Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag giornalismo

Lapidarium, di Ryszard Kapuscinski

pubblicato da Andrea Coccia

Ryszard Kapuscinski, lapidarium, feltrinelli, giornalismoCome moltissimi altri, anch’io ritengo che Rysard Kapuscinski sia uno dei pochi e più grandi maestri dell’arte di raccontare i fatti e di tessere il tessuto della storia che altri chiamano “giornalismo”. Eppure ultimamente, probabilmente a causa di alcuni suoi libri postumi, insignificanti e posticci, (Nel turbine della storia e Autoritratto di un reporter, per esempio) stavo perdendo lo stimolo per tornare a leggere le sue pagine.

Per fortuna il dio del caso qualche volta assiste. Qualche giorno fa, per esempio, mi ha fatto capitare tra le mani Lapidarium, in viaggio tra i frammenti della storia, un volume degli anni ‘90 che raccoglie appunti, riflessioni, spunti, piccole narrazioni e frammenti scritti dal giornalista polacco sui suoi diari. Spesso si tratta di veri e propri appunti, dotati di quella scintilla di senso che fa intravedere le sue possibili evoluzioni. Altre volte si tratta di piccole storielle, attimi di vita colti da una angolazione decisiva e inaspettata che li trasforma e li carica di significato.

Ma che senso ha cercare di riassumere un libro che, proprio per la sua natura composita non può essere riassunto? E infatti il miglior modo per farvi entrare nel mood del libro e delle sue acute riflessioni è quello di offrirvene un assaggio. Giusto un paio di esempi, dunque, presi a caso dalle riflessioni più illuminanti e più attuali. Leggetele dopo il salto…

Continua a leggere: Lapidarium, di Ryszard Kapuscinski

....
condividi 0 Commenti

5 anni fa hanno ucciso Anna Politkovskaja. Evviva Anna Politkovskaja!

pubblicato da Andrea Coccia

anna politkovskaja, giornalismo, in memoria di anna politkovskaja
Il giornalismo è una professione pericolosa, lo si sa. Soprattutto se lo si vuole fare bene, se si è mossi da uno spirito libero, da una onestà intellettuale inattaccabile e da un odio inveterato contro i soprusi e le ingiustizie del potere o di chi ne fa le veci. Anna Politkovskaja, giornalista e scrittrice, questo lo sapeva molto bene. Sapeva di rischiare la vita facendo quello che amava, come sapeva di far rischiare la vita anche ai suoi contatti, in Cecenia come a Mosca.

C’è una frase che Anna scrisse un paio d’anni prima della propria morte che da l’idea delle esatte dimensioni di questa sua consapevolezza:

Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano. Infatti, una persona può perfino essere uccisa semplicemente per avermi dato una informazione. Non sono la sola ad essere in pericolo e ho esempi che lo possono provare

Continua a leggere: 5 anni fa hanno ucciso Anna Politkovskaja. Evviva Anna Politkovskaja!

....
condividi 0 Commenti

In uscita a settembre due libri (e un dvd) dedicati a Oriana Fallaci

pubblicato da sara

fallaci“Ho i calli sulla punta delle dita a forza di scrivere a macchina. I facchini li hanno sui palmi delle mani, io sulla punta delle dita. E mi piacciono. Belli duri. Se mi buco lì, non sento nulla”

Uscirà a settembre per Rizzoli un doppio omaggio alla giornalista e scrittrice, morta il 15 settembre 2006: un libro e un dvd con alcuni filmati rari e introvabili. Il titolo: Intervista con Oriana. Secondo le anticipazioni, oltre al docufilm Oltre la rabbia e l’orgoglio, prodotto da La storia siamo noi di Giovanni Minoli, ci saranno anche le sue prime interviste, e il racconto dei suoi reportage più famosi, come quelli dal Vietnam.

Inoltre, Fallaci racconta la sua lotta contro il cancro, le sfide che più l’hanno attratta, i suoi libri preferiti. Il documento ospita anche interventi di amici e conoscenti come Ferruccio de Bortoli, Furio Colombo, monsignor Fisichella. Parla anche Francois Pelou, corrispondente della France Presse, suo compagno per otto anni e che ispirò Lettera ad un bambino mai nato. In uscita sempre a settembre anche il libro fotografico Oriana Fallaci in New York - Una storia d’orgoglio (Sperling&Kupfer).

Nel volume, gli scatti di Gianni Minischetti, che le fu amico per trent’anni, dall’epoca dei suoi primi reportage, e che è stato ammesso a fotografare i suoi momenti di vita nella amata Grande Mela.

....
condividi 0 Commenti

Cristo con il fucile in spalla, di Ryszard Kapuscinski

pubblicato da Andrea Coccia

Cristo con il fucile in spalla, di Ryszard Kapuscinski Sono passati quattro anni dalla morte di Ryszard Kapuscinski, avvenuta il 23 gennaio del 2007, e ancora continuano a uscire libri postumi. Ma a differenza dell’ultimo e deludente Nel turbine della storia, pubblicato nel 2009 da Feltrinelli – brutta operazione editoriale che smembrava e ricomponeva interviste concesse dal reporter polacco negli ultimi 50 anni, quest’ultimo Cristo con il fucile in spalla è un ottima chicca.

Scritto oltre trent’anni fa, nel 1975, ma tradotto solo ora in Italia dalla solita e brava Vera Verdiani, questo volume raccoglie alcuni dei più intensi e bei reportage che il grande reporter polacco scrisse, a cavallo tra gli anni Sessanta e i primi anni Settanta, parlando delle rivoluzioni in Africa, America Latina e Medio Oriente.

Come tutti i libri di questo grande maestro dell’arte del giornalismo, anche questo sarebbe da ascrivere alla lista – invero sempre più corta – dei libri che tutti i giornalisti e gli aspiranti tali dovrebbero leggere, per fare in modo che che l’arte del giornalismo non soccomba negli anni a venire, colpita a morte dall’arte, molto meno nobile della prima, di riscrivere comunicati stampa e di trasformare la professione del reporter in una scienza delle merendine.

Ryszard Kapuscinski
Cristo con il fucile in spalla
Feltrinelli
euro 15,00

....
condividi 0 Commenti

Più libri, più liberi, stand da visitare: BeccoGiallo Editore

pubblicato da lara

disegno di donna intenta a scrivere

Graphic novel, fumetto o report? Tutti e nessuno. Il progetto di BeccoGiallo è raccontare la realtà utilizzando la nona arte, ma rivolgendosi a un pubblico più vasto di quello degli amanti delle “nuvolette”. Non sono fumettisti i fondatori della casa editrice trevigiana, ma amano la narrazione e sono attenti a ciò che li circonda. Hanno avuto la geniale intuizione di sperimentare questa nuova forma di giornalismo, a fumetti appunto, percorrendo una strada mai battuta prima.

Proprio per la natura anomala del progetto, si collocano in una posizione mediana tra il mondo dell’editoria e quello giornalistico. Quando scelgono di fare un libro, ad esempio, si comportano come la redazione di un quotidiano o di un periodico: “si buttano sul tavolo delle proposte per delle storie che ci piacerebbe raccontare ai lettori - raccontano - si valutano una per una sulla base di fattori a volte molto diversi l’uno dall’altro (il potenziale interesse per il lettore, le possibilità di un riscontro mediatico, la fattibilità tecnica e così via), poi si raccolgono materiali di prima documentazione (foto, articoli, libri, film, atti processuali, sopralluoghi, interviste e così via), quindi si comincia a pensare a chi, fra il parco autori che ci siamo costruiti, potrebbe essere la persona giusta per provare a scrivere o disegnare quella particolare storia.”

Qualche titolo: per la collana Cronaca nera trovate, tra gli altri, la vicenda di Unabomber, la storia della Banda della Magliana, i delitti del Mostro di Firenze. Nella Cronaca storica vengono ripresi fatti mai dimenticati, impressi a fuoco nella memoria collettiva, come Chernobyl, la Strage di Bologna e Ustica, per citare alcuni volumi. C’è poi uno sguardo oltre i nostri confini con la collana Cronaca estera e ancora Biografie e Quartieri. L’ultima pubblicazione, di cui vedete qualche tavola sopra, è Anna Politkovskaja, il racconto della coraggiosa esistenza della giornalista scomoda, che venne assassinata nel 2006. Se vi siete incuriositi e volete saperne di più, visitate BeccoGiallo allo stand A 21.

....
condividi 0 Commenti

Dentro l'inchiesta. L'Italia nelle indagini dei reporter, di Gerardo Adinolfi

pubblicato da sara

adinolfiSi legge davvero con piacere questo saggio di Gerardo Adinolfi, che ci fa ripercorrere, attraverso gli articoli di giornalisti italiani ‘di razza’ , e le loro inchieste, la storia del nostro Paese dagli anni ‘50 ad oggi.

E’ un piacere, appunto, ripercorrere ad esempio lo scoop di Tommaso Besozzi sulla morte del Bandito Giuliano, negli anni ‘50. E poi, del Piano Solo, il tentato Golpe del 1964, come lo ribattezzò l’allora direttore dell’Espresso, Eugenio Scalfari.

Gli anni Sessanta sono anche quelli, come ci ricorda l’autore, della nascita della controinformazione che non si accontenta più delle ‘veline’ di Stato.

Continua a leggere: Dentro l'inchiesta. L'Italia nelle indagini dei reporter, di Gerardo Adinolfi

....
condividi 0 Commenti

L'eco della frottola di Fabrizio Gatti

pubblicato da Andrea Coccia

L'eco della frottola di Fabrizio Gatti Fabrizio Gatti, di questi tempi, è certamente uno dei migliori giornalisti italiani. Autore di memorabili inchieste effettuate rigorosamente sul campo sfidando autorità e pericoli di varia natura, a partire dal terrificante reportage sulla vita dei raccoglitori di pomodori in provincia di Foggia, fino all’incredibile viaggio da infiltrato lungo la rotta dei migranti, attraverso il Sahara, il Mediterraneo, finanche attraverso i Centri di permanenza temporanea italiani, piccoli lager di cui la maggior parte di noi non vuole nemmeno sentire parlare.

Gatti tutte queste cose le ha viste, prima ancora di raccontarle, le ha vissute sulla propria pelle, ed è proprio questo il discrimine tra giornalismo buono e giornalismo cattivo, tra giornalismo onesto e disonesto, insomma, tra essere testimoni della storia - per usare le parole di un altro grandissimo giornalista, l’inglese Robert Fisk - ed essere venditori di frottole.

L’ultima fatica di Fabrizio Gatti, un libro dedicato ai più piccoli e intitolato L’eco della frottola, è il suo modo di spiegare, nel modo più semplice possibile, sottoforma di qualcosa di simile ad una favola, la gigantesca linea di confine che separa il vero giornalista dallo scribacchino, sperando che i bambini dopo aver vissuto le avventure di Pennuto, giornalista della redazione dell’Eco di Bau Bau Au Au Au costretto dal proprio capo a inventarsi una notizia praticamente dal niente, impareranno a fare distinzione tra i due mestieri, imparando a chiamare il primo Giornalista e il secondo, al meglio, venditore di frottole.

Fabrizio Gatti
L’eco della frottola
Rizzoli
euro 18

....
condividi 0 Commenti

Cronache mediorientali di Rober Fisk

pubblicato da Andrea Coccia

Cronache mediorientali di Rober Fisk Robert Fisk, giornalista inglese della vecchia scuola, inviato sui fronti di guerra di mezzo mondo, da Belfast a Beirut, dall’Afganistan all’Iraq, non è certo uno che ha bisogno di presentazioni. E anche se molti se lo ricordano per via del fatto che è l’unico giornalista occidentale che abbia mai intervistato Osama bin Laden – tre volte tra 1994 e il 1997 – i suoi contributi all’ars giornalistica sono ben più grandi, tanto da fargli meritare sicuramente un posto nell’olimpo della professione accanto tra Erodoto e Kapuscinski, tra John Reed e Jack London.

Il libro che vi segnalo si intitola Cronache mediorientali, è edito nella collana Tascabili de Il Saggiatore e, se volete capire meglio le tragedie che da decenni fanno sanguinare la regione più densa di umanità e di storia dell’intero mondo, è un libro che dovete assolutamente leggere. Dal fronte afgano durante la guerra ai russi, fino a quello iraniano durante la “guerra lampo” di Saddam Hussain, dal conflitto israelopalestinese fino al Kosovo, gli occhi di Robert Fisk hanno assistito ad alcuni degli avvenimenti più dolorosi della storia contemporanea, avvenimenti che egli ha testimoniato memorabilmente nelle incontabili pagine dei suoi taccuini.

Un libro da leggere assolutamente dicevo, perché, come i migliori reportage di Kapuscinki in Africa o in Russia, come le migliori pagine di Jack London nei bassifondi dell’est end londinese, testimoniano la volontà di un uomo di assistere allo svolgimento della storia e di cercare di capirla, forse anche di scriverla, un uomo che ha sempre dedicato la sua vita al giornalismo, uno di quei «rappresentanti di quel piccolo esercito di uomini che stanno scrivendo la storia distesi accanto alle bocche dei cannoni».

Robert Fisk
Cronache Mediorientali
Il Saggiatore
euro 17

....
condividi 0 Commenti

Il mare di mezzo al tempo dei respingimenti, il nuovo libro di Gabriele Del Grande

pubblicato da Andrea Coccia

Il mare di mezzo al tempo dei respingimenti, il nuovo libro di Gabriele Del Grande Sarà presentato in anteprima nazionale l’8 aprile a Sassari Il mare di mezzo al tempo dei respingimenti, l’ultimo libro del giornalista Gabriele Del Grande distribuito in libreria da Infinito Edizioni. Seppur la sua età anagrafica lo racchiuda in una fascia, quella dei minori di trent’anni, che in Italia è fortemente penalizzata, soprattutto nel mondo giornalistico, Gabriele Del Grande, classe ‘82, è riuscito negli ultimi anni a ritagliarsi uno spazio importante, oserei dire addirittura centrale e fondamentale, nel mondo, sempre più complesso, dei professionisti del giornalismo di inchiesta.

Del Grande infatti, oltre che giornalista e scrittore – già autore dell’interessante Mamadou va a morire – è fondatore e gestore di Fortress Europe, il più importante blog di informazione che si occupa di registrare e far sopravvivere nella memoria, le storie drammatiche e spesso tragiche dei migranti che affrontano il Mediterraneo per cercare di entrare nella Fortezza Europa.

Questo nuovo libro di Del Grande nasce dall’esperienza ormai pluriennale dei fenomeni migratori che interessano il “mare di mezzo”:

Tre anni di inchieste, un viaggio tra memoria e attualità che vi farà trattenere il fiato dalla prima all’ultima pagina. Una raccolta di testimonianze e storie che fanno la storia. La nostra storia. E quella di un Mediterraneo sempre più blindato dalla paura dell’altro.

Un libro sicuramente da leggere e da far leggere, per fare in modo che le storie di disperazione, morte e miseria che ora non riempiono le pagine dei nostri giornali e non ci riguardano, possano un giorno finalmente riguardarci, ed entrare “nella storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola sarà scritto che negli anni duemila morirono decine di migliaia di emigrati nei mari d’Italia. Mentre tutti fingevano di non vedere.”

Gabriele Del Grande
Il mare di mezzo al tempo dei respingimenti
Infinito Edizioni
euro 15

....
condividi 0 Commenti

Ad personam di Marco Travaglio, ovvero la privatizzazione della democrazia

pubblicato da Andrea Coccia

Ad personam di Marco Travaglio, ovvero la privatizzazione della democrazia “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, almeno questo è ciò che dice l’articolo 3 della Costituzione Italiana, risalente a quando, subito dopo la guerra, provammo a costruire un paese dove le ingiustizie e i soprusi da cui il paese stava cercando di uscire in quel momento non avrebbero potuto mai più ripetersi.

Ma ora, a distanza ormai di oltre 60 anni dal momento in cui quell’articolo fu scritto, siamo costretti a fare i conti con una realtà politica che costantemente, almeno da tre lustri, disattende questo principio fondante del nostro statuto democratico, costruendo il proprio carnet politico su priorità completamente disallineate a quelle che riguardano il paese, limitandosi ad arricchire i già ricchi codici giuridici di leggiuncole Ad personam, Ad personas, Ad familiam, Ad castam, Ad aziendam, Ad mafiam.

E’ su questo cardine che si impernia la ricostruzione degli ultimi 16 anni di vita politica, dal 1994 al 2010, fatta da Marco Travaglio, giornalista che vede il suo ascendente presso gli italiani variare da un amore sfrenato ad un odio inguaribile, nel suo ultimo libro edito da Chiarelettere, intitolato Ad personam.

Continua a leggere: Ad personam di Marco Travaglio, ovvero la privatizzazione della democrazia

....
condividi 2 Commenti