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Tutti gli articoli con tag giovani

La sfuriata di Bet, di Christian Frascella

pubblicato da sara

La sfuriata di Bet Tutte le mattine quando suona la sveglia penso alla Rivoluzione.
Penso che da qualche parte in città sia scoppiata la rivolta dei giovani, dei cassintegrati, degli sfruttati, di quelli che non ce la fanno più. La nostra epoca in tumulto contro quello che non va a scuola, in fabbrica, sui giornali, ovunque. Sogno di affacciarmi alla finestra e di assistere alla sommossa di intere generazioni. Gente che corre, slogan e striscioni, qualcuno che strilla nel megafono cose essenziali e vere (…) Poliziotti e carabinieri che, esitanti e meravigliati, depongono le armi e lasciano sfilare le migliaia e migliaia di rivoltosi (…) Poi però mi alzo, apro le tende, e tutto è come ieri.

E’ impossibile non lasciarsi incantare dal ritmo della voce di Bet, l’adolescente ripetente con una proverbiale “famiglia difficile” alle spalle (ma quale adolescente ormai non la ha?) diventata tale a causa di un drammatico lutto. Bet che in una giornata qualunque, stufa del fatto che il suo sogno di Rivoluzione non succede mai, decide di cambiare le cose in prima persona, di “rendersi utile”, come dice lei.

Difficile, scrivevo, resistere alla storia della protagonista del nuovo romanzo di Christian Frascella, La sfuriata di Bet (Einaudi), in cui siamo immersi nei pensieri di una adolescente con “una voce di una che ne ha già viste parecchie, e che non ha più tempo da perdere”, una a cui “nessuno sa stare dietro”, come la definisce in una mail un misterioso ammiratore anonimo di scuola, che ha creato un account apposta per parlare con lei (e il fatto invece di lusingarla la stranisce parecchio).

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Lo stato di salute dell'editoria italiana per ragazzi

pubblicato da sara

pinocchioMi è dispiaciuto leggere le parole di Alfieri Lorenzon, direttore generale dell’Aie, sul fatto che Cuore di De Amicis sia ormai un libro per ragazzi “superato” (al contrario di Pinocchio di Collodi, ad esempio). “Cuore non fa piu’ parte del bagaglio indispensabile dei nostri giovani”, ha detto all’Ansa Lorenzon.

Meglio Pinocchio, che riscuote ancora “risultati interessanti” all’estero, e ovviamente la letteratura per ragazzi contemporanea, fra cui in primis ovviamente Harry Potter, ma anche Geronimo Stilton e le saghe vampiresche. Ma forse non c’è niente di cui intristirsi, il mondo va avanti, i bambini di oggi sono diversi da quelli di ieri e- la conclusione è sempre la stessa - è colpa mia che sono la solita nostalgica sostenitrice del valore dei “classici”.

In generale, comunque, la nostra letteratura per ragazzi non è affatto “superata”, neanche all’estero, visto il successo che il settore riscuote soprattutto in Asia (Cina, Giappone, Corea del Sud) e nel mercato dell’America del Sud, mentre le vendite non decollano sul mercato anglosassone.

I segnali che la nostra editoria per ragazzi goda – e possa continuare a godere – di buona salute sono comunque almeno due: il fatto che, come ricorda Lorenzon, esportiamo titoli più di quanti ne importiamo, e che la nuova generazione di italiani ami la lettura (65% legge almeno un libro l’anno) molto di più dei propri stessi genitori (44%).

Foto | Flickr

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Refusi, rete di redattori, grafici, copy... precari

pubblicato da sara

Olivetti
Segnaliamo con piacere una iniziativa ‘imprenditoriale’ legata al mondo dell’editoria che coinvolge una rete di lavoratori precari del settore editoriale.

Sappiamo tutti che la situazione, in questo campo, è quella che è: giovani sfruttati con stage infiniti che quasi mai si convertono in lavoro vero e pagato. Rimborsi spese molto rari. Certo, il curriculum si arricchisce di una riga in più. Ma si torna a casa, alla fine dell’esperienza lavorativa, senza niente in tasca.

E così nasce questa rete che fornisce servizi editoriali ma non solo, grazie alla scelta di mettersi in proprio fatta da giovani copy, redattori, grafici e organizzatori di eventi, tutti free-lance.

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La cospirazione, di Paul Nizan

pubblicato da lara

Copertina Paul Nizan Uno dei concetti storicamente più controversi è quello di “rivoluzione”, espressione ormai abusata e banalizzata che sembra evocare soltanto la storia passata o angoli di mondo a noi lontani, e si trascina sempre dietro infiniti dubbi: chi la fa? contro chi? per ottenere cosa? in che modo? con quali risultati? a che prezzo?

Nel suo ultimo romanzo del 1938, “La cospirazione”, Paul Nizan ci ricorda quanto lacerante sia stata la ricerca di un senso rivoluzionario per chi era intellettuale, e politicamente schierato, nel lungo ventennio che ha preceduto la Seconda Guerra Mondiale.

I giovani borghesi che lui ci descrive, in guerra contro la propria società, contro la propria classe sociale e contro la propria famiglia sono in definitiva in guerra contro se stessi, alla feroce ricerca di un senso che indirizzi le loro energie e il loro pensiero verso un futuro in cui non vergognarsi di quello che si è stati e di quello che, nel frattempo, si è diventati. In questo senso “rivoluzione” è quella che facciamo, o dovremmo fare, tutti quanti per guadagnarci la nostra identità nel mondo.

La cospirazione
Paul Nizan
Robin Edizioni, 2010
Pagg. 288, €15

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Premio letterario Nanà per giovani scrittori europei

pubblicato da sara

avaglianoUn premio letterario che mi piace segnalare per due motivi: il primo è perchè ha coinvolto una giuria di 400 giovani studenti italiani, lontani dai ‘grandi nomi’ dei salotti letterari italiani. La seconda è il fatto di aver coinvolto giovani italiani che vivono in tutta Europa.

Al premio Nanà, scrittori per l’Europa, organizzato dalla casa editrice Avagliano, sono arrivati infatti 200 manoscritti da tutta l’Ue, e il secondo classificato (ieri a Roma è avvenuta la premiazione) è stato scritto da una ragazza che vive a Londra.

Le storie sono quindi state giudicate dagli studenti, che ne hanno premiate tre: una parla di un uomo che pur amando la moglie la costringe a esibirsi in un circo come sirena, tanto che lei dal dispiacere ne muore (Daniela Raiomondi, Sirena(. Un altro parla della storia di una famiglia italiana vista dagli occhi di una ragazzina, a cavallo della seconda guerra mondiale (Sonia Lipani, ‘La bambina con la valigia in mano). La prima classificata invece parla di un ragazzo tossicodipendente, che grazie all’amore di una coetanea riesce a ritrovare la passione per il pianoforte (Giusella de Maria, ‘Suona per me’).

Un invito agli editori (Avagliano in primis, ovviamente): perchè non fate un pensierino sulla pubblicazione delle opere, se meritassero davvero (come mi è sembrato di capire dai commenti dei giovani giurati ieri alla presentazione) di esser diffuse presso un vasto pubblico?

Foto | Flickr

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Classici: La lingua salvata, di Elias Canetti

pubblicato da sara

“Da quando avevo 10 anni è per me una sorta di articolo di fede credere che sono fatto di molte persone, della cui presenza in me non mi rendo assolutamente conto.” Un grande classico per chi ama i romanzi di formazione, le storie di famiglia e le ’storie dalla Storia’, ovvero la storia vista attraverso gli occhi dei suoi testimoni.

Il romanzo ‘La lingua salvata’ è solo il primo della trilogia dello studioso (1905-1994) di ‘Massa e potere’, vincitore del Nobel per la letteratura nel 1981 e autore del più celebre ‘Auto da fè’.

Questo primo libro (seguono ‘Il frutto del fuoco’ e ‘Il gioco degli occhi’) narra della sua infanzia e preadolescenza, dello scorbutico nonno ebreo, della morte del padre (”in quelle ore ho imparato il silenzio in cui si raccolgono le forze dello spirito”) e del mondo in cui successivamente lui stesso bambino riesca a salvare la vita alla madre, semplicemente tenendola stretta, di notte, per impedirle di seguire il marito nella tenebra.

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Le porte chiuse di Teheran di Zarah Gharamani

pubblicato da sara

In questi giorni in cui nelle sale viene proiettato “Persepolis”, mi piace segnalare due libri che in maniera diversissima raccontano la vita quotidiana della gioventù iraniana, di cui a causa della censura sappiamo veramente poco.

Il primo è un romanzo, appena uscito in libreria, intitolato appunto ‘Le porte chiuse di Teheran’. Lo ha scritto Zarah Ghahramani, giovane iraniana che ha vissuto l’esperienza del carcere ed oggi rifugiata in Australia (editore Sperling & Kupfer). Eccone un brano:

“Lo Stato si aspettava che io comprendessi le cose nel modo prescritto - racconta - i miei genitori mi spingevano a vedere il mondo in modo diverso. E come se non bastasse ci si aspettava che io tenessi per me questo punto di vista, parlandone solo in casa, mentre all’esterno avrei dovuto recitare una specie di professione di lealta’ allo Stato. Era un po’ come imparare due lingue diverse, facendo attenzione a quando bisognava usare l’una e quando l’altra”.

Ricorda molto il bellissimo “Leggere Lolita a Teheran” in cui, tolto il velo, un gruppo di ragazze si ritrovano dopo la scuola a parlare dei loro libri preferiti con la loro insegnante. Fra dolcetti mangiati insieme, risate, lezioni di trucco e chiacchiere sui sentimenti, racconta come l’insegnante, Azar Nafisi, riuscisse a parlare loro di politica e di scelte di vita semplicemente cogliendo alcuni spunti di grandissimi capolavori della letteratura mondiale.

Via| Adnkronos

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Fernanda Pivano: Internet è meglio dei libri

pubblicato da sara

Segnalo una recentissima intervista a Fernanda Pivano, una leggenda del nostro tempo, a cui capitò di avere come professore Cesare Pavese e che allo scritto della maturità (a cui fu bocciata) era seduta al banco con Primo Levi.

La mitica Fernanda dimostra di avere un’anima ancora giovane (”Internet è meglio di certi brutti libri che si pubblicano”) e non si stanca di parlare della bellezza di tradurre Melville e Lee Masters.

Alla tradizionale domanda “perchè i giovani non leggono”, finalmente una risposta che ci piace: non è (come al solito) colpa dei giovani, ma dei libri! Che sono brutti e che giustamente vengono messi da parte in favore di Internet. Per far loro apprezzare i libri, Fernanda sogna di “farsi guidare da loro, cercando di capire cosa interessa a loro”. Mitica!

Via|Gingergeneration.it
Foto|Flickr

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Italiani popolo di non lettori: qualche dato

pubblicato da sara

Ecco qualche dato statistico interessante che ho trovato su questo bell’articolo che si intitola “Leggere: Il fascino del passaggio dalla dimensione del reale a quella del possibile” e che si interroga su come trasmettere l’amore per la lettura ai giovani:

• Negli ultimi 12 mesi, il 62% degli adulti che vivono nel nostro Paese confessa di non aver letto neppure un libro.
• La disaffezione degli italiani nei confronti dei libri è, in buona parte, legata al ricordo della lettura «pesante», obbligata, fatta sui banchi di scuola.
• La lettura, dicono inoltre gli intervistati, sottrae tempo ad attività più “importanti” e “divertenti”

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Aldo Nove: "La poesia? E' come lo zucchero"

pubblicato da sara

Ecco una interessante intervista ad Aldo Nove, in cui si parla di poesia fuori dai luoghi comuni.

La poesia, nonostante e forse proprio per la sua maggiore diffusione su internet (eBook, libri autopubblicati, blog) non riesce ancora secondo Nove a trasformarsi in Italia da fenomeno di elite a fenomeno di massa (a differenza di paesi come Inghilterra e in Giappone in cui questo accade perchè “è capace di proporsi sempre accostata ad altro e con altro, con la musica, con la fotografia”).

Per spiegare il concetto Nove identifica la poesia (ripreso in realtà da “Contro la poesia” di Gombrowicz):

la poesia è come lo zucchero: se ne metti un cucchiaino nel caffè è ottimo, ma se ti mangi delle cucchiaiate di zucchero fa schifo

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