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Tutti gli articoli con tag giornata della memoria

Libri da non dimenticare nella giornata della memoria

pubblicato da Andrea Coccia

giornata della memoria, libri per non dimenticare

Ieri pensavo di celebrare la giornata della memoria con una recensione di un libro, molto forte ancorché delicato, dedicato alla tragedia del popolo armeno (Il libro dei sussurri di Varujan Vosganian, Keller editore, 2011). Stamattina invece mi sono ricreduto e ho deciso, vista anche qualche discussione twitteriana, di parlare in questo articolo non solo di uno, ma di una serie di libri che non sono dedicati direttamente alla Shoah - vale a dire l’Olocausto del popolo ebraico - ma che raccontano di altri olocausti, di altre tragedie che meritano, al pari di quella ebraica, di non essere mai dimenticate.

Oggi tutti ci affanniamo a cercare, tra i nostri ricordi, libri che possano dare una dimensione attuale e umana a una delle più grandi tragedie dell’umanità. Su twitter non mancano le citazioni da libri miliari della letteratura della Shoah, Primo Levi davanti a tutti, ma escono dal cassetto anche libri su altri genocidi dimenticati, o semplicemente penalizzati dal non essere rubricati sotto la voce Shoah.

Oggi è il giorno della memoria. Ma stiamo attenti, questo giorno ha un senso solo se facciamo uno sforzo, se non ci accontentiamo di ricordare i 6 milioni di uomini e donne di credo ebraico barbaramente seviziati nei campi di sterminio dai nazisti. E non basta neppure ricordare che insieme a loro c’erano centinai di migliaia di zingari, di omosessuali, di detenuti politici e anche un paio di milioni di prigionieri di guerra.

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Giornata della Memoria 2012: una poesia di Yehuda Amichai

pubblicato da Roberto Russo

Giornata della Memoria 2012: una poesia di Yehuda Amichai

Sessantasette anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano abbattuti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Ricordare la “Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” – come dice il testo della legge italiana che istituisce l’odierna giornata – è un dovere per tutti, perché quegli orrori non accadano più.

Noi di Booksblog facciamo memoria di questa giornata proponendovi una intensa poesia di Yehuda Amicai (1924-2000), considerato da molti il più grande poeta israeliano moderno.

Dopo Auschwitz non c’è teologia:
dai camini del Vaticano si leva fumo bianco,
segno che i cardinali hanno eletto il papa.
Dalle fornaci di Auschwitz si leva fumo nero,
segno che gli dei non hanno ancora deciso di eleggere
il popolo eletto.
Dopo Auschwitz non c’è teologia:
le cifre sugli avambracci dei prigionieri dello sterminio
sono i numeri telefonici di Dio
da cui non c’è risposta
e ora, a uno a uno, non sono più collegati.

Dopo Auschwitz c’è una nuova teologia:
gli ebrei morti nella Shoah
somigliano adesso al loro Dio
che non ha immagine corporea né corpo.
Essi non hanno immagine corporea né corpo.

Foto | Flickr

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La guerra della memoria nell'Italia di Berlusconi, Bossi e Fini. Saggio storico di Aram Mattioli

pubblicato da Roberto Russo

La guerra delle memoria nell'Italia di Berlusconi, Bossi e Fini. Saggio storico di Aram MattioliColtivare la memoria è un dovere. Non per una sorta di sterile nostalgia o per sfoggio di erudizione, ma perché noi oggi siamo quello che siamo (nel bene e nel male) anche grazie – o purtroppo, fate voi – a quello che siamo stati. Non parliamo di determinismo, ovviamente, ma della libertà di ogni essere umano che, volente o nolente, si colloca all’interno di una storia e di ben precise coordinate politico culturali che ci vengono da ieri, passano per l’oggi e arriveranno a domani. Il passato non è nelle nostre mani. Ma il presente e il futuro sì. Ed è in questo contesto che la memoria deve essere coltivata.

Un aiuto in questa coltura è il saggio di Aram Mattioli – docente di storia contemporanea all’Università di Lucerna - pubblicato da Garzanti con il titolo di “Viva Mussolini!”. La guerra della memoria nell’Italia di Berlusconi, Bossi e Fini.

Questo studio parte dalla convinzione che ci sono buoni motivi di ritenere che i casi di revisionismo degli ultimi anni siano chiari indicatori della sensibilità interna al Bel Paese; essi non vanno considerati semplicemente come scivoloni di singoli politici, ma sono piuttosto da analizzare come risultati e sintomi di una profonda trasformazione nella società, iniziata nella fase terminale della guerra fredda. Berlusconi non è diventato l’uomo più potente d’Italia solo perché il vecchio sistema partitico è crollato in seguito ai processi per corruzione, ma anche - e soprattutto – per quella che Alexander Sille ha definito “rivoluzione culturale silenziosa”.

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Englander e Auslander a confronto con Anna Frank

pubblicato da sara

auslander Prendo spunto dall’avvicinarsi della Giornata della memoria per segnalare una notizia che mi ha incuriosito, ovvero il fatto che Nathan Englander (di cui ho amato molto ad esempio Per alleviare insopportabili impulsi, raccolta di racconti pubblicati da Einaudi) e Shalom Auslander (autore fra le altre cose, per Guanda, del Lamento del prepuzio) si siano ispirati, per alcune loro recenti creazioni letterarie, alla figura di Anna Frank.

Englander si chiede ad esempio, citando Carver, Di cosa parliamo quando parliamo di Anna Frank, in un suo racconto che sarà inserito in una raccolta che uscirà a settembre per Einaudi. Racconto che ha ricevuto numerosi apprezzamenti, fra i quali quello di Franzen che ha parlato di “una combinazione eccezionale di umiltà e certezza morale con cui riesce ad integrare la commedia raffinata con grandi tragedie”.

Auslander invece parla di Anne Frank servendosi della sua verve caricaturale e il suo humour al vetriolo, immaginandola nel suo ultimo romanzo Hope: A tragedy, come una anziana vecchietta sopravvissuta all’Olocausto che – per sua sfortuna – un burbero inquilino si ritrova al piano di sopra, dovendone sopportare le manie di grandezza e il continuo tic tac dei tasti della macchina da scrivere.

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Per non dimenticare: due consigli di letture nella Giornata della Memoria

pubblicato da Roberto Russo

Per non dimenticare: due consigli per le letture nella Giornata della Memoria

Si celebra oggi la Giornata della Memoria “al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”, come recita il testo della legge italiana che ne istituisce la commemorazione.

Fare memoria è importante e, soprattutto, è necessario. Tra i molti libri sul tema (potete avere un’idea cercandoli con Google Books), vi consigliamo Vivere ancora di Ruth Klüger (Se, 2005, euro 19). La bellezza di questo libro sta nel modo in cui l’autrice racconta l’esperienza del campo di concentramento (la Klüger è stata deportata insieme alla madre a Theresienstadt, ad Auschwitz e infine a Christianstadt, da dove riesce a fuggire nel 1945). Narra della sua adolescenza nel campo di concentramento, del razzismo tra le varie popolazioni rinchiuse, ma anche dei gruppi di studio che si creavano. E poi, come non consigliare Se questo è un uomo di Primo Levi? Vi lasciamo con i celebri versi introduttivi di questo romanzo

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Foto | Flickr

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Giornata della memoria: L'albero di Anne di Irène Cohen Janca

pubblicato da Andrea Coccia

Giornata della memora: L'albero di Anne di Irène Cohen Janca Oggi, 27 gennaio 2010, come da dieci anni a questa parte, celebriamo la “Giornata della memoria”, una ricorrenza decretata per legge dal parlamento italiano nel 2000 “al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

Come ogni anno anche il mondo dell’editoria libraria si mobilita, pianificando per questa data uscite tematiche, dedicate alle vittime di uno dei più grandi genocidi della storia umana. Dal canto mio, tra le tante pubblicazioni, ve ne segnalo una: si intitola L’albero di Anne ed è una breve storia, scritta dalla franco-tunisina Irène Cohen-Janca e splendidamente illustrata da Maurizio Quarello, che la casa editrice Orecchio Acerbo ha, come sua abitudine, messo in pagina al meglio.

La storia è molto semplice, e proprio nella semplicità sta la sua forza. Nel cortile del giardino al numero 263 di Prisengracht, c’è un grosso ippocastano, vecchio di un secolo, un albero maestoso sotto la cui corteccia convivono migliaia di ricordi. Tra i tanti ricordi, però, solo uno è talmente bruciante da restare indelebile e vivo, dopo quasi 65 anni. E’ il ricordo di una ragazzina olandese, una ragazzina che si chiamava Anna Frank.

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Gli introvabili: quali autori vorreste fossero ristampati?

pubblicato da sara

davide Ne abbiamo parlato trasversalmente in molti post: ognuno di noi ha nel taccuino la sua lista di ‘introvabili’. Quegli autori che adoriamo, di cui magari con fatica siamo riusciti a recuperare l’opera omnia fra bancarelle usate, rivendite on line o prestiti in biblioteche fuori città (e oggi anche i Booklet), perchè siamo convinti che davvero ne valeva la pena.

Autori, insomma, non più tradotti (per noi inspiegabilmente) e che vorremmo fossero ridati alle stampe. Da settimane è su tutti i giornali il caso di Carlo Coccioli, recentemente scomparso e che dopo un tam tam di giornalisti e critici letterari, l’editore Sironi ha deciso di ripubblicare, dopo anni.

C’è stato il caso poi di Hans Fallada, ridato alle stampe da Sellerio alla fine dello scorso anno, e dei tanti testi sull’olocausto per fortuna ripubblicati quest’anno, in tempo per la Giornata della memoria. E voi? Quali sono gli ‘introvabili’ che vorreste veder ripubblicati? Magari qualcuna delle case editrici che ci seguono potrebbe cogliere il suggerimento e ridarli alle stampe.

Carlo Coccioli
Davide
Sironi ed.
17 euro

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Il giorno della memoria: libri e autori sulla Shoa

pubblicato da Andrea Coccia

shoah Oggi è il giorno della memoria, l’anniversario della liberazione del campo di prigionia di Aushwitz, avvenuto esattamente 64 anni fa, il 27 gennaio del 1945. Quel giorno, che per qualcuno (i purtroppo troppo pochi sopravvissuti) ha rappresentato la fine di un incubo, ha rappresentato per tutti gli altri, per l’opinione pubblica mondiale, l’inizio di un altro incubo, duro ma assolutamente necessario, quello della consapevolezza, della memoria.

Da qualche anno, per il sempre minor numero di sopravvissuti ancora in vita, per uno strano atteggiamento che ha reso la memoria di quei terribili momenti sempre più spesso uno spettacolo mediatico fondato sull’inutile pathos del “come è potuto succedere?”, ma anche per un colpevole rapporto di sufficenza che noi tutti abbiamo con la storia, il vero significato dell’Olocausto di milioni di persone tra ebrei, zingari, omosessuali e detenuti politici sta venendo meno.

Come ogni anno, quindi, anche oggi ci ritroviamo a leggere l’elenco delle nuove uscite editoriali che si ripropongono di ricordare quel vergognoso pezzo di storia: quest’anno si passa dalla “Storia della Shoah in Italia” (Einaudi) al “Canto del popolo Yiddish messo a morte” (Mondadori) di Itzak Katzenelson, nella nuova traduzione di Erri De Luca, al bestseller spagnolo, edito Rizzoli, “Il liutaio di Cracovia” di Maria Angels Anglada, al “Diario di Helen Berr”, nuova Anna Franck, fino agli interrogativi di Yeuhda Bauer, pubblicati da Baldini&Castoldi Dalai, sulla effettiva possibilità e proficuità di continuare a parlare della Shoah.

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