Notizia bruta e brutale: il prezzo dei libri continua a crescere. In cinque anni, ovvero fra il 2005 e il 2010, ha visto un aumento non da poco, come comunica l’Eurostat, attestandosi al 6.5%, ovvero più dell’uno per cento l’anno.
L’indice è calcolato prendendo in considerazione i 27 Stati membri dell’Unione, in cui non va meglio per quanto riguarda il prezzo dei giornali (+17.5%). L’altra notizia che ci riguarda è che però in Italia il costo dei libri cresce più della media europea (+7%),.
Per i giornali italiani invece, l’aumento è stato al di sotto della media Ue (13.7% contro, appunto, 17.5%). La prima reazione alla notizia dell’aumento del costo dei libri è ovviamente: “aumento inevitabile, avviene per ogni altro genere di “prodotto”, causa inflazione”. Questo avviene però, nonostante continuiamo ad essere uno dei Paesi in cui il numero dei “lettori” è il più basso d’Europa.
La domanda potrebbe essere allora: secondo voi quanto incide il prezzo dei libri sulla perenne “crisi” di vendite lamentata dagli operatori del settore?
Foto | Flickr
Diciassette capitoli per raccontare, in modo a-sistematico, come è stata la vita guardandosi indietro, a settantanni. E’ uscito ieri ‘Non so che viso avesse’, una sorta di autobiografia del cantante Francesco Guccini, corredata da una corposa appendice critica dell’italianista e poeta Andrea Bertoni.
E così, fra le chicche, i ricordi delle osterie più amate, della passione per la lettura e delle biblioteche preferite, della generazione dei suoi antenati mugnai, e della giovinezza, in cui è stato giornalista, e studenti universitario, fino alla passione precoce per la musica.
E delle canzoni, anticipa Repubblica, Guccini non parla. Fa solo un’eccezione, per ‘La locomotiva’, da una cui strofa è appunto tratto il titolo del libro.
Francesco Guccini
Non so che viso avesse
Mondadori
18 euro
Via | Repubblica

“In libreria non si può entrare di corsa, lasciando l’auto fuori con le 4 frecce. Io sono un fautore dello “slow book” della libreria lenta. Così ho deciso che mi sarei preso il mio tempo e che i libri li avrei portati io a casa di chi li voleva conoscere ed acquistare”.
Nasce così l’idea di un libraio di Torino, Davide Ruffinengo, di portare i libri a domicilio dei lettori che li vogliano conoscere, che avranno tutto il tempo per farsi un’idea dei testi proposti e poi decidere cosa acquistare. Una sorta di ‘catering’ lo definisce il giornalista della Stampa che ha intervistato Ruffinengo.
“In genere - dice Davide nell’intervista - io porto una scelta di libri, li racconto, ne discutiamo insieme, poi il cliente sceglie. Sono serate informali, molto piacevoli, io riesco a presentare anche quindici libri, una volta usciti di lì anche se non si acquista nulla si è un po’ più informati”. Per avere i suoi servizi bisogna tesserarsi (50 euro annui) e compilare un questionario per fargli conoscere i propri gusti. O magari descrivergli le caratteristiche di una persona a cui si vuol regalare un libro. E il consiglio arriva. Il resto lo trovate qui.
Via | La Stampa
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“Di uguale, rispetto ad allora, c’è solo la curiosità. Di vedere come è andata a finire. Ripercorrendo lo stesso identico tragitto, tappa per tappa. Tutto il resto è figlio di un’Italia probabilmente minore. Certo diversa. Cambiata, stavolta. E mica solo per colpa di quellolà”.
Segnaliamo un libro che ha una idea piuttosto originale dietro: si tratta di ‘Tutti al mare 20 anni dopo’, di Luca Bottura, edito dalla casa editrice Perdisa (da tenere d’occhio) è originale: ripercorrere, più di due decenni dopo, lo stesso tragitto che nel 1985 fece Michele Serra.
Si trattava di un vero reportage (pubblicato allora sull’Unità e ora pubblicato per i tipi Feltrinelli) che attraverso il viaggio del giornalista da Ventimiglia a Trieste voleva dare un ritratto del Paese negli anni ‘80. Bottura, giornalista e autore di testi tv, è amico e allievo di Serra e ha replicato quindi la sua idea, pubblicando il reportage ‘vacanziero’ prima sull’Unità e poi per i tipi ‘Perdisa’.
Luca Bottura
Tutti al mare 20 anni dopo
Perdisa ed.
14 euro
“Stia attenta, signorina. Da noi, chi ha parlato del trasporto di armi, chi ha detto di aver visto qualcosa, poi è scomparso. In un modo o nell’altro, è morto.” Si intitola ‘Carte false. L’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hovratin, 15 anni senza verità il volume che Edizioni Ambiente manda in libreria per la sua collana VerdeNero a partire da dopodomani.
I fatti sono noti: era il 20 marzo 1994 e in Somalia Ilaria Alpi, giornalista del Tg3 Rai, e il suo operatore Miran Hrovatin vengono uccisi da un commando in una via di Mogadiscio quando stanno per fare ritorno in Italia. Il libro, leggo nella presentazione, è una inchiesta a più voci che riunisce i contributi di giornalisti che negli ultimi quindici anni si sono occupati a fondo delle inchieste sull’omicidio.
Ci sono le indagini dei colleghi Francesco Cavalli, Alessandro Rocca, Luciano Scalettari e l’analisi di Mariangela Gritta Grainer, coordinati da Roberto Scardova, vicecaporedattore e inviato del Tg3. Il testo raccoglie anche una intervista a Luciana e Giorgio Alpi, genitori di Ilaria. Sul sito della casa editrice trovate anche alcuni stralci del volume, come questo contributo di Gianni Minà.
Roberto Scardova (a cura di)
‘Carte false. L’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hovratin, 15 anni senza verità
ed. Ambiente
14 euro
Via | VerdeNero
Non si tratta di una vera e propria ‘Agenda del giornalista’ (l’indispensabile manuale con indirizzi, telefoni e nomi dei responsabili di tutte le testate italiane) ma di un elenco ‘ragionato’ di “68 quotidiani, 66 settimanali, 205 mensili e 41 testate con altra periodicita’”.
E’ ‘Il grande libro della stampa italiana’, edito da e che cerca di fare il punto sui maggiori operatori dell’informazione del nostro Paese. All’interno delle schede, infatti, leggo, viene riportata anche la “storia della testata e profilo del direttore, dati editoriali e societari, azionisti, diffusione e numero di lettori, siti web, concessionaria di pubblicita’, indirizzi e telefoni”.
Il volume esce oggi in edicola in allegato con PrimaComunicazione e dimostra ancora oggi, secondo gli editori, come “la storia stessa della stampa italiana e’ testimonianza di quanto questo mondo sia radicato nel territorio, nell’economia e nelle complicate lotte politiche del Paese”.
Via | PrimaOnline
Foto | Flickr
“Quando eri viva non si poteva parlare di te, e ora che sei morta non si fa che scoprire nuove tue relazioni, nuovi tuoi testamenti amicali, nuove memorie in comune fra te e altri che nessuno aveva mai sospettato fosse parte del tuo mondo”. Così la giornalista Lucia Annunziata parla di Oriana Fallaci nella prefazione della nuova edizione di ‘Lettera a un bambino mai nato’ che Rizzoli ha deciso di dedicare a questo romanzo della giornalista e scrittrice, scomparsa tre anni fa.
Si aggiunge così un altro ricordo della scrittrice ai tanti che in vari modi, dalla sua scomparsa, hanno parlato di lei. “Immagino sempre che ti stai godendo tutta questa attenzione. Vanitosa che eri”, continua Annunziata, che riporta come Fallaci la sollecitasse a parlare, a esprimersi su tutto senza remore, non come le giornaliste italiane, che sono delle ‘monachelle, delle impiegate, delle massaie del giornalismo’.
Mentre lei, continua Annunziata nel suo ricordo della collega scomparsa, scriveva puntando a una sorta di ‘nudità’ dei pensieri, con la precisione di un anatomopatologo. Da segnalare anche, della stessa casa editrice, la pubblicazione de ‘Gli antipatici’, una raccolta delle interviste famose della giornalista, da Ingrid Bergman a Quasimodo, passando per Fellini o Anna Magnani.
Oriana Fallaci
Gli Antipatici
Rizzoli ed.
10 euro
Via | Corriere del Mezzogiorno
Non so chi di voi avrà il piacere, nelle prossime settimane, di visitare la mostra dedicata a Fabrizio de Andrè a Genova. Nell’attesa, vi segnalo per mercoleì la presentazione di un libro tutto dedicato al cantautore e al suo rapporto con le esibizioni dal vivo.
La presentazione si tiene domani in provincia di Savona (a Loano), e riguarda il bel volume ‘Fabrizio De Andrè in concerto’ di Franco Zanetti con Claudio Sassi (giunti editore) ed è diviso in otto capitoli, dedicate ad analizzare altrettante tournee di De Andrè, e alle origini del suo rapporto inizialmente difficile con le esibizioni musicali dal vivo.
A corredo del libro, interviste ai musicisti che lo accompagnarono, ma anche ritagli di giornali e articoli dell’epoca. D’altronde insieme a Franco Zanetti, direttore di Rockol, c’è Claudio Sassi, grande appassionato e collezionista di cimeli del sogno perduto di Faber.
Via | Ponentenotizie.it
Se abitate a Bologna non perdetevi oggi la presentazione alla libreria Feltrinelli di piazza Ravegnana, del libro ‘La rabbia’, basato sui testi in versi che Pasolini usò per l’omonimo film o ‘poema filmico’ nel 1963.
Accanto al testo pasoliniano, le immagini del film, costruito montando sequenze di cinegiornali, che all’epoca raccontavano al mondo l’angoscia dlela guerra fredda, e il boom economico italiano. Ne viene fuori un libro di 220 pagine che mette in scena una originale narrazione di un’epoca, vista con l’occhio sensibile del regista-scrittore e poeta.
Roberto Chiesi (a cura di)
La Rabbia
ed. Cineteca di Bologna
24 euro
Via |Cineteca di Bologna
Woody Allen ed Eric Lax firmano un bel tomone di oltre seicento pagine edito dal titolo “Conversazioni su di me e tutto il resto”. Si tratta di un ritratto a tutto tondo del regista e attore, così come emerge nelle conversazioni del giornalista Lax, che è stato uno dei confidenti più intimi di Allen negli ultimi trenta anni.
Il libro, che contiene materiali inediti, è dedicato a riflessioni e commenti del regista su tanti argomenti, dai suoi film al rapporto con Soon-Yi, alla sua ossessione per il jazz fino alla sua opinione di diversi attori.
E contiene anche ovviamente nuove ‘massime’, come questa:”Credo fermamente che quando sei morto, leggere il tuo nome su una strada non aiuta il tuo metabolismo.”
Via | Alphabet city