
Questa nuova edizione del racconto fantascientifico di Leo Szilard proposta dall’editore romano Orecchio Acerbo è veramente notevole. Da una parte l’incredibile ironia del racconto, fondata su quel processo di alterazione del punto di vista che vede forse nella Sentinella di Fredrich Brown l’archetipo più famoso, dall’altra la magistrale capacità di interpretazione di GiPi, uno degli illustratori italiani più validi in questo momento, autore di incredibili graphic novel.
Il racconto è, per l’appunto, il classico rapporto di scienziati che arrivano su un pianeta di cui sanno ben poco, deserto, devastato da una guerra nucleare e si trovano di fronte ad un mistero. Il mistero da risolvere (e qui scatta l’ironia dovuta al cambio di punto di vista) riguarda l’interpretazione della funzione di alcune strane stanze che gli osservatori extraterrestri trovano nel Grand Central Terminal di New York, due piccole stanzettine con attaccati alle porte due disegni, un uomo e una donna.
Lo strano mistero dei cessi, perché di quello si tratta, arriva poi a livelli di impensabile complessità e una domanda divide gli scienziati. A cosa servivano i piccoli dischi di metallo che gli umani introducevano nelle porte nell’atto della defecazione? Tra le ipotesi ce n’è una assurda, che quegli oboli fossero il fulcro, il vero motore della società, unica motivazione che faceva lavorare gli umani, incapaci se no di cooperare. Ma il mistero alla fine si svela: la spiegazione più facile e più realistica è infatti quella che vede in quegli oboli, in quei dischi metallici che gli umani chiamavano monete, degli oggetti rituali utilizzati durante i riti di defecazione, ma esclusivamente nei luoghi pubblici.
Leo Szilard e GiPi
Grand Central Terminal
Orecchio Acerbo
euro 13,00
La rivista Animals, per chi non la conoscesse, edita da Coniglio Editore e diretta dalla brava Laura Scarpa (ho appurato telefonicamente che non ci sono parentele con Tiziano, solo un’identica provenienza veneziana) è una rivista dedicata al mondo del fumetto, della graphic novel che da tre mesi esce nelle edicole di tutta Italia.
In questo terzo numero, quello estivo che copre i mesi di luglio e agosto che mi sono appena finito di leggere, vi segnalo la presenza di un racconto inedito di Tiziano Scarpa, per chi ancora non lo sapesse vincitore del Premio Strega 2009 con Stabat Mater, che da solo varrebbe l’acquisto del numero. Ma basta sfogliarlo, questo numero, per essere trascinati nel fantastico mondo di autori come Gipi, come Bastien Vives, come Davide Toffolo (la cui copertina, qui a lato, è a mio parere veramente bella).
Erano anni che non si vedeva nelle edicole una rivista di questo spessore, una rivista che, nel caso continuasse con questi ritmi e questa qualità, non avrebbe alcuna difficoltà a diventare un solido punto di riferimento per tutti gli appassionati.