva per soldi’ - l’ulteriore raccolta di recensioni di Nick Hornby per la rivista The Believer - perchè, dilettandomi nello scrivere di libri, ero curiosa di sapere come riesce a parlare di libri uno scrittore che mi piace molto (e questo nonostante io e il vecchio Nick ci siamo un po’ rovinati i rapporti dopo la lettura di ‘Non buttiamoci giù’ e nonostante per ora io mi astenga dal leggere ‘Tutto per una ragazza’ ).
Detto ciò, non posso che consigliare a chiunque di leggere questo libro, in cui il nostro continua nel suo mestiere di atipico ‘recensore’ per la rivista di Dave Eggers , nonostante in alcuni articoli ammetta di non aver letto neanche un libro di quelli promessi ai Polysillabic Spree, gli 87 vestiti di bianco che redigono la rivista (ma il numero degli immaginari Spree cambia sempre, nelle sue citazioni).
Ed è o non è un ottimo motivo per interrompere le letture quello di seguire i Mondiali di calcio (gli articoli vanno dal 2006 al 2008, quando la rubrica viene chiusa)?. Ed è esilarante il fatto che l’autore giustifichi una sua assenza di cinque mesi dicendo di essere stato rinchiuso dagli Spree in caverne dove la giusta pena per i redattori indolenti è quella di leggere scrittori sloveni (i cui tomi vengono conservati sotto il letto in caso venisse voglia di suicidarsi).
Continua a leggere: Shakespeare scriveva per soldi, di Nick Hornby
E’ uscito da poco più di una settimana “Del racconto e dintorni” un libro dall’apparenza molto interessante, soprattutto per gli appassionati lettori del suo autore, l’argentino Julio Cortàzar, colui che ha portato il fantastico borgesiano ai suoi esiti più contorti e folli.
La raccolta, che personalmente non vedo l’ora di stringere tra le mani, raccoglie alcuni saggi che lo scrittore argentino, vissuto esule per molti anni in Francia e morto prematuramente nel 1984, ha scritto durante la sua carriera di narratore, sempre accompagnata dal ragionamento critico sugli strumenti del suo lavoro.
Un libro sicuramente da non perdere, non solo dunque per i fans dell’autore delle Storie di Cronopios y Famas, o di Rayuela, ma anche per tutti coloro che amano passeggiare per i boschi narrativi per indagare il funzionamento dell’attività più umana di tutte: il narrare.
Julio Cortàzar
Del racconto e dintorni
Guanda
euro 17,00
Continua a leggere: Del racconto e dintorni di Julio Cortàzar
È uscito il 7 maggio per Guanda, “Una vita all’improvvisa“, autobiografia di Franca Rame incoraggiata da Dario Fo. La coppia l’ha divinamente presentata da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” su Rai 3 sabato scorso, dando vita a uno show divertente e scanzonato, da rivedere enne volte sul sito della Rame per intero. Un’autobiografia nata un giorno, per caso, come ha raccontato il Nobel per la letteratura nel 1997, Dario Fo: “Cercavo delle cose che ogni tanto perdo e ogni tanto mi rubano gli amici, a casa. Quando finalmente, in un cassetto, ho trovato degli appunti: erano pagine di un discorso omogeneo che mi hanno fatto ridere come un pazzo”.
Inizia così la storia di una coppia, ma anche il racconto della storia dell’arte del teatro, che non passa per un refuso (come verrebbe da pensare) del titolo. Infatti quando diciamo all’improvviso sbagliamo: è scorretto rispetto all’origine del vocabolo, che “vuol dire andare oltre al canovaccio che serve come indicazione. Naturalmente è una disciplina straordinaria; per arrivare a recitare all’improvvisa si adoperano modi, sviluppi e giochi che hai nella memoria”, ha sottolineato Fo.
Il risultato è un racconto che parte da Franca bambina, della sua famiglia di marionettisti, della corriera detta “Balorda” con cui si spostavano di piazza in piazza, di quando Franca maggiorenne decise di fare l’infermiera e incontrò il professor Semenza, dell’amore con Dario, della loro vita, del successo di pubblico e della vicenda in Rai, dell’impegno sociale e politico, con spettacoli di denuncia, delle censure, dello stupro subito fino all’impegno come senatrice. A incorniciare il lavoro, i disegni di Dario che accompagnano per immagini questa storia, pensata come fosse una piece teatrale. Dove emerge il piacere di assaporare quanto accade nella vita, a volte straordinaria, di due miti come sono i coniugi Rame e Fo: gran signori!
Una vita all’improvvisa
Franca Rame - Dario Fo
Guanda
Pagg. 320
€ 17,50
“I libri, ammettiamolo, sono meglio di qualunque altra cosa. Se organizzassimo un campionato di fantaboxe culturale, schierando sul ring i libri contro il meglio che qualunque altra forma d’arte abbia da offrire, sulla distanza di quindici riprese… be’, i libri vincerebbero praticamente sempre.” (da ‘Una vita da lettore’)
Allora: se avete apprezzato ‘Una vita da lettore’, la raccolta di brani scritti dal vecchio Nick in qualità di scrittore-recensore (a modo suo) per la rivista ‘The believer’; se adorate quel suo ‘divagare’, ovvero prendere spunto da un libro per parlare sì del libro, ma anche di tutt’altro, dandovi un’ampia visuale sui privatissimi fatti suoi; se vi piace il modo di Horby di fornirvi libri e autori ‘digeriti’ dalla sua mente, impastati delle sue emozioni, mediati dalle casualità della sua esistenza.
Insomma, se vi rispecchiate in questo, sappiate che la storia non finisce lì, e che il vecchio Nick ci informa che, oltre al fatto ‘di non averlo mai fatto’ (come diceva Bukowsky) ‘Shakespeare scriveva per soldi’. Nel testo, pubblicato da Guanda, ancora una volta notazioni, racconti di vita e dubbi che girano tutti, ovviamente, intorno ai suoi libri, in una sorta di ‘diario di letture’.
Questa volta, leggo, Hornby parla di Shakespeare, Miller e di libri per ragazzi, ma anche di film e di come, grazie ai mondiali di calcio, sia riuscito nell’impresa di passare addirittura un mese senza leggere.
Nick Hornby
Shakespeare scriveva per soldi
Guanda
14 euro
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E’ uscito da poco più di un mese per i tipi della Guanda il libro “Il corpo nel lago”, quarto episodio tradotto in Italia della serie creata da Arnaldur Indridason dedicata al commissario Erlendur Sveinsson (gli altri tre, sempre pubblicati da Guanda sono “Sotto la città”, “La signora in verde” e “La voce”.
Questo nuovo episodio della serie vede lo spigoloso e burbero commissario Sveinsonn indagare su un misterioso ritrovamento di resti umani in un lago prosciugato non lontano da Reykjavik, tra i mille dubbi e le scarse prove dalle quali il commissario deve barcamenarsi emerge una misteriosa storia di spionaggio dei tempi del patto di Varsavia.
Continua dunque, dopo le vicende di Steig Larsson, Henning Mankell, Leif GW Persson e moltissimi altri, la fortuna dei giallisti nordici, che negli ultimi anni sono quasi arrivati a insidiare il monopolio americano del genere.
Arnaldur Indridason
Il corpo nel lago
Guanda
euro 16,50
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“Voglio una vita come la mia” è l’ultimo romanzo, edito da Guanda nel 2008, di Marco Santagata, docente di letteratura italiana all’università di Pisa con la passione della scrittura che appartiene alla generazione dei nati nel quinquennio tra il 1946 e il 1950, una generazione fortunata come poche altre prima di lei nella storia della civiltà umana, una generazione che non avrebbe conosciuto guerre.
Da questo aspetto parte Santagata in questo suo ultimo romanzo, da questa sua generazione “di mezzo”, unica testimone del passaggio da un’Italia contadina e preindustriale la cui componente rurale era predominante, ad un’altra Italia, quella della rivoluzione industriale ed economica che ha seguito la guerra e ha portato al boom economico, agli anni sessanta.
Lo stesso percorso che poi, decennio dopo decennio ci ha portato in questi anni del nuovo millennio, alla crisi, ad una nuova generazione “di mezzo”, quella nata negli anni tra il 1978 e il 1984, quella che ha avuto la fortuna di crescere ancora in un mondo “dal vivo”, quelli cresciuti senza cellulari, senza chat e senza playstation e che adesso si ritrova a dover fare i conti con un mondo sempre più finto.
Marco Santagata
Voglio una vita come la mia
Guanda
euro 14
Continua a leggere: Voglio una vita come la mia di Marco Santagata