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Tutti gli articoli con tag giulio mozzi

Scrittori esordienti su Facebook: caccia al titolo

pubblicato da sara

facebook

Anche il popolo degli scrittori in erba approfitta delle grandi opportunità, ancora tutte da esplorare, offerte da Facebook. Fra le iniziative, quella di due autori, Alessandro Fusacchia e Davide Rubini, che hanno chiesto al popolo di Facebook un aiuto per decidere il titolo del loro libro - qui le prime tre pagine, che sarà presentato il prossimo 5 dicembre a Bruxelles.

Il libro è in italiano ma sarà edito dal belga Biliki, che - notizia anche questa - sta puntando su “testi in italiano da vendere via Internet” e a cui i due si sono rivolti perchè, “a differenza degli editori italiani questo non ci ha chiesto soldi”.

Il romanzo, un thriller, è ambientato tra NewYork, Bruxelles e Atene e ha per protagonista un pubblicitario che si vedrà coinvolto in una “congiura di bibliotecari” e finora sono stati tanti i titoli proposti dai 500 partecipanti all’iniziativa: “Come polvere di biblioteca” a “Tra porri, libri e damigelle”, passando per “Manuale di buone intenzioni”. Consulenti di questa insolita iniziativa sono stati Alberto Castelvecchi e Giulio Mozzi.

Via | Reuters
Foto | FLickr

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Libri da ascoltare: L’organigramma di Andrea Comotti

pubblicato da luca v.

comotti, vibrisselibri,audiobook Le Edizioni Sonore Good Mood pubblicano “L’organigramma” di Andrea Comotti, un audio-book per la collana Libri in auto. Nel novembre del 2006 Vibrisselibri, un ibrido tra casa editrice e agenzia letteraria, iniziava la propria attività pubblicando in rete, “Una tragedia negata” di Demetrio Paolin e la prima parte del romanzo “L’Organigramma”, intitolata El largo Adiós.

Dopo il passaggio al cartaceo delle opere di Monica Viola e Demetrio Paolin, rispettivamente per Rizzoli e Il Maestrale, di cui abbiamo già parlato qui, un nuovo libro vede la luce, si stacca dal web per diventare una storia da ascoltare.

Parole, voci e musiche si rincorrono sullo sfondo della strage di Piazza Fontana. Un romanzo fantastico sui fatti di quel 12 dicembre. Una ricerca che, partendo dal ritrovamento fortuito di una fotografia, insegue tracce e verità occultate.

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Letteratura, festival e... sagre

pubblicato da Roberto

Nell’ultimo numero di Stilos (che, come scrivevo, sembra essere l’ultimo davvero) c’è un interessante intervento di Giulio Mozzi che parla della differenza tra sagre e festival (di letteratura, nella fattispecie) in termini di autenticità e senso di comunità. La sagra, scrive Mozzi, rafforza e fa funzionare “la comunità come oggetto trascendente”. Nessuno lo pensa mentre partecipa e, proprio per questo, la cosa funziona.

Poi parla di festival:

Le persone che amano i festival mi dicono spesso: che sono belli, interessantissimi, appassionanti, istruttivi, eccetera; e che sono emozionanti, che ti fanno proprio capire che cos’è la Letteratura, che ti danno qualcosa, qualcosa ti resta, eccetera. Questa esplicitazione (che sento fare dalle persone, ma che è generalmente palesata nella comunicazione fatta da chi organizza i festival) di ciò che secondo me può esistere solo perché implicito è, credo, la prova provata della falsità dei festival. (…) Falsità rispetto al proporsi come esperienza.

Sul rapporto tra festival e letteratura o, se preferite, Letteratura, tanto si è già discusso e tanto ancora si discuterà, suppongo. Ma l’intervento di Mozzi secondo me centra un punto importante e non banale, sollevando critiche su cui vale la pena riflettere. Cos’è per noi un festival di letteratura? Che tipo di esperienza ci fa vivere? Fa davvero capire che cos’è la Letteratura o è piuttosto qualcosa di simile a una vetrina? E poi si potrebbe aggiungere un’ultima domanda: se nel nostro Paese si continua a leggere pochissimo, perché i festival hanno così tanto successo?

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