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RicercaBo, online i video dell'ultima edizione

pubblicato da lara in: approfondimenti curiosità

Un libro aperto con una mano

Avevo già parlato di RicercaBo, l’iniziativa svoltasi a Bologna dal 20 al 22 novembre, durante la quale alcuni scrittori hanno sottoposto le loro opere inedite al giudizio di critici e autori. Ora è possibile vedere online i video delle letture e i relativi commenti. Si svolge in questo modo: lo scrittore legge un brano significativo del romanzo e successivamente chi, tra il pubblico in sala, vuole intervenire, sale sul palco e fa le sue osservazioni. E’ un modo diverso per parlare di letteratura e per dare spazio alle voci nuove che si apprestano a varcare la soglia della scena letteraria.

E’ anche un pretesto per discutere della narrativa contemporanea, dei linguaggi che adotta, delle storie che sceglie. Giulio Mozzi, ad esempio, commentando uno stralcio dell’opera dell’esordiente Gianluca Minotti, si sofferma sulle possibilità dell’inattualità. Dice che l’autore adotta una comicità inattuale, più vicina a quella di scrittori come John Barth e lontana quindi dal canone odierno del “botta e risposta” e precisa che questo schema può rappresentare una alternativa ai modelli in uso attualmente. Chi è interessato al dibattito sulla scrittura e, in modo più specifico, a un’analisi della narrativa odierna, troverà nell’esperienza di RicercaBo diversi spunti di riflessione.

Foto | Flickr

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Giulio Mozzi propone due seminari su scrittura e editoria

pubblicato da lara in: scrittori appuntamenti&festival

Giulio Mozzi alla fiera di Roma

Vi segnalo due corsi che si svolgeranno a Padova tra febbraio e marzo. Ve ne parlo perché a organizzarli è Giulio Mozzi, scrittore, critico, talent scout e outsider dell’editoria. L’ultima espressione è forse un po’ azzardata, ma a me Mozzi dà questa idea. L’ho conosciuto alla fiera di Roma del 2008 e mi ha subito colpita con le sue osservazioni sparse sul mondo delle fiere del libro (da cui ho tratto ispirazione per scrivere un post).

Era con la sua borsa piena di libri, il suo aspetto da professore di liceo (di quelli che tutti vorrebbero avere o avere avuto), di quelli che ti aprono la mente e ti insegnano a pensare con la tua testa. E’ sempre in giro qua e là, rigorosamente in treno, fa presentazioni porta a porta, promuove gli esordienti che gli piacciono, cura collane editoriali e, immagino, tanto altro. Allora, per tornare all’argomento del post, ci saranno due seminari guidati da Mozzi su Il dialogo e la costruzione della scena e su Come presentarsi a un editore.

Il primo verte appunto su come si inseriscono i dialoghi nelle diverse scene dei romanzi, ci saranno esempi di autori italiani e, in minor misura, di scrittori stranieri. Il secondo sarà invece incentrato sui principali dubbi di aspiranti scrittori e curiosi rispetto all’editoria: “Qual è il modo migliore di presentare il proprio lavoro a un editore? Quali sono gli editori più attenti alle nuove produzioni? Di che cosa vanno in cerca, oggi, gli editori? Come funziona il lavoro editoriale?” Queste sono alcune delle domande, per conoscere meglio programma, luogo e date cliccate qui.

Foto | Flickr

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I racconti del terremoto, di Enrico Macioci

pubblicato da lara in: blog&web narrativa italiana

l'insegna di una via a terra

Il terremoto è, come tutti gli eventi tragici, un fenomeno macroscopico che interessa diversi soggetti: mezzi di informazione, geologi, politici e via dicendo. Ma è anche e, sopratutto, un avvenimento da leggere con una lente di ingrandimento, per poterne vedere gli aspetti microscopici, quelli che riguardano le singole esistenze delle persone colpite. Questo è ciò che ha fatto Enrico Macioci nei suoi Racconti del terremoto, pubblicati da Giulio Mozzi su Vibrisse.

Sono storie che sanno di vita vissuta, trasudano angoscia, smarrimento, paura, impotenza. Quella delle vittime che osservano incredule le macerie e quella dei soccorritori che non sempre sanno o possono trovare le parole giuste. Sembra di respirare l’aria di morte che ha invaso le strade dell’ Aquila, leggendo Macioci, e di vedere la distruzione di case, palazzi, negozi e famiglie, molto meglio che nelle fredde immagini trasmesse dalla televisione.

I suoi personaggi sono disperati e shockati. Alcuni non ricordano e vagano per le strade devastate chiedendo cosa sia successo. Altri restano immobili, concentrati su problemi all’apparenza insulsi, come l’uomo che non riesce a scendere le scale, perché ha le scarpe slacciate e non vuole apparire sciatto. Altri ancora plasmano la memoria, o ricordano visioni predittive e si sentono in colpa per non essere riusciti a intervenire prima.

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Giulio Mozzi: presentazioni porta a porta

pubblicato da lara in: Novità curiosità

Copertina Davide Trovata originale e ingegnosa quella di Giulio Mozzi che ha deciso di organizzare delle presentazioni nelle case di chi ha voglia di un po’ di buona letteratura. Il libro presentato è Davide di Carlo Coccioli, ripubblicato da Sironi editore a trentatré anni dalla prima pubblicazione. La storia è quella del re Davide che interpella Dio, dandogli del tu, e insieme a lui ripercorre la sua vita. Una biografia toccante e appassionante del più grande re di Israele.

L’idea di Mozzi, che chiama Presentazioni domestiche, è arrivare nelle abitazioni e riunire un po’ di gente: “Con tre, cinque, dieci, dodici persone. I padroni di casa, qualche amico, qualche parente.”, dice. Non è previsto compenso, né l’obbligo di comprare delle copie. Le condizioni, molto flessibili, sono: “un letto o un divano o un tappeto o un pavimento per la notte; un pasto sarà gradito; poiché mi muovo solo con i mezzi pubblici, se abitate in un luogo poco collegato potrei aver bisogno di uno strappo.”

Per ricevere Giulio Mozzi a casa vostra basta scrivere all’indirizzo davideportaaporta@gmail.com
e mettervi d’accordo con lui. Io comincio a preparare un comodo giaciglio e un pasto caldo e voi?

Via | Vibrisse

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Scrittori esordienti su Facebook: caccia al titolo

pubblicato da sara in: blog&web

facebook

Anche il popolo degli scrittori in erba approfitta delle grandi opportunità, ancora tutte da esplorare, offerte da Facebook. Fra le iniziative, quella di due autori, Alessandro Fusacchia e Davide Rubini, che hanno chiesto al popolo di Facebook un aiuto per decidere il titolo del loro libro - qui le prime tre pagine, che sarà presentato il prossimo 5 dicembre a Bruxelles.

Il libro è in italiano ma sarà edito dal belga Biliki, che - notizia anche questa - sta puntando su “testi in italiano da vendere via Internet” e a cui i due si sono rivolti perchè, “a differenza degli editori italiani questo non ci ha chiesto soldi”.

Il romanzo, un thriller, è ambientato tra NewYork, Bruxelles e Atene e ha per protagonista un pubblicitario che si vedrà coinvolto in una “congiura di bibliotecari” e finora sono stati tanti i titoli proposti dai 500 partecipanti all’iniziativa: “Come polvere di biblioteca” a “Tra porri, libri e damigelle”, passando per “Manuale di buone intenzioni”. Consulenti di questa insolita iniziativa sono stati Alberto Castelvecchi e Giulio Mozzi.

Via | Reuters
Foto | FLickr

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Libri da ascoltare: L’organigramma di Andrea Comotti

pubblicato da luca v. in: libri audio

comotti, vibrisselibri,audiobook Le Edizioni Sonore Good Mood pubblicano “L’organigramma” di Andrea Comotti, un audio-book per la collana Libri in auto. Nel novembre del 2006 Vibrisselibri, un ibrido tra casa editrice e agenzia letteraria, iniziava la propria attività pubblicando in rete, “Una tragedia negata” di Demetrio Paolin e la prima parte del romanzo “L’Organigramma”, intitolata El largo Adiós.

Dopo il passaggio al cartaceo delle opere di Monica Viola e Demetrio Paolin, rispettivamente per Rizzoli e Il Maestrale, di cui abbiamo già parlato qui, un nuovo libro vede la luce, si stacca dal web per diventare una storia da ascoltare.

Parole, voci e musiche si rincorrono sullo sfondo della strage di Piazza Fontana. Un romanzo fantastico sui fatti di quel 12 dicembre. Una ricerca che, partendo dal ritrovamento fortuito di una fotografia, insegue tracce e verità occultate.

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Letteratura, festival e... sagre

pubblicato da Roberto in: appuntamenti&festival opinioni

Nell’ultimo numero di Stilos (che, come scrivevo, sembra essere l’ultimo davvero) c’è un interessante intervento di Giulio Mozzi che parla della differenza tra sagre e festival (di letteratura, nella fattispecie) in termini di autenticità e senso di comunità. La sagra, scrive Mozzi, rafforza e fa funzionare “la comunità come oggetto trascendente”. Nessuno lo pensa mentre partecipa e, proprio per questo, la cosa funziona.

Poi parla di festival:

Le persone che amano i festival mi dicono spesso: che sono belli, interessantissimi, appassionanti, istruttivi, eccetera; e che sono emozionanti, che ti fanno proprio capire che cos’è la Letteratura, che ti danno qualcosa, qualcosa ti resta, eccetera. Questa esplicitazione (che sento fare dalle persone, ma che è generalmente palesata nella comunicazione fatta da chi organizza i festival) di ciò che secondo me può esistere solo perché implicito è, credo, la prova provata della falsità dei festival. (…) Falsità rispetto al proporsi come esperienza.

Sul rapporto tra festival e letteratura o, se preferite, Letteratura, tanto si è già discusso e tanto ancora si discuterà, suppongo. Ma l’intervento di Mozzi secondo me centra un punto importante e non banale, sollevando critiche su cui vale la pena riflettere. Cos’è per noi un festival di letteratura? Che tipo di esperienza ci fa vivere? Fa davvero capire che cos’è la Letteratura o è piuttosto qualcosa di simile a una vetrina? E poi si potrebbe aggiungere un’ultima domanda: se nel nostro Paese si continua a leggere pochissimo, perché i festival hanno così tanto successo?

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