Siete alla FieraMilanoCity per “Fà la cosa giusta” oggi o nei prossimi giorni? E magari avete anche un manoscritto nel cassetto? Allora non perdete l’occasione! Arriva, infatti, in fiera “La Gettoniera”, un’idea geniale di Giulio Mozzi (consulente di Einaudi Stile Libero), già iniziata lo scorso anno on line, per dare una possibilità agli autori esordienti di proporre il loro manoscritto.
Nello spazio della Gettoniera si alterneranno diverse figure legate all’editoria (editor, consulenti, scrittori) ai quali chiunque potrà presentare il proprio manoscritto inedito: e non importa se si tratta di un romanzo o di una raccolta poetica, di un saggio o di un testo futurista. Tutto è ammesso. A sceglierne le sorti, ascoltando solo quello che l’aspirante scrittore avrà deciso di dirgli e leggendone l’eventuale sinossi, saranno, “su due piedi”, i cosiddetti “turinisti” della Gettoniera, che potranno decidere se impegnarsi a leggere il manoscritto completo.
I testi che saranno accettati verranno consegnati a Terre di Mezzo, che si occuperà di distribuirli ai protagonisti della Gettoniera ed in seguito, in caso di riscontro positivo, di pubblicarli.
Continua a leggere: La Gettoniera: opportunità per i manoscritti nel cassetto

Stamattina è stato pubblicato su Vibrisse e poi rilanciato su Affaritaliani un brevissimo articolo, scritto da Giulio Mozzi, che solleva un problema macroscopico, e tra le altre cose assolutamente bipartizan, che affligge una buona parte di quelli che, in Italia, lavorano con le parole: vale a dire una certa colpevole leggerezza che spinge, temo più per abitudine al conformismo che per una volontà di mistificazione, una parte dei giornalisti, degli scrittori del nostro paese a usare parole sbagliate quando si parla di immigrazione.
Giulio Mozzi nel suo breve spunto si scaglia contro l‘uso improprio della parola Immigrati per definire le persone che stanno scappando in questi giorni dalle zone del nord Africa coinvolte dai tumulti e dalle rivoluzioni, parola che sarebbe opportuno sostituire con Profughi. Scrive Mozzi:
E’ solo una questione linguistica? No, dal momento che i “profughi” potrebbero avere il diritto di asilo. Ovvero: impacchettare tutte queste persone nella qualifica di “immigrato” (giocando sul fatto che, benché non tutti gli immigrati siano profughi, tutti i profughi sono immigrati) significa far sparire dal discorso pubblico la parola “profugo”, e con la parola anche il concetto.

Eccomi di nuovo a segnalarvi un’attività di Giulio Mozzi: La bottega di narrazione, di Laurana editore. Si tratta di un esperimento rivolto a chi abbia un progetto narrativo e lo voglia sviluppare in un ambiente stimolante. Per un anno, infatti, i partecipanti si incontreranno un fine settimana al mese e vivranno due giorni insieme, scambiandosi idee e opinioni, ricalcando il modello delle botteghe degli artisti.
Ad accompagnare gli aspiranti scrittori in questo viaggio ci sarà Giulio Mozzi che giuderà il lavoro sui testi. Ogni domenica verranno poi invitati degli autori che parleranno dei propri libri in modo diverso dalle solite presentazioni: i romanzi saranno “smontati” e analizzati per scoprirne metodo e genesi. Gli ospiti saranno: Antonio Franchini, Silvia Ballestra, Mauro Covacich, Luca Masali, Antonio Scurati, Helena Janeczek, Claudio Damiani, Giuseppe Genna, Michele Mari, Michele Monina, Gianni Biondillo e Giorgio Vasta.
Inoltre, cosa molto importante a mio avviso, a fine anno gli scritti prodotti verranno letti dagli autori a un pubblico composto dagli editor delle più importanti case editrici. Unico neo di tutta la vicenda è che purtroppo non ci sarà come per le vecchie botteghe degli artisti un ricco e appassionato mecenate a finanziare il progetto. Ogni partecipante dovrà infatti pagare la sua quota di partecipazione: sono convinta che ne varrà la pena, anche se un investitore convinto che “la cultura, a conti fatti, paghi” sarebbe stato meglio. Chissà magari uscirà fuori…
Qui potete ascoltare un’intervista rilasciata da Mozzi a Booksweb.
Abbiamo parlato diverse volte qui su Booksblog dell’eclettico Giulio Mozzi; scrittore, consulente editoriale per Einaudi Stile Libero, talent scouting e soprattutto grande viaggiatore (si muove sempre in treno). Questa volta volevo segnalare il suo laboratorio di scrittura creativa che si terrà a Roma a febbraio (Per tutte le info relative a costi, tempi e luogo andate qui)
Chi ha avuto modo di guardare le video lezioni di Giulio Mozzi sa già che i suoi consigli di scrittura sono molto pratici e mirati a risolvere i vari “intoppi” che prima o poi ogni scrittore incontra. In questo corso viene dato agli iscritti un dossier su un fatto di cronaca avvenuto negli Stati Uniti nel 1979, il celeberrimo “caso Carmichael”. Da questo spunto si partirà per lavorare, discutere, immaginare e scrivere. Abbiamo fatto a Giulio Mozzi qualche domanda e dopo il salto potete leggere le sue risposte.
Continua a leggere: Laboratorio di scrittura creativa di Giulio Mozzi a Roma

Si tratta di una nuova idea di Mozzi: brevi monologhi pratici sulla scrittura. Nella prima lezione Giulio Mozzi appare con un granchio di peluche sulla testa e comincia a parlare dell’idea narrativa. Dice che molte persone si rivolgono a lui perché pensano di avere una storia, ma in realtà hanno solo un’intuizione. A questo punto prende in mano il granchio e lo osserva, come bisognerebbe fare con l’idea. Non affrettatevi a scrivere, è il suo consiglio, perché l’intuizione deve maturare e, se scompare, vuol dire che non era buona.
In ogni puntata, in tutto sono diciassette, lo scrittore, autore del blog Vibrisse, fornisce a chi lo ascolta piccoli e efficaci strumenti per procedere nella stesura di uno scritto: i blocchi narrativi si superano cercando suggestioni in vari modi, gli intrecci si possono costruire dai fatti di cronaca, i personaggi si plasmano creando relazioni.
Molte lezioni, tra l’altro piuttosto brevi, sono supportate da esempi di libri famosi, primo su tutti il romanzo per antonomasia, I promessi sposi, di cui Mozzi si serve per spiegare alcuni meccanismi narrativi. Ironiche e metaforiche sono le ambientazioni scelte per parlare dell’uno o dell’altro argomento: la lezione sei, che tratta del tempo di un romanzo, ha come sfondo un fiume, perché, appunto, come un corso d’acqua è pieno di detriti, così anche le storie si portano dietro molti elementi, “il grigio del romanzo”, che servono a identificare il tempo e il luogo dell’azione e a creare l’attesa.
Continua a leggere: Inventare e raccontare storie: le video lezioni di Giulio Mozzi

E’ la nuova iniziativa di Giulio Mozzi tutta rivolta agli autori promettenti e mai pubblicati. Dal primo maggio, Mozzi pubblicherà inizi di romanzi, racconti, piccole raccolte di poesia, testi teatrali e saggi sul suo ormai noto blog, vibrisse. Possono partecipare gli scrittori e le scrittrici che non abbiano pubblicato libri in regolare distribuzione. Questo vuol dire che se un testo è reperibile su Ibs, non verrà preso in considerazione.
La scelta degli scritti da mandare online sarà a insindacabile giudizio dell’organizzatore. Non ci saranno oneri per nessuno (né Mozzi, né i novelli scrittori dovranno sborsare denari e, di conseguenza, nessuna delle parti riceverà compensi economici) e la proprietà letteraria resterà agli autori. Il nome del progetto è (riporto testualmente): “un omaggio giocoso, e molto dal basso, a quella che è forse la collana di narrativa più interessante e stimolante del Novecento: i Gettoni curati da Elio Vittorini.”
E’ sempre un piacere segnalarvi simili iniziative. Rappresentano un piccolo, ma confortante, segnale di resistenza contro l’appiattimento a cui sembra destinato l’ambiente dell’editoria, sempre più piegato da logiche di “vil denaro” che poco spazio lasciano alla creatività e all’effettivo valore delle opere letterarie.
Foto | Vibrisse

Avevo già parlato di RicercaBo, l’iniziativa svoltasi a Bologna dal 20 al 22 novembre, durante la quale alcuni scrittori hanno sottoposto le loro opere inedite al giudizio di critici e autori. Ora è possibile vedere online i video delle letture e i relativi commenti. Si svolge in questo modo: lo scrittore legge un brano significativo del romanzo e successivamente chi, tra il pubblico in sala, vuole intervenire, sale sul palco e fa le sue osservazioni. E’ un modo diverso per parlare di letteratura e per dare spazio alle voci nuove che si apprestano a varcare la soglia della scena letteraria.
E’ anche un pretesto per discutere della narrativa contemporanea, dei linguaggi che adotta, delle storie che sceglie. Giulio Mozzi, ad esempio, commentando uno stralcio dell’opera dell’esordiente Gianluca Minotti, si sofferma sulle possibilità dell’inattualità. Dice che l’autore adotta una comicità inattuale, più vicina a quella di scrittori come John Barth e lontana quindi dal canone odierno del “botta e risposta” e precisa che questo schema può rappresentare una alternativa ai modelli in uso attualmente. Chi è interessato al dibattito sulla scrittura e, in modo più specifico, a un’analisi della narrativa odierna, troverà nell’esperienza di RicercaBo diversi spunti di riflessione.
Foto | Flickr

Vi segnalo due corsi che si svolgeranno a Padova tra febbraio e marzo. Ve ne parlo perché a organizzarli è Giulio Mozzi, scrittore, critico, talent scout e outsider dell’editoria. L’ultima espressione è forse un po’ azzardata, ma a me Mozzi dà questa idea. L’ho conosciuto alla fiera di Roma del 2008 e mi ha subito colpita con le sue osservazioni sparse sul mondo delle fiere del libro (da cui ho tratto ispirazione per scrivere un post).
Era con la sua borsa piena di libri, il suo aspetto da professore di liceo (di quelli che tutti vorrebbero avere o avere avuto), di quelli che ti aprono la mente e ti insegnano a pensare con la tua testa. E’ sempre in giro qua e là, rigorosamente in treno, fa presentazioni porta a porta, promuove gli esordienti che gli piacciono, cura collane editoriali e, immagino, tanto altro. Allora, per tornare all’argomento del post, ci saranno due seminari guidati da Mozzi su Il dialogo e la costruzione della scena e su Come presentarsi a un editore.
Il primo verte appunto su come si inseriscono i dialoghi nelle diverse scene dei romanzi, ci saranno esempi di autori italiani e, in minor misura, di scrittori stranieri. Il secondo sarà invece incentrato sui principali dubbi di aspiranti scrittori e curiosi rispetto all’editoria: “Qual è il modo migliore di presentare il proprio lavoro a un editore? Quali sono gli editori più attenti alle nuove produzioni? Di che cosa vanno in cerca, oggi, gli editori? Come funziona il lavoro editoriale?” Queste sono alcune delle domande, per conoscere meglio programma, luogo e date cliccate qui.
Foto | Flickr

Il terremoto è, come tutti gli eventi tragici, un fenomeno macroscopico che interessa diversi soggetti: mezzi di informazione, geologi, politici e via dicendo. Ma è anche e, sopratutto, un avvenimento da leggere con una lente di ingrandimento, per poterne vedere gli aspetti microscopici, quelli che riguardano le singole esistenze delle persone colpite. Questo è ciò che ha fatto Enrico Macioci nei suoi Racconti del terremoto, pubblicati da Giulio Mozzi su Vibrisse.
Sono storie che sanno di vita vissuta, trasudano angoscia, smarrimento, paura, impotenza. Quella delle vittime che osservano incredule le macerie e quella dei soccorritori che non sempre sanno o possono trovare le parole giuste. Sembra di respirare l’aria di morte che ha invaso le strade dell’ Aquila, leggendo Macioci, e di vedere la distruzione di case, palazzi, negozi e famiglie, molto meglio che nelle fredde immagini trasmesse dalla televisione.
I suoi personaggi sono disperati e shockati. Alcuni non ricordano e vagano per le strade devastate chiedendo cosa sia successo. Altri restano immobili, concentrati su problemi all’apparenza insulsi, come l’uomo che non riesce a scendere le scale, perché ha le scarpe slacciate e non vuole apparire sciatto. Altri ancora plasmano la memoria, o ricordano visioni predittive e si sentono in colpa per non essere riusciti a intervenire prima.
Continua a leggere: I racconti del terremoto, di Enrico Macioci
Trovata originale e ingegnosa quella di Giulio Mozzi che ha deciso di organizzare delle presentazioni nelle case di chi ha voglia di un po’ di buona letteratura. Il libro presentato è Davide di Carlo Coccioli, ripubblicato da Sironi editore a trentatré anni dalla prima pubblicazione. La storia è quella del re Davide che interpella Dio, dandogli del tu, e insieme a lui ripercorre la sua vita. Una biografia toccante e appassionante del più grande re di Israele.
L’idea di Mozzi, che chiama Presentazioni domestiche, è arrivare nelle abitazioni e riunire un po’ di gente: “Con tre, cinque, dieci, dodici persone. I padroni di casa, qualche amico, qualche parente.”, dice. Non è previsto compenso, né l’obbligo di comprare delle copie. Le condizioni, molto flessibili, sono: “un letto o un divano o un tappeto o un pavimento per la notte; un pasto sarà gradito; poiché mi muovo solo con i mezzi pubblici, se abitate in un luogo poco collegato potrei aver bisogno di uno strappo.”
Per ricevere Giulio Mozzi a casa vostra basta scrivere all’indirizzo davideportaaporta@gmail.com
e mettervi d’accordo con lui. Io comincio a preparare un comodo giaciglio e un pasto caldo e voi?
Via | Vibrisse