Ne abbiamo parlato trasversalmente in molti post: ognuno di noi ha nel taccuino la sua lista di ‘introvabili’. Quegli autori che adoriamo, di cui magari con fatica siamo riusciti a recuperare l’opera omnia fra bancarelle usate, rivendite on line o prestiti in biblioteche fuori città (e oggi anche i Booklet), perchè siamo convinti che davvero ne valeva la pena.
Autori, insomma, non più tradotti (per noi inspiegabilmente) e che vorremmo fossero ridati alle stampe. Da settimane è su tutti i giornali il caso di Carlo Coccioli, recentemente scomparso e che dopo un tam tam di giornalisti e critici letterari, l’editore Sironi ha deciso di ripubblicare, dopo anni.
C’è stato il caso poi di Hans Fallada, ridato alle stampe da Sellerio alla fine dello scorso anno, e dei tanti testi sull’olocausto per fortuna ripubblicati quest’anno, in tempo per la Giornata della memoria. E voi? Quali sono gli ‘introvabili’ che vorreste veder ripubblicati? Magari qualcuna delle case editrici che ci seguono potrebbe cogliere il suggerimento e ridarli alle stampe.
Carlo Coccioli
Davide
Sironi ed.
17 euro
Non era solo una voce quella che indicava nelle librerie l’unico territorio indenne nel periodo natalizio alla crisi economica. Lo confermano i primi dati sui consumi di quest’ultimo natale, talmente positivi da far aggiornare al rialzo le stime di crescita degli utili nel biennio 2008-2010 del settore libri della Mondadori di un buon 20%.
L’importanza di questo dato è senza dubbio notevole e porta il settore libri della casa editrice più potente d’Italia al primo posto tra i settori di ricavo dell’intera azienda, sorpassando le testate periodiche, in lieve calo, ma soprattutto le testate quotidiane, costrette ad affrontare una delle più grandi crisi del settore. Alla base di questa crisi, che alcuni credono sia addirittura irreversibile, ci sarebbero le rendite sempre più scarne degli introiti pubblicitari che, soprattutto per quanto riguarda l’informazione, si stanno spostando sempre più verso le nuove tecnologie, internet in primis.
Non possiamo non reagire positivamente a tutto ciò, prima di tutto come lettori e come amanti del mondo del libro in generale che sempre più dimostra la sua necessità, in tempi che vedono il forte ridimensionamento dell’inutile, dell’accessorio. Ma la cosa ci interessa anche come bloggers: perché lo spostamento degli investimenti pubblicitari su internet sembra indicare proprio la strada che abbiamo intrapreso.
Via | Affaritaliani.it
Via | Flickr
Lo abbiamo notato tutti: si è molto affievolita, da parte degli editori, la febbre dei libri in allegato ai giornali. Un prodotto formulato per aumentare le vendite del giornale e anche le “entrate” della carta stampata, poichè spesso i giornali stampano in casa le edizioni proposte. Una scelta che forse non ha aiutatonemmeno ad aumentare il numero dei lettori di libri, ma forse solo, dicevano i maligni, a comporre le librerie dei salotti di buona famiglia con collezioni di testi dai colori uniformi.
Oggi, nonostante qualche eccezione (vedi i “Corti” del Corriere della Sera), i dati confermano queste analisi, come ci informa un articolo di ieri di Stefano Salis sul Sole 24ore: “è crollato il mercato delle vendite di libri allegati ai quotidiani: -7,5%. Vi siete mai fatti un’ipotesi al riguardo?
Foto | Flickr